La Basilica di San Marco a Venezia, Saint Paul a Londra, Notre Dame a Parigi: luoghi visitati, ieri come oggi, da milioni di turisti che hanno percorso prima di noi le vie dell’Europa plasmando le nostre preferenze turistiche. Attraverso i mezzi più disparati – un tempo libri e immagini, poi cartoline e film, oggi soprattutto YouTube e TikTok – ci hanno trasmesso quali emozioni dovremmo provare in questi luoghi.
Anche la numismatica ha svolto un ruolo nella promozione del turismo: Jacques Wiener non solo creò le più belle medaglie architettoniche dell’Ottocento, ma con esse stimolò l’immaginazione di chi restava a casa. Molte persone colte collezionavano con entusiasmo le sue creazioni; tra loro figurava il re di Prussia Federico Guglielmo IV. La Imperial Collection, che sarà battuta all’asta da Künker il 24 novembre 2026 come eLive Premium Auction comprende la sua collezione di 44 medaglie di Wiener, tra cui figurano alcune delle opere più celebri del medaglista belga.
In questo articolo scoprirete di più sull’artista, sul suo modello di business e sui motivi del suo grande successo. Al centro dell’attenzione vi è una delle sue prime e più note medaglie, che raffigura la Basilica di San Marco a Venezia.
Venezia. Medaglia in bronzo s.d. (1854), opera di Jacques Wiener, dedicata alla Basilica di San Marco a Venezia (dritto). Collezione dell’Hohenzollernmuseum del Castello di Monbijou, Berlino. Proveniente dalla collezione di re Federico Guglielmo IV. Quasi FDC. Stima: 100 euro. Asta Künker 450 (24 novembre 2026), n. 5309
Cosa è raffigurato sulla medaglia dedicata alla Basilica di San Marco?
Il dritto mostra la veduta della Basilica di San Marco di Venezia osservata dalla piazza antistante. Nell’esergo sono riportate in lingua italiana alcune date simbolo nella storia dell’edificio: BASILICA DI SAN MARCO A VENEZIA / GIÀ CAPPELLA DEL DOGE, OGGI CATTEDRALE / COSTRUITA 828, INCENDIATA 976, RICOSTRUITA 977, CONTINUATA 1043 / COMPLETATA 1071; più in basso leggiamo, in caratteri leggermente più piccoli, J. WEINER F[ecit] e, in caratteri minuscoli lungo il bordo, BUCHHANDLUNG VON H. F. MUNSTER. VENEDIG. VERONA U. TRIEST.
Il rovescio mostra – con grande ricchezza di dettagli – la vista interna della navata centrale della Basilica di San Marco, quella che si ha guardando verso l’altare maggiore; in basso compare la scritta J. WIENER, BRUXELLES.
Venezia. Medaglia in bronzo s.d. (1854), opera di Jacques Wiener, dedicata alla Basilica di San Marco a Venezia (dritto). Collezione dell’Hohenzollernmuseum del Castello di Monbijou, Berlino. Proveniente dalla collezione di re Federico Guglielmo IV. Quasi FDC. Stima: 100 euro. Asta Künker 450 (24 novembre 2026), n. 5309ù
Chi era Jacques Wiener?
Jacques Wiener (1815-1899) proveniva da una famiglia ebraica; a causa di una disabilità, non poté intraprendere la professione paterna. Fu quindi mandato presso uno zio che si guadagnava da vivere principalmente incidendo lastre di rame; i suoi clienti erano le case editrici, che utilizzavano tali incisioni per illustrare i propri libri. Si trattava di un mestiere in forte espansione, che Wiener apprese fin dalle basi.
Solo in età giovanile entrò in contatto con l’arte della medaglistica, apprendendola a Parigi dal produttore di medaglie Pierre Lévèque. L’attività svolta in quella città gli ispirò l’idea di fondare una propria casa editrice di medaglie, iniziativa che realizzò a Utrecht.
Dopo aver vissuto agiatamente per alcuni anni grazie alla creazione di disegni per bottoni, un matrimonio vantaggioso gli offrì la tranquillità economica necessaria per realizzare il suo sogno: raffigurare su medaglie i più begli edifici d’Europa. Grazie a tecniche di marketing all’avanguardia, riuscì a distribuire questi prodotti in tutta Europa. La sua carriera di medaglista si concluse bruscamente nel 1874, a causa di un progressivo indebolimento della vista. Wiener morì nel 1899, oltre vent’anni più tardi, all’età di oltre 84 anni.
