Bando sale cinema e teatri Emilia-Romagna 2026: fino al 60%


Chi gestisce un cinema, un teatro, una sala da concerto o un live club in Emilia-Romagna può chiedere alla Regione un contributo a fondo perduto fino al 60% di un progetto che rinnova la sala, dagli impianti alle poltrone, dal software all’efficienza energetica. Il tetto è di 150.000 euro per soggetto, anche con più sale, e il progetto deve valere almeno 60.000 euro IVA esclusa. Le domande si inviano su Sfinge 2020, l’applicazione web della Regione, fino alle 13:00 di lunedì 2 novembre 2026, come prevede la delibera di Giunta regionale n. 1225 del 20 luglio 2026, con il bando nell’Allegato 1: 3,5 milioni di euro del Programma regionale FESR 2021-2027, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale.

Sulle fatture il 60% vale di più, perché la Regione aggiunge da sé il 7% di spese generali: su 100.000 euro di fatture ammesse il contributo è di 64.200 euro, il 64,2% (calcolo nostro sul par. 4.2). Non vince chi arriva prima: entra in graduatoria chi prende almeno 60 punti, su 95 davvero raggiungibili. Al 21 ottobre 2026, alle 18:39, la pagina del bando sul portale FESR lo dà «Attivo», senza proroghe né rettifiche.

In sintesi: il bando sale cinema e teatri dell’Emilia-Romagna (DGR 1225/2026)

  • Cosa paga: investimenti che innovano la gestione della sala e l’esperienza del pubblico, più il 7% forfettario di spese generali.
  • Chi: gestori privati di sale fino a 3.000 posti in Emilia-Romagna, PMI iscritte al REA della Camera di commercio, associazioni comprese; nessun codice ATECO richiesto.
  • Quanto: fino al 60% (il 64,2% delle fatture, a nostro calcolo), 65% con una premialità, come un’assunzione; al massimo 150.000 euro per soggetto, su un progetto di almeno 60.000 euro IVA esclusa.
  • Quando: domande dalle 10:00 del 1° ottobre alle 13:00 del 2 novembre 2026; fatture dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2027.
  • Come: su Sfinge 2020, con un video di massimo 3 minuti; graduatoria con soglia di 60 punti.

64,2%Contributo sulle fatture al 60%, spese generali comprese (calcolo nostro)

150.000 euroTetto per soggetto, anche con più sale

60 su 95Punti minimi per entrare in graduatoria

Voce Cosa prevede il bando Dove
Atto Delibera di Giunta n. 1225 del 20 luglio 2026, bando nell’Allegato 1 Delibera
Programma e dotazione PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027, Azione 1.3.4; 3.500.000 euro, che la Giunta può aumentare Par. 1.3 e 1.4
Chi Soggetti privati iscritti al REA che gestiscono sale di pubblico spettacolo fino a 3.000 posti in Emilia-Romagna; solo PMI Par. 2.1 e 2.2
Contributo Fino al 60% della spesa ammissibile, 65% con premialità; al massimo 150.000 euro per soggetto Par. 3, 3.1 e 5 c. 5
Progetto minimo 60.000 euro IVA esclusa, da rispettare anche a consuntivo Par. 4.1 c. 2
Spese Fatture emesse e pagate dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2027 Par. 4.2 c. 4
Regime Non è aiuto di Stato secondo il bando: niente de minimis (gli aiuti di importanza minore), niente regolamento di esenzione Par. 3 c. 2
Selezione Graduatoria a punteggio, soglia di 60 punti su 100, 95 raggiungibili Par. 6 e 6.2
Pagamento Un unico saldo entro 80 giorni dalla rendicontazione, senza anticipi Par. 8.3 c. 5

Chi può chiederlo: gestori privati di sale fino a 3.000 posti, anche associazioni

Possono partecipare i soggetti iscritti al REA anche fuori dal Registro delle imprese, come le associazioni che esercitano un’attività economica: devono gestire una sala di pubblico spettacolo ed essere micro, piccole o medie imprese secondo il Reg. (UE) 651/2014 (par. 2.1 e 2.2). La sala deve avere al massimo 3.000 posti, risultare in visura come sede o unità locale in Emilia-Romagna ed essere agibile già alla domanda, salvo i progetti di ampliamento (par. 2.2). I casi di confine li risolvono le FAQ della Regione aggiornate al 30 settembre 2026 (PDF).

