Sant’Agostino riapre a Pietrasanta dopo 6 anni di lavori


Il recupero di Sant’Agostino lega il passato religioso della città alla sua stagione museale più recente. La facciata torna leggibile nei materiali e il bronzo di Mitoraj riprende posto sul fronte della chiesa proprio nel mese di apertura del nuovo museo dedicato allo scultore.

La cronologia del restauro parte dal 2020 e arriva alla consegna pubblica del 27 giugno 2026. Al centro ci sono la facciata, la Sala dell’Annunziata e le scoperte emerse sulle pietre del prospetto.

Sommario dei contenuti

Sei anni e oltre 900mila euro per riaprire Sant’Agostino

Il 27 giugno 2026 alle 19 Pietrasanta ha riaperto al pubblico il Complesso di Sant’Agostino con una cerimonia alla presenza del sindaco Alberto Stefano Giovannetti e di Paolo e Giuliana Clerici. Il Comune aveva annunciato la consegna il 22 giugno e aveva fissato l’appuntamento sul termine dei lavori alla facciata della chiesa. L’investimento supera i 900mila euro e copre un ciclo partito nel 2020.

La successione segue una traccia riconoscibile. Nel maggio 2023 la Sala dell’Annunziata era già rientrata nell’uso cittadino come spazio per esposizioni e attività pubbliche. La fase finale ha portato l’attenzione sul prospetto marmoreo della chiesa e sulle superfici storiche che affacciano sul centro di Pietrasanta.

La facciata ha rivelato un repertorio di marmi apuani

Sotto gli strati di deposito il prospetto ha restituito una varietà di pietre provenienti dalle Alpi Apuane. Il Comune adopera l’espressione «atlante dei marmi delle Apuane» per definire la composizione del fronte, una superficie formata da materiali cavati in aree diverse e montati in epoche di cantiere differenti.

Nel restauro questo aspetto conta quanto la pulitura. Riconoscere cave e varietà lapidee significa leggere Sant’Agostino come documento materiale della Versilia marmifera, prima ancora che come edificio monumentale. Artribune conferma lo stesso profilo sulla facciata come repertorio apuano.

Le lastre tombali medievali e la pista Giovanni di Gante

Il cantiere ha individuato frammenti di antiche lastre tombali medievali reimpiegate nella facciata. Il riuso lapideo era una pratica diffusa ma qui assume un peso diverso: i frammenti entrano nella costruzione stessa del prospetto e obbligano a ragionare sulle fasi di montaggio del fronte.

La parte inferiore del prospetto viene ricondotta con maggiore forza alla bottega del maestro pisano Giovanni di Gante. La formula resta attributiva, quindi riguarda una linea di studio e non una firma d’autore fissata da un documento notarile. Finestre sull’Arte ha registrato il legame fra lastre medievali, cronologia e bottega pisana.

Mitoraj torna sulla soglia del complesso

La lunetta bronzea di Igor Mitoraj è stata recuperata e ricollocata nel racconto visivo della facciata. L’intervento su quel bronzo ha un effetto urbano immediato: Pietrasanta ha aperto il Museo Mitoraj il 6 giugno 2026 e nello stesso mese ha restituito al fronte di Sant’Agostino un’opera che collega lo scultore al centro storico.

Il richiamo interno è inevitabile per chi segue la città attraverso l’arte contemporanea. Nel nostro pezzo sul Museo Mitoraj a Pietrasanta abbiamo documentato la donazione di 69 opere, la sede nell’ex mercato comunale e l’apertura con Mitoraj. Present. Sant’Agostino completa quella traiettoria sul piano urbano: museo da una parte, opera sul monumento dall’altra.

Sala dell’Annunziata, il primo rientro nell’uso pubblico

La Sala dell’Annunziata occupa il primo snodo del recupero: il rientro nel maggio 2023 ha riportato in funzione un ambiente al piano terra del complesso, collocato fra chiostro e loggiato sud, già refettorio del convento. La Fondazione Clerici lo descrive come ambiente principale del Centro Luigi Russo e sede per mostre ed eventi.

Il progetto del 2023 aveva lavorato sugli affreschi degli inizi del XVII secolo, sugli impianti di climatizzazione e illuminazione a led, sugli arredi e sulla dotazione multimediale. La capienza era stata aumentata di 100 posti, un numero che spiega la scelta di trattare Sant’Agostino come macchina civica e non soltanto come monumento da contemplare.

