a Las Vegas una vendita record? –


Un esempio perfetto del travaso tecnologico dalla Formula 1 alle vetture da strada risiede nella Ferrari F50, vettura nata per omaggiare il cinquantennale della casa di Maranello. In fondo non capita tutti i giorni di ritrovarsi un V12 preso pari pari da una F1 di pochi anni prima, addomesticato e reso fruibile per circolare su strada. In tanti l‘hanno accusata, col suo appeal ipertecnologico rimasto intatto dal momento del lancio, di non aver emozionato come la precedente F40. Eppure negli ultimi mesi, complice la rivoluzione in atto nel mondo dell’auto d’epoca con l’arrivo dei “nuovi ricchi”, la F50 sta vivendo una seconda giovinezza fatta di cifre mostruose per aggiudicarsene una all’asta.

La gialla F50, esemplare n.°239, venduta a 12.636.525€ a Monterey 2026 – Immagine Mecum

In questo trend si inserisce Broad Arrow, provando a scardinare ogni record sinora stabilito dal modello in questione. E lo fa con un esemplare che andrà all’asta il 31 ottobre in quel di Las Vegas, nei desiderata della casa d’aste designato a strappare il record all’esemplare giallo venduto da Mecum il 15 agosto scorso a Monterey per 12.636.525 €. Ma andiamo per ordine, che qui su Fuori Traiettoria vogliamo appagare anche i palati più raffinati!

F50: una F1 da strada!

Parlando della Ferrari F50 ci si trova di fronte a una vettura rivoluzionaria. Ecco perciò che ne ripercorriamo brevemente la storia, con un occhio al marketing e l’altro al contagiri. Il modello nasce da un’idea di Piero Ferrari, voluta per omaggiare il cinquantennale del marchio. Con la ricorrenza prevista per il 1996, si anticipa il debutto al 1995, con la F50 che entra in produzione e lascia tutti a bocca aperta. Le specifiche sono impressionanti, anche valutandole coi parametri odierni. Il cuore infatti è il V12 che equipaggiava le monoposto schierate dalla casa di Maranello nel 1990 e 1991. Il compito di addomesticarlo risulta semplificato dal fatto che questo sia già stato rivisto per installarlo sulla 333 SP che ha fatto incetta di titoli oltreoceano. Insomma, la barchetta ha già visto il propulsore portato a 4,7 litri e ottimizzato per le gare di durata, adesso si tratta solo di renderlo fruibile per chiunque non sia un pilota di professione. Ai tempi l’elettronica è ancora la grande assente sotto la voce piacere di guida, per cui ci vuole un telaio fuori dall’ordinario. Ah, per la cronaca, la scelta di non utilizzare ABS, servofreno e servosterzo è voluta… E sì, se guardate gli sportelli trovate la cara vecchia manovella per aprire il vetro, niente “agvzzzz” per citare una gag di Aldo, Giovanni e Giacomo. Anche per il cambio si opta per un manuale a sei rapporti, lasciando il brivido delle palette al volante in esclusiva ai piloti “veri”. Gli sviluppatori? Un dream team se si considera che al leggendario Dario Benuzzi, storico collaudatore delle rosse, si affiancano gli allora piloti Ferrari F1 Jean Alesi, Gerhard Berger oltre a un certo Niki Lauda.

La F50 all'asta vista dalla 3/4 anteriore
La F50 all’asta vista dalla 3/4 anteriore – Immagine Broad Arrow

Nasce così un telaio interamente realizzato in materiali compositi di carbonio, col gruppo motore-cambio avente funzione portante, esattamente come accade nelle monoposto. Ne risulta così una elevatissima rigidità strutturale, data da un telaio pesante solamente 102 kg. E per vestire questo telaio ci si affida al “solito” Pininfarina, presso il cui atelier Pietro Camardella pensa una linea stupenda, ma fortemente votata all’efficienza prestazionale. Le 2000 ore passate in galleria del vento per ottenere la deportanza voluta rappresentano così il culmine di questo progetto incredibile per allora.

