fino a 200.000€ a tasso zero


Il Finanziamento Taranto JTF è lo strumento con cui Puglia Sviluppo, per conto della Regione Puglia, finanzia direttamente le micro e piccole imprese della provincia di Taranto con importi da 10.000 a 200.000 euro, secondo i ricavi: il 75% è un prestito a tasso zero, cioè fisso dello 0,00%, il 25% una sovvenzione soggetta a condizione. Si restituisce in 60 rate mensili, e le ultime 15, cioè quel 25%, vengono abbuonate se il programma è realizzato, con l’attestazione di un professionista abilitato esterno all’impresa, se almeno il 10% del programma è coerente con le finalità di innovazione, digitalizzazione, tecnologie verdi e sostenibilità ambientale e se alla 45ª rata le rate sono in regola. Possono chiederlo anche lavoratori autonomi e società tra professionisti iscritti al Registro delle imprese, dal 22 ottobre 2026 e in ordine cronologico, come prevede l’Avviso approvato con la determinazione del direttore generale di Puglia Sviluppo n. 43 del 9 ottobre 2026.

Il taglio è l’agevolazione intera: chi ottiene 200.000 euro riceve 150.000 euro di prestito e 50.000 di sovvenzione, non 250.000. E il 25% non è un regalo del primo giorno: arriva sul conto con il prestito, ma resta da restituire finché le condizioni dell’articolo 13 non risultano verificate. Al 23 ottobre 2026, alle 20:30, lo sportello è aperto, senza avvisi di sospensione, e le FAQ ufficiali sono zero.

In sintesi: il Finanziamento Taranto JTF

  • Che cos’è: uno strumento finanziario combinato del Just Transition Fund, il Fondo per una transizione giusta: 75% prestito a tasso 0,00% e 25% sovvenzione soggetta a condizione.
  • Per chi: micro e piccole imprese iscritte al Registro delle imprese, compresi autonomi e società tra professionisti, con sede legale o operativa in provincia di Taranto e ricavi o compensi fino a 5 milioni.
  • Quanto: da 10.000 euro fino a 50.000, 100.000, 150.000 o 200.000 secondo la fascia di ricavi, in 60 rate senza interessi.
  • Quando: dal 22 ottobre 2026 fino a esaurimento dei 60 milioni; l’Avviso non fissa una chiusura, la scheda del portale regionale indica il 31/12/2028.
  • Come: modulo della piattaforma regionale con SPID, CIE o CNS, firmato digitalmente dal legale rappresentante.

200.000 euroAgevolazione massima, con ricavi oltre 2 e fino a 5 milioni

0,00%Tasso fisso su tutte le 60 rate mensili

15 rateLe ultime, pari al 25%, abbuonate se le condizioni dell’art. 13 ci sono

Voce Che cosa prevede l’atto Dove
Atto Avviso approvato con la determinazione del direttore generale di Puglia Sviluppo n. 43 del 9 ottobre 2026 (Bollettino ufficiale della Regione Puglia, BURP, n. 84 del 22 ottobre 2026); Fondo istituito con la D.G.R. n. 1027 del 21 luglio 2026 sul Programma nazionale Just Transition Fund, Azione 2.6 Premessa
Dotazione 60 milioni di euro: 45 per i prestiti, 15 per le sovvenzioni Art. 4 c. 1
Importo e forma Da 10.000 euro al massimo della fascia di ricavi; 75% prestito a tasso fisso 0,00%, 25% sovvenzione soggetta a condizione Artt. 5 e 6
Regime De minimis, cioè piccoli aiuti fino a 300.000 euro in tre anni (Reg. (UE) 2023/2831): conta l’equivalente sovvenzione lordo del prestito, il suo valore espresso come contributo, più il 25% Art. 6 c. 3
Procedura Sportello valutativo in ordine cronologico, istruttoria di norma entro 120 giorni, nessun punteggio Artt. 8 e 9
Gestore Puglia Sviluppo, Funzione Strumenti finanziari; responsabile del procedimento il dott. Walter Sabella Art. 16

Quando il 25% non si restituisce: l’articolo 13 punto per punto

La «sovvenzione soggetta a condizione» viene dal Reg. (UE) 2021/1060 sui fondi europei, che la definisce «soggetta a condizioni collegate al rimborso del sostegno» (art. 2 punto 43) e consente di combinarla con un prestito in un’unica operazione (art. 58 par. 5). Puglia Sviluppo la accredita insieme al prestito, con un bonifico separato (art. 12 c. 1), e la mette nel piano di rimborso come ultime 15 rate.

Comma Che cosa dice l’art. 13 Che cosa significa
1 Il 25% «costituisce sovvenzione soggetta a condizione»; resta, «in alternativa all’integrale rimborso», se ci sono l’Obiettivo di Performance e le altre condizioni dell’articolo O resta tutto o si restituisce tutto: l’Avviso non prevede vie di mezzo
2 L’Obiettivo di Performance è «la realizzazione del programma di investimento e spese presentato, attestata da professionista abilitato esterno all’impresa»; nell’attestazione devono risultare «congiuntamente» programma realizzato e almeno il 10% coerente con innovazione, digitalizzazione, tecnologie verdi e sostenibilità ambientale Due condizioni insieme; il 10% si misura sull’intero programma, circolante compreso
3 Per l’«integrale abbuono delle 15 rate restanti» bisogna essere in regola con le rate alla scadenza della 45ª La fotografia si scatta a quella data
4 Puglia Sviluppo verifica, applica le modalità del contratto e dispone che la sovvenzione «non è più soggetta a restituzione» Tempi e modalità stanno nel contratto, che non è pubblico; il comma richiama solo il 2, ma vale anche il 3
5 Senza le condizioni, rimborso integrale «secondo il piano di rimborso contrattuale» Paghi anche le rate dalla 46ª alla 60ª, senza interessi: non è una revoca

Chi sia il professionista abilitato, in che forma attesti, entro quando e a spese di chi, l’Avviso non lo dice; gli atti della delibera parlano di obiettivi di performance «asseverati da un professionista esterno abilitato» o «da un tecnico esterno». Per noi va scelto quando si imposta il programma, non alla 45ª rata, con un fascicolo tenuto da subito: fatture, pagamenti tracciati, quota del 10% evidenziata. Ricostruire tutto fra quattro anni è il modo più sicuro per perdere il 25%.