Caso Rientra? A quale condizione
Sala comunale in concessione a un privato Sì Unità locale in visura; per non rischiare la revoca, concessione che copra i tre anni dopo il pagamento
Fondazione partecipata da enti pubblici No Per le FAQ il bando è per soggetti «esclusivamente privati»
Live club Sì Se è nell’elenco regionale
Discoteca o night club Di regola no Sì solo con arti performative continuative e pubblico che assiste
Arena estiva di un teatro Sì Pertinenziale, stesso gestore, spettacoli continuativi
Sala chiusa per lavori Sì Sospensione comunicata alla Camera di commercio
Spazio mai usato per spettacoli No Salvo che sia l’ampliamento di una sala esistente

Secondo le FAQ, alla domanda servono licenza di pubblico spettacolo e agibilità (artt. 68, 69 e 80 del TULPS, il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), anche temporanee se rinnovate con continuità. Le discoteche rientravano nel bando regionale per commercio, pubblici esercizi e locali da ballo, chiuso il 23 giugno 2026 dopo 350 domande.

Attenzione alla concessione che scade. Chi non è proprietario deve poter gestire la sala fino a tre anni dopo il pagamento (par. 2.1 c. 2 e 9.2): con un pagamento a fine 2027 o inizio 2028, fino a fine 2030 o inizio 2031, e con la proroga fino a metà 2031. Le FAQ ammettono la domanda con un titolo più breve, ma se l’attività cessa prima rischi la revoca e la restituzione con gli interessi. E la scadenza nota di una concessione comunale non è un fatto imprevedibile che giustifichi il cambio di beneficiario.

Che cosa finanzia: voci di spesa, limiti e periodo

Il progetto deve introdurre innovazione di processo, di prodotto, organizzativa o di servizio nella gestione della sala: proiezione, audio e luci, biglietteria elettronica e gestione digitale del pubblico (CRM), poltrone e foyer, sottotitoli e audiodescrizioni, e opere edili o di efficienza energetica purché «strettamente funzionali» all’innovazione (par. 4.1). Le FAQ ammettono fotovoltaico e climatizzazione, ma consigliano di inserirli in un progetto più ampio per avere un punteggio utile.

Voce (par. 4.2 c. 1) Che cosa comprende Limite
a) Beni strumentali Impianti, attrezzature, hardware, anche usati, in leasing o a noleggio Leasing e noleggio solo per la quota capitale
b) Software Licenze, abbonamenti, cloud e software as a service Canoni fatturati e pagati nel periodo
c) Arredi Poltrone e arredi, anche usati Nessuno oltre le regole sull’usato
d) Consulenze specialistiche Strategiche per il progetto, anche per software e siti Fino al 20% di a), b) e c); mai per domanda e rendicontazione
e) Opere edili e impianti Con progettazione e direzione lavori Progettazione e direzione fino al 10% dei lavori
f) Spese generali Forfait del 7% sulle voci da a) a e) Non si rendicontano

Le opere edili da sole non bastano: almeno il 30% del progetto deve stare nelle voci a), b) o c) (par. 4.2 c. 2). Restano fuori, fra le altre, personale, formazione, materiali di consumo, lavori in economia, smontaggio dei vecchi impianti, automezzi, interessi, imposte e l’IVA recuperabile, oltre alle fatture del legale rappresentante, di chi ha almeno il 25% di quote o voti e delle imprese collegate (par. 4.2 cc. 3 e 5). Le fatture vanno emesse e pagate fra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2027 con mezzi tracciabili, anche prima della domanda purché il progetto non sia già concluso all’invio (par. 4.1 c. 2, 4.2 c. 4 e 8.2). Ognuna deve riportare il CUP, il codice unico di progetto che assegna la Regione; quelle già emesse si integrano con il servizio dell’Agenzia delle Entrate (provvedimento prot. n. 563301/2025).

