Tutte le parti sociali concordi sulla necessità di superare il passaggio ora legale/ora solare. Ecco tutti i vantaggi per la collettività. Ma c’è chi la pensa diversamente…
In questo fine settimana torneremo a spostare le lancette un’ora indietro, dando ufficialmente l’arrivederci all’ora legale e il benvenuto all’ora solare. E puntuale come ogni anno tornano le campagne per mettere in soffitta definitivamente l’ora solare.
Stavolta la novità è che una risoluzione bipartisan impegna il governo a sperimentare un orario unico, con l’Italia che fa da apripista in Europa per il superamento del doppio passaggio ora legale/ora solare. Il documento è stato illustrato ai parlamentari dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit, promotori della petizione online “Ora legale per sempre” su Change.org che ha già raccolto le firme di quasi 360mila cittadini.
Primo firmatario della risoluzione è l’On Andrea Barabotti (Lega) che ha portato avanti l’indagine parlamentare sull’ora legale permanente presso la X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera.
Nello specifico il documento impegna il governo a “promuovere nelle competenti sedi dell’Unione europea la ripresa e la conclusione del negoziato sulla proposta COM(2018) 639 relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell’ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE, sostenendo per l’Italia l’adozione dell’ora legale permanente; a trasmettere alla Commissione europea le risultanze dell’indagine conoscitiva e le analisi acquisite, affinché contribuiscano allo studio in corso e alle successive decisioni europee; a sostenere, ove utile ai fini della riforma, una sperimentazione europea dell’ora legale permanente e la partecipazione italiana, previa definizione della necessaria base giuridica europea e prevedendo un monitoraggio degli effetti energetici, sanitari ed economico-sociali”.
Tutti i vantaggi dell’ora legale permanente
L’indagine parlamentare ha evidenziato tutti i vantaggi di un orario unico permanente. In particolare Terna ha fornito un contributo secondo cui per il 2026 il regime vigente (sette mesi di ora legale) comporterebbe una riduzione dei consumi di circa 302 GWh, alla quale si aggiungerebbero ulteriori 160 GWh circa qualora l’ora legale fosse estesa anche ai mesi invernali, per un beneficio complessivo annuo di circa 462 GWh. Tali risparmi corrisponderebbero a un beneficio economico per il sistema di circa 120 milioni di euro per il 2026. Alle possibili economie in bolletta si affianca la riduzione degli oneri organizzativi del cambio d’ora segnalata dal Codacons.
Le organizzazioni dei commercianti e della distribuzione hanno invece evidenziato come la maggiore disponibilità di luce naturale nelle ore di maggiore propensione al consumo possa incidere positivamente sulle dinamiche di frequentazione degli spazi urbani e commerciali, con effetti favorevoli su spesa, benessere sociale e sulla percezione di sicurezza.
Favorevoli anche le organizzazioni del turismo e della ristorazione, considerato che nel periodo autunnale-invernale la maggiore fruibilità delle destinazioni, dei centri storici, dei borghi e delle attività all’aperto, determinerebbe benefici per la ricettività, la ristorazione e il turismo attivo e balneare, in ragione dell’estensione della finestra di luce utile per la fruizione degli spazi.
Le organizzazioni sindacali, da parte loro, hanno posto una condizione trasversale a ogni ipotesi di modifica del regime orario: l’eventuale beneficio in termini di maggiore disponibilità di luce non deve tradursi in un peggioramento delle condizioni di lavoro, né in un’estensione implicita degli orari o in una compressione dei tempi di recupero.
Sul fronte medico-scientifico, la comunità della medicina del sonno in senso stretto ha indicato nell’ora solare permanente l’opzione più coerente con i ritmi circadiani; dall’altro, alcuni contributi di ambito medico-epidemiologico hanno espresso una valutazione favorevole, o comunque non ostativa, al mantenimento dell’ora legale permanente.
Sul fronte della sicurezza stradale, SIMA ha richiamato uno studio secondo cui l’adozione dell’ora legale per l’intero anno è potenzialmente in grado di ridurre le morti di pedoni fino al 13% nelle fasce orarie 5-10 e 16-21.
Ora solare 2026: consumi del 24% più alti rispetto all’ora legale. L’analisi di Pulesee
Se con l’ora solare da un lato guadagneremo un’ora di sonno, dall’altro l’accorciarsi delle giornate e il cambio di abitudini stagionali portano con sé un impatto diretto sui consumi energetici domestici.
Secondo i dati elaborati da Pulsee Luce e Gas, il periodo di ora solare mostra consumi energetici complessivamente più elevati del 24,1% rispetto ai mesi di ora legale. La differenza è particolarmente evidente per la voce legata al bucato (+80,6%), spinta dal maggior utilizzo dell’asciugatrice e di cicli di lavaggio più frequenti, e per l’illuminazione ed elettronica (+63,7%), complice il buio serale anticipato e la maggiore permanenza in casa. Si riscontrano consumi superiori anche per i dispositivi in standby (+4,7%) e per la gestione della climatizzazione e ventilazione HVAC (+6,4%).