Se qualcosa va storto

Situazione Effetto Fonte
Programma realizzato solo in parte Soglie non indicate: se basti non è scritto Art. 13 c. 2
Rata scaduta e non pagata alla 45ª Abbuono perso; sui ritardi sanati prima l’Avviso tace Art. 13 c. 3
6 rate consecutive o 12 complessive non pagate Risoluzione del contratto Art. 15 c. 3
Requisiti mancanti, dichiarazioni false, mandato di addebito revocato, gravi violazioni ambientali, contributive o di sicurezza Revoca: le somme erogate si recuperano «maggiorate degli interessi di mora» Art. 15 cc. 1 e 2
Estinzione anticipata Ammessa senza oneri; se chi estingue prima della 45ª conservi il 25% non è scritto Art. 6 c. 2

Quanto si ottiene: i quattro tagli per fascia di ricavi

La fascia si legge sui ricavi o compensi dell’ultimo bilancio approvato o dell’ultima dichiarazione presentata (art. 5 c. 4), della sola impresa che chiede: per il tetto dei 5 milioni l’Avviso non somma associate e collegate. Il minimo è 10.000 euro, e Puglia Sviluppo può rideterminare l’importo dopo l’istruttoria (art. 6 c. 5).

Ricavi o compensi Massimo Prestito 75% Sovvenzione 25% Rata (1/60) Abbuono di 15 rate
Fino a 500.000 euro 50.000 37.500 12.500 833,33 12.500
Oltre 500.000 e fino a 1 milione 100.000 75.000 25.000 1.666,67 25.000
Oltre 1 e fino a 2 milioni 150.000 112.500 37.500 2.500,00 37.500
Oltre 2 e fino a 5 milioni 200.000 150.000 50.000 3.333,33 50.000
Minimo, in ogni fascia 10.000 7.500 2.500 166,67 2.500

Calcolo nostro sugli artt. 4, 5, 6 e 13, in euro. Le 60 rate coprono tutto l’importo: con le prime 45 restituisci il 75%, le ultime 15 sono il 25%, come scrive la pagina di Puglia Sviluppo sugli avvisi JTF per la provincia di Taranto. Il piano vero è allegato al contratto, il calcolo della rata nel modello di domanda (Allegato 1) è «puramente indicativo», e su prima rata e preammortamento l’Avviso tace.

La dotazione è di 60 milioni, salvo rifinanziamenti, e Puglia Sviluppo può sospendere le domande quando è tutta impegnata (art. 4 c. 3); quante risorse restino non è pubblicato. Le «almeno 1.500 imprese, considerando un finanziamento medio di 40mila euro» sono una stima dell’assessore regionale Eugenio Di Sciascio nel comunicato di Puglia Sviluppo del 22 ottobre 2026: su 40.000 euro l’abbuono vale 10.000 euro (calcolo nostro).

Tre esempi: ditta, Srl e caso limite

  • Ditta con 400.000 euro di ricavi, programma da 50.000. Almeno 30.000 euro in beni nuovi, opere murarie (al massimo 10.000), software o brevetti, circolante fino a 20.000, almeno 5.000 euro su innovazione, digitale o sostenibilità. Arrivano 37.500 più 12.500 euro; la ditta paga 45 rate da 833,33 euro e, con le condizioni, le ultime 15 sono abbuonate.
  • Srl con 1,5 milioni di ricavi che chiede 120.000 euro, sotto il tetto di 150.000: prestito 90.000, sovvenzione 30.000, rata 2.000 euro; con 45 rate restituisce 90.000 euro e, con le condizioni, tiene i 30.000, che dopo le imposte, per una Srl pugliese in utile, diventano circa 21.354 (calcolo nostro).
  • Caso limite: ricavi oltre 2 e fino a 5 milioni, 200.000 euro. Rata 3.333,33 euro, abbuono 50.000. È l’esempio dell’assessore nel comunicato del 22 ottobre, non lo standard: chi ha fino a 500.000 euro di ricavi arriva al massimo a 12.500 euro abbuonabili.

Calcolo nostro. Il finanziamento conviene a chi ha un investimento da fare comunque e regge la rata per 45 mesi; non fa per chi cerca soprattutto liquidità, perché il circolante si ferma al 40% e il merito creditizio si valuta come in banca.

Chi può chiedere il Finanziamento Taranto JTF: requisiti da mantenere fino all’erogazione

Possono presentare domanda le micro e piccole imprese, «ivi inclusi i lavoratori autonomi e le società tra professionisti», costituite e iscritte al Registro delle imprese alla data della domanda (art. 2 c. 1). Non c’è un’anzianità minima né un elenco di codici ATECO (la classificazione delle attività economiche) ammessi, solo settori esclusi, ma i requisiti devono durare «fino alla erogazione» (art. 2 c. 2).