Quanto vale: il 60% che sulle fatture diventa 64,2%

Per ogni 100 euro di fatture ammesse la spesa ammissibile sale a 107, spese generali comprese: il 60% del par. 3 c. 1 vale quindi il 64,2% delle fatture e il 65% il 69,55%, e il tetto si tocca con 233.645 euro di fatture al 60% o con 215.672 al 65% (calcolo nostro).

Euro Fatture 60.000 Fatture 100.000 Fatture 250.000
Contributo al 60% 38.520 64.200 150.000, tetto
Contributo al 65%, con premialità 41.730 69.550 150.000, tetto
Netto dopo IRES e IRAP, al 60% 27.772,92 46.288,20 108.150
Netto in % delle fatture 46,29% 46,29% 43,26%
Costo dopo le imposte, senza e con il bando 43.260 e 15.487,08 72.100 e 25.811,80 180.250 e 72.100
Cassa da anticipare, IVA compresa 73.200 122.000 305.000

Calcolo nostro. Ipotesi: fatture IVA esclusa sulle voci da a) a e), tutte ammesse; Srl in utile con IRES al 24% e IRAP al 3,90%, pagate negli anni con gli ammortamenti; nessuna ritenuta; IVA detraibile. Su 100.000 euro di fatture una Srl tiene 46.288 euro, e la sala dopo le imposte le costa 25.812 euro invece di 72.100, perché anche le fatture si deducono. Una ditta individuale, senza IRAP, tiene 49.434, 43.014 o 36.594 euro con l’aliquota IRPEF marginale del 23, 33 o 43%, addizionali escluse.

Chi gestisce più sale presenta una domanda per ogni unità locale, ma la somma dei contributi resta entro 150.000 euro (par. 5 c. 5). E il 60% è un massimo: dopo la chiusura la Giunta può fissare percentuali più basse in base alle domande ammissibili (punto 4 della delibera; par. 6.3 c. 1).

Sotto 60.000 euro di spesa o sotto la metà si perde tutto. Se a consuntivo la spesa ammessa scende sotto 60.000 euro IVA esclusa, o sotto il 50% del costo approvato, il contributo si revoca per intero, non in proporzione (par. 4.1 c. 2 e 11 c. 2; manuale, par. 2.7). Un progetto a filo dei 60.000 euro non ha margine: basta una fattura scartata. Il bando non dice se il 7% di spese generali conti per il minimo.

La premialità: 5 punti percentuali in più, anche con più requisiti

Il contributo sale al 65% se ricorre «una o più» delle sei ipotesi del par. 3.1, e con tre requisiti non si arriva al 75%. La premialità va dichiarata in domanda, perché la Regione non la riconosce d’ufficio, e confermata a consuntivo: altrimenti si torna al 60%, e una spesa più alta non compensa (par. 3.1 c. 2 e 8.3 c. 4). In graduatoria non vale punti.

Ipotesi (par. 3.1) Che cosa serve
a) Assunzione Almeno un dipendente a tempo indeterminato, o un apprendista di secondo livello, nella sede del progetto entro il 31 luglio 2027; si prova con il DM10, il riepilogo mensile dei contributi INPS, del mese della domanda e di luglio 2027, e con la comunicazione di assunzione UniLav
b) Femminile o giovanile Titolare donna o con meno di 30 anni, o maggioranza femminile, o almeno il 51% di under 30, fra soci, amministratori o quote; negli enti iscritti solo al REA conta il 51% degli associati (Allegato B)
c) Rating di legalità Già ottenuto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato alla domanda, solo con almeno 2 milioni di fatturato e iscrizione al Registro delle imprese
d) Montagna o aree interne Sala in un comune degli Allegati C o D
e) Ricaduta sociale Ricaduta rilevante su disabilità, innovazione sociale, qualità della vita e sviluppo sostenibile
f) Materiali e rifiuti Recupero dei materiali e meno rifiuti, con una relazione allegata alla domanda