Portacipria souvenir della Basilica di San Marco (XX secolo): uno degli infiniti oggetti ricordo del celebre monumento
Perché la serie di Wiener dedicata agli edifici d’Europa divenne popolare?
Per comprendere il successo di Wiener, dobbiamo considerare tre diversi fattori. Innanzitutto, vi è l’ascesa del turismo che, nella seconda metà del XIX secolo, trasformò il viaggio da attività riservata alla nobiltà a passatempo diffuso tra la borghesia. Nuovi mezzi di trasporto, come la ferrovia, ridussero i tempi di percorrenza, rendendo possibile a fasce sempre più ampie della popolazione ammirare le meraviglie d’Europa.
In secondo luogo, c’è la cultura dei salotti, oggi a noi ormai estranea. È difficile immaginare la noia provata da molte donne della borghesia benestante: da un lato si sentivano confinate in una cerchia ristretta, dall’altro erano esonerate da qualsiasi incombenza domestica. Le visite reciproche costituivano l’elemento centrale della loro vita sociale; in tali occasioni, il buon gusto imponeva di conversare con competenza e spirito, mantenendo però toni armoniosi.
Le esperienze di viaggio e le conversazioni su terre lontane divennero temi molto apprezzati. Per stimolare tali dialoghi, ogni salotto era ricco di oggetti — i celebri libri illustrati da tavolino, i Coffee Table Books, album di schizzi, dipinti erano pensati per catturare lo sguardo dell’ospite e ispirare conversazioni a cui i padroni di casa potessero contribuire. Le medaglie di Wiener si inserivano perfettamente in questa categoria di oggetti.
Infine, un terzo fattore è rappresentato dalle esposizioni internazionali che, a partire dalla Great Exhibition del 1851, divennero un importante strumento di comunicazione commerciale. Grazie a esse, gli artigiani di tutta Europa ebbero per la prima volta l’opportunità di entrare in contatto con clienti da ogni parte del mondo e — aspetto ancora più rilevante — di trovare partner commerciali per l’estero. Jacques Wiener partecipava regolarmente con i suoi prodotti a esposizioni sia nazionali che internazionali.
Piazza San Marco con vista sulla Basilica di San Marco. Dipinto di Canaletto, ca. 1723/24. Collezione Thyssen-Bornemisza, Madrid, inv. 75 (1956.11) (Foto: KW)
Perché Jacques Wiener scelse la Basilica di San Marco?
Venezia e la Basilica di San Marco erano considerate, fin dall’affermarsi del Grand Tour aristocratico nel XVI secolo, una tappa obbligata e il culmine del viaggio in Italia. Non deve quindi sorprendere che Jacques Wiener si sia dedicato a questo soggetto già in una fase precoce. Il conio doveva essere ultimato prima del 1854, dato che Wiener espose la medaglia per la prima volta in quell’anno, in occasione dell’Exposition Générale des Beaux-Arts di Bruxelles. L’anno seguente la medaglia fu presentata all’Exposition Universelle di Parigi, per poi essere esposta in altre cinque occasioni, tra cui a Londra, ad Anversa e durante l’Esposizione Universale di Vienna del 1873.
La libreria di Hermann Friedrich Münster (1817-1868), menzionata su queste medaglie, costituiva un punto di ritrovo per i turisti internazionali a Venezia e disponeva di filiali a Verona e Trieste. Sceglierla come punto vendita fu un colpo di genio di Wiener. Dal 1857, Münster gestiva una libreria con sala di lettura proprio in Piazza San Marco, dove i viaggiatori potevano trascorrere il tempo e, al contempo, acquistare souvenir. Arricchire tale assortimento con la medaglia di Wiener si rivelò una scelta oculata.
Chi aveva perso l’occasione di acquistare la medaglia a Venezia, o non aveva la possibilità di recarvisi, poteva farlo una volta tornato a casa; lo testimoniano i numerosi annunci pubblicitari con cui i distributori di Wiener promuovevano le sue medaglie sulle riviste dell’epoca. Sappiamo inoltre che sia il Victoria and Albert Museum sia il British Museum acquistarono medaglie di Wiener sul mercato locale.