Requisito Che cosa chiede l’Avviso Il punto delicato
Dimensione Micro o piccola impresa secondo la Raccomandazione 2003/361/CE: meno di 10 occupati e fatturato o bilancio fino a 2 milioni, o meno di 50 e fino a 10 milioni Qui si sommano le associate in proporzione alla quota e le collegate per intero (Allegato 2; DM 18 aprile 2005, art. 3); nel tetto dei 5 milioni no
Sede Sede legale o operativa nella provincia di Taranto, 29 comuni; programma in una sede operativa della provincia La sola sede legale non basta se il programma si fa altrove
Ricavi Fino a 5 milioni nell’ultimo bilancio o dichiarazione Un bilancio approvato oltre soglia prima dell’erogazione può far cadere la pratica, per la lettera del testo
Stato dell’impresa Non in difficoltà secondo le regole UE, niente liquidazione o procedure concorsuali Società che ha perso oltre metà del capitale per perdite, salvo le PMI con meno di tre anni: vedi quando un’impresa risulta «in difficoltà» per i bandi
Lavoro e contributi Regolarità contributiva, sicurezza, CCNL firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative (art. 3 c. 3 lett. d) Il documento unico di regolarità contributiva (DURC) si riverifica prima dell’erogazione; un contratto collettivo non firmato da quelle organizzazioni espone all’esclusione
Polizza catastrofale Contratti dell’art. 1 c. 101 L. 213/2023 contro sismi, alluvioni, frane, inondazioni (art. 3 c. 3 lett. e) Obbligo dal 31 dicembre 2025 per micro e piccole iscritte, dal 31 marzo 2026 per bar, ristoranti e turistico ricettive: senza polizza niente domanda, e i beni comprati poi vanno aggiunti
Precedenti Nessuna revoca totale di agevolazioni regionali in sei anni, nessun aiuto illegale da rimborsare, nessun inadempimento su altri prestiti o leasing La Centrale Rischi della Banca d’Italia, l’archivio dei debiti verso banche e finanziarie, va allegata: guardala prima tu
De minimis e domanda unica Spazio nei 300.000 euro in tre anni, contando l’aiuto chiesto; un solo finanziamento per impresa (art. 8 c. 5) Conta l’equivalente sovvenzione lordo, non l’importo

Il professionista iscritto all’albo ma non al Registro delle imprese

L’art. 2 dell’Avviso nomina i lavoratori autonomi (c. 1) e parla di «compensi» (c. 2 lett. b), ma al c. 1 chiede a tutti l’iscrizione al Registro delle imprese, e il modello di domanda (Allegato 1) vuole iscrizione alla Camera di commercio e numero REA, il Repertorio economico amministrativo. Va nella direzione opposta l’art. 10 del Codice degli incentivi in vigore dal 2026: gli autonomi ammessi da un bando «accedono alle condizioni previste per le PMI, ad esclusione dei requisiti il cui possesso non è richiesto per l’esercizio dell’attività di lavoro autonomo», e il bando deve dettare regole apposite, che l’Avviso non detta (art. 10 del D.Lgs. 184/2025 su Normattiva). Al 23 ottobre 2026 il punto non è determinabile: finché Puglia Sviluppo non chiarisce conviene attenersi alla lettera dell’Avviso, e alle 20:30 di quel giorno le FAQ erano ancora zero. Le società tra professionisti sono iscritte al Registro e non hanno il problema; se sei un professionista senza iscrizione, chiedi una risposta scritta prima di presentare.

Settori esclusi, e il dubbio su turismo e siderurgia

Sono esclusi pesca e acquacoltura, settore carboniero, armi, gioco d’azzardo e pornografia, centrali nucleari, tabacco, combustibili fossili e produzione primaria dei prodotti agricoli (art. 3 c. 4), oltre alle iniziative legate ai quantitativi esportati o a reti di distribuzione all’estero (c. 5). Turismo e siderurgia l’Avviso non li esclude; li escludeva invece la descrizione dello strumento allegata all’Accordo di finanziamento della D.G.R. 1027/2026. Le domande seguono l’Avviso, ma con due testi discordanti chi gestisce un albergo o lavora nella siderurgia fa bene a chiedere conferma scritta prima di investire.

Che cosa si finanzia: le soglie del 60%, del 20% e del 40%

Il programma si realizza in provincia, deve essere coerente con almeno una finalità dell’art. 1 (transizione energetica e ambientale, innovazione e digitalizzazione, tecnologie verdi) e può unire investimenti e capitale circolante (art. 5). L’Avviso non chiede una quota di mezzi propri: il modello di domanda (Allegato 1) chiede il «finanziamento richiesto» voce per voce.

Voce dell’Allegato 1 Categoria dell’Avviso Limite
Attrezzature e macchinari, arredi Macchinari, impianti, attrezzature e altri beni materiali nuovi di fabbrica Con opere e immateriali, almeno il 60%
Attrezzature informatiche e software, brevetti e licenze Hardware fra i beni materiali; software, brevetti, licenze, know-how fra gli immateriali Nel 60%
Ristrutturazione e opere murarie ed impiantistiche Opere «strettamente funzionali» a installare, adeguare o efficientare beni e processi produttivi Al massimo il 20%
Materie prime e scorte, locazioni, utenze, altre spese di funzionamento Capitale circolante Al massimo il 40%
  • Le date. Non sono finanziabili spese sostenute prima della domanda (art. 5 c. 5), nemmeno un acconto.
  • Nuovo di fabbrica. L’usato non entra nel 60%, e la voce «Ristrutturazione di immobili» dell’Allegato 1 è più larga dell’Avviso: valgono solo le opere legate a beni e processi produttivi.
  • Consulenze e stipendi. La pagina di Puglia Sviluppo cita consulenze specialistiche che Avviso e Allegato 1 non elencano; il comunicato porta come circolante «stipendi, utenze e altri pagamenti a breve termine», ma nell’Allegato 1 il personale non ha una voce: va chiesto.
  • Niente CUP sulle fatture. Il codice unico di progetto B43F26000030007 è della misura: le singole agevolazioni non ne hanno uno (art. 1 c. 4). I pagamenti però vanno tracciati e ricondotti al programma (art. 12 c. 2), perché servono alle verifiche e all’attestazione.

Il 10% che salva il 25% è un’altra soglia: su un programma da 50.000 euro bastano 5.000 euro, purché il professionista possa attestarli. Per noi un gestionale o un impianto per l’autoconsumo da fonti rinnovabili sono le voci più facili da ricondurre all’art. 1. IVA, leasing e acquisti da parti correlate l’Avviso non li disciplina.