L’assunzione conviene solo se era già nei piani. Su 100.000 euro di fatture vale 5.350 euro lordi (calcolo nostro), e il personale non è una spesa ammessa. In cambio, per tre anni dal pagamento il saldo positivo dei dipendenti a tempo indeterminato va tenuto anche dopo dimissioni o licenziamenti, pena la restituzione della maggiorazione al tasso BCE più 5 punti (par. 3.1 lett. a). Oltre 233.645 euro di fatture nessuna premialità vale un euro, perché il tetto si tocca già al 60%.

Graduatoria, non sportello: come si arriva a 60 punti

La selezione è valutativa a graduatoria (par. 6 c. 1; art. 13 c. 2 lett. b D.Lgs. 184/2025, il Codice degli incentivi): l’ordine di protocollo conta solo come ultimo spareggio, dopo l’investimento ammesso più alto (par. 6.3 c. 2). Un Nucleo di valutazione di almeno tre componenti assegna i punti, e per entrare ne servono 60 su 100 (par. 6.2 cc. 5 e 6).

Criterio (par. 6.2 c. 4) Come si assegnano i punti Massimo reale
A) Qualità del progetto Ottimo 10, buono 8, sufficiente 3 10
B1) Innovazione di processo e organizzativa Servizi nuovi 25, solo miglioramento dell’esistente 15 25
B2) Offerta artistica ed esperienza del pubblico Strumenti nuovi 25, solo miglioramento dell’esistente 15 25
B3) Sala efficiente e accessibile, «massimo 25» Efficienza energetica 10; accessibilità oltre gli obblighi 10, solo adeguamento alla norma 2 20
F) Costo del progetto sul fatturato Fino al 20% 5, fino al 30% 2, oltre 0 5
G) Piano dei costi Molto dettagliato e congruo 10, altrimenti 0 10
Totale dichiarato 100 Soglia di ammissione 60 95

B3 promette 25 punti ma le sue voci ne danno 20, e come il Nucleo tratterà l’incongruenza l’atto non lo dice. Applicata così com’è a quattro progetti tipo, la griglia dà questi massimi (calcolo nostro, con qualità «ottimo», 5 punti in F e piano dei costi dettagliato).

Progetto Punti massimi Esito
Rinnovo che migliora l’esistente, senza interventi su energia o accessibilità 55 Sotto soglia
Lo stesso, con il solo adeguamento di legge sull’accessibilità 57 Sotto soglia
Lo stesso, con un intervento di efficienza energetica 65 In graduatoria, ma con un piano dei costi generico scende a 55
Un servizio nuovo, come biglietteria elettronica e CRM che prima non c’erano, e il resto solo migliorato 65 In graduatoria

Il criterio F penalizza le sale piccole: con 300.000 euro di fatturato un progetto da 100.000 ne vale un terzo e prende zero (calcolo nostro), e il bando non dice quando conti la media del triennio e quando l’ultimo fatturato. Con 3,5 milioni ci stanno 23 contributi pieni o circa 90 progetti minimi (calcolo nostro); oltre, le domande ammissibili restano senza contributo, salvo nuove risorse con cui scorrere la graduatoria (par. 6.3 c. 1).

La domanda su Sfinge 2020: allegati, video e ora di chiusura

La domanda si invia solo su Sfinge 2020, con SPID, CIE o CNS del legale rappresentante o del delegato, anche da un procuratore speciale, con la procura dell’Allegato E (par. 5 c. 1). Conta l’ora di invio registrata dall’applicazione, entro le 13:00 di lunedì 2 novembre 2026 (par. 5 c. 4); il bollo da 16 euro si paga in Sfinge 2020 o con una marca da conservare. Vanno caricati, pena l’inammissibilità (par. 5 c. 3): il video in MP4 fino a 3 minuti e 350 MB; il titolo di disponibilità della sala; la visura catastale; la documentazione di agibilità; la polizza contro le calamità naturali (art. 1 c. 101 L. 213/2023), se sei nel Registro delle imprese; la relazione DNSH dell’Allegato H sul principio europeo di non arrecare un danno significativo all’ambiente, o una certificazione ambientale ISO 14001, EMAS o OEF; con lavori edili, assenso del proprietario, planimetrie e foto.

