Il 26 giugno supera la dimensione della ricorrenza di calendario. Il Quirinale lo porta sul terreno della responsabilità pubblica. Chi riesce a uscire dalle droghe torna alla propria vita e rientra nel patrimonio civile del Paese.
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Il segnale del Quirinale
Sergio Mattarella ha dato alla cerimonia una portata di riconoscimento verso chi accompagna l’uscita dalle dipendenze. Nel saluto pubblicato dal Quirinale il Presidente richiama la generazione che sale e collega i più giovani al patrimonio principale del Paese. Da quel richiamo nasce una linea politica: la protezione dei ragazzi riguarda la Repubblica intera, dai servizi pubblici alle comunità terapeutiche.
La frase più netta arriva quando Mattarella definisce il recupero di una sola persona un successo straordinario. Il lessico si allontana dal conteggio dei casi e raggiunge la dignità individuale. Il peso pubblico deriva dal fatto che ogni uscita dalla dipendenza restituisce una storia alla società.
Chi ha parlato nella sala del Quirinale
La composizione della sala racconta la scelta istituzionale. Accanto ad Alfredo Mantovano sono intervenuti Marco Dalfovo, già ospite della Comunità terapeutica di San Patrignano, Luciano Giammarino di Nuovi Orizzonti, Serena Baldassarre e Amos Giovannini, genitori di Riccardo della Comunità Il Ponte, Gianni Giuli dell’AST Macerata e Aurora Verona della Comunità Pars. Il comunicato del Quirinale e la cronaca di Quotidiano Sanità coincidono sull’elenco dei partecipanti.
Gli interventi hanno affiancato racconti personali e responsabilità sanitaria. Il recupero appare nella sua materia reale: persone che rientrano in relazione con la vita. Accanto a loro ci sono comunità che presidiano il tempo lungo e operatori chiamati ad assorbire crisi difficili da contenere.
Il ringraziamento a chi lavora nell’uscita dalle dipendenze
Mattarella ringrazia comunità terapeutiche e strutture pubbliche, poi allarga il richiamo ai volontari. Le sue parole riconoscono accompagnamenti che durano mesi o anni e ricadute affrontate lontano dall’esposizione mediatica.
Il Presidente indica nel sottosegretario alla Presidenza del Consiglio una funzione di raccordo e sollecitazione. La cerimonia unisce la persuasione istituzionale del Capo dello Stato e il lavoro di governo su salute e scuola, con ricadute immediate sulla sicurezza.
Gli under 18 nel rapporto 2026
Due giorni prima della cerimonia, Mantovano ha presentato la Relazione annuale 2026 sulle dipendenze. Il documento riguarda valori raccolti nel 2025 e viene inviato ai Presidenti di Camera e Senato. Il Dipartimento lo considera base informativa nazionale per il settore.
Il numero che entra con più forza nel discorso pubblico riguarda gli studenti minorenni: quasi 350mila under 18 dichiarano l’uso di almeno una sostanza illegale nell’anno. La quota sale al 23% della popolazione scolastica minorenne, dopo il 20% del 2024. La stessa scansione è ripresa da Adnkronos e Avvenire.
Sbircia la Notizia Magazine aveva già isolato il 23% nell’articolo Droghe tra gli under 18: uso annuale al 23% nel 2025. Il 26 giugno il Quirinale porta quella stima accanto alle storie di uscita e al lavoro dei servizi.
Cocaina e nuove sostanze nel carico sanitario
La Relazione 2026 assegna alla cocaina una quota di forte pressione sanitaria. Nel 2025 il 33% dei decessi droga-correlati direttamente accertati dalle forze dell’ordine viene attribuito a cocaina, mentre i ricoveri ospedalieri correlati agli stupefacenti indicano il 32% per la stessa sostanza. Nei SerD il 28% degli utenti risulta seguito per uso primario di cocaina o crack, con il 3,9% riferito al crack.