Come si presenta la domanda: tappe e tempi fino all’abbuono

La domanda è solo telematica dal 22 ottobre 2026, giorno di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia (BURP), e si istruisce in ordine cronologico, con una procedura a sportello (art. 8 dell’Avviso, art. 13 c. 2 lett. a del Codice degli incentivi).

  1. Accesso al portale Sistema Puglia con SPID di livello 2, CIE o CNS, dalla pagina del Finanziamento Taranto JTF su Sistema Puglia.
  2. Modulo sulla piattaforma regionale, che nel modello dell’Allegato 1 chiede dati camerali e REA, matricola INPS, unità lavorative annue (ULA), ATECO 2025, sedi, compagine, altri finanziamenti in corso con rate e scadenze, finanziamento richiesto per voce, IBAN di un conto dell’impresa.
  3. Allegati: documenti d’identità di soci e amministratori, o del titolare, dichiarazione sulla dimensione (Allegato 2), titolare effettivo (Allegato 3), bilancio depositato o dichiarazione dei redditi dell’ultimo esercizio, Centrale Rischi.
  4. Firma digitale del legale rappresentante (art. 8 c. 3), che autorizza anche controlli dopo la concessione e «l’accesso sicuro alla movimentazione bancaria secondo normativa PSD2».
Tappa Che cosa succede Termine e fonte
Istruttoria Completezza, requisiti, coerenza con il JTF, merito creditizio; integrazioni entro un termine massimo di 15 giorni Di norma 120 giorni (art. 9)
Preavviso di rigetto Motivi ostativi comunicati prima del diniego, con 10 giorni per le osservazioni; l’Avviso lo prevede per le prime tre verifiche e non lo nomina per il merito creditizio Art. 10
Concessione e contratto Provvedimento con importo, piano di ammortamento e obblighi; contratto firmato digitalmente, pena la rinuncia 15 giorni dal ricevimento (art. 11)
Erogazione Su un conto business, in una volta: due bonifici, prestito e sovvenzione, dopo DURC, controlli e addebito diretto SEPA attivato; nessuno stato di avanzamento Art. 12 c. 1
Rate e abbuono 60 rate mensili con mandato SEPA sempre attivo; rate in regola alla scadenza della 45ª, attestazione nei tempi fissati da concessione e contratto Artt. 6, 13 e 14
Documenti e controlli Fascicolo a disposizione, sopralluoghi anche non concordati, variazioni del titolare effettivo entro 30 giorni 5 anni dalla conclusione del programma (art. 14); 10 anni per le scritture (art. 2220 c.c.)

Ogni impresa può ottenere un solo finanziamento su questo Avviso (art. 8 c. 5): se segui più imprese, per noi ciascuna entra con l’identità digitale del proprio legale rappresentante, che firma la domanda. Per un appuntamento c’è lo sportello di Puglia Sviluppo nella Camera di commercio di Brindisi Taranto. Nel modello in anteprima dell’Allegato 1 la riga sugli altri prestiti ha perso un «non»: la regola è l’esclusione di chi è inadempiente (art. 3 c. 3 lett. b), e se il modulo compilabile la riporta così va segnalato prima di firmare.

La Centrale Rischi va chiesta subito dal legale rappresentante

Dal 13 aprile 2026 l’unico canale telematico per chiedere i dati della Centrale dei rischi è il portale dei servizi online della Banca d’Italia, gratuito. La risposta arriva «di norma» entro 30 giorni, ma se per una società la chiede un delegato i giorni diventano 90 (pagina della Banca d’Italia sull’accesso alla Centrale dei rischi). Su uno sportello in ordine di arrivo due mesi pesano: conviene che la chieda il legale rappresentante con la sua identità digitale. Le società iscritte al Registro possono anche riceverla ogni mese alla PEC con un abbonamento gratuito.

Il merito creditizio decide più del programma

Non ci sono punteggi: Puglia Sviluppo valuta la sostenibilità del rimborso «secondo standard tipici delle valutazioni creditizie», «a suo insindacabile giudizio», e può consultare banche dati pubbliche o private (art. 9). Per un’impresa piccola il punto decisivo è la rata: sul taglio massimo sono 3.333,33 euro al mese, e Centrale Rischi e finanziamenti dichiarati mostrano se i flussi la reggono. Prima di chiedere il massimo della fascia, prova la rata sul budget di cassa dei prossimi 45 mesi.

Vincolo sui beni e revoca: i due punti che deciderà il contratto

Il vincolo sui beni è il buco che pesa di più su chi pensa di rivendere un macchinario. L’Avviso non lo fissa; il Codice degli incentivi, «in mancanza di diversa indicazione del bando», revoca se i beni sono ceduti prima di tre anni dal completamento per le PMI (art. 17 c. 2 lett. c del D.Lgs. 184/2025) e l’Avviso vi rinvia «ove compatibili» (art. 20), mentre gli obblighi europei di stabilità non valgono per gli strumenti finanziari (Reg. UE 2021/1060, art. 65 par. 3). Lo dirà il contratto; fino ad allora conviene considerare i beni vincolati. Sulla revoca l’Avviso parla solo di «interessi di mora»: la regola generale del Codice (art. 17 c. 4) usa il tasso di riferimento della BCE, con cinque punti in più quando la causa è imputabile al beneficiario, ma la misura del contratto non si conosce.

Imposte e bilancio: quando il 25% diventa reddito

Il prestito non è reddito e, finché il debito resta al valore nominale, il tasso zero non si tassa: semplicemente non paghi interessi. Anche il 25%, finché non è abbuonato, è un debito; per noi diventa reddito quando smette di esserlo, cioè quando Puglia Sviluppo dispone che «non è più soggetta a restituzione» (art. 13 c. 4). Restano aperte due questioni, come si qualifica e in quale anno si tassa, e prassi dell’Agenzia delle Entrate sulle sovvenzioni soggette a condizione non ne abbiamo trovata.

