Nel 2027 conviene quasi sempre destinare il TFR al fondo pensione, soprattutto se il contratto prevede il contributo del datore di lavoro. Nella nostra simulazione su 30 anni, un dipendente con 30.000 euro di RAL che lascia il TFR in azienda incassa circa 70.800 euro netti; con un fondo bilanciato e i contributi contrattuali arriva a circa 117.000 euro netti. La differenza non la fanno tanto i rendimenti, quanto la tassazione finale dal 15% al 9% e i soldi che l’azienda versa solo a chi aderisce. Il TFR in azienda resta però una scelta sensata in pochi casi precisi: orizzonte breve, bisogno di liquidità, anni di inflazione alta come il 2026, quando la rivalutazione ha superato il 4%.
Questa guida fa parte del nostro percorso sulla previdenza complementare: per le regole di base parti dalle 100 FAQ sulla previdenza integrativa e dalla guida su come risparmiare per la pensione.
Sommario
Come funziona il TFR nel 2027
Il TFR è circa il 6,91% della retribuzione annua lorda, al netto dello 0,50% che finisce all’INPS. Su 30.000 euro di RAL significa circa 2.072 euro l’anno. Il lavoratore del settore privato ha due strade: lasciarlo in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS, se l’impresa ha almeno 50 dipendenti) oppure destinarlo a una forma di previdenza complementare.
Dal 1° luglio 2026 la scelta funziona al contrario rispetto al passato: chi viene assunto per la prima volta nel privato è iscritto automaticamente al fondo di categoria, con 60 giorni per rinunciare. Ne parliamo in dettaglio nella guida sull’adesione automatica ai fondi pensione per i neoassunti.
Le regole restano quelle della riforma entrata in vigore nel 2026: la Legge di Bilancio 2027 è ancora in discussione in Parlamento e, finora, non tocca il TFR né i fondi pensione.
| Voce | TFR in azienda | TFR nel fondo pensione |
| Rendimento | 1,5% fisso + 75% dell’inflazione | Dipende dal comparto (mercati) |
| Tasse sul rendimento | 17% ogni anno | 20% (12,5% sui titoli di Stato) |
| Tasse in uscita | Tassazione separata, almeno 23% | Dal 15% al 9% |
| Contributo del datore | No | Sì, se previsto dal CCNL e versi la tua quota |
| Disponibilità | A fine rapporto; anticipo del 70% dopo 8 anni | Alla pensione; anticipazioni e riscatti nei casi di legge |
| Reversibilità della scelta | Puoi passare al fondo quando vuoi | Non puoi tornare indietro |
Simulazione: TFR in azienda o nel fondo pensione
Su 30 anni il fondo pensione con contributi contrattuali rende circa 46.000 euro netti in più del TFR in azienda. Abbiamo costruito la simulazione con ipotesi prudenti, a parità di retribuzione (30.000 euro lordi costanti, senza aumenti di carriera).
Ipotesi: rivalutazione del TFR al 2,5% lordo annuo, cioè la media 2016-2025 indicata dalla Covip; rendimenti netti dei fondi pari a quelli medi di lungo periodo dei comparti (garantito 1,5%, bilanciato 2,6%, azionario 4,7%); contributo del lavoratore all’1% e del datore all’1,5% della retribuzione, valori tipici di molti contratti collettivi. Il calcolo segue la logica dell’interesse composto.
| Scenario (30 anni, RAL 30.000 €) | Capitale lordo | Capitale netto stimato |
| TFR in azienda | 85.061 € | 70.762 € |
| Solo TFR, comparto garantito | 77.788 € | 71.261 € |
| Solo TFR, comparto bilanciato | 92.440 € | 85.912 € |
| Solo TFR, comparto azionario | 130.790 € | 124.262 € |
| TFR + 1% lavoratore + 1,5% datore, bilanciato | 125.897 € | 117.007 € |
| TFR + 1% lavoratore + 1,5% datore, azionario | 178.126 € | 169.236 € |
Netto stimato: TFR in azienda tassato al 23% minimo sulle quote accantonate (le rivalutazioni scontano già il 17%); fondo pensione tassato al 10,5% (aliquota dopo 30 anni di iscrizione) sulla parte non già tassata. Rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.
Il dato che pochi considerano è il primo confronto: il solo TFR nel comparto garantito finisce praticamente alla pari con il TFR in azienda (71.261 contro 70.762 euro). È la tassazione agevolata a salvarlo, non il rendimento. Chi aderisce scegliendo il garantito “per sicurezza” butta via gran parte del vantaggio.
Il vero motore è il contributo datoriale: 450 euro l’anno che l’azienda versa solo a chi aderisce e mette la sua quota. A fronte di 300 euro l’anno a tuo carico, deducibili dal reddito, ricevi un “aumento” che nessuna trattativa ti darebbe. Per chi guarda il netto in busta paga vale lo stesso ragionamento del confronto tra aumento in busta paga o buoni pasto.
Per approfondire perché la scelta del comparto pesa così tanto, vale la regola del tempus fugit (“il tempo fugge”): a 25 anni il tempo è l’alleato più potente, a 60 non lo è più. Per questo i fondi oggi usano percorsi life cycle che riducono le azioni avvicinandosi alla pensione, un principio simile ai lazy portfolio.
Il caso 2026: quando il TFR ha battuto i fondi prudenti
Nel 2026 il TFR in azienda si è rivalutato del 4,29% fino a settembre, il valore più alto dal 2022. Il coefficiente ISTAT di settembre, calcolato su un’inflazione del 4%, è pari a 4,285617%: un rendimento lordo che molti comparti garantiti e obbligazionari non raggiungono.
