LE SPESE “POTENZIATE” DEL SISTEMA MANGIARDI
Tra droni, Subaru, software e milioni pubblici: la Calabria continua a investire nel controllo del territorio. Ma gli incendi non arretrano (anzi). C’è una domanda che in Calabria non trova risposta da mesi, forse da quasi 2 anni. Una domanda semplice, quasi banale nella sua evidenza: se la macchina del monitoraggio funziona davvero, perché gli incendi sono addirittura cresciuti negli ultimi 2 anni?
Nel frattempo, però, la macchina di spesa corre. Determina dopo determina, affidamento dopo affidamento, il sistema “Tolleranza Zero” continua a crescere. Un progetto ambizioso, costruito attorno al Settore Difesa del Suolo guidato dall’ingegnere Raffaele Mangiardi – il “superdirigente dalle mani bucate” – presentato come la risposta tecnologica definitiva al problema degli incendi boschivi. Droni, piattaforme digitali, control room, sistemi di videoanalisi, segnalazione precoce. Un impianto che, sulla carta, sembra proiettato nel futuro. Ma basta scorrere gli atti per rendersi conto che quel futuro ha un costo molto rilevante, e una gestione piuttosto allegra dei conti regionali sotto la regia di Mangiardi.
13 Subaru e mezzo milione di euro – Il primo dato è di quelli che colpiscono subito. Con il DD n. 18807/2024 e la successiva liquidazione del DDG n. 9928/2025, la Regione Calabria ha speso 525.767 euro per l’acquisto di 13 Subaru 4×4 fiammanti destinate al monitoraggio del territorio. Tredici fuoristrada. Mezzo milione di euro. La motivazione è sempre la stessa: supporto agli operatori e ai piloti di droni nelle attività di controllo del territorio.
Ma qui il punto non è la motivazione formale. Il punto è un altro: quanti sono questi operatori? E soprattutto, serve davvero una flotta da tredici mezzi per supportare un’attività che, nei fatti, ruota attorno a numeri molto più contenuti? E poi la domanda più semplice di tutte: dove sono oggi queste auto? Chi le usa? E soprattutto, perché non esiste una tracciabilità pubblica immediata del loro impiego?
Il raggruppamento di società che si è aggiudicato l’appalto milionario grazie alla celeberrima SUA della Provincia di Crotone avrebbe dovuto fornire i mezzi per piloti e operatori tecnici, oppure – da capitolato e disciplinare di gara – è davvero la Regione a dover fornire “anche” veicoli e schede carburante? E allora, ci domandiamo: che li paghiamo a fare questi soggetti se dobbiamo pure fornirgli mezzi, gasolio e – come vedremo tra poco – anche gli indumenti?
Le assicurazioni: la spesa che continua a correre – Le Subaru non solo si acquistano. Si mantengono. Con il Decreto n. 10506/2025, la Regione affida il servizio assicurativo “Libro Matricola” alla compagnia Vittoria Assicurazioni S.p.A., tramite broker AON, per un importo annuo di 18.612,18 euro. Poi arriva il passaggio successivo: con il Decreto n. 4809 del 25 marzo 2026 viene liquidato il premio per l’annualità successiva. Tradotto: la spesa non è una tantum. È strutturale. Si rinnova. Si consolida. Crescerà nel tempo, perché ci saranno anche tagliandi e manutenzioni.
Quindi mentre Occhiuto, per garantire un risparmio all’ente -salvo poi scivolare sulla buccia di banana o di peculato-, ricorre ai noleggi “all inclusive”, Mangiardi invece acquista veicoli come se non ci fosse un domani.