Per destinazione, la nostra lettura

Il 25% segue il programma realizzato: la parte sugli investimenti è contributo in conto impianti, tassato lungo la vita utile dei beni, ma la parte che corrisponde agli ammortamenti già dedotti prima dell’abbuono si tassa tutta in quell’anno (per analogia con la risposta a interpello n. 277 del 2025); la parte sul circolante, fino al 40%, è contributo in conto esercizio, tassato quando il diritto diventa certo.

In conto capitale

L’Avviso non lega la sovvenzione a costi specifici (art. 1 c. 4), quindi tutto il 25% sarebbe sopravvenienza attiva, tassata per intero in un solo anno (art. 88 c. 3 lett. b del testo unico delle imposte sui redditi, il TUIR): la ripartizione in cinque anni non c’è più dal 2024 (D.Lgs. 192/2024).

Preferiamo la prima perché il programma ha una composizione dichiarata e attestata, e perché la norma sulle sopravvenienze esclude i contributi per beni ammortizzabili; la seconda è quella che l’Agenzia applica quando il contributo non si può ripartire fra le spese con criteri oggettivi (risposta a interpello n. 6 del 2024, che richiama la risoluzione 100/E del 2002). Per una Srl in utile l’imposta totale non cambia, cambia il calendario; con l’IRPEF, l’imposta progressiva delle persone fisiche, e nel forfetario cambia anche l’importo. Sull’anno di tassazione, per noi la lettura più solida è quella dell’abbuono, quando il contributo si rileva anche in bilancio (OIC 16 par. 87), che per le società non micro guida anche il fisco (art. 83 TUIR); chi legge alla lettera «incassati» dell’art. 88 tassa all’erogazione e anticipa l’imposta di circa quattro anni. Per le ditte in contabilità semplificata e per i forfetari, che tassano per cassa, la lettura dell’erogazione è più forte. Per importi rilevanti la strada sicura è l’interpello all’Agenzia, ammesso per qualificare la fattispecie e in caso di «obiettiva incertezza» (art. 11 c. 1 lett. a e b della legge 212/2000).

Con domanda a fine ottobre 2026, erogazione intorno a marzo 2027 e prima rata ad aprile, la 45ª cade a dicembre 2030 (calcolo nostro: la prima rata la fissa il contratto). Allora il TUIR attuale non ci sarà più: dal 1° gennaio 2027 vale il nuovo testo unico delle imposte sui redditi del D.Lgs. 117/2026, dove le sopravvenienze dell’art. 88 passano all’art. 97 con lo stesso testo. Le aliquote del 2030 nessuno le conosce: i conti sotto usano quelle del 2026.

Quanto resta del 25% dopo imposte e contributi

Chi, su quale finanziamento Abbuono Imposte e contributi Resta Sul totale
Srl pugliese in utile, 100.000 euro 25.000 IRES 6.000; IRAP 1.205 17.795 17,8%
Srl pugliese in utile, 200.000 euro 50.000 IRES 12.000; IRAP 2.410 35.590 17,8%
Ditta commerciante in semplificata, 30.000 euro di reddito, 50.000 euro 12.500 INPS 3.060; IRPEF 2.864,15 6.575,85 13,2%
Forfetario commerciante, 50.000 euro, lettura «sopravvenienza» 12.500 Nessuna 12.500 25%
Forfetario commerciante, 50.000 euro, «per destinazione» con il 40% di circolante 12.500 INPS 489,60; sostitutiva 226,56 11.783,84 23,6%

Calcolo nostro con le aliquote 2026, addizionali escluse, con tutto il 25% tassato in un solo anno e i contributi INPS dedotti nello stesso anno. Alla Srl, tra IRES, l’imposta sul reddito delle società, al 24% e IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive, al 4,82% in Puglia (6,82% per il comparto energetico nel 2026 e nel 2027), resta il 71,18% dell’abbuono. La ditta con 30.000 euro di reddito d’impresa, fra IRPEF a scaglioni, detrazione che cala col reddito (art. 13 c. 5 TUIR) e contributi dei commercianti al 24,48% (circolare INPS n. 14/2026), tiene il 52,6% (il 50,2% se i contributi sull’abbuono si deducono l’anno dopo): l’abbuono alza anche la base contributiva, e nel piano di solito non si mette. Niente IRAP per la ditta individuale. Il forfetario, con coefficiente del 40% e sostitutiva al 15%, conserva fra il 94,3% e il 100%: il 94,3% vale se è già sopra il minimale INPS, il reddito minimo su cui i contributi si pagano comunque, e non usa la riduzione contributiva del 35% (sotto il minimale tiene il 97,6%), e nella lettura per destinazione i 5.000 euro di ricavo contano anche per le soglie del regime. Il tasso zero vale in più circa 5.333 euro su 100.000 al tasso di riferimento del 3,71%: sono gli interessi che non paghi sul prestito, che si chiude con la 45ª rata, non attualizzati; non sono reddito, ma nemmeno un costo da dedurre.

Ritenuta del 4%. Regioni, enti pubblici e privati che corrispondono contributi alle imprese trattengono il 4% d’acconto, esclusi quelli per beni strumentali (art. 28 c. 2 DPR 600/1973, dal 2027 art. 43 c. 2 del D.Lgs. 33/2025). Sui fondi strutturali l’Agenzia la esclude per il divieto europeo di trattenute (risoluzione 51/E del 2010), ma il divieto tutela il «beneficiario» e qui, per il Reg. (UE) 2021/1060, l’impresa è «destinatario finale»; Avviso e delibera tacciono: se Puglia Sviluppo la applichi, quando e su quale base non è determinabile. Sul 25% all’erogazione costerebbe in cassa fino all’1% dell’importo, meno se si esclude la quota per beni strumentali (risposta a interpello n. 6 del 2024), da scomputare, per noi, nell’anno in cui il 25% diventa reddito (art. 22 c. 1 lett. c TUIR).

