“Benvenuti nello Speciale Best Stories 2026. Vi stiamo raccontando le storie delle eccellenze della nautica. Oggi andiamo alla scoperta di quella di Maccaferri Futura, un progetto oceanico tutto made in Italy guidato da Officine Maccaferri, che unisce eccellenza ingegneristica, sostenibilità, ricerca scientifica e alte prestazioni”.

Maccaferri Futura, la sfida italiana d’oltremare
Questa è la storia di una campagna tutta italiana sul Class 40. Un progetto oceanico tutto made in Italy guidato da Officine Maccaferri, che unisce eccellenza ingegneristica, sostenibilità, ricerca scientifica e alte prestazioni. Con l’obiettivo finale della Route du Rhum.
Nel panorama della vela oceanica l’Italia sta vivendo una stagione di straordinario fervore. Sempre più navigatori nostrani si affacciano sulla scena internazionale proponendo non soltanto doti veliche fuori dal comune, ma un approccio manageriale, tecnico e metodologico di altissimo profilo. In questo scenario s’inserisce Maccaferri Futura, un’iniziativa poliedrica, inedita e made in Italy che trascende i confini della classica partnership sportiva in ambito velico.
Il cuore del progetto è una campagna triennale che vede lo skipper Luca Rosetti protagonista nei Class 40, lungo un percorso sportivo, tecnologico e scientifico che culmina nella partecipazione alla prossima Route du Rhum. Un gigante dell’ingegneria e la visione aziendale Alle spalle di Maccaferri Futura c’è Officine Maccaferri, colosso dell’ingegneria civile e ambientale con oltre 145 anni di storia e una presenza commerciale in più di 130 Paesi.
Famosa per aver inventato e sviluppato i “gabbioni metallici”, impiegati nella difesa del suolo, nel contrasto al dissesto idrogeologico e nella protezione delle coste, Maccaferri è una realtà che progetta e sviluppa soluzioni capaci di far coesistere lo sviluppo delle infrastrutture con la tutela dell’ambiente.


La nascita del progetto Maccaferri Futura unisce la cultura d’impresa con la passione marinaresca e la valorizzazione delle risorse umane. A ripercorrere questa genesi è Sergio lasi, Chairman di Officine Maccaferri: “Abbiamo affrontato il progetto seguendo un punto cardine: fare le cose per bene. La nostra avventura è nata per sostenere Luca, nella partecipazione alla Mini Transat del 2023. Poi dopo la sua vittoria, Maccaferri è stata acquisita da Ambienta e assieme ai nuovi azionisti ci siamo chiesti perché non fare qualcosa di più grande e strutturato?’”.
“Da lì siamo partiti con l’idea di avere il controllo totale del progetto, dalla scelta del cantiere alla costruzione della barca, dal supporto allo skipper alla formazione del team, dal marketing alla comunicazione. L’ambizione è diffondere i valori dell’azienda, vincere in regata, ma anche trasformare lo stesso Luca da skipper a team manager, consapevole e capace di dirigere in futuro altri progetti simili”.


Filiera tricolore e innovazione costruttiva
Un pilastro di Maccaferri Futura risiede nella scelta di valorizzare l’eccellenza della filiera nautica e industriale italiana. In una classe dominata da progetti transalpini, la campagna si distingue per l’impronta totalmente autoctona. La barca è il risultato dell’unione tra innovazioni sostenibili e maestria artigianale, come illustra lasi.
“Volevamo un progetto made in Italy, quindi abbiamo ingaggiato Edoardo Bianchi, Ceo di Sangiorgio Marine, e il geniale progettista Gianluca Guelfi. Per gli allestimenti del Class 40 abbiamo coinvolto partner sempre italiani, tra cui Gottifredi Maffioli e Harken Italy. Nella stessa costruzione volevamo apportare quei segni di sostenibilità che caratterizzano Maccaferri, quindi uso di fibre alternative o naturali e vernici a basso impatto ambientale”.


Scienza, salute e tutela degli oceani
Oltre a macinare miglia, il Class 40 con cui regata Luca Rosetti si trasforma in una piattaforma scientifica ed ecologica in grado di raccogliere dati durante la navigazione sull’ambiente, così come sul benessere fisico e psicologico dell’atleta in condizioni limite.
“Accanto alla parte sportiva – sottolinea lasi – abbiamo esteso il progetto alla ricerca e al supporto alla persona. Ci siamo resi conto per esempio che la fisiologia degli skipper oceanici è ancora in gran parte sconosciuto e c’è bisogno di reperimento e studio dei dati, protocolli di alimentazione e training, sia ai fini delle prestazioni che della salute di chi affronta certe esperienze estreme”.
Oltre a Giulia Albuzio, che da Team Principal gestisce lo sviluppo del progetto in coerenza con gli obiettivi strategici e i temi di sostenibilità, Paolo Bertazzoni, Resident Manager che gestisce l’area sportiva e tecnico-velica e la logistica del team, Yaël Poupon, Boat Captain, figura chiave nella gestione operativa quotidiana dell’imbarcazione, e Arianna Liconti, Ocean Science Coordinator, Marine Ecologist e Citizen Science Expert. “Il nostro è molto più di un progetto velico – spiega Giulia Albuzio – è un’iniziativa che abbraccia ricerca scientifica, innovazione tecnologica e progetti orientati alla sostenibilità”.


