I parametri più positivi nella crescita della differenziata, delle infrastrutture ciclabili e del trasporto pubblico locale, le principali emergenze restano la qualità dell’aria e l’eccesso di automobili.
Nonostante molte città e territori lombardi si siano dotati di strategie climatiche, manca ancora una regia regionale per il governo sostenibile delle città.
Legambiente Lombardia: “Nonostante i buoni piazzamenti le città lombarde sono ancora troppo rivolte al passato. Gli effetti della crisi climatica accelerano, e le cittadine e i cittadini, soprattutto delle nuove generazioni, attendono risposte che tardano ad arrivare.

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Come tutti gli anni da trentatré edizioni anche nel 2026 Ecosistema Urbano di Legambiente fotografa la sostenibilità dell’ambiente urbano italiano, elaborando i dati relativi al 2025. I venti indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei centosei capoluoghi esaminati nel report coprono sei principali componenti ambientali presenti in città: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.
Mantova è prima in classifica nazionale per sostenibilità, con l’81,29% di conformità a tutti i parametri e in tutti gli ambiti. Già seconda nella passata edizione, settima due anni fa e ancora seconda nell’edizione 2023 del rapporto, il capoluogo virgiliano spicca, tra l’altro, per essere secondo assoluto nella limitazione al traffico motorizzato privato, terzo assoluto nello sviluppo di infrastrutture ciclabili (33,4 metri equivalenti / 100 ab.) e nel numero di alberi pro capite (96/100 ab.), e quinto per il volume di passeggeri del TPL. Male, tra altri parametri negativi, la motorizzazione individuale, che cresce ben oltre la media regionale (640 auto / 1000 ab.) passando in un solo anno da 660 a 690.
“Anche quest’anno la Lombardia è protagonista delle classifiche di Ecosistema Urbano,” conferma Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Mantova supera le virtuose Trento e Bolzano, e le città lombarde sono tutte, tranne Monza, entro la metà della classifica. Nella sostanza, la realtà è però quella di città ancora troppo rivolte al passato. Gli effetti della crisi climatica accelerano, e le cittadine e i cittadini attendono risposte che arrivano troppo lentamente. Se non si adatta l’ambiente urbano alla crisi climatica si aumentano i rischi per la salute e l’aumento delle disuguaglianze. Serve sicuramente un maggiore coordinamento tra i comuni, ma soprattutto una strategia regionale che valorizzi gli sforzi delle amministrazioni.”.
Tra le grandi città italiane Milano sale di sette posti dalla scorsa rilevazione, continuando nel suo primato nazionale di offerta di trasporto pubblico, ancora in crescita, e di un uso efficiente di suolo, ma la città continua a soffrire di mali storici, come per una qualità dell’aria come sempre oltre i superamenti giornalieri consentiti dalle regole europee. Ecosistema Urbano valuta come “scarsa” la qualità dell’aria milanese, legata in gran parte alla congestione veicolare, nonostante le restrizioni messe in atto dalla low emission zone di AreaB, evidentemente poco efficace alla prova dei fatti.
“La sostenibilità della mobilità è un ambito centrale nelle classifiche di Ecosistema Urbano, indicando come città strutturate quasi solo come piattaforme stradali andrebbero ripensate. Per fare un esempio, Milano dedica alla circolazione e alla sosta dei veicoli, soprattutto di quelli privati, il 56% del proprio spazio pubblico,” ricorda Federico Del Prete, responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia. “In questo modo, rimane ben poco per progettare e impostare la transizione ecologica. Le sfide climatiche in città si vincono proprio sottraendo spazio pubblico da parcheggi e superfici asfaltate per trasformarlo in infrastrutture verdi. Per ottenere un ecosistema urbano reattivo e coerente con l’accelerazione della crisi climatica bisogna fare delle scelte radicali sulle priorità: meno veicoli privati, più trasporto collettivo e mobilità attiva, più verde e più cura del reticolo idrico.”.
Milano spicca poi per una scarsa dispersione idrica dalla sua rete, con perdite inferiori al 15%. L’ambito idrico non si esaurisce però con questo soddisfacente parametro, perché Milano è purtroppo soggetta a un notevole rischio idrogeologico, che continua a minacciare le attività economiche e più in generale la vita della città, soprattutto nella zona Nord. Come per la scarsa qualità dell’aria, anche questa criticità dipende da politiche e da strategie di ampio respiro, che chiamano in causa, oltre all’Amministrazione Comunale, anche quella regionale e nazionale.
Legambiente Lombardia ha prodotto un approfondimento su questo problema (pp. 71-74 del rapporto), la cui soluzione è sollecitata, oltre che dagli eventi climatici, anche dal regolamento europeo sul ripristino della natura, la EU Nature Restoration Law. Il capitolo analizza sia il più ampio quadro metropolitano, sia la necessità della città di Milano di avviare il recupero del proprio reticolo idrico (circa 370 Km), cancellato nel corso del Novecento dagli effetti della motorizzazione di massa, ma oggi divenuto più indispensabile che mai per aiutare la transizione ecologica e la resilienza climatica.
Un lavoro lungo un anno
La fonte dei dati di Ecosistema Urbano è fornita da agenzie ambientali e fonti statistiche (ISTAT), i cui dati sono incrociati con i dati richiesti ai comuni, in un percorso di relazioni istituzionali e lavoro editoriale che dura un anno. Il “peso” delle sei aree tematiche in cui sono suddivisi gli indicatori resta lo stesso delle ultime edizioni: la mobilità rappresenta il 21% complessivo del punteggio finale, seguita da aria (19%), rifiuti (18%), acqua (18%), ambiente urbano (18%) ed energia (6%).
Nel computo complessivo, espresso con una media percentuale rispetto al 100% di ogni singolo indicatore, va considerata infine l’assegnazione di un punteggio bonus addizionale per quelle città che si contraddistinguono in termini di politiche innovative, gestione efficiente delle risorse e risultati raggiunti. I bonus hanno tutti lo stesso peso massimo (2% del punteggio) e sono suddivisi in cinque ambiti: recupero e gestione acque, ciclo dei rifiuti, gestione sostenibile del trasporto pubblico, adozione di politiche di adattamento al cambiamento climatico, gestione sostenibile dei consumi energetici.
La classifica finale di Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente – in rosso le città lombarde
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