Il programma di Operaestate Festival 2026 a Bassano del Grappa: intervista a Michele Mele


Prosegue fino al 13 settembre la 46° edizione di Operaestate, il festival “esteso” che abita l’estate di Bassano del Grappa e della Pedemontana Veneta con un fitto cartellone che non soltanto accosta danza, teatro, musica e circo ma anche linguaggi più “tradizionali” e interessanti sperimentazioni. Filo rosso, il tema delle “relazioni”: con il territorio, con gli artisti e fra questi ultimi e gli spettatori. Dell’anima policroma di Operaestate ci ha raccontato Michele Mele, il co-direttore artistico che affianca Rosa Scapin, cui è affidata, invece, la direzione generale e artistica.

Michele Mele

Intervista a Michele Mele su Operaestate 2026

Come avete costruito l’ampio cartellone di Operaestate?
Abbiamo individuato dei nuclei tematici che hanno relazioni in primo luogo con il “progetto” Operaestate, che non è solo un festival ma, in quanto “braccio operativo” del Comune di Bassano del Grappa, ha un impatto sulla vita culturale della città che va al di là del festival stesso. In primo luogo ci sono, dunque, delle “inaugurazioni”, cioè una serie di eventi che utilizziamo per entrare nel ritmo del festival: la rassegna di cinema, la programmazione internazionale per il giovane pubblico, le parate, un concerto sul Ponte di Bassano con fuochi d’artificio, uno spettacolo per lo spazio pubblico di Chiara Frigo, A human Song.

Quali linee progettuali avete seguito nella programmazione, che è multidisciplinare, con teatro, danza, musica e circo?
Per tutte le discipline, abbiamo voluto sia delle novità assolute sia dei progetti più attenti al discorso di repertorio. Da una parte le prime; dall’altra la promozione sul pubblico, a cui vogliamo mostrare spettacoli che, pur non essendo debutti, non sono mai arrivati in Veneto. Riprendiamo, dunque, uno spettacolo di dieci anni fa del coreografo Daniele Albanese anche per vedere cosa succede su quei corpi, cosa succede al repertorio della danza contemporanea. L’autore-regista e drammaturgo Davide Enia, invece, porta una produzione, Autoritratto, che è già stata dappertutto e ha vinto tutti premi ma a Bassano non c’era mai stata.Su alcuni artisti, poi, siamo riusciti a creare delle attenzioni particolari: gli Anagoor portano una novità, Povero diavolo – mal detto Arlecchino, e un lavoro di repertorio, Polittico dell’infamia; la compagnia di Roberto Zappalà – che non era mai stata a Bassano – arriva con due lavori su musica e danza in scena, Brother to Brother – Dall’Etna al Fuji e Bach Dance Concert.

Gli artisti di Operaestate 2026

Ci puoi indicare qualche altro artista la cui presenza nel cartellone di Operaestate testimonia proprio di questa speciale attenzione riservata alla relazione fertile con il pubblico?
C’è Enrico Iannello, da Napoli, con lo spettacolo Isidoro (che il prossimo anno vedremo anche al Piccolo di Milano); c’è la coreografa belga Ayelen Parolin, che presentiamo in collaborazione con Bolzano Danza. C’è poi un cartellone molto articolato per quanto riguarda la musica e che cerca di dare spazio ai giovani talenti, grazie anche al violinista Giovanni Andrea Zanon che cura per noi un progetto ad hoc e si esibirà anche in un concerto col pianista canadese Toni Siqi Yun. C’è, infine, la collaborazione con il VeneziaPianoFestival.

Il respiro internazionale di Operaestate, senza trascurare la scena italiana

Mi pare che abbiate costruito un programma in cui convivono locale, nazionale e internazionale…
Sì e, arrivando a B. Motion (la sezione del cartellone dedicata ai linguaggi del contemporaneo, dal 21 al 30 agosto) quanto hai descritto si ritrova in modo quasi didascalico. Il primo weekend sarà incentrato sulla creazione veneta, con artisti del territorio che si stanno imponendo su una scena più vasta: il musicista Mauro Martinuz, la regista e performer Silvia Costa, la coreografa Sara Sguotti, l’interprete e regista Federica Rosellini, Leda Kreider con l’anteprima de suo nuovo lavoro su Amleto… Ci sarà poi una giornata dedicata alla drammaturgia contemporanea italiana, con tre progetti testati in lettura – di Caterina Carpio, Domenico Ingenito e Matthieu Pastore. E, poi, spettacoli “fuori formato”, come quello del belga Eric Arnal-Burtschy che fa una drammaturgia e una coreografia di luce, senza performer. E spettacoli per lo spazio pubblico, come Land Before Time dalla Norvegia. Negli ultimi giorni di B. Motion avranno invece maggiore evidenza lavori provenienti da Svizzera e Lituania, con artisti di valore come Soraya Leila Emery, Clara Delorme, Baptiste Caseaux e Emma Saba, Adrian Carlo Bibiano con Džiugas Kunsmanas, Dovydas Strimantis e Demetrio Castellucci.

In quelle date si svolgono anche le giornate professionali: quale tema verrà affrontato quest’anno?
Quest’anno invitiamo i nostri ospiti a riflettere sul tema dell’accessibilità: un contenuto cui siamo arrivati osservando le proposte degli artisti. Il punto di partenza è il progetto Dance Well – ogni settimana a Bassano offriamo due lezioni gratuite – che si è ormai diffuso e radicato in tutta Italia. Quest’anno al festival i Dance Well Dancers saranno guidati in una nuova produzione dalla compagnia belga Tumbleweed e ci saranno poi il nuovo spettacolo di Chiara Bersani e quello della compagnia belga-svizzera Zoo/Platform K formata anche da artisti con disabilità.

Laura Bevione

Operaestate Festival 2026 // fino al 13 settembre 2026
Bassano del Grappa e Comuni della Pedemontana Veneta
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