L’inflazione nello smartphone: addio cellulari economici. Ecco perché e quanto aumentano i prezzi


Addio cellulari economici. Quelli che magari compravamo ai nostri figli minorenni o che facevano la differenza per le fasce di popolazione più svantaggiate. Comprare uno smartphone nuovo spendendo poco sta diventando sempre più difficile. I produttori alzano i prezzi, riducono i modelli economici e si concentrano sui telefoni che garantiscono margini di guadagno maggiori. A soffrire, oltre ai consumatori, è anche il mercato. A causa dell’aumento dei prezzi calano le vendite.

Secondo i dati pubblicati il 12 ottobre da Counterpoint Research, nel terzo trimestre 2026 le spedizioni mondiali di smartphone sono diminuite del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025. È il peggior terzo trimestre dal 2012. Non sorprende, del resto: secondo la società di analisi, i prezzi al dettaglio a livello mondiale sono aumentati del 20% dall’inizio dell’anno.

Addio telefoni low-cost

Il cambiamento più importante riguarda però la progressiva scomparsa dei telefoni a basso costo. In uno studio pubblicato a settembre, Counterpoint prevede che le spedizioni annuali degli smartphone con un prezzo inferiore a 200 dollari diminuiranno di circa il 40% fra il 2025 e il 2030. Significa oltre 230 milioni di dispositivi in meno ogni anno, alla fine del periodo, rispetto ai volumi del 2025.

All’origine dei rincari c’è soprattutto la crisi delle memorie elettroniche. I prezzi delle componenti di memoria Dram, utilizzate per far funzionare applicazioni e sistema operativo, e Nand, altre memorie che conservano foto, video e altri dati, sono saliti sensibilmente. Il colpevole è noto: l’intelligenza artificiale. La crescente domanda di memorie per i centri dati che sviluppano ed eseguono sistemi di intelligenza artificiale sta assorbendo una parte della capacità produttiva dell’industria dei semiconduttori. Meno offerta di memorie per smartphone fa alzare i costi ai produttori, che poi li ribaltano sui consumatori.

Il costo dei chip riduce i margini

La conseguenza si vede soprattutto nei telefoni meno costosi. Se produrre uno smartphone da 150 euro richiede componenti che costano decine di euro in più, il margine del produttore può ridursi fino a livelli insostenibili. Su un telefono da mille euro, invece, è più facile assorbire parte dell’aumento oppure trasferirlo sul prezzo finale. Così le aziende preferiscono destinare i componenti disponibili ai dispositivi più redditizi, limitando la produzione di quelli economici

Il fenomeno è già visibile nelle scelte delle grandi marche. Counterpoint rileva che nel terzo trimestre Xiaomi ha ridotto le spedizioni di oltre il 30%, anche perché ha diminuito la propria esposizione alle fasce di prezzo più basse. Oppo e Vivo hanno registrato cali superiori al 20% e hanno aumentato i prezzi dei prodotti economici e di fascia media. Samsung e Apple hanno contenuto meglio le perdite, grazie alla loro presenza nei segmenti più costosi e a una maggiore capacità di garantirsi le forniture.

Nell’analisi pubblicata il 6 ottobre sul mercato europeo, Counterpoint segnala che nel secondo trimestre 2026 le vendite complessive di smartphone in Europa sono diminuite dell’8% rispetto a un anno prima. Il calo ha raggiunto l’11% nei canali di vendita indipendenti, dove sono più diffusi i telefoni economici, contro il 4% degli operatori telefonici, che vendono una quota maggiore di modelli costosi, spesso attraverso contratti e pagamenti rateali.

I modelli disponibili in Italia

In Italia gli smartphone sotto i 150 euro esistono ancora, naturalmente. Xiaomi, per esempio, propone il Redmi A7 Pro a prezzi di listino di 129,90 euro nella versione da 64 GB e 149,90 euro in quella da 128 GB. Il rischio individuato dagli analisti riguarda la progressiva riduzione della scelta: meno nuovi modelli a prezzi bassissimi e più prodotti che vengono spostati nella fascia di prezzo superiore.