In bilancio: un debito fino all’abbuono

Per le società che applicano i principi contabili nazionali (OIC) l’intero importo va fra i debiti verso altri finanziatori, con evidenza della quota soggetta a condizione; bilancio abbreviato e micro imprese possono tenerlo al valore nominale (OIC 19, par. 54 e 55), mentre nell’ordinario, con un tasso molto diverso da quello di mercato, il debito si attualizza (par. 50) e per noi la differenza ha la sostanza di un contributo (par. 53), che nelle società non micro conta anche per IRES e IRAP (art. 83 TUIR, art. 5 D.Lgs. 446/1997), mentre gli interessi figurativi degli anni dopo riducono solo l’IRES. I contributi si rilevano solo quando sono «acquisiti sostanzialmente in via definitiva» (OIC 16, par. 87): all’abbuono si chiude il debito e la quota sugli investimenti va in A5 con risconto o in riduzione del costo del bene (par. 88), quella sul circolante in A5 fra i contributi in conto esercizio (OIC 12, par. 56). Il fatturato che misura la dimensione d’impresa è solo la voce A1 (DM 18 aprile 2005) e il contributo non lo muove, ma il metodo indiretto alza il totale dell’attivo. I due metodi sono nella nostra guida al contributo in conto impianti o in conto esercizio in bilancio. Prestito e sovvenzione restano fuori dal campo dell’IVA (art. 2 c. 3 lett. a DPR 633/1972), e l’Avviso non prevede spese di istruttoria né commissioni.

De minimis: quanto plafond consuma il finanziamento

Il regime è il de minimis del Reg. (UE) 2023/2831 su EUR-Lex: nell’arco di tre anni, su base mobile, un’impresa unica, cioè l’impresa con quelle che controlla o da cui è controllata, può ricevere al massimo 300.000 euro in questi aiuti (art. 3 par. 2). Nel tetto entra l’equivalente sovvenzione lordo (ESL), il valore dell’aiuto espresso come se fosse un contributo: per l’art. 6 c. 3 dell’Avviso è il 25% al valore nominale più, per il prestito, il prodotto fra importo, durata media finanziaria e tasso di riferimento europeo alla concessione.

Il tasso di riferimento è il tasso base della Commissione per l’Italia, 2,71% da luglio a novembre 2026 nella tabella aggiornata al 16 ottobre, più una maggiorazione secondo rating e garanzie: i 100 punti base applicati «solitamente» presuppongono garanzie elevate o normali, con garanzie basse o assenti (l’Avviso non ne chiede) un rating soddisfacente ne vale 400, e senza storia creditizia sono almeno 400. Quale userà Puglia Sviluppo l’Avviso non lo dice, e il tasso base può cambiare prima della concessione. Usiamo la durata di 60 mesi dell’art. 6 c. 2, la lettura prudente: la durata media di 60 rate costanti è di circa 2,54 anni. La scheda di preinformazione della delibera indicava un altro tasso, rilevato dalla Banca d’Italia: vale l’Avviso.

Importo ESL con 100 punti (3,71%) Quota dei 300.000 ESL con 400 punti (6,71%) Quota dei 300.000
50.000 16.036,09 5,35% 18.895,47 6,30%
100.000 32.072,19 10,69% 37.790,94 12,60%
150.000 48.108,28 16,04% 56.686,41 18,90%
200.000 64.144,38 21,38% 75.581,88 25,19%

Calcolo nostro: su 100.000 euro, 75.000 × 2,541667 × 3,71% = 7.072,19 euro sul prestito, più 25.000 sulla sovvenzione; contando il prestito sulle sole prime 45 rate si scende a circa 30.333 euro. Il numero vero lo calcola Puglia Sviluppo alla concessione e lo registra nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA).

Da solo il finanziamento non sfora: il problema nasce sommando. Ogni euro consuma circa 0,32 euro di plafond con 100 punti e 0,38 con 400, quindi un’impresa unica con 240.000 euro di de minimis nei tre anni ha 60.000 euro di spazio e può ricevere al massimo circa 187.000 euro con 100 punti, 158.700 con 400 (calcolo nostro, arrotondato per difetto). Oltre il massimale l’aiuto esce dal regolamento per intero (art. 3 par. 7) e Puglia Sviluppo può ridurre l’importo (art. 6 c. 5). Il 25% conta per intero anche se un giorno tornasse indietro, perché l’aiuto è concesso quando nasce il diritto (art. 3 par. 3). Il metodo è nella nostra guida al conteggio del plafond de minimis per impresa unica.

Il controllo sul Registro nazionale aiuti prima della domanda

Ricostruisci l’impresa unica con le quattro relazioni di controllo dell’art. 2 par. 2 del regolamento, un perimetro diverso da quello della dimensione; somma gli aiuti de minimis concessi nei tre anni prima della concessione attesa, guardando la data del provvedimento e non quella dell’incasso; cerca ogni codice fiscale del gruppo nella sezione «Trasparenza» del Registro nazionale degli aiuti di Stato, alle voci «Aiuti individuali» e «Lista Deggendorf», l’elenco delle imprese con aiuti illegali da restituire. Per i commercialisti: il DM 115/2017 (art. 14 c. 3) descrive ancora la visura de minimis su due esercizi finanziari più quello in corso, ma il regolamento è direttamente applicabile e vuole i tre anni mobili. La registrazione nel Registro sostituisce l’obbligo di pubblicare gli aiuti in nota integrativa o sul sito (art. 1 c. 125-quinquies L. 124/2017). Come si leggono le visure lo spieghiamo nella guida su visura aiuti e visura Deggendorf nel Registro nazionale aiuti.

