Nell’immaginario collettivo, il Meridione d’Italia rappresenta l’area culturalmente più votata all’allattamento.
Nella realtà, la Sicilia continua a detenere il triste primato di ultima regione italiana per i tassi di allattamento, aumentando il divario tra nord e sud e la conseguente mancanza di equità e di opportunità di salute.
Purtroppo, non è soltanto una questione sanitaria. Anche sotto il profilo politico, i dati non cambiano. La Regione Siciliana non promuove, non sostiene e non difende l’allattamento. Sotto il profilo istituzionale, non si è ancora acquisita la consapevolezza dell’importanza dell’allattamento come norma naturale, di valore culturale e sociale, in accordo con le linee di indirizzo nazionali e internazionali.
Esiste e permane un forte divario tra Nord E Sud. Le iniziative sul piano regionale, non sono sufficienti a livellare la Sicilia rispetto alle altre regioni d’Italia
Esistono tuttavia rare condizioni di salute della madre e del bambino che prevedono una controindicazione assoluta (temporanea o permanente) all’allattamento.
Contributi per l’acquisto di sostituti del latte materno
Il Ministero della Salute finanzia un contributo fino a 400 euro per l’acquisto di formula destinata alle madri con patologie che impediscono l’allattamento. Richiesta tramite ASL con ISEE fino a 30.000 euro.
Infatti, il Ministero della Salute ha stanziato fondi destinati al contributo per l’acquisto di formule per lattanti a favore delle donne che, per specifiche condizioni patologiche, non possono praticare l’allattamento. La misura è disciplinata dal Decreto Ministeriale del 31 agosto 2021 e mira a sostenere le famiglie nei primi mesi di vita del neonato.
Come si adegua la Regione Siciliana
Limitatamente a queste situazioni, la Regione Siciliana ha messo su carta la volontà di dare seguito al Decreto del Ministero della Salute del 31 agosto 2021. Decreto, recante Disposizioni in materia di contributo per l’acquisto di sostituti del latte materno (formule per lattanti) alle donne affette da condizioni patologiche che impediscono l’allattamento.
Disappunto sulle scelte governative
In Sicilia però è accaduto quello che è stato segnalato e pubblicato anche sul ‘Codice Violato’, una pubblicazione di IBFAN Italia odv.
La nostra associazione L’Arte di Crescere, che opera nell’ambito del sostegno all’allattamento, ha sempre manifestato il proprio disappunto per la scelta politica del bonus formula. L’Associazione ritiene che tale strumento preveda un aiuto economico isolato non a sostegno dell’allattamento, ma solamente a favore dell’alimentazione con formula. Pertanto, rischia di essere controproducente, supportando un’alimentazione i cui effetti benefici non possono essere paragonati a quelli del latte materno.
Sembra incredibile dover spendere ancora tante energie per un provvedimento inconsistente nel soddisfare i reali bisogni delle donne. Ancor più in Sicilia, terra che continua a detenere il triste primato di ultima regione italiana per i tassi di allattamento. A tal fine sarebbe auspicabile promuovere riforme legislative e azioni politiche per proteggere l’allattamento dal marketing aggressivo delle multinazionali. Sostenere le madri non è solo un atto sanitario, ma un impegno fondamentale per la tutela dei valori sociali e a protezione dell’ecosistema del pianeta.
Aspetto legislativo dell’allattamento in Sicilia
Ma avere cura dei diritti di tutte e di tutti è un esercizio democratico nel quale l’Associazione crede profondamente. Il nostro impegno quotidiano a sostegno dell’allattamento non ci esime dal voler tutelare il benessere e i diritti di tutte le madri. La mancata delibera sul bonus in questione da parte della Regione Sicilia, non stupisce, ma prenderne atto è doloroso!
Il ruolo dell’associazione L’Arte di Crescere
Nonostante sia più facile arrendersi al senso di ingiustizia per le mancanze politiche sulla pelle delle persone, le mamme de L’Arte di Crescere agiscono. In prima istanza, chiedono conto delle motivazioni e dei meccanismi che hanno portato a questo ritardo. Nel 2024, scoprendo che una mamma non otteneva il “bonus formula” (400 €, destinati alle madri con patologie), ci siamo rese conto che in Sicilia nessuno ne aveva usufruito.