È l’effetto della formula del TFR: 1,5% fisso più il 75% dell’inflazione. Quando i prezzi corrono, come racconta la nostra analisi sull’inflazione 2027 e la crisi di Hormuz, il TFR diventa una specie di titolo indicizzato. Nel 2025, con inflazione bassa, si era fermato all’1,9%, contro il 4,8% medio dei fondi negoziali.
| Periodo | Rivalutazione TFR | Fondi pensione (media) |
| 2025 | 1,9% | 4,8% negoziali, oltre 5% aperti e PIP |
| 2016-2025 (media annua) | 2,5% | circa 5% linee azionarie |
| Gennaio-settembre 2026 | 4,29% | Variabile per comparto |
Attenzione però a non trarre conclusioni da un solo anno: sul decennio le linee azionarie hanno reso il doppio del TFR. Un anno di inflazione alta non cambia la matematica dei 30 anni, ma ricorda che il comparto garantito difficilmente batte il TFR quando l’inflazione sale.
Le tasse: 23% contro 15-9%
Il TFR in azienda paga almeno il 23% in uscita, il fondo pensione dal 15% al 9%. Il TFR liquidato dal datore di lavoro sconta la tassazione separata con l’aliquota media IRPEF del lavoratore, che per la gran parte dei dipendenti parte proprio dal 23% del primo scaglione. Nel fondo pensione l’aliquota è il 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno di iscrizione oltre il quindicesimo, fino al 9% dopo 35 anni.
Ci sono poi due vantaggi aggiuntivi del fondo: i contributi versati da te e dal datore sono deducibili fino a 5.300 euro l’anno, come spieghiamo nella guida su quanto si risparmia di IRPEF con la deducibilità a 5.300 euro, e chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007 può sfruttare l’extradeducibilità fino a 7.950 euro. Il quadro generale delle imposte sugli strumenti finanziari è nelle nostre 100 FAQ sulla tassazione finanziaria.
Alla pensione, dal 2027 si può ritirare in capitale fino al 50% del montante: l’aumento al 60% previsto dalla manovra 2026 è stato cancellato dalla legge 112/2026 prima di entrare in vigore. Il resto va in rendita vitalizia o, in alternativa, nelle nuove forme a durata definita.
Quando conviene lasciare il TFR in azienda
Lasciare il TFR in azienda conviene solo in pochi casi concreti. Ecco quelli che vediamo più spesso:
- Orizzonte breve: mancano pochi anni alla pensione e il fondo non farebbe in tempo a compensare i costi.
- Bisogno di liquidità: prevedi di cambiare lavoro e usare il TFR per un progetto, come l’acquisto di casa descritto nella nostra guida all’acquisto della casa.
- Nessun contributo datoriale e un contratto che prevede solo fondi costosi: in quel caso il vantaggio si riduce molto.
- Avversione al rischio così forte da scegliere comunque il garantito: meglio allora capire i propri bias, come spiega la finanza comportamentale.
Ricorda la regola più importante: dal fondo pensione non si torna al TFR in azienda, mentre il contrario è sempre possibile. Chi è indeciso può quindi rimandare, ma ogni anno rimandato è un anno di contributo datoriale perso. Per orientarti tra fondi negoziali, aperti e PIP consulta la classifica dei migliori piani individuali pensionistici e, per stimare l’assegno pubblico, il nostro calcolo della pensione.
Domande frequenti
Conviene mettere il TFR nel fondo pensione nel 2027?
Sì, nella maggior parte dei casi, soprattutto se il contratto prevede il contributo del datore. Il vantaggio arriva da tassazione agevolata, deducibilità e contributo aziendale; è minore per chi è a pochi anni dalla pensione.
Posso riportare il TFR in azienda dopo averlo messo nel fondo?
No, la scelta di destinare il TFR al fondo pensione è irreversibile. Puoi però cambiare comparto o trasferirti in un altro fondo dopo il periodo minimo previsto.
Quanto si è rivalutato il TFR nel 2026?
Fino a settembre 2026 il coefficiente di rivalutazione è stato del 4,285617%. Il dato definitivo dell’anno si avrà con l’indice ISTAT di dicembre, diffuso a gennaio 2027.
Il TFR in azienda è più sicuro del fondo pensione?
È meno volatile, non necessariamente più sicuro nel lungo periodo. Il fondo è un patrimonio separato vigilato dalla Covip; il TFR in azienda è garantito dal Fondo di garanzia INPS in caso di insolvenza del datore.
Quanto TFR matura su 30.000 euro di stipendio?
Circa 2.072 euro l’anno, pari alla retribuzione annua divisa per 13,5 meno lo 0,50% destinato all’INPS. Su altri importi di busta paga trovi esempi nella guida alla tredicesima.
Avvertenze
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale personalizzata. Le simulazioni si basano su ipotesi di rendimento e non garantiscono risultati futuri. Prima di aderire leggi la Nota informativa del fondo e confronta i costi con l’Indicatore sintetico dei costi (ISC) pubblicato dalla Covip. Per le regole aggiornate consulta il portale del Ministero del Lavoro e l’Agenzia delle Entrate. Per una consulenza rivolgiti a un consulente iscritto all’Albo tenuto dall’Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari (OCF). Altre risposte nelle nostre 200 FAQ sulle pensioni.
PANNELLO YOAST
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1. TFR in azienda o nel fondo pensione nel 2027: la simulazione su 30 anni
2. (Discover) TFR lasciato in azienda? Ecco i 46.000 euro che rischi di perdere
3. (Discover) Il TFR nel 2026 ha reso il 4,3%: ora conviene ancora il fondo pensione?
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