Vista di 3/4 posteriore della Ferrari F50 all'asta
Vista di 3/4 posteriore della Ferrari F50 all’asta – Immagine Broad Arrow

I 520 cv del V12 saranno così appannaggio di soli 349 fortunati in grado di staccare l’assegnino da 852.800.000 lire, cifra mostruosa adesso… Figuratevi nel 1995! Ma perché proprio 349 esemplari? Perché Ferrari effettua uno studio che individua in 350 i potenziali acquirenti per la F50, tagliandone uno dal numero definitivo in ossequio alla tradizione di Enzo Ferrari. Questi infatti sosteneva che di Ferrari ce ne doveva sempre essere una in meno di quello che vuole il mercato, così da rendere le vetture del cavallino rampante un perenne oggetto del desiderio.

Il monumentale V12 da 4,7 litri della Ferrari F50
Il monumentale V12 da 4,7 litri della Ferrari F50 – Immagine Broad Arrow

Che poi sia stata una decisione corretta non sta a noi dirlo, di certo possiamo affermare che abbia creato un certo fermento. Il desiderio per un esemplare di F50 infatti ha avuto volumi molto maggiori di quanto ipotizzato dal marketing, generando una corsa all’esemplare sfociata anche in furti incredibili. Il furto più clamoroso? Nel 2003 a Philadelphia, quando un fantomatico cliente si è presentato con tanto di guardie del corpo per poi scappare impunemente con la F50 della quale doveva solo sentire il rombo! Tornando a noi, la vettura all’incanto promette decisamente bene… Andate in giù col ditino che state per scoprirlo!

Quasi una Km 0!

La vettura all’asta nasce nell’ultimo periodo di commercializzazione della F50, essendo il telaio numero “107165”. Se questo numero non vi dicesse nulla, sappiate che stiamo parlando dell’esemplare numero 325 dei sopracitati 349 prodotti. L’assemblaggio inizia a Maranello il 27 giugno 1997 per poi terminare il 6 agosto dello stesso anno, giusto in tempo per andare al mare. Le specifiche sono quelle europee, come intuibile osservando le frecce trasparenti sull’anteriore, contrariamente a quelle gialle previste per le specifiche americane. Questa F50 nasce in una configurazione decisamente classica per una Ferrari, ovvero carrozzeria in cromia Rosso Corsa e interni in pelle nera con inserti rossi. Il parabrezza reca ancora l’adesivo della prima concessionaria che l’ha accolta, ovvero la “Maranello Sales Ltd.” di Egham, nel britannicissimo Surrey.

La prestazione sposa la bellezza, anche col tetto chiuso
La prestazione sposa la bellezza, anche col tetto chiuso – Immagine Broad Arrow

Il clima umido tipico della Gran Bretagna non attanaglia troppo la nostra beniamina, dopo poco venduta a un collezionista giapponese residente nella prefettura di Chiba, vicino Tokyo. Qui risulta ancora registrata nel 2008 e per ritrovarla dobbiamo volare in Germania nel 2015. La F50 fa allora parte della collezione di un appassionato cinese che tiene le sue vetture in Germania, portando l’auto oggi all’asta a fare manutenzione presso “Rosso Scuderia” a Düsseldorf. I successivi tagliandi sono invece appannaggio della Eberlein Automobile GmbH di Kassel, avendo luogo nel marzo 2021 e a febbraio 2025.

L'interno immacolato della F50 all'asta
L’interno immacolato della F50 all’asta – Immagine Broad Arrow

Sono gli ultimi “acuti” europei della rossa F50, di lì a breve esportata negli Stati Uniti per essere messa in vendita. L’ispezione compiuta da “Ferrari Classiche” presso Ferrari of Newport Beach conferma che ci troviamo di fronte a un esemplare che sembra uscito adesso dalla catena di montaggio. Sì, perché stiamo parlando di qualcosa di straordinario, con una percorrenza di appena le 106 miglia da nuova, circa 170 km! E stiamo parlando di una vettura di 29 anni, fate un po’ voi!