“L’obiettivo è sensibilizzare un pubblico sempre più ampio alla necessità di costruire un futuro in cui uomo e natura possano coesistere in armonia”. Tale impegno si concretizza in collaborazioni che trasformano il Class 40 in un laboratorio galleggiante. A bordo della barca vi è installato un Sailing Box, strumento sviluppato dal consorzio Europeo SOOP-Shaping an Oce an Of Possibilites.
“Abbiamo firmato un accordo per testare per la prima volta questo strumento su una barca da regata, così con ogni navigazione registriamo dati ambientali (temperatura dell’acqua, salinità, Ph, ossigeno disciolto) utili per le indagini sulla salute dei mari. Nel 2026 poi abbiamo siglato anche due accordi con l’Università di Milano-Bicocca“, spiega lasi – uno con il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra in cui la barca funge da laboratorio, riguarda l’adesione al progetto “Il respiro del mare” con l’obiettivo di standardizzare protocolli di campionamento di acqua e aria a bordo, l’altro con il Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione con cui, insieme all’Istituto Auxologico di Milano, stiamo elaborando uno studio sugli effetti delle lunghe navigazioni sull’equipaggio. In questo caso collaboriamo con la Divisione Health di Garmin che ci ha fornito strumenti con cui rileviamo una serie di parametri vitali dello skipper per capire come il nostro corpo viene condizionato dalla privazione del sonno e da un’alimentazione non proprio canonica, in un’ottica di miglioramento della performance e di studio dell’impatto di tali condizioni estreme sulla salute”.


Divulgazione, cultura e coinvolgimento
Un altro tassello decisivo di Maccaferri Futura riguarda la capacità di comunicare e condividere valori complessi attraverso formati moderni e incontri sul territorio. La campagna diviene così un veicolo educativo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide ambientali del nostro tempo.
“Quest’anno abbiamo organizzato un calendario di eventi “Educational” sulle questioni “green” più urgenti, dai cambiamenti climatici estremi all’importanza della Posidonia in Mediterraneo – aggiunge lasi – poi abbiamo attivato un podcast dal titolo “I Futuristi” con l’idea di associare la vela sportiva ad altri temi, quali l’economia, la performance e la leadership, in cui abbiamo invitato esponenti del panorama velico, come Francesco Bruni e Alberto Bona, ma anche professori universitari e campioni dello sport, come Davide Cassani“.


Il programma verso la Route du Rhum
Sul piano sportivo, Maccaferri Futura ha già dimostrato di poter competere ai vertici della Class 40. Dopo la vittoria con record nella prima tappa della Les Sables-Horta nel 2025, la stagione 2026 ha visto Luca Rosetti conquistare il terzo posto alla Spi Ouest-France e alla Normandy Channel Race, il secondo al Tour d’Irlanda e il quarto alla Drheam-Cup. Una continuità di risultati che lo vede oggi secondo nella ranking list del Campionato Class 40 che si concluderà con la Route du Rhum, e terzo nel Trophée Manche-Atlantique 2026: performance che danno ancora più forza al progetto, facendo dei risultati sportivi uno strumento per portare a un pubblico sempre più ampio i messaggi ambientali e scientifici di cui Maccaferri Futura si fa portavoce.


“Il percorso di regate del programma di Maccaferri Futura accompagna la crescita tecnica dello skipper e la messa a punto dell’imbarcazione – spiega Paolo Bertazzoni – attraverso le prove più impegnative del circuito Class 40, e prevede tappe anche in Mediterraneo l’anno prossimo. Il vertice agonistico dell’intera campagna sarà la partecipazione alla Route du Rhum”.
L’intenzione di Maccaferri Futura tuttavia è andare oltre: stimolare l’intero movimento velico italiano, affinché diventi protagonista assoluto sui campi di regata internazionali. “Il nostro prossimo obiettivo – spiega Sergio lasi – è di supportare l’onda oceanica che sta caratterizzando in questi ultimi anni l’Italia con una nuova generazione di navigatori giovani, preparati e ambiziosi. Vogliamo che i grandi eventi d’altura stiamo lavorando in prima linea”.
di David Ingiosi
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