Cumulo con TecnoNidi JTF e con la sezione JTF del Fondo di garanzia

Per l’art. 7 il finanziamento si cumula con altri de minimis entro i 300.000 euro, non si cumula con aiuti di Stato sugli stessi costi oltre l’intensità massima dei regolamenti di esenzione, e se non è legato a costi specifici si somma agli aiuti in esenzione. Le regole di cumulo fra incentivi diversi valgono come altrove.

TecnoNidi JTF. Chi ha già TecnoNidi può chiedere anche questo finanziamento, ma non sulle stesse fatture: l’avviso TecnoNidi vieta il cumulo con aiuti de minimis «relativamente agli stessi costi ammissibili» (art. 21 c. 2) e copre già il 100% degli investimenti. Su costi diversi sì, perché TecnoNidi è in esenzione (art. 22 del regolamento generale di esenzione, il GBER) e non tocca il plafond. Invocare l’art. 7 c. 3 perché qui non ci sono «spese tracciabili» né CUP non regge: i pagamenti vanno comunque ricondotti al programma. Servono quindi due programmi con fatture distinte, e il prestito TecnoNidi pesa sul merito creditizio.

Fondo di garanzia, sezione speciale JTF. È l’altro «60 milioni per Taranto»: con la circolare del Fondo di garanzia n. 5/2026 una sezione da 80 milioni, 60 per la provincia, garantisce all’80% le operazioni bancarie per investimenti o circolante. Non risulta che possa coprire il prestito di Puglia Sviluppo, che è diretto e per cui l’Avviso non chiede garanzie; può servire per un prestito bancario separato sulla parte di progetto non coperta. Il regime della garanzia la circolare non lo dice: se è de minimis, il suo ESL si somma nei 300.000 euro.

Da non confondere: le altre misure di Taranto e di Puglia Moltiplica

Il Finanziamento Taranto JTF è la terza misura attiva di Puglia Moltiplica, il piano regionale per la crescita delle imprese, dopo Minibond ed Equity. Stati letti il 23 ottobre 2026 sulle pagine di Puglia Sviluppo e negli atti.

Misura Per chi Che aiuto è Stato
TecnoNidi JTF Taranto Piccole società di capitali innovative, iscritte da non più di cinque anni Sugli investimenti 40% sovvenzione, 40% prestito, 20% sovvenzione condizionata; 90% delle spese di funzionamento Aperto dal 29 gennaio 2026, senza scadenza
NIDI e NIDI JTF Taranto Chi apre una microimpresa, o l’ha aperta da meno di sei mesi, con almeno metà dei soci fra giovani, donne e altre categorie svantaggiate Sovvenzioni, prestito agevolato e assistenza rimborsabile per avviare l’attività NIDI aperto dal 14 dicembre 2023, NIDI JTF dal 12 maggio 2026, senza scadenza
Mini PIA Puglia e MiniPIA Taranto Micro e piccole imprese, professionisti, reti e consorzi Contributo, finanziamenti agevolati e garanzie sui programmi di investimento Mini PIA Puglia sospeso dal 3 marzo 2026, MiniPIA e PIA Taranto dal 10 giugno 2026
Comunità energetiche JTF Taranto Enti pubblici, società a partecipazione pubblica maggioritaria, PMI con sede operativa in provincia Contributo sui costi degli impianti Domande fino alle 12:00 del 30 novembre 2026
Fondo Minibond Puglia PMI non micro e Small MidCap con almeno 5 milioni di fatturato Garanzia di portafoglio su minibond da 2 a 20 milioni Attivo secondo Puglia Sviluppo
Microcredito imprenditoriale Autonomi e microimprese, srl comprese Prestito di un operatore iscritto all’apposito elenco, fino a 75.000 euro (100.000 per le srl) Non è un bando: si chiede tutto l’anno
Fondo di garanzia PMI, sezione JTF PMI e professionisti dei 29 comuni della provincia Garanzia diretta all’80% su prestiti bancari Operativa secondo la pagina del Fondo

Perché la Regione lo chiama microcredito? Il comunicato del 22 ottobre lo presenta come «il nuovo strumento di microcredito interamente dedicato al territorio tarantino» e l’assessore come «la misura di microcredito dedicata a Taranto», ma l’Avviso la parola non la usa mai. Il microcredito dell’art. 111 del Testo unico bancario è un prestito di un operatore iscritto in un elenco, fino a 75.000 euro (100.000 per le srl), con servizi di assistenza e monitoraggio obbligatori; qui presta direttamente Puglia Sviluppo, con risorse pubbliche, fino a 200.000 euro, e l’Avviso non prevede servizi di assistenza e monitoraggio. Microprestito Puglia, annunciato nello stesso comunicato per fine anno, al 23 ottobre 2026 è una dichiarazione, non un atto.

Cinque errori che fanno perdere la domanda o il 25%

Errore Che cosa succede Come si evita
Acconto al fornitore prima della domanda Spesa non finanziabile (art. 5 c. 5) Ordini e anticipi dopo l’invio
Contare il 25% in aggiunta al taglio Programma sovrastimato: dei 200.000 euro, 150.000 sono prestito e 50.000 sovvenzione Costruire il programma sull’agevolazione intera
Circolante oltre il 40% o opere oltre il 20% Programma fuori dai limiti dell’art. 5 Conti voce per voce prima di compilare
Rata scaduta alla 45ª o mandato di addebito revocato Abbuono perso o revoca Saldo controllato prima di ogni addebito
Le stesse fatture su TecnoNidi JTF Cumulo vietato (art. 21 c. 2 TecnoNidi) Due programmi distinti

Dove l’Avviso tace: nove domande da fare a Puglia Sviluppo

Solo il contratto o una risposta del gestore chiudono questi punti. Il canale è il servizio «Richiedi info» di Sistema Puglia, per gli utenti registrati, o la PEC del responsabile del procedimento, [email protected]. Conserva le risposte.

Da copiare nella richiesta a Puglia Sviluppo.