Chi ha lavorato su marmi, bronzo e impianti

La regia del cantiere è associata all’architetta Maura Tardini. Per l’esecuzione, il restauro degli elementi marmorei è stato affidato a Restauroitalia e il recupero della lunetta bronzea ad Atelier Mitoraj. RED Studio ha curato progetto e direzione lavori, con Italo Viti al coordinamento della sicurezza.

EMI e Localnet Livorno hanno seguito le assistenze impiantistiche. Lo storico e geologo Antonio Bartelletti e Pietro Vecchio hanno offerto contributi alle indagini sul fronte lapideo. Il prospetto conserva tracce d’uso e segni storici: il restauro li tratta come parti del documento architettonico.

Le tracce lasciate in facciata fanno parte del restauro

Una scelta conservativa emerge dai blocchi più bassi: alcune alterazioni cromatiche legate alla colla dei vecchi manifesti e i segni della granata esplosa sul sagrato durante la Seconda guerra mondiale sono stati mantenuti. NoiTV ha riportato questo tratto del cantiere, decisivo per separare il restauro dalla tentazione di cancellare ogni traccia materiale.

La pulitura ha riguardato pietre e giunti, il consolidamento ha affrontato parti degradate e la sostituzione della finestra ha restituito ordine al prospetto. La rimozione dei precedenti interventi incongrui serviva a liberare la struttura da aggiunte che alteravano il disegno della facciata.

Il Trecento degli Agostiniani e la città dei mercanti lucchesi

Sant’Agostino era conosciuto in origine come chiesa della Santissima Annunziata. Nato agli inizi del Trecento come convento cittadino degli Agostiniani, divenne un perno religioso e civile in una Pietrasanta favorita dai traffici del vicino porto di Motrone.

Le famiglie lucchesi Altelminelli, Sbarra, Forteguerri, Perfettucci, Tadolini e Gigli scelsero la chiesa per sepolture e rappresentanza. Le lapidi conservate nel complesso parlano di un rapporto stretto con le sete lucchesi e con la rete mercantile europea del Medioevo. Arte.it ha richiamato anche il soggiorno di Michelangelo nel 1518, legato ai marmi destinati alla facciata di San Lorenzo a Firenze.

Padre Barsanti e la vita del complesso dopo la stagione conventuale

La storia del complesso tocca anche padre Eugenio Barsanti, nato a Pietrasanta nel 1821 e ricordato con Felice Matteucci per il primo motore a combustione interna funzionante. La chiesa di Sant’Agostino è indicata come luogo delle sue prime messe prima della stagione degli studi scientifici.

La biografia di Barsanti aggiunge alla storia religiosa una traiettoria scientifica ottocentesca. Sant’Agostino appare così come un deposito di usi civici sovrapposti: sepolture mercantili, liturgia, attività espositive e presenza contemporanea della scultura.

Il legame con la città dopo la cittadinanza onoraria ai Clerici

Nel 2024 il Comune di Pietrasanta ha conferito la cittadinanza onoraria a Paolo e Giuliana Clerici. La scelta ha preceduto la consegna finale del restauro e certifica un legame che passa dalla Sala dell’Annunziata alla facciata della chiesa, fino al recupero del bronzo di Mitoraj.

La Stampa inserisce il cantiere versiliese nel programma filantropico della Fondazione, nata nel 2017 su iniziativa di Paolo Clerici con il sostegno di Coeclerici S.p.A. Il profilo della Fondazione colloca il caso Pietrasanta oltre la sponsorizzazione estemporanea: qui il finanziamento diventa uso pubblico del bene e lavoro scientifico sul monumento.

Gli studi sul cantiere passeranno dalla Soprintendenza

Il Comune ha indicato un convegno scientifico in autunno con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per presentare gli studi emersi dal cantiere. Il Giornale dell’Arte ha già registrato il legame fra la consegna di giugno e quella sede di studio.

La ricaduta locale comincia prima della sala convegni: Sant’Agostino torna a lavorare come infrastruttura culturale, con spazi per mostre e un fronte monumentale tornato leggibile. Per Pietrasanta il risultato pesa sulla continuità fra centro storico, Museo dei Bozzetti, Museo Mitoraj e filiera del marmo e del bronzo.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Junior Cristarella

Source link

Di