Cosa cambia per il forfettario nel 2027 con la nuova manovra? Per ora una sola cosa è certa, e non è una buona notizia: il limite di reddito da lavoro dipendente o pensione torna da 35.000 a 30.000 euro, perché la proroga valeva solo per il 2025 e il 2026. Il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles il 15 ottobre non cita il forfettario, e l’innalzamento della soglia dei ricavi a 100.000 euro resta una proposta senza copertura né via libera europeo. Imposta al 15% e al 5%, coefficienti e tetto di 85.000 euro restano invariati. La partita vera si giocherà sugli emendamenti, da qui a fine dicembre.
Il quadro generale della manovra per lavoratori, pensionati e autonomi è nella nostra guida alla legge di bilancio 2027; qui ci concentriamo solo sul forfettario e sui numeri che contano per chi lo applica. Le regole di base del regime sono nella guida al forfettario al 5% e al 15%.
Forfettario 2027: cosa cambia davvero
L’unica novità certa per il 2027 è il ritorno del limite a 30.000 euro per chi è anche dipendente o pensionato. Tutto il resto è fermo, o ancora sulla carta.
| Misura | Stato al 18 ottobre 2026 | Effetto sui forfettari |
| Limite reddito da lavoro dipendente o pensione | Torna a 30.000 € dal 2027, salvo proroga | Chi nel 2026 guadagna tra 30.001 e 35.000 € come dipendente esce dal regime |
| Soglia ricavi a 100.000 € | Proposta politica, assente nel DPB | Nessuno per ora: il limite resta 85.000 € |
| Imposta sostitutiva 15% e 5% start-up | Invariata | Nessuno |
| IRPEF al 33% fino a 60.000 € | Obiettivo del Governo, costo stimato 2,5-2,7 miliardi | Indiretto: rende un po’ meno costoso il regime ordinario |
| Flat tax al 5% sugli aumenti dei giovani | Ipotesi per i dipendenti under 35 | Nessuno: riguarda i lavoratori dipendenti |
Il paradosso è che la novità più concreta non è scritta da nessuna parte: arriva per assenza. La legge 199/2025 aveva prorogato i 35.000 euro solo per il 2026; senza una nuova norma, dal 1° gennaio 2027 si torna al limite originario della legge 190/2014.
Il calendario della manovra 2027
La manovra è ancora un cantiere: i numeri ci sono, le misure non ancora. Il Governo ha definito i saldi, ma il dettaglio fiscale arriverà con il disegno di legge e con gli emendamenti in Parlamento.
| Data | Passaggio della manovra 2027 |
| 2 ottobre 2026 | Il Consiglio dei ministri approva il Documento programmatico di finanza pubblica |
| 13 ottobre 2026 | Deliberato il Documento programmatico di bilancio (DPB) |
| 15 ottobre 2026 | Il DPB viene inviato a Bruxelles: manovra da circa 23,5 miliardi per il 2027 |
| Entro il 20 ottobre 2026 | Termine di legge per presentare il disegno di legge di bilancio al Parlamento |
| Entro il 30 novembre 2026 | Parere della Commissione europea sul DPB |
| Entro il 31 dicembre 2026 | Approvazione definitiva della legge di bilancio |
Secondo le cifre riportate dall’ANSA, le misure fiscali valgono circa 2,16 miliardi nel 2027, una cifra già stretta per il solo taglio IRPEF al ceto medio. Tra le coperture si parla di un contributo da 5 miliardi da banche e assicurazioni e di tagli ai ministeri. Lo spazio per nuove agevolazioni alle partite IVA, in questo scenario, è minimo.
Dipendenti con partita IVA: chi esce dal regime
Esce dal forfettario nel 2027 chi nel 2026 ha avuto più di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente o pensione. La verifica si fa sul reddito dell’anno precedente, quindi i giochi si chiudono il 31 dicembre 2026.
In termini di busta paga, il limite corrisponde a una RAL di circa 33.000 euro: tutti i casi sono nella guida su forfettario e lavoro dipendente nel 2027. Il conto per chi resta fuori è rilevante:
| Stipendio imponibile 2026 | Compensi extra con partita IVA | Netto se resti forfettario | Netto nel regime ordinario | Perdita annua |
| 32.000 € | 10.000 € | 6.239 € | 4.412 € | 1.827 € |
| 32.000 € | 15.000 € | 9.358 € | 6.618 € | 2.740 € |
| 34.000 € | 25.000 € | 15.597 € | 10.920 € | 4.678 € |
Ipotesi: professionista senza cassa, coefficiente 78%, imposta al 15%, Gestione Separata al 24%, costi reali al 10%, IRPEF con gli scaglioni attuali e addizionali al 2,5%, senza detrazioni.
Si salva chi ha cessato il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2026: in quel caso il limite non si applica. Per controllare il proprio reddito 2026 conviene aspettare il conguaglio della busta paga di dicembre, che fissa il dato definitivo.
La soglia a 100.000 euro: perché nel 2027 è improbabile
Il tetto a 100.000 euro richiederebbe un via libera europeo che oggi non c’è. La soglia degli 85.000 euro non è una scelta solo italiana: coincide con il limite massimo per l’esonero IVA delle piccole imprese fissato dall’articolo 284 della direttiva 2006/112/CE.