Trasformare la consapevolezza di queste dinamiche stagionali in un vantaggio tangibile è possibile. In un periodo dell’anno caratterizzato da consumi fisiologicamente più alti, adottare un approccio coscienzioso ed efficaci pratiche quotidiane diventa una necessità per tutelare il proprio bilancio.

Ecco qualche consiglio di Pulsee Luce e Gas per alleggerire la bolletta con l’arrivo dell’ora solare:
- Gestione intelligente di lavatrice e asciugatrice. Per ottimizzare l’uso dell’asciugatrice, è consigliabile impostare la centrifuga della lavatrice ad alti giri per ridurre l’umidità residua nei capi. È inoltre opportuno concentrare i bucati sempre a pieno carico e prediligere cicli a basse temperature (30-40°C), riducendo notevolmente l’assorbimento energetico. Resta fondamentale prestare attenzione ai propri elettrodomestici, scegliendo i modelli più efficienti.
- Illuminazione ed elettronica a prova di serate in casa. Sostituire le vecchie lampadine con soluzioni a LED riduce i consumi fino all’85%. Regolare la luminosità di monitor e TV in base alla luce ambientale e spegnere i dispositivi inutilizzati durante le pause evita inutili dispersioni di energia.
- Tagliare i consumi fantasma (standby). Nei mesi invernali crescono anche i consumi in standby (+4,7%). Collegare la postazione TV, le console e la scrivania di lavoro a una multipresa con interruttore consente di interrompere l’alimentazione a tutti i dispositivi con un solo gesto alla fine della giornata, azzerando i costi passivi della notte.
- Efficienza per riscaldamento e climatizzazione. L’avvio dei riscaldamenti porta a una crescita del 6,4% dei consumi legati alla climatizzazione e ventilazione. Effettuare la pulizia dei filtri degli impianti e lo spurgo dei radiatori garantisce la massima efficienza. Mantenere le porte chiuse tra gli ambienti ed evitare di coprire i termosifoni permette di diffondere il calore in modo omogeneo senza costringere l’impianto a sovralavorare.
- Prendere il controllo con la tecnologia delle app. Per trasformare le buone abitudini in un risparmio concreto è fondamentale avere piena visibilità dell’energia utilizzata. Tramite particolari app, è possibile monitorare in tempo reale l’assorbimento dei singoli elettrodomestici per ottimizzare i consumi e tagliare gli sprechi, ottenendo un risparmio che può arrivare fino al 10% annuo.
Ma non tutti la pensano alla stessa maniera.”L’ora solare non ci rende più pigri”, i dati di Macadam
Con il ritorno dell’ora solare, torna anche il mito del “letargo autunnale”: buio presto, divano e meno attività fisica. I dati di Macadam – l’app che combatte la sedentarietà trasformando i passi quotidiani in ricompense reali – smentiscono che il cambio dell’ora comporti un vero calo nell’attività motoria. Le misurazioni dirette, basate sui passi convalidati quotidianamente dalla community attraverso l’app, dimostrano infatti una straordinaria resistenza della routine: a novembre gli utenti riescono a mantenere ben il 97% del volume di passi che registravano in piena estate, nonostante il freddo e le giornate corte.

A confermare questo trend è un’indagine condotta tramite l’app su un campione di quasi 5.000 utenti attivi in tutta Italia. Il sondaggio rivela che il 76% degli utenti non rallenta affatto i propri ritmi con l’arrivo dell’ora solare. Di questi, il 36% si adatta cambiando orari o percorsi, il 30% mantiene intatte le proprie abitudini senza badare all’orologio e un 9% dichiara di camminare di più. Il vero ostacolo da battere non è la mancanza di luce, che frena appena il 12% del campione, ma il freddo e la pioggia, indicati come deterrente principale dal 44% degli intervistati.
Alla domanda su cosa spinga a uscire quando manca la voglia, trionfa la tutela della propria salute per il 33% degli utenti, seguito a ruota dalla spinta a sbloccare premi e monete virtuali sull’app per il 23%. Al terzo posto emerge l’infallibile necessità di portare il cane a passeggio, indicato dal 15% come il migliore incentivo.
Il dato forse più sorprendente della ricerca riguarda però la psicologia del movimento, che smantella definitivamente il mito della competizione spietata. Solo l’8% degli intervistati si attiva all’idea di battere gli altri, mentre ben il 54% cammina esclusivamente per se stesso e un utente su cinque cerca nell’attività fisica il senso di appartenenza a un gruppo. “I nostri dati ci dicono una cosa chiara: la pigrizia autunnale è un falso mito. Spesso non ci si ferma per il buio, ma semplicemente per noia o per solitudine”, spiega Benjamin Daudignac, CEO e Co-fondatore di Macadam
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



