IN BREVE
- TriestEspresso Expo 2026 ha avuto 9.300 operatori registrati da 67 Paesi, evidenziando una forte presenza internazionale.
- L’evento ha offerto incontri B2B e workshop su sostenibilità, innovazione e cambiamento climatico nel settore del caffè.
- La partecipazione di visitatori esteri ha raggiunto il 58%, con un forte interesse da Austria e Balcani.
- Hanno avuto luogo discussioni sul greenwashing e la sostenibilità, con un focus sulla comunicazione aziendale.
- La manifestazione ha confermato Trieste come capitale del caffè, affrontando sfide come i costi delle materie prime e la transizione energetica.
TriestEspresso Expo 2026 chiude con 9.300 operatori registrati da 67 Paesi, una forte presenza internazionale e un programma dedicato alle prospettive della filiera del caffè. Dal 18 al 20 ottobre, Trieste ha ospitato incontri B2B, workshop e appuntamenti scientifici su sostenibilità, innovazione, biodiversità e cambiamento climatico, in un contesto segnato dall’aumento dei costi del caffè e dalle tensioni energetiche e geopolitiche.
Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, i visitatori provenivano da 67 Paesi, 21 in più rispetto alle pre-iscrizioni. Gli operatori esteri hanno rappresentato il 58% del totale, con una presenza significativa dall’Europa centro-orientale e dai Balcani. L’edizione 2026 ha puntato sulla specializzazione dell’offerta e sul confronto tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca.
TRIESTESPRESSO EXPO, IL 58% DEI VISITATORI ARRIVA DALL’ESTERO
«In questa edizione, in particolare, si è trattato di un salone di grande qualità, con stand di dimensioni importanti e di design che per tre giorni ha consentito di respirare l’atmosfera delle esposizioni internazionali di qualità nel settore del caffè e non solo», ha dichiarato Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia.
La manifestazione ha registrato una forte partecipazione di professionisti interessati a sviluppare relazioni commerciali e ad approfondire temi legati al caffè, alla transizione energetica e alle nuove tecnologie.
La piattaforma dedicata agli incontri B2B ha coinvolto oltre 60 partecipanti provenienti da 19 Paesi, impegnati in appuntamenti programmati negli stand degli espositori e nell’area riservata ai meeting. Un dato che rappresenta solo una parte degli incontri commerciali sviluppati durante la fiera. Tra i visitatori preregistrati dall’estero figuravano operatori con ruoli di responsabilità nel trading, nell’import-export e negli acquisti di macchinari.
Il gruppo formato da Austria, Europa centro-orientale e Balcani ha rappresentato il 47,4% dei visitatori stranieri. Un risultato legato anche alle relazioni con le Camere di commercio dell’Alpe Adria, tra cui quelle della Carinzia e della Slovenia, e con i Paesi balcanici attraverso il Western Balkan Chamber Forum.
L’interesse internazionale è emerso anche sui canali digitali: durante i tre giorni della manifestazione, i social media di TriestEspresso Expo hanno superato 270.000 visualizzazioni e raggiunto oltre 150.000 persone. Le menzioni da parte di media, aziende e istituzioni del settore sono state 97.
GREENWASHING, LE NUOVE REGOLE PER LE IMPRESE DEL CAFFÈ
Tra gli appuntamenti in programma, un workshop ha approfondito il tema del greenwashing e le implicazioni per le comunicazioni aziendali.
L’avvocato Matteo Levantino, del Punto Impresa Digitale Fvg, ha illustrato le conseguenze del recepimento della direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali e sulle dichiarazioni ambientali. «Il divieto di greenwashing è quel divieto di porre in essere tutte quelle pratiche che traggono in inganno il consumatore in relazione a quelle che sono le caratteristiche climatiche o di sostenibilità ambientale dei prodotti», ha spiegato.
Il tema riguarda direttamente anche le aziende del caffè, chiamate a dimostrare la fondatezza delle dichiarazioni sulla sostenibilità dei propri prodotti. «In che cosa si traduce questo, sostanzialmente? Nel fatto che tutte le comunicazioni aziendali devono avere a monte una serie di valutazioni misurabili, valutabili e certificate da terzi indipendenti».
La sostenibilità, quindi, non riguarda soltanto i processi produttivi e l’approvvigionamento delle materie prime, ma anche il modo in cui le imprese comunicano ai consumatori le caratteristiche ambientali dei prodotti.
