I “Dormienti” di Mimmo Paladino in mostra a Milano a Palazzo Citterio


Mentre si scendono le scale del seminterrato di Palazzo Citterio, una musica malinconica e dal sapore misterioso avvolge ogni passo. La penombra cala fino a diventare buio quasi totale, interrotto solo dai faretti dorati puntati sui protagonisti della visione. Proprio una visione: un’apparizione mistica, trascendente, quella dei Dormienti di Mimmo Paladino (Paduli, 1948) per la prima volta esposti in una collezione pubblica di Milano.

Ogni loro apparizione, fin dalla prima avvenuta a Poggibonsi nel 1998, è un’emozione inattesa e toccante per il pubblico che vi entra in contatto. Merito dei legami semantici ed emotivi che queste sculture sanno risvegliare nell’inconscio umano, tanti sono i rimandi alla storia comune e individuale che custodiscono. L’installazione di Palazzo Citterio, lasciando lo spettatore libero di avvicinarsi quanto vuole a ciascun individuo scolpito nella semi-oscurità, regala un’esperienza unica, così come irripetibili sono gli esiti performativi di questi capolavori dell’artista.

Mimmo Paladino, Dormienti, installation view at Palazzo Citterio, Milano, 2026. Photo Lorenzo Palmieri

I Dormienti di Mimmo Paladino da Poggibonsi a oggi

Ventott’anni sono trascorsi dalla prima volta in cui i Dormienti di Mimmo Paladino offrirono al pubblico i loro corpi indifesi, fragili nella loro materia di terracotta, accucciati in posizione fetale. Tutti simili, tutti diversi. Ciascuno ricavato a partire dalle medesime parti modulari, ma riproposte ogni volta in combinazioni nuove.

Così anche il loro colore: sfumature variegate, in relazione al tipo di terra e ai materiali con cui essa è stata mescolata. Sabbia, ossidi, altri elementi casuali uniti in modo istintivo, come la natura sembra fare con i tratti somatici umani; e poi frammenti di coccio che ricordano scudi, recipienti, storie sepolte sotto macerie e oblio. Nel 1998, i Dormienti apparvero a Poggibonsi nel contesto dell’esposizione Arte nell’Arte. Il successo fu tale da portare, qualche anno dopo, alla decisione di fonderli in bronzo per installarli nella Fonte delle Fate, sempre nell’entroterra senese. Da allora, il complesso scultoreo ha vissuto una lunga serie di apparizioni pubbliche, dalla Roundhouse di Londra nel 1999 al contesto milanese di Cardi Gallery nel 2021. Ogni volta, la magia si ripete in modo nuovo: stessi corpi modulari, diverso l’assemblaggio, diversa la scenografia d’insieme.

I Dormienti di Mimmo Paladino: tra antiche catastrofi e drammi contemporanei

A guardare quelle figure che giacciono inermi e innocenti a terra, viene da pensare a uomini e donne presi da un sonno eterno. Puro, privo di incubi – il volto è disteso, pacifico –, come quella notte di tranquillità concessa a chi non ha preoccupazioni in mente e ha già risolto tutti i problemi contingenti. Un lusso che, oggi, pochi riescono ancora a permettersi. Forse i bambini, ma a volte neppure loro, sanno ancora cosa significhi. Eppure, se nel volto quei Dormienti danno davvero l’idea di riposare in pace, il loro corpo racconta una storia diversa. La terracotta che sembra imprigionarne l’anima fa pensare a Pompei: a quella tragedia antica, raccontata da Plinio, che colse nel sonno un’intera comunità. I calchi ritrovati in situ non sono poi così distanti dalle opere di Paladino: il legame è stretto, eppure l’idea creativa originaria è ancora un’altra. La loro genesi trae infatti ispirazione dai disegni che Henry Moore realizzò osservando le persone rannicchiate nei rifugi britannici durante la guerra. Figure che, invece di giacere impaurite, sembravano davvero dormire in pace. In quella quiete innocente, inerme, di chi non è macchiato da alcuna colpa e pare – almeno di notte – non avvertire il peso che grava sulle proprie spalle.

Mimmo Paladino, Dormienti, installation view at Palazzo Citterio, Milano, 2026. Photo Lorenzo Palmieri
Mimmo Paladino, Dormienti, installation view at Palazzo Citterio, Milano, 2026. Photo Lorenzo Palmieri

I Dormienti di Mimmo Paladino a Palazzo Citterio a Milano

Si giunge, infine, all’interpretazione odierna dei Dormienti, proposta a Milano per Palazzo Citterio. Una grande macchina scenografica, che sfrutta al meglio lo spazio maestoso del seminterrato del museo. Introducendo il pubblico alla visione dall’alto attraverso una doppia scalinata, l’allestimento coglie di sorpresa, per poi soddisfare curiosità e attesa, lasciando avvicinare fino a pochi centimetri dalle sculture. Con l’arricchimento di un sottofondo musicale mistico e malinconico, il visitatore ha la possibilità di unirsi idealmente alla schiera dei corpi dormienti, sentendosi parte di un’unica grande umanità. Ancora una volta, l’opera di Paladino rivela il suo fortissimo potere comunicativo ed evocativo, lasciando profondamente scosso chiunque vi entri in contatto. A corredo della grande installazione, Palazzo Citterio ospita anche una piccola selezione di quindici disegni inediti, mai visti prima al di fuori dello studio di Paduli dell’artista, dove erano conservati come grandi bozzetti alla base delle sue creazioni. Si tratta di concezioni che oscillano tra teatro, minimalismo, Conceptual Art e cultura classica: il segno di una mente capace di trascendere la realtà per sfiorare e saldare insieme emisferi diversi, di cui i Dormienti sono una delle concretizzazioni più riuscite.

Emma Sedini

Milano // Fino al 26 luglio 2026
Mimmo Paladino. Dormienti
PALAZZO CITTERIO – Via Brera, 12
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