Cosa succede oggi a chi supera le soglie è spiegato nella guida al superamento degli 85.000 e 100.000 euro. Alzare il tetto solo ai fini delle imposte dirette sarebbe possibile, ma creerebbe un ibrido scomodo: tra 85.000 e 100.000 euro si pagherebbe il 15% sul reddito, ma con IVA in fattura, liquidazioni periodiche e dichiarazione IVA. Per chi lavora con clienti privati il vantaggio si ridurrebbe molto.
Quanto varrebbe, se arrivasse
La posta in gioco è alta. Secondo i dati della Corte dei conti richiamati da Sky TG24, i forfettari sono oltre 2 milioni e circa 81.000 si trovano vicino al tetto degli 85.000 euro. Per un professionista con 95.000 euro di ricavi, restare nel forfettario varrebbe così:
| Professionista con 95.000 € di ricavi | Imposte se forfettario | Imposte in regime ordinario | Risparmio con la soglia a 100.000 € |
| Costi reali al 10% dei ricavi | 8.217 € | 20.961 € | 12.744 € |
| Costi reali al 25% dei ricavi | 8.217 € | 16.167 € | 7.950 € |
| Costi al 10% e IRPEF al 33% fino a 60.000 € | 8.217 € | 19.961 € | 11.744 € |
Anche con l’IRPEF al 33% fino a 60.000 euro, che vale al massimo 1.000 euro di risparmio, il regime ordinario resterebbe molto più caro. Il taglio dell’IRPEF, insomma, non cambia la convenienza del forfettario: la sposta di pochi decimali.
Cosa resta uguale nel 2027
Tutte le regole di base del forfettario restano quelle del 2026. È utile ricordarle, perché sono quelle con cui si programma l’anno.
- Soglia ricavi: 85.000 euro, con uscita dall’anno successivo; oltre 100.000 euro uscita immediata con IVA in fattura.
- Imposta sostitutiva: 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di nuove attività.
- Spese per dipendenti e collaboratori: limite di 20.000 euro lordi.
- Coefficienti di redditività: invariati, dal 40% del commercio al 78% dei professionisti.
- Fattura elettronica: obbligatoria per tutti.
- Contributi INPS: aliquote invariate, minimale e contributi fissi da rivalutare a febbraio 2027 in base all’inflazione, che come abbiamo spiegato nelle previsioni sull’inflazione 2027 è tornata a correre.
Cosa fare adesso, prima del 31 dicembre
Gli ultimi due mesi del 2026 decidono il regime del 2027. Ecco cosa conviene controllare subito.
- Dipendenti e pensionati: stima il reddito 2026. Se sei tra 30.000 e 35.000 euro, segui gli emendamenti e prepara il passaggio all’ordinario.
- Vicini agli 85.000 euro: ricorda che conta la data dell’incasso. Una fattura di dicembre pagata a gennaio finisce nel 2027.
- Acconti: il secondo acconto dell’imposta sostitutiva e dei contributi scade il 30 novembre; le regole sono nella guida all’acconto di novembre 2026.
- Previdenza: chi ha anche uno stipendio può valutare un fondo pensione, deducibile dal reddito da lavoro dipendente; utile il confronto sui migliori piani individuali pensionistici.
Per il forfettario la manovra 2027 somiglia a una nave ferma in porto: le vele sono issate, ma nessuno ha ancora mollato gli ormeggi. Conviene ragionare hic et nunc, qui e ora, come dicevano i latini: sulle regole che esistono oggi, non su quelle promesse.
Domande frequenti
Nel 2027 cambia l’aliquota del forfettario?
No, l’imposta sostitutiva resta al 15%, o al 5% per le nuove attività. Nel Documento programmatico di bilancio non c’è alcuna modifica delle aliquote o dei coefficienti di redditività.
La soglia del forfettario sale a 100.000 euro nel 2027?
Al momento no, il limite resta 85.000 euro. L’innalzamento è una proposta politica che richiede l’autorizzazione europea, perché la soglia coincide con il tetto dell’esonero IVA fissato dalla direttiva 2006/112/CE.
I dipendenti possono restare forfettari nel 2027?
Sì, se nel 2026 il reddito da lavoro dipendente non supera 30.000 euro. Il limite di 35.000 euro valeva solo per il 2025 e il 2026. Non conta se il rapporto di lavoro è cessato entro il 31 dicembre 2026.
Quando sapremo le regole definitive del forfettario 2027?
Con l’approvazione della legge di bilancio, entro il 31 dicembre 2026. Il disegno di legge arriva in Parlamento a ottobre, poi gli emendamenti possono introdurre proroghe o nuove misure fino al voto finale.
Il taglio IRPEF al 33% riguarda i forfettari?
No, i forfettari pagano un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF sul reddito d’impresa o professionale. Il taglio può interessare solo chi ha anche altri redditi soggetti a IRPEF, come uno stipendio.
Fonti e avvertenze
Le informazioni sono aggiornate al 18 ottobre 2026 e si basano sul Documento programmatico di bilancio, sulle cifre diffuse dall’ANSA e sui documenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le regole vigenti del forfettario sono quelle della legge 190/2014, illustrate dall’Agenzia delle Entrate. Le misure in discussione possono cambiare con il testo finale della legge di bilancio; i calcoli sono stime editoriali con ipotesi dichiarate e non sostituiscono la consulenza di un professionista.
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