Roma, 23 ottobre 2026 – Le dinamiche finanziarie globali e l’antropologia del risparmiatore italiano sono aspetti della questione oltremodo noti, essi costituiscono un combinato composto che in (buona) parte dirotta le risorse che potrebbero venire rese disponibili per investimenti nel Paese verso differenti impieghi, non ultimi gli acquisti di titoli del Tesoro statunitensi o la gestione da parte di fondi.
IL «NUOVO CORSO» DEL PRIVATE CAPITAL
Ora che il Piano di ripresa e resilienza (Pnrr), con i suoi alti e i suoi bassi, si avvia al termine, si pone dunque il problema di attraarre risorse, siano esse appunto private che (nei limiti del possibile) pubbliche, allo scopo di allocarle successivamente a copertura dello sviluppo di piani di investimento nella ricerca e nell’industria con una particolare sensibilità rivolta nei confronti delle piccole e medie imprese, che in Italia costituiscono la massima parte del tessuto economico produttivo. L’assunto incontrovertibile è quello che il Pnrr sia irreplicabile e che, di risulta, vadano reperite le risorse necessarie a una continuità della crescita dell’economia reale del Paese. Questo il tema centrale dei lavori svoltisi nella giornata di ieri a Roma nel corso del primo Annual General Meeting di Fondo Italiano d’Investimento SGR S.p.A., società di gestione del risparmio partecipata per il 55% dalla Cassa depositi e prestiti per il tramite di Equity e, per la parte rimanente, da alcune delle principali Istituzioni e banche italiane. Si tratta del nuovo corso di questo fondo costituito sedici anni fa, che a seguito del recente rinnovo dei vertici viene guidato dalla presidente Barbara Poggiali e dall’amministratore delegato Domenico Lombardi, un nuovo patto fondato sull’equilibrio del private capitale nella prospettiva di generare profitti che vadano oltre il perimetro dell’immediato, strutturando contestualmente in misura maggiore le filiere di imprese, conferendo a esse maggiore competitività sui mercati.
ANNUAL GENERAL MEETING 2026
Come accennato, il focus è stato concentrato sul risparmio privato, nuova potenziale fonte di risorse da allocare in funzione di investimenti, ovvero, intervenire in un contesto frammentato per trasformare il risparmio in maggiori capitali onde sviluppare ulteriori capacità industriali nel Paese. Infatti, il mantra ricorrente nel Piano strategico 2026-2030 (31) è «fare incontrare il risparmio con gli investimenti produttivi». Le direttici di piano illustrate nel corso dell’evento che ha avuto luogo alla Galleria Colonna sono tre: mobilitare capitali sia pubblici che privati dal mercato, risorse che verrebbero successivamente indirizzate agli investimenti nel Paese, passando dai 4,3 miliardi di euro del 2024 e i 5,3 attuali alla soglia dei 6 miliardi, di cui è previsto il superamento nel 2027; accompagnare le imprese (e le filiere) nelle quali si investe tenedno conto della ridefinizione a livello globale delle catene del valore, sostenendo le eccellenze nella loro espansione all’estero, ma sempre con riferimento al territorio italiano; infine, contribuire alla crescita nel Paese del Fondo Italiano d’Investimento e, più in generale, del private capital mediante l’offerta di prodotti di investimento che colmino il gap che penalizza oggi il mercato. Riguardo a quest’ultimo aspetto, è stato sottolineato come il mercato vada reso meno illiquido, un’azione che va posta in essere oltre gli investimenti temporali propri del private capital, chiarendo meglio la complementarietà delle strategie nell’ecosistema e, inoltre, riducendo al contempo le sovrapposizioni tra investimenti diretti e investimenti indiretti.
COLMARE IL GAP DELLA ILLIQUIDITÀ
Ad avviso di Elena Goitini, amministratrice delegata di BNL BNP Paribas, «fare sistema è una necessità operativa, poiché il credito bancario non basta più». Allo specifico riguardo ella ha ravvisato alcuni elementi di complessità: «In Italia il 90% del tessuto produttivo è fatto di piccole e medie imprese, che per finanziarsi si rivolgono alle banche. Ma, spesso si tratta di imprese poco patrimonializzate e scarsamente leggibili, inoltre evidenziano problemi sui lati generazionale e delle filiere». Insomma, assieme al credito bancario e al working capital andrebbe ottimizzata l’azione mediante la leva del private capital, considerato che nel Paese una non indefferente parte di ricchezza finanziaria permane parcheggiata nei conti correnti bancari e postali, in assenza di stimoli riguardo agli investimenti in titoli azionari delle imprese e del coinvolgimento dei fondi pensionistici. All’Annual General Meeting 2026 del Fondo Italiano d’Investimento sono stati affrontati questi temi, nella consapevolezza che ricerca e innovazione non sono sufficienti se poi le idee non vengono messe a terra, dunque, gli investimenti dovranno necessariamente venire indirizzati alla formazione di personale competente da impiegare in processi produttivi tecnologicamente sempre più avanzati.
A814A – ECONOMIA, IMPRESE E FINANZA: ANNUAL GENERAL MEETING DEL FONDO ITALIANO D’INVESTIMENTO. Nell’attuale fase, prossima all’esaurimento delle risorse finanziarie erogate nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si pone il tema del reperimento di fondi allo scopo di alimentare la crescita economica del Paese sostenendo nuove ambizioni in campo industriale.