In altre parole, Wiener mise in piedi un sistema di distribuzione analogo a quello che conosciamo ancora oggi nel commercio di monete contemporanee. Egli vendeva le proprie medaglie a partner in altri paesi; alcuni di questi – come parrebbe suggerire il riferimento a Hermann Friedrich Münster – godevano di una sorta di diritto di esclusiva nazionale.
Veduta della navata centrale della Basilica di San Marco verso l’altare maggiore (Foto: KW)
Jacques Wiener si recò mai a Venezia per trarre ispirazione?
Non abbiamo notizia di viaggi compiuti da Jacques Wiener a Venezia; ciò non significa, tuttavia, che si possa escludere con certezza una sua visita in loco. D’altra parte, non era affatto necessario che Wiener vedesse di persona la Basilica di San Marco per realizzare le sue opere.
Egli preferiva avvalersi di modelli noti tratti da libri, il che spiega la sua scelta di fondo di raffigurare l’edificio nella sua interezza – sia l’esterno che l’interno – rispettivamente sul dritto e sul rovescio della medaglia. Poiché gli illustratori dell’epoca optavano solitamente proprio per questa prospettiva, Wiener trovava facilmente dei modelli di riferimento. A colpire è soprattutto la straordinaria ricchezza di dettagli con cui Wiener riproduceva tali modelli.
Immagine della Basilica di San Marco tratta da una guida turistica britannica del 1857
Qual è il valore sul mercato di una medaglia di Wiener?
La casa d’aste Künker ha fissato il prezzo di partenza del lotto a 100 euro. Si tratta di una cifra decisamente troppo bassa, considerando la conservazione e la provenienza dell’oggetto. Medaglie di Wiener in condizioni analoghe possono raggiungere quotazioni fino a 500 euro; un prezzo comunque contenuto se rapportato alla maestria artistica dell’opera.
La reputazione delle medaglie del XIX secolo risente ancora oggi dei giudizi a sfavore espressi da alcuni direttori di musei i quali, a cavallo tra i due secoli, intendevano contrapporre la “medaglia d’arte” di stampo impressionista alle cosiddette “medaglie commerciali”, come quelle realizzate da Jacques Wiener.
Altre medaglie “turistiche” realizzate da Jacques Wiener
Come detto, la casa d’aste Künker metterà all’asta ben 44 esemplari di medaglie della serie dedicata ai monumenti europei creata dall’incisore belga Jacques Weiner. Eccone alcune delle più belle: autentiche “cartoline coniate” del XIX secolo che mantengono intatto il loro fascino.
((06 – Aquisgrana. Medaglia in bronzo s.d. (1852), di Jacques Wiener, dedicata alla Cattedrale di Aquisgrana. Collezione del Museo Hohenzollern del Castello di Monbijou, Berlino. Proveniente dalla collezione del re Federico Guglielmo IV. Conservazione: da Splendido a Fondo specchio. Stima: 100 euro. Dall’asta Künker 450 (24 novembre 2026), n. 5276.))
Londra. Medaglia in bronzo s.d. (1853), di Jacques Wiener, dedicata alla Cattedrale di San Paolo a Londra. Collezione del Museo Hohenzollern del Castello di Monbijou, Berlino. Proveniente dalla collezione del re Federico Guglielmo IV. Conservazione: quasi Fondo specchio. Stima: 100 euro. Dall’asta Künker 450 (24 novembre 2026), n. 5301
Roma. Medaglia in bronzo s.d. (1857), di Jacques Wiener, dedicata alla Basilica di San Pietro a Roma. Collezione del Museo Hohenzollern del Castello di Monbijou, Berlino. Proveniente dalla collezione del re Federico Guglielmo IV. Conservazione: da Splendido a Fondo specchio. Stima: 100 euro. Dall’asta Künker 450 (24 novembre 2026), n. 5307
Costantinopoli. Medaglia in bronzo s.d. (1858), di Jacques Wiener, dedicata alla Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli. Collezione del Museo Hohenzollern del Castello di Monbijou, Berlino. Proveniente dalla collezione del re Federico Guglielmo IV. Minuscoli graffi, quasi Fondo specchio. Stima: 200)) Euro. Dall’asta Künker 450 (24 novembre 2026), n. 5313
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