Un allegato obbligatorio mancante non si recupera. Il bando esclude la produzione tardiva dei documenti richiesti a pena di inammissibilità; il soccorso istruttorio serve solo a chiarire quello che hai già caricato (par. 6.1 c. 3 e nota 13).

Il video segue la traccia, e la traccia segue la griglia. La traccia per il video (PDF), pubblicata il 12 ottobre, chiede chi sei, con quale titolo gestisci la sala, e finalità, interventi e tempi del progetto: innovazione nella gestione, nell’offerta e nell’esperienza del pubblico, nella sala. Nella nostra lettura sono i criteri B1, B2 e B3: conviene dire che cosa c’è di nuovo in ciascuno. Parla il legale rappresentante o un delegato interno all’impresa, non un consulente esterno.

Lo Sportello Imprese (848 800 258, [email protected]) risponde dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13:00; l’help desk di Sfinge 2020 è al 051 4151866. Modulistica e FAQ stanno sulla pagina del bando sul portale FESR della Regione.

Non è aiuto di Stato, secondo il bando: che cosa cambia per cumulo e controlli

Per il bando i contributi «non costituiscono aiuti di stato»: le sale ospitano attività di interesse culturale esclusivamente locale, in strutture troppo piccole per sottrarre pubblico a offerte di altri Stati membri (par. 3 c. 2). È una valutazione della Regione, che non richiama decisioni della Commissione e ricalca la Comunicazione 2016/C 262/01, secondo cui il cinema resta un’attività economica (punto 35), ma gli enti culturali che non sottraggono pubblico ad altri Paesi non incidono sugli scambi (punti 196 e 197). Le conseguenze:

  • niente de minimis, il tetto di 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni su base mobile (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2), e niente GBER, il regolamento generale di esenzione (Reg. UE 651/2014): nessun effetto incentivante da dimostrare, e per questo valgono anche le spese fatte prima della domanda;
  • nessuna registrazione prevista nel Registro nazionale degli aiuti (art. 52 L. 234/2012), quindi la pubblicazione dei contributi incassati da 10.000 euro in su, in nota integrativa o sul sito entro il 30 giugno, resta a tuo carico, pena l’1% con un minimo di 2.000 euro (art. 1 cc. 125 ss. L. 124/2017, richiamati al par. 9.3);
  • cumulo ammesso, doppio finanziamento vietato: il contributo si somma ad altri aiuti entro il costo del progetto, ma la stessa spesa non si copre due volte (par. 3 c. 3), come spieghiamo nella guida su cumulo e doppio finanziamento con i fondi europei; per le FAQ vale anche con il credito d’imposta del Ministero della cultura per gli investimenti nelle sale;
  • controlli in ogni fase, anche oltre i tre anni, con lo strumento informatico Arachne, sopralluoghi e verifiche della Commissione; senza documenti entro 30 giorni dalla notifica di un sopralluogo, la revoca è d’ufficio (par. 10).

Per noi conta la coerenza: un progetto o un video che presentano la sala come richiamo internazionale contraddicono la premessa del bando. Se la Commissione la smentisse con una decisione di recupero, il contributo tornerebbe indietro con gli interessi, entro dieci anni (artt. 16 e 17 Reg. UE 2015/1589).

