Foggia, 64 case popolari al posto della Cittadella Ecologica: spariscono palazzetto dello sport e servizi? È scontro sul progetto


Sta facendo discutere la proposta di delibera di Consiglio comunale, che arriverà il prossimo mercoledì 28 ottobre in aula a Foggia. Si tratta di un permesso di Costruire in Deroga all’accordo di Programma Cittadella Ecologica S. Maria, un programma Integrato di Edilizia Residenziale Pubblica dell’Arca Capitanata in cui si prevede la realizzazione di 64 alloggi in zona Via Lucera.

La convenzione che risale al 2011 vigente ed operante fino a scadenza attualmente prevista all’anno 2032, prevedeva in origine un intervento privato di 300 unità immobiliari di varie tipologie di cui 10 alloggi da cedere gratuitamente al Comune di Foggia, oltre a 12 locali commerciali e 20 unità destinate ad uffici. Tra gli interventi addirittura si immaginava la realizzazione di  un palazzetto dello sport polivalente per basket, pallavolo, tennis della superficie di mq 4.767,00 in grado di ospitare gare nazionali con oltre 2000 spettatori, da realizzarsi su suoli contermini che verrebbero anche aumentati in superficie per mq.1.731,00 e anche la manutenzione del campo comunale Croci nonché la realizzazione di una ludoteca pubblica della superficie di mq.350,00, per la gestione di attività di socializzazione e ricreazione e una area a verde attrezzato per una superficie di oltre 72.000,00 mq. Nel 2012 però il piano si ridusse a favore della “Giove Società Cooperativa Edilizia” per la realizzazione, unicamente, del fabbricato per civili abitazioni.

Nel 2022 in seguito al fallimento della società è stato sottoscritto atto di compravendita da parte di ARCA Capitanata – Agenzia Regionale per la Casa e l’Abitare, del suolo edificabile oggetto del Programma urbanistico denominato “Cittadella ecologica Santa Maria”.

Oggi, come si legge nella proposta di delibera, sussiste l’urgenza di consentire ad ARCA Capitanata di realizzare 64 alloggi ERP su un terreno acquisito all’asta, precedentemente di proprietà dell’impresa Ciuffreda (fallita) e facente parte del compendio immobiliare oggetto dell’Accordo di Programma, legata a un finanziamento ministeriale di oltre 9 milioni di euro, per non perdere le risorse assegnate.

L’agenzia ha manifestato diverse criticità. Anzitutto il programma è vetusto: nel frattempo il “Croci Nord” con il suo parcheggio è stato già realizzato, mentre l’edificazione di un Palazzetto dello Sport oggi appare non più eseguibile. ARCA Capitanata inoltre ha riferito di non poter  presentare progetti esecutivi né di poter eseguire opere di urbanizzazione primaria correlate.

C’è insomma l’esigenza di rimodulare tutto il piano.

Per il rilascio del Permesso di Costruire in deroga, fermo restando l’iter procedimentale stabilito dal DPR 380/2001 che prevede il preventivo riconoscimento dell’interesse pubblico da parte del Consiglio Comunale, il Servizio Urbanistica del Comune ha ritenuto che, in attesa di progetto esecutivo recante la definizione e quantificazione delle opere di urbanizzazione primarie strettamente occorrenti per garantire accessibilità e agibilità dei n. 64 alloggi oggetto di finanziamento pubblico assegnato ad ARCA Capitanata, l’agenzia regionale dovrà corredare l’istanza con specifica polizza fideiussoria dell’importo di  1.624.000,00 euro mentre  dovrà corredare l’istanza di specifica polizza fideiussoria dell’importo di  105.000,00 euro a garanzia delle opere di urbanizzazione secondarie.

Ebbene i consiglieri comunali di opposizione che siedono nella Commissione Territorio, capitanati da Claudio Amorese e Pasquale Cataneo hanno chiesto al Prefetto, agli uffici e alla presidenza del consiglio, di vederci più chiaro e di quantificare il reale attuale programma con documentazioni integrative, analisi e dati, oltre che quantificazioni economiche. Con numerosi pareri, tra cui quello dell’Avvocatura e dei Servizi finanziari. Come si passa da un piano che prevedeva servizi e un palazzetto dello sport a una lottizzazione, pur positiva, con soli 64 alloggi popolari di proprietà di Arca?

Lo stesso Rup, il geometra Vincenzo Maffei ha richiesto ad Arca delle integrazioni. Tra le altre cose ha chiesto delle polizze fidejussorie a garanzia della realizzazione delle opere di urbanizzazione e delle opere pubbliche, previste ed indicate negli elaborati progettuali approvati e costituenti gli atti propedeutici allegati alla sottoscrizione dell’Accordo di Programma e la progettazione delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie, funzionali alla realizzazione del proposto stralcio esecutivo per la realizzazione di edifici di edilizia residenziale di ERP.

Sul tema è intervenuto anche Giuseppe Mainiero di Civica Italia. “Riconosciamo senza esitazioni la pubblica utilità dell’intervento, consentiamo il permesso di costruire in deroga previsto dall’articolo 14 del D.P.R. 380/2001 e mettiamo ARCA nelle condizioni di aprire finalmente il cantiere. Ma c’è un punto sul quale non intendiamo arretrare di un centimetro. Salvare il finanziamento non può significare regalare pezzi di città. La “Cittadella Ecologica S. Maria” nasce da un Accordo di Programma molto più ampio della semplice costruzione di edifici residenziali. Quel programma contemplava opere di urbanizzazione, standard, verde, servizi, attrezzature collettive, cessioni e altre utilità destinate alla città. Il vecchio soggetto privato poteva finanziare tali opere attraverso la componente remunerativa dell’operazione immobiliare e la vendita degli alloggi. Rimodulare non significa cancellare.

Non significa che, con il permesso in deroga, possano improvvisamente evaporare gli obblighi urbanistici, le aree, le opere e i servizi che costituivano la contropartita pubblica dell’intera trasformazione. Per questo l’emendamento predisposto da Civica Italia parte da un principio molto semplice: le 64 case devono partire subito, ma il Comune di Foggia deve conservare integralmente i propri diritti. La deliberazione dovrà quindi precisare espressamente che il via libera ai 64 alloggi non costituisce rinuncia, remissione, novazione o estinzione degli obblighi previsti dall’Accordo di Programma. Chiediamo inoltre che, prima del rilascio materiale del titolo edilizio, ARCA sottoscriva un atto d’obbligo per tutte le urbanizzazioni e le infrastrutture direttamente necessarie ai nuovi alloggi: viabilità, parcheggi, sottoservizi, verde, illuminazione e tutto ciò che serve perché quell’insediamento sia un pezzo di città e non un semplice dormitorio”.

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