Considerate le evidenti condizioni nelle quali versano le casse dello Stato e tenuto anche conto dei vincoli europei e delle eventuali reazioni dei mercati a forme indiscriminate di indebitamento, diviene necessaria una comprensione delle possibili mobilitazioni di capitali privati ai fini degli investimenti, una operazione che gli analisti della materia ritengono opportuno effettuare evitando una sovrapposizione al sistema bancario e all’universo del private equity. Insomma, si guarda tra l’altro ai risparmi degli italiani al fine di generare valore attraverso il settore industriale. Di questo e di molto altro hanno discusso nella giornata di ieri a Roma i convenuti all’evento che ha avuto luogo il 22 ottobre 2026 presso la Galleria del cardinale Colonna, nel corso del quale sono intervenuti NATHANIA ZEVI (giornalista del TG1 Rai, moderatrice), ADOLFO URSO (ministro delle Imprese e del Made in Italy), BARBARA POGGIALI (presidente del Fondo Italiano d’Investimento), DOMENICO LOMBARDI (amministratore delegato del Fondo Italiano d’Investimento).
A814B – ECONOMIA, IMPRESE E FINANZA: ANNUAL GENERAL MEETING DEL FONDO ITALIANO D’INVESTIMENTO. Nell’attuale fase, prossima all’esaurimento delle risorse finanziarie erogate nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si pone il tema del reperimento di fondi allo scopo di alimentare la crescita economica del Paese sostenendo nuove ambizioni in campo industriale.
Considerate le evidenti condizioni nelle quali versano le casse dello Stato e tenuto anche conto dei vincoli europei e delle eventuali reazioni dei mercati a forme indiscriminate di indebitamento, diviene necessaria una comprensione delle possibili mobilitazioni di capitali privati ai fini degli investimenti, una operazione che gli analisti della materia ritengono opportuno effettuare evitando una sovrapposizione al sistema bancario e all’universo del private equity. Insomma, si guarda tra l’altro ai risparmi degli italiani al fine di generare valore attraverso il settore industriale. Di questo e di molto altro hanno discusso nella giornata di ieri a Roma i convenuti all’evento che ha avuto luogo il 22 ottobre 2026 presso la Galleria del cardinale Colonna, nel corso del quale sono intervenuti DARIO SCANNAPIECO (amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti), PIERROBERTO FOLGIERO (amministratore delegato di Fincantieri), AGOSTINO SCORNAIENCHI (amministratore delegato di Snam), ELENA GOITINI (amministratrice delegata di BNL BNP Paribas), LORENZO MARIANI (amministratore delegato di Leonardo), LIVIANA FORZA (amministratrice delegata di Isoclima Group), DOMENICO LOMBARDI (amministratore delegato del Fondo Italiano d’Investimento).
Ascolta gli audio allegati:
- A814A – ECONOMIA, IMPRESE E FINANZA: ANNUAL GENERAL MEETING DEL FONDO ITALIANO D’INVESTIMENTO. Nell’attuale fase, prossima all’esaurimento delle risorse finanziarie erogate nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si pone il tema del reperimento di fondi allo scopo di alimentare la crescita economica del Paese sostenendo nuove ambizioni in campo industriale. Considerate le evidenti condizioni nelle quali versano le casse dello Stato e tenuto anche conto dei vincoli europei e delle eventuali reazioni dei mercati a forme indiscriminate di indebitamento, diviene necessaria una comprensione delle possibili mobilitazioni di capitali privati ai fini degli investimenti, una operazione che gli analisti della materia ritengono opportuno effettuare evitando una sovrapposizione al sistema bancario e all’universo del private equity. Insomma, si guarda tra l’altro ai risparmi degli italiani al fine di generare valore attraverso il settore industriale. Di questo e di molto altro hanno discusso nella giornata di ieri a Roma i convenuti all’evento che ha avuto luogo il 22 ottobre 2026 presso la Galleria del cardinale Colonna, nel corso del quale sono intervenuti NATHANIA ZEVI (giornalista del TG1 Rai, moderatrice), ADOLFO URSO (ministro delle Imprese e del Made in Italy), BARBARA POGGIALI (presidente del Fondo Italiano d’Investimento), DOMENICO LOMBARDI (amministratore delegato del Fondo Italiano d’Investimento)
- A814B – ECONOMIA, IMPRESE E FINANZA: ANNUAL GENERAL MEETING DEL FONDO ITALIANO D’INVESTIMENTO. Nell’attuale fase, prossima all’esaurimento delle risorse finanziarie erogate nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si pone il tema del reperimento di fondi allo scopo di alimentare la crescita economica del Paese sostenendo nuove ambizioni in campo industriale. Considerate le evidenti condizioni nelle quali versano le casse dello Stato e tenuto anche conto dei vincoli europei e delle eventuali reazioni dei mercati a forme indiscriminate di indebitamento, diviene necessaria una comprensione delle possibili mobilitazioni di capitali privati ai fini degli investimenti, una operazione che gli analisti della materia ritengono opportuno effettuare evitando una sovrapposizione al sistema bancario e all’universo del private equity. Insomma, si guarda tra l’altro ai risparmi degli italiani al fine di generare valore attraverso il settore industriale. Di questo e di molto altro hanno discusso nella giornata di ieri a Roma i convenuti all’evento che ha avuto luogo il 22 ottobre 2026 presso la Galleria del cardinale Colonna, nel corso del quale sono intervenuti DARIO SCANNAPIECO (amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti), PIERROBERTO FOLGIERO (amministratore delegato di Fincantieri), AGOSTINO SCORNAIENCHI (amministratore delegato di Snam), ELENA GOITINI (amministratrice delegata di BNL BNP Paribas), LORENZO MARIANI (amministratore delegato di Leonardo), LIVIANA FORZA (amministratrice delegata di Isoclima Group), DOMENICO LOMBARDI (amministratore delegato del Fondo Italiano d’Investimento)
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