Come si tassa e come si contabilizza il contributo

Il contributo si tassa tutto: cambia solo il calendario. La quota sui beni ammortizzabili (voci a, c, e) è in conto impianti (art. 2 c. 1 lett. h D.Lgs. 184/2025) e per l’Agenzia delle Entrate non genera sopravvenienze né ricavi: riduce il costo fiscale del bene e si tassa con gli ammortamenti (art. 88 c. 3 lett. b TUIR; risposta n. 6 del 2024). La quota su canoni, consulenze e spese generali, per noi, segue i costi per competenza. La rateazione in cinque esercizi non c’è più (D.Lgs. 192/2024, art. 13). Il contributo entra nella base IRAP delle società, di capitali e di persone, e degli enti con attività commerciale (artt. 5, 5-bis e 10 D.Lgs. 446/1997; in Emilia-Romagna 3,90% nel 2026, 4,20% per i codici ATECO della L.R. 1/2025); le ditte individuali non la pagano. Le regole generali sono nella guida su come si tassa un contributo a fondo perduto.

In bilancio si rileva quando è ragionevolmente certo, per noi dopo l’esito della rendicontazione, e va a conto economico con gli ammortamenti: fra gli altri ricavi (A5) e i risconti passivi con il metodo indiretto, a riduzione del costo con il diretto (OIC 16, par. 86 a 88; OIC 24 per le opere su una sala in affitto). L’indiretto aumenta il totale dell’attivo, uno dei parametri della dimensione d’impresa (DM 18 aprile 2005, art. 2).

La ritenuta d’acconto del 4%, per noi, non si applica. Con il solo art. 28 c. 2 del DPR 600/1973 toccherebbe la quota non destinata ai beni strumentali. Ma il contributo è cofinanziato dal FESR, e il regolamento europeo vuole che il beneficiario riceva «l’importo dovuto integralmente», senza «alcuna detrazione o ritenuta» (art. 74 par. 1 Reg. UE 2021/1060); su una regola analoga del ciclo 2007-2013 l’Agenzia ha escluso la ritenuta su tutto il contributo (risoluzione n. 51/E del 2010). Il bando non la prevede, ma prassi sul ciclo 2021-2027 non ne abbiamo trovata: chiedi conferma alla Regione. Quello per il riavvio delle sale, a fondi regionali, la applica. Il contributo è fuori campo IVA (art. 2 c. 3 lett. a DPR 633/1972).

Dopo la graduatoria: rendicontazione, pagamento e vincoli

L’istruttoria si conclude entro 90 giorni dalla scadenza delle domande, cioè entro il 31 gennaio 2027, salvo sospensioni per chiarimenti (par. 6 c. 3; calcolo nostro).

Quando Che cosa Dove
Entro il 30 giugno 2027 Richiesta di proroga, al massimo di 6 mesi e per circostanze imprevedibili, e delle variazioni; la sede non si cambia mai Par. 7.1 e 7.2
30 settembre 2027, o 31 marzo 2028 con la proroga Ultima fattura pagata e rendicontazione unica; oltre, revoca totale Par. 4.2 c. 4 e 8.1 c. 2
80 giorni dal protocollo Pagamento a saldo; integrazioni da dare entro 45 giorni Par. 8.3 c. 5
3 anni dal pagamento Stessi requisiti, stessa sede in regione, beni non ceduti, nessuna modifica sostanziale Par. 9.2

A consuntivo il contributo si riduce in proporzione se spendi meno e non cresce se spendi di più (par. 8.3 cc. 3 e 4). Prima della concessione e del pagamento la Regione verifica il DURC, il documento unico di regolarità contributiva (par. 6.3 c. 4 e 8.3 c. 6). Fino a 500.000 euro di spesa servono un poster almeno A3 e una descrizione del progetto sul sito e sui social con i loghi di Unione europea, Stato e Regione: una mancanza non corretta entro 5 giorni lavorativi costa l’1% del contributo, il 2% se il contributo supera 100.000 euro (par. 9.3).