GIOVANI TORREFATTORI, CRESCE IL RICAMBIO GENERAZIONALE
Spazio anche alle nuove generazioni con l’incontro «I giovani nel mondo del caffè», organizzato da Generazione C del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè. Tra gli interventi, quello di Martina Meneghel di Dersut, che ha sottolineato la crescita dell’interesse dei giovani per il settore e il ruolo della formazione nella trasmissione delle competenze.
«Abbiamo anche creato il nostro gruppo giovani under 30, provenienti da tutta Italia nel mondo del caffè», ha raccontato. L’obiettivo è favorire il confronto tra i giovani professionisti e diffondere una maggiore conoscenza della filiera, dal prodotto alle competenze necessarie per arrivare alla tazzina.
Meneghel ha evidenziato anche la volontà delle nuove generazioni di mettersi in gioco e di avvicinare i coetanei alla cultura del caffè, andando oltre il consumo quotidiano.
SOSTENIBILITÀ E BIODIVERSITÀ, IL CONTRIBUTO DELLA RICERCA
Dal 18 al 20 ottobre Trieste ha ospitato anche incontri internazionali dedicati alle prospettive scientifiche e ambientali del settore. I workshop promossi da C4CEC e Crop Trust hanno approfondito la sostenibilità, la biodiversità e la conservazione delle risorse genetiche del caffè, considerate elementi importanti per affrontare gli effetti del cambiamento climatico sulle coltivazioni.
Il 19 e 20 ottobre, l’International Coffee Convention (ICC 2026) ha riunito ricercatori, istituzioni e rappresentanti dell’industria provenienti da diversi Paesi. Al centro dei lavori, l’innovazione scientifica, la resilienza delle coltivazioni, la qualità, la sostenibilità economica e le prospettive di mercato.
Tra i temi affrontati anche l’evoluzione dei consumi e il ruolo del caffè decaffeinato, che risponde alla domanda di chi desidera continuare a consumare caffè riducendo l’assunzione di caffeina.
Il confronto tra ricerca e industria è stato indicato come uno dei passaggi necessari per trasferire le conoscenze scientifiche alle imprese e sviluppare soluzioni applicabili lungo la filiera.
«Il caffè è globale per natura. Per mantenere viva e in salute la sua filiera e l’intera catena del valore aggiunto, è indispensabile un dialogo costante tra scienza, istituzioni e settore privato», ha dichiarato Massimiliano Fabian, presidente della European Coffee Federation.
Nel programma della manifestazione è rientrata anche la partecipazione del sistema Unioncamere, con la Borsa Merci Telematica Italiana e l’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo. In questo contesto è stato presentato un progetto in corso in El Salvador.
LE COMPETIZIONI SCA ITALY E I VINCITORI
TriestEspresso Expo ha ospitato anche le competizioni organizzate da SCA Italy, con selezioni in diverse discipline legate alla preparazione e al servizio del caffè. I vincitori indicati dagli organizzatori sono Irene Giupponi, per la selezione Barista tappa Nord; Luana Lazzarone, per la Brewers Cup; Tianyu (Andrea) Wang, per la Latte Art; e Kevin Miccichè, per Coffee in Good Spirits. I vincitori avranno accesso diretto alle finali di Sigep.
TRIESTE CONFERMA IL SUO RUOLO NELLA FILIERA INTERNAZIONALE
Il bilancio della manifestazione è stato positivo anche per l’Associazione Caffè Trieste 1891. La presidente Arianna Mingardi ha sottolineato il valore degli incontri e delle collaborazioni sviluppati durante la tre giorni. «In tre giornate Trieste ha confermato il proprio ruolo di capitale internazionale del caffè: un luogo dove il porto, l’industria, la cultura e la passione per l’espresso si incontrano e generano opportunità concrete per tutta la filiera», ha dichiarato.
Il confronto tra imprese, operatori commerciali, ricercatori e istituzioni ha riportato al centro le sfide che attendono il settore: costi delle materie prime, transizione energetica, sostenibilità verificabile, adattamento climatico e ricambio generazionale. La manifestazione si conferma così un punto d’incontro per il comparto internazionale del caffè, con l’obiettivo di favorire nuove relazioni commerciali e rafforzare il dialogo tra industria e ricerca.
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