In Sicilia, scoperta sconcertante
In realtà, le cose stavano peggio di come sembravano. Nel 2024 sui siti della Regione Sicilia e delle relative Asp siciliane non risultavano alcuna delibera né la relativa modulistica. A tre anni dall’emanazione del Decreto del Ministero della Salute sul contributo per l’acquisto di sostituti del latte materno, la Regione Sicilia era ancora inadempiente.
In soccorso alle mamme siciliane due parlamentari siciliane, Valentina Chinnici e Roberta Schillaci
Allora, abbiamo chiesto aiuto a due parlamentari siciliane, Valentina Chinnici e Roberta Schillaci. Nel giro di qualche giorno, hanno depositato un’interrogazione. Interrogazione, attraverso la quale chiedevano conto della gestione di oltre un milione di euro arrivati in questi anni nelle casse regionali e non utilizzati.
É stata avanzata formale richiesta di accesso alle Determine con cui il DASOE nel 2022 ha trasferito la competenza dal servizio 5 al servizio 6.
Bozza del Decreto assessoriale
A pochi giorni dall’interrogazione, è arrivata una convocazione per un incontro con l’Assessore alla Salute, Volo e il Dirigente del servizio 6 del DASOE, Scalzo. Due ore di fitto incontro. Il Decreto assessoriale è stato pubblicato nella Gurs del 16 agosto. Il Decreto è stato poi pubblicato il 20 agosto 2025 sul sito della Regione. Contiene le indicazioni operative regionali per l’erogazione del contributo per l’acquisto di formula alle donne affette da condizioni patologiche che impediscono l’allattamento.
L’entrata in gioco delle Asp siciliane
A quel punto, la palla è passata alle ASP siciliane, che dovranno garantire un’adeguata pubblicizzazione del contributo per raggiungere tutte le donne e le famiglie interessate. Sarebbe interessante sapere quante donne oggi nel 2026 hanno usufruito del bonus e cosa ha fatto la Regione Sicilia di questi soldi.
La domanda a questo punto sorge spontanea e ci chiediamo se davvero grazie a questo decreto in Sicilia il “bonus formula” per le mamme che non possono allattare da diritto negato sia oggi un diritto realmente fruibile seppur riconosciuto retroattivamente.
Non abbiamo traccia di riscontri a questa domanda.
Pur comprendendo il tentativo di recuperare le somme rendendo il decreto retroattivo, e non potendo fornire formula oggi a mamme di bambini che hanno già oltre tre anni, l’Assessorato ha scelto di dare un contributo a rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di sostituti del latte materno.
Quante mamme (in presenza delle definite condizioni che controindicano l’allattamento) avranno conservato dall’1 settembre 2021 i giustificativi di spesa per l’acquisto della formula per i primi 6 mesi di età del loro lattante?
Questa storia, a nostro avviso, rappresenta la perdita di un’occasione preziosa di reale confronto tra mondo politico, tecnici e portatrici di interessi. Noi siamo convinte che una buona scrittura delle norme rappresenti un aspetto della più generale questione della qualità delle leggi promulgate. Un decreto ipertrofico, prolifico di regole e prescrizioni a carico delle famiglie, produce un costo per la stessa democrazia, in quanto riduce l’effettiva fruibilità da parte di coloro che ne possiedono i diritti. Ci si dimentica spesso che i decreti non sono solo degli atti ordinanti, ma dovrebbero costituire un buon esempio di comunicazione, per cui bisogna dare il giusto peso alle parole per porre attenzione e rispetto per i destinatari.
L’allattamento in Sicilia non è una priorità politica
L’allattamento non è mai stata una priorità per la salute materno-infantile nella regione. Formalmente lo è, ma una priorità non si misura nei documenti, nei decreti o nelle policy che si producono: si misura nella vita reale delle donne. E oggi la vera sfida è questa: trasformare una priorità dichiarata a parole, ma smentita dai fatti, visto che siamo l’ultima regione in Italia per tassi di allattamento, in una infrastruttura concreta di cura territoriale. L’allattamento non è un tema “materno-infantile” in senso stretto. E’ un indicatore di civiltà. Dove una donna viene sostenuta, informata e accompagnata, lì cresce la salute collettiva. Dove viene lasciata sola, cresce la disuguaglianza.
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