Se il contributo si revoca: due regole diverse sugli interessi

Il bando parla di «interessi legali», e in domanda ti impegni a pagarli (par. 5 c. 1, 10 c. 6 e 11 c. 3). Il manuale di rendicontazione applica invece l’art. 17 del Codice degli incentivi: tasso di riferimento della BCE alla data della revoca, più 5 punti se la causa è imputabile al beneficiario e non sanabile (par. 3.2 e 3.3). Quale regola prevalga non è determinabile. Su 64.200 euro un anno vale 1.027,20 euro al tasso legale del 2026 (1,60%), 1.701,30 al tasso BCE in vigore dal 16 settembre 2026 (2,65%) e 4.911,30 con la maggiorazione (calcolo nostro): per prudenza si pianifica con l’ultimo.

Gli errori che costano la domanda o il contributo

Errore Quando pesa Conseguenza
Video o altro allegato obbligatorio mancante Istruttoria formale Domanda inammissibile, senza integrazioni
Premialità non dichiarata in domanda Concessione Contributo al 60%
Piano dei costi generico Valutazione Zero punti nel criterio G
Solo rinnovo, senza energia né accessibilità Valutazione Al massimo 55 punti, fuori
Fattura senza CUP né integrazione, o pagata in contanti Rendicontazione Spesa non ammessa
Spesa ammessa sotto 60.000 euro o sotto la metà Rendicontazione o controlli Revoca totale
Gestione della sala che finisce prima dei tre anni, come alla scadenza della concessione Dopo il pagamento Revoca e restituzione con gli interessi

Che cosa l’atto non dice: le domande da fare alla Regione

Se nella scheda di sintesi (Allegato O) trovi una percentuale più bassa del 60%, o al par. 7.2.1 un minimo più alto di 60.000 euro, per noi sono refusi: valgono i par. 3, 4.1 e 11, confermati dal manuale di rendicontazione, e al 21 ottobre una rettifica non risulta pubblicata. Gli altri dubbi chiedili per iscritto allo Sportello Imprese e conserva la risposta.

Da chiedere prima dell’invio.

  • «Come applicherà il Nucleo il criterio B3, che dichiara 25 punti e ne assegna al massimo 20?»
  • «Il 7% di spese generali conta per i 60.000 euro di progetto minimo e per la quota del 30%?»
  • «Per il criterio F vale il fatturato medio del triennio o l’ultimo?»
  • «In caso di revoca valgono gli interessi legali o il tasso BCE?»
  • «La Regione opera la ritenuta del 4% sul pagamento?»
  • «Per la premialità occupazionale, chi presenta il 2 novembre usa il DM10 di novembre o di ottobre?»

Da non confondere: il bando per il riavvio delle sale e il tax credit

La Regione ha un secondo bando per le sale, con regole quasi opposte.

Il bando per il riavvio di sale cinematografiche e teatri storici (DGR 1358/2026)

Copre le spese correnti, non gli investimenti, dei teatri storici, in edifici sorti fino agli anni ’40 del Novecento, e delle sale cinematografiche, entrambi fino a 3.000 posti e riaperti nel 2026 dopo oltre 8 anni di chiusura, o dopo una chiusura successiva al 2020 per i cinema in montagna e nelle aree svantaggiate (par. 1). Lo possono chiedere anche i soggetti pubblici, e le domande per il 2026, il 2027 e il 2028 si presentano tutte entro la stessa scadenza (par. 6 c. 1). Bando e moduli sono sulla pagina della Regione sul bando per il riavvio dei teatri storici e dei cinema chiusi.

Bando sale di spettacolo, DGR 1225/2026

Investimenti in sale attive o chiuse per lavori; fino al 60%, 65% con premialità, al massimo 150.000 euro per soggetto; solo privati; graduatoria; Sfinge 2020 fino alle 13:00 del 2 novembre; per noi senza ritenuta.

Bando riavvio, DGR 1358/2026

Cachet e ospitalità degli artisti, diritti dei film, promozione; fino all’80%, al massimo 40.000 euro l’anno per tre anni, su 60.000 euro l’anno per i cinema e 50.000 per i teatri; ordine cronologico; PEC a [email protected] fino a venerdì 23 ottobre, senza orario indicato, e fa fede la ricevuta di consegna; ritenuta del 4%.