Il mercato delle nuove sostanze psicoattive amplia la pressione. Il NEWS-D individua 92 NPS circolanti nel 2025. Prevalgono cannabinoidi sintetici e semi-sintetici, seguiti dai catinoni sintetici. Corriere Nazionale riporta la stessa ripartizione e il peso dei prodotti ad alta potenza a base di cannabis.
Cannabis ad alta potenza: il salto del THC
Sui prodotti a base di cannabis il rapporto parla di preparazioni a potenza molto elevata. Estratti, oli, cere e liquidi per sigarette elettroniche arrivano a concentrazioni di THC oltre l’80-90%. La distanza dalla cannabis tradizionale innalza la soglia di rischio clinico e mette in crisi il linguaggio banalizzante usato da molti adolescenti.
La cannabis rimane la sostanza psicoattiva più diffusa tra le giovani generazioni, pur con un calo annuo indicato dalla Relazione: il 18% degli studenti dichiara uso nell’ultimo anno, contro il 21% del 2024. La flessione lascia intatto il problema della potenza dei prodotti e della combinazione con psicofarmaci senza prescrizione.
Acque reflue e PM10 nella sorveglianza delle sostanze
La Relazione aggiunge un canale di osservazione ambientale che pochi lettori associano alle dipendenze: acque reflue urbane e particolato atmosferico PM10. Nel 2025 le acque reflue di 38 città stimano la cocaina come seconda sostanza psicoattiva illegale più consumata, circa 11 dosi giornaliere ogni mille abitanti. Per la cannabis la media indicata scende a circa 45 dosi giornaliere ogni mille abitanti, sotto le 51-52 degli anni precedenti.
Nel PM10 urbano la cocaina risulta la sostanza rilevata con maggiore frequenza e con concentrazioni più alte nei giorni feriali. La misura ambientale affianca le indagini cliniche e intercetta segnali di mercato prima degli accessi sanitari.
Servizi, comunità e pronto soccorso
Il nesso con il discorso di Mattarella passa dai numeri dei servizi. Nel 2025 i servizi pubblici per le dipendenze hanno avuto in carico 131.328 persone, in aumento del 3,5% sul 2024. Le comunità terapeutiche hanno assistito 25.644 utenti in percorsi residenziali e riabilitativi.
Il pronto soccorso segnala il tratto acuto del fenomeno: 9.641 accessi per condizioni direttamente droga-correlate, il 15% in più rispetto all’anno precedente. Borsa Italiana-Radiocor e SIPaD riportano gli stessi valori, compresa la crescita degli accessi ospedalieri.
La prevenzione passa anche dalla scuola. Nel 2025 le amministrazioni regionali e i dipartimenti delle dipendenze riportano 407 progetti rivolti alla popolazione generale e 380 nelle scuole secondarie. Il dato scolastico si lega al saluto del Capo dello Stato: proteggere i ragazzi richiede strutture prima della crisi e risposte dopo l’emergenza.
Il numero verde nazionale affianca la giornata
Dal 24 giugno è attivo presso l’Istituto Superiore di Sanità il Numero Verde Dipendenze 800 940 789, finanziato dal Dipartimento della Presidenza del Consiglio. Il servizio è anonimo e gratuito, raggiungibile da fisso e cellulare dal lunedì al venerdì. L’orientamento riguarda droghe, nuove tecnologie, gioco d’azzardo, alcol, fumo e doping.
Dentro la giornata del Quirinale il numero verde pesa come accesso nazionale per famiglie, giovani, insegnanti, operatori sanitari e socioeducativi. L’infrastruttura telefonica sposta l’intervento istituzionale dalla sala della cerimonia alla prima domanda di aiuto.
La data ONU del 26 giugno
La Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga nasce da una decisione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la risoluzione 42/112 del 7 dicembre 1987. L’ONU fissa il 26 giugno come ricorrenza annuale e UNODC coordina il messaggio mondiale.
La cerimonia italiana del 2026 appartiene a quell’agenda, con un accento nazionale netto: il recupero dei giovani viene presentato come bene pubblico italiano. Radio Radicale registra l’evento nella durata di 49 minuti e ne conserva la traccia audiovisiva, un dato che fissa anche il peso documentale della giornata.
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Junior Cristarella
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