L’aumento dei prezzi si vede confrontando i listini italiani. L’iPhone 18 Pro da 256 GB costa 1.489 euro, 150 euro più dell’iPhone 17 Pro con la stessa memoria, che partiva da 1.339 euro. Il Google Pixel 11 Pro XL sale da 1.299 a 1.399 euro. Il Motorola Razr 70 Ultra arriva a 1.499 euro, contro i 1.349 euro del Razr 60 Ultra.

Il confronto più significativo riguarda però anche i telefoni che non appartengono alla fascia più costosa. Il Nothing Phone (3a) Pro da 12/256 GB aveva un prezzo di listino di 479 euro. Il successore, Phone (4a) Pro, era stato presentato in Italia a 569 euro, ma oggi il listino della stessa configurazione è arrivato a 649 euro. Sono 170 euro in più rispetto alla generazione precedente.

Il caso Samsung è particolarmente indicativo perché l’aumento non richiede neppure il passaggio a un nuovo modello. Al lancio del Galaxy S26, nel febbraio 2026, la versione da 256 GB costava 1.029 euro e quella S26+ 1.289 euro. I prezzi ufficiali riportati oggi sono rispettivamente 1.129 e 1.389 euro: cento euro in più sul medesimo prodotto.

Non tutti i produttori hanno seguito la stessa strada. Honor ha mantenuto invariato il prezzo di listino del Magic Pro, così come Huawei per il Pura Ultra e realme per la versione base del GT Pro. OnePlus ha addirittura abbassato di 50 euro il prezzo di listino del proprio modello di punta nel passaggio dal 13 al 15. Beninteso, il prezzo di listino non coincide necessariamente con quello pagato dal consumatore.

Promozioni, disponibilità di prodotti meno recenti e concorrenza fra rivenditori possono ridurre sensibilmente il prezzo effettivo. Vero però è che già è cambiato il comportamento degli acquirenti. Secondo Counterpoint, sempre più persone prolungano la vita del proprio smartphone oppure considerano l’acquisto di un dispositivo usato o ricondizionato.

Così, i rincari causati dall’intelligenza artificiale hanno cominciato a scavare un fossato più grande tra le fasce di consumatori.

La tabella dei rincari

Marchio e modello

Prezzo precedente

Prezzo nuovo o aggiornato

Differenza

Apple iPhone 17 Pro → 18 Pro, 256 GB

1.339 €

1.489 €

+150 € (+11,2%)

Samsung Galaxy S26, 256 GB: lancio → oggi

1.029 €

1.129 €

+100 € (+9,7%)

Samsung Galaxy S26+, 256 GB: lancio → oggi

1.289 €

1.389 €

+100 € (+7,8%)

Google Pixel 10 Pro XL → 11 Pro XL, 256 GB

1.299 €

1.399 €

+100 € (+7,7%)

Xiaomi 15T → 17T, 12/256 GB

649,90 €

749,90 €

+100 € (+15,4%)

Xiaomi 15T Pro → 17T Pro, 12/512 GB

899,90 €

999,90 €

+100 € (+11,1%)

Oppo Find X8 Pro → Find X9 Pro

1.199,99 €

1.299,99 €

+100 € (+8,3%)

Motorola Razr 60 Ultra → 70 Ultra, 16/512 GB

1.349 €

1.499 €

+150 € (+11,1%)

Nothing Phone (3a) Pro → (4a) Pro, 12/256 GB

479 €

649 €

+170 € (+35,5%)

vivo X200 Pro → X300 Pro, 16/512 GB

1.299 €

1.399,90 €

+100,90 € (+7,8%)

Prezzi italiani di listino o consigliati, senza promozioni, permute e sconti. I confronti riguardano generazioni successive con uguale configurazione di memoria, salvo Samsung, per cui si confronta il prezzo dello stesso modello al lancio e quello ufficiale successivo. Per Nothing è riportato il listino aggiornato, non quello iniziale. Alcuni passaggi generazionali risalgono al 2024-2025 e non possono essere attribuiti alla sola crisi delle memorie del 2026.


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