  1. «Un autonomo iscritto all’albo ma non al Registro delle imprese è ammesso? Che cosa indica nei campi camerali?»
  2. «Un’impresa senza bilancio approvato né dichiarazione presentata in quale fascia rientra?»
  3. «Turismo e siderurgia sono ammessi, visto che l’Avviso non li esclude?»
  4. «Consulenze e costo del personale possono stare nel programma, e in quale voce?»
  5. «Entro quando va realizzato il programma? Chi rilascia l’attestazione, in che forma, e il suo costo è finanziabile?»
  6. «Quando parte la prima rata? Il contratto prevede garanzie, commissioni o bollo?»
  7. «Chi estingue prima della 45ª rata conserva il 25%?»
  8. «Applicate la ritenuta del 4% sulla sovvenzione, quando e su quale base? Il programma va indicato al netto dell’IVA?»
  9. «Vale il 31/12/2028 della scheda di Sistema Puglia, o lo sportello resta senza data come nell’Avviso?»

Domande frequenti sul Finanziamento Taranto JTF

Il 25% del Finanziamento Taranto JTF è a fondo perduto?

Non dal primo giorno. È una sovvenzione soggetta a condizione: la ricevi insieme al prestito, ma la tieni solo se risultano il programma realizzato, con l’attestazione di un professionista abilitato esterno all’impresa, almeno il 10% del programma coerente con le finalità JTF e, alla scadenza della 45ª rata, i pagamenti in regola. Allora le ultime 15 rate vengono abbuonate (art. 13).

Ho aperto l’attività da pochi mesi: posso chiederlo?

Non c’è un’anzianità minima, ma servono iscrizione al Registro delle imprese e un ultimo bilancio approvato o un’ultima dichiarazione presentata, su cui si misura la fascia. Per chi non li ha ancora l’Avviso non detta una regola: va chiesto a Puglia Sviluppo prima di presentare.

Quanto tempo passa dalla domanda ai soldi sul conto?

Di norma fino a 120 giorni di istruttoria; se Puglia Sviluppo chiede integrazioni, hai al massimo 15 giorni per rispondere; poi 15 giorni per firmare il contratto, la verifica del DURC e l’attivazione dell’addebito SEPA. A quel punto arrivano due bonifici, tutto in una volta. Con una domanda a fine ottobre 2026 l’erogazione cade intorno a marzo 2027 (stima nostra).

Posso avere sia TecnoNidi JTF sia il Finanziamento Taranto JTF?

Sì, su costi diversi. L’avviso TecnoNidi vieta di sommare aiuti de minimis sulle stesse spese (art. 21 c. 2). TecnoNidi non consuma il plafond de minimis, ma il suo prestito va dichiarato fra gli altri finanziamenti e pesa sulla valutazione della rata.

Servono garanzie per ottenere il finanziamento?

L’Avviso non ne chiede e non ne parla, come non prevede spese di istruttoria o commissioni. Il contratto non è pubblico: prima di firmare controlla se chiede garanzie o altri costi. Puglia Sviluppo valuta comunque il merito creditizio come una banca.

Il 25% abbuonato è tassato?

Sì, è reddito d’impresa (o di lavoro autonomo, per chi esercita una professione), per noi nell’anno in cui Puglia Sviluppo dispone l’abbuono, verso il 2030. Con le aliquote 2026 a una Srl pugliese in utile resta circa il 71%, a una ditta commerciante in semplificata con 30.000 euro di reddito circa il 53%; per il forfetario dipende da come si qualifica il contributo, su cui non abbiamo trovato prassi dell’Agenzia delle Entrate.

L’ordine di lavoro: requisiti, Centrale Rischi, programma, invio

  1. Verifica i requisiti: Registro, sede in provincia, ricavi, polizza catastrofale, DURC, contratto collettivo applicato.
  2. Chiedi subito la Centrale Rischi dal legale rappresentante e controlla il plafond de minimis del gruppo.
  3. Costruisci il programma sulle soglie del 60%, 20%, 40% e 10%, senza spese prima dell’invio.
  4. Invia la domanda firmata digitalmente e tieni il fascicolo per l’attestazione del professionista.

Se non rientri, o cerchi un contributo invece di un prestito, nel calendario dei bandi a fondo perduto con lo sportello aperto trovi scadenze e finestre del mese.

Vuoi sapere quanto vale il Finanziamento Taranto JTF nella tua fascia di ricavi? Compila il form in alto e ti ricontattiamo noi di Incentivimpresa: prima dell’invio rivediamo con te programma, plafond de minimis e allegati.

Fonti: Avviso Finanziamento Taranto JTF (PDF su Sistema Puglia), approvato con la determinazione del direttore generale di Puglia Sviluppo n. 43 del 9 ottobre 2026, con Avviso e allegati come pubblicati sul BURP (PDF); BURP n. 84 del 22 ottobre 2026, pp. da 57273 a 57294; D.G.R. n. 1027 del 21 luglio 2026 con l’Accordo di finanziamento (PDF), sul BURP n. 61 del 3 agosto 2026; pagina di Puglia Sviluppo sugli avvisi JTF di Taranto e comunicato del 22 ottobre 2026; scheda dell’Avviso su Sistema Puglia (PDF); avviso TecnoNidi JTF (BURP n. 8 del 29 gennaio 2026); circolare del Fondo di garanzia n. 5/2026; Reg. (UE) 2023/2831, 2021/1060 e 651/2014; D.Lgs. 184/2025; norme e principi contabili citati nel testo. Sulla chiusura le fonti non coincidono: l’Avviso non fissa una data e Puglia Sviluppo scrive che lo strumento è «attualmente operativo senza scadenza», mentre la scheda di Sistema Puglia del 22 ottobre 2026 indica «Data di chiusura 31/12/2028». Atti e pagine letti il 23 ottobre 2026 fra le 17:51 e le 18:16 e riletti fra le 20:05 e le 20:30; norme fiscali, contabili e de minimis fra le 18:12 e le 18:50 e riverificate fra le 20:13 e le 20:36.


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