85 mila euro per vestire il progetto – Altro capitolo, stessa logica. Con il Decreto n. 899/2025 vengono impegnati 85.257 euro per abbigliamento tecnico destinato al personale del monitoraggio. Giacche, dotazioni, vestiario operativo. E anche qui la domanda è sempre la stessa, mai banale: per quanti operatori? Con quali criteri di distribuzione? E con quale rapporto tra spesa e numero reale di addetti sul campo? Finora l’unico “vestito da pilota di droni”, ai nostri occhi, è stato lui. Perché se i numeri sono piccoli, i conti diventano inevitabilmente grandi.
160 mila euro per la piattaforma digitale – Con il Decreto n. 9093/2024 la Regione affida sempre alla chiacchierata Webgenesys la realizzazione della piattaforma di gestione dei flussi video e monitoraggio del territorio. Circa 160 mila euro per integrare droni, video, dati e sistemi di controllo. Dovrebbe essere il cuore tecnologico del progetto. Ma anche qui resta la stessa domanda che attraversa tutto l’impianto: cosa produce, concretamente, questo sistema sul campo? Quanti incendi intercetta prima che diventino emergenze? Quanti interventi attiva in tempo reale?
Oppure si tratta del solito affidamento a una ditta che ormai in Cittadella avrebbe le mani in pasta ovunque, grazie ai buoni uffici di un lobbista d’eccezione, e ai suoi rapporti privilegiati con il potentissimo Luciano Vigna?
Gara 30/2025: il nodo dell’RTI – C’è poi un elemento ancora più delicato, che emerge dalla Gara n. 30/2025, pubblicata il 22 aprile 2025. Oggetto: potenziamento del sistema di monitoraggio del territorio per la prevenzione delle calamità. Dagli atti risulta un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) composto da soggetti diversi, tra cui: La Torpedine S.r.l. e SUD Lavaggio S.r.l. La prima si occupa di vigilanza e guardie giurate, la seconda di lavaggio veicoli e in generale di pulizie. Il punto, però, non è la composizione in sé – prevista dalle norme sugli appalti pubblici – ma la sostanza: quale ruolo operativo svolge ciascun soggetto? Servono forse per sorvegliare le Subaru e per tenerle pulite? E soprattutto, in che misura le competenze richieste dal disciplinare di gara trovano reale corrispondenza nei soggetti che compongono l’RTI? Domande che, in una gara di questo livello tecnologico, non sono un dettaglio.
Il giallo legato a Veronica Rigoni – Emergerebbe inoltre un particolare apparentemente banale ma, a nostro modesto avviso, degno di ulteriori approfondimenti. Pare che il progetto, all’origine, fosse stato partorito da un tale Alessandro Meggiolan, per coincidenza vicentino doc tanto quanto la segretaria di Roberto Occhiuto. Ma a un certo punto Meggiolan viene improvvisamente messo da parte e rimandato a Vicenza senza troppi fronzoli. Sicuramente con Ryanair. I più informati riferiscono che Mangiardi – il “superdirigente dalle mani bucate” – abbia puntato Meggiolan e caricato la Rigoni contro di lui, colpevole -addirittura- di interfacciarsi direttamente con il presidente Occhiuto. Si dice che Mangiardi abbia architettato tutto ciò per arrivare in solitudine alla gara milionaria, gestirla e restare in controllo di ogni cosa, con le mani libere sulle spese del progetto “Tolleranza Zero”. Tanto poi in caso di guai paga il RUP… A pensar male si fa peccato, caro Raffaele il mio sceriffo dei droni…
La domanda finale – Alla fine, il quadro è chiaro. Un sistema complesso, costoso, articolato: droni, software, veicoli, assicurazioni, piattaforme, strutture operative. Ma una sola domanda resta sospesa, più forte di tutte le determine e di tutti i progetti: la Calabria è davvero più sicura dagli incendi rispetto a prima? Perché al di là delle tecnologie, dei nomi dei progetti e delle architetture digitali, la risposta non sta nei documenti. Sta nei boschi e nei finti piromani calunniati da un superdirigente proveniente da Brognaturo e in cerca di gloria… a sto prezzo!!!
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