Vi sfidiamo a trovarne una con una percorrenza inferiore...
Vi sfidiamo a trovarne una con una percorrenza inferiore! – Immagine Broad Arrow

Se poi aveste bisogno di ulteriori incentivi per valorizzare il “pacchetto” proposto, vi basti sapere che, contrariamente a molte vetture gemelle, questa F50 ha ancora tutta la sua dotazione originale a corredo. Troviamo così il suo hardtop rimovibile e il flight case dove riporlo quando viene rimosso, le scarpe da guida J.P. Tod’s e il set di tre valigie Schedoni con relative custodie antipolvere. E poi il classico kit attrezzi, la chiave per i bulloni ruota e il kit con fusibili, lampadine e cinghie di ricambio, i teli copriauto, coprisedili e copristerzo nella loro sacca marchiata Ferrari. Insomma, solo con gli accessori verrebbe fuori mezzo catalogo di una nuova asta di automobilia!

Con sportelli e cofani aperti ricorda il modellino che in tanti avevano in casa nel 1996
Con sportelli e cofani aperti ricorda il modellino che in tanti avevano in casa nel 1996 – Immagine Broad Arrow

Dove, quando ma soprattutto… Quanto?

Siete pronti a buttarvi nel cuore della Strip a Las Vegas? Eh già, poiché proprio qui avrà luogo l’asta di cui la F50 si candida a ricoprire il ruolo di top lot. Nello specifico la location sarà l’hotel Wynn, uno dei famosissimi cinque stelle presenti in Las Vegas Boulevard, la Strip per gli amici. L’asta avrà luogo sabato 31 ottobre alle 14:30 ora locale, le 23:30 in Italia. Se poi vi avanzasse tempo tra una slot machine e una roulette, potrebbe interessarvi sapere che la casa d’aste ha previsto la possibilità di vedere i lotti prima dell’asta. Questo sarà possibile nelle giornate di venerdì 30 ottobre dalle 10:00 sino alle 17:00, mentre il giorno dell’asta il range sarà ristretto dalle 10:00 all’inizio dell’asta. Il contesto in cui si svolgerà l’asta sarà quello del quinto “Concours at Wynn Las Vegas”, concorso di eleganza ancora giovane ma che si sta costruendo un nome in una città famosa più per le esagerazioni che per lo stile vero e proprio.

L'hotel Wynn di Las Vegas, sede dell'asta e del concorso di eleganza che la ospita
L’hotel Wynn di Las Vegas, sede dell’asta e del concorso di eleganza che la ospita – Immagine Wikipedia.org

A oggi non sono stati ancora comunicati i numeri dei lotti, per cui non sappiamo dirvi con precisione quando verrà battuta la F50. Siamo certi che farà scalpore, nonostante altri 85 lotti di livello eccelso: con un valore stimato oltre 20.000.000 $ (oltre i 17.808.000 €!), la rossa F50 rischia seriamente di diventare l’esemplare più costoso di tutti i tempi! L’esemplare è effettivamente assimilabile a una km0 di 29 anni, rendendola praticamente nuova. Ci sfugge il senso di comprare una simile auto, nata per sfrecciare a 325 km/h, per tenerla reclusa tra quattro mura… Speriamo che il nuovo proprietario le faccia vivere un po’ di quelle emozioni che è nata per regalare a noi comuni mortali! Quanto all’incanto possiamo dire che la scelta di Broad Arrow è molto sensata, trattandosi di un modello che vanta un sonoro 89% di venduto negli ultimi anni. Per non parlare dell’impennata che hanno preso i valori del modello nell’ultimo anno e mezzo, per cui chi volesse fare un investimento sicuro si prepari a fare un’offerta, perché non ci è dato sapere se il picco sia già stato raggiunto! Che ci volete fare? Sono scommesse costose ma meglio che a Las Vegas non crediamo sia possibile farle…


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