Il tax credit per il funzionamento delle sale cinematografiche

È un credito d’imposta nazionale sui costi di funzionamento dei cinema, che spieghiamo nella guida sul tax credit per i costi di gestione delle sale cinematografiche. Non è il credito per gli investimenti nelle sale, quello che le FAQ dichiarano cumulabile. Chi produce film e serie ha avuto il bando regionale per lo sviluppo di progetti audiovisivi; per le altre finestre aperte c’è il nostro calendario delle scadenze dei bandi a fondo perduto.

Domande frequenti sul bando sale dell’Emilia-Romagna

Un’associazione culturale che gestisce un teatro può partecipare?

Sì, se è iscritta al REA, svolge un’attività economica ed è una PMI (par. 2.1 c. 1).

Il contributo copre il personale o le spese di gestione della sala?

No: il personale è escluso (par. 4.2 c. 3) e il bando paga investimenti. Per la gestione delle sale riaperte nel 2026 dopo una lunga chiusura c’è il bando regionale per il riavvio, via PEC fino al 23 ottobre 2026.

Posso cumulare il contributo con il tax credit del Ministero della cultura?

Con il credito d’imposta per gli investimenti nelle sale sì, per le FAQ, se il totale non supera il costo e la stessa spesa non è coperta due volte. In fattura va solo il CUP regionale.

Ho già pagato fatture da gennaio 2026: valgono?

Sì, se emesse e pagate dal 1° gennaio 2026 e se il progetto non era concluso all’invio (par. 4.1 c. 2). Il CUP lo aggiungi dopo l’assegnazione, con il servizio dell’Agenzia delle Entrate.

Il contributo è tassato, e la Regione trattiene il 4%?

È tassato, la quota sui beni lungo gli ammortamenti, e per società ed enti con attività commerciale entra in IRAP. Per noi la ritenuta non si applica, perché il contributo è cofinanziato dal FESR (art. 74 Reg. UE 2021/1060): chiedine conferma alla Regione.

Quando arriva il pagamento?

In un’unica soluzione entro 80 giorni dalla rendicontazione, senza anticipi (par. 8.3 c. 5): rendicontando il 30 settembre 2027, entro il 19 dicembre 2027, salvo integrazioni (calcolo nostro).

Serve un codice ATECO specifico per partecipare?

No: conta gestire una sala di pubblico spettacolo con licenza e agibilità, che risulti in visura come sede o unità locale.

Come procedere entro le 13:00 del 2 novembre

  1. Verifica i requisiti: privato iscritto al REA, PMI, sala fino a 3.000 posti con agibilità e licenze, titolo sulla sala che copra i tre anni dopo il pagamento.
  2. Costruisci il progetto sulla griglia: una novità vera in B1 o B2, oppure energia o accessibilità oltre gli obblighi, e un piano dei costi voce per voce.
  3. Controlla i numeri: 60.000 euro IVA esclusa con margine, il 30% in beni, software o arredi, la cassa per anticipare tutto.
  4. Prepara gli allegati, video compreso, e dichiara solo le premialità che puoi provare.
  5. Invia su Sfinge 2020 con qualche giorno di anticipo: sabato e domenica lo Sportello Imprese non risponde.

Gestisci una sala e vuoi capire se il tuo progetto arriva a 60 punti? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per rivedere con te progetto, piano dei costi e allegati prima dell’invio.

Fonti: delibera di Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 1225 del 20 luglio 2026 e Allegato 1, bando per l’innovazione nella gestione delle sale di spettacolo (PDF); manuale di rendicontazione, determinazione n. 18432 del 25 settembre 2026 (PDF); FAQ del 30 settembre e traccia per il video del 12 ottobre 2026; bando riavvio, delibera n. 1358 del 3 agosto 2026; D.Lgs. 184/2025; Reg. (UE) 2021/1060 e 2023/2831; Comunicazione 2016/C 262/01; TUIR; DPR 600/1973; Agenzia delle Entrate, risposta n. 6/2024 e risoluzione n. 51/E/2010. Atto, FAQ, manuale e pagina del bando verificati il 21 ottobre 2026.


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