A settembre i prezzi dei vini pregiati hanno mostrato ulteriori segnali di stabilizzazione. Le condizioni di scambio sono migliorate nella fascia alta del mercato, anche se la ripresa generale resta incompleta.
Secondo il rapporto di mercato di ottobre di Vinum Fine Wines, il Liv-ex Fine Wine 100, indice di riferimento molto seguito per i prezzi dei vini pregiati sul mercato secondario, è salito dell’1,1% a settembre. Vinum ha riferito che il rapporto tra proposte d’acquisto e offerte di vendita ha raggiunto 1,13, il livello più alto dall’ottobre 2022, segnalando un interesse all’acquisto più forte rispetto all’offerta disponibile.
Secondo il rapporto, il miglioramento è derivato da due movimenti simultanei: il valore delle proposte d’acquisto è aumentato, mentre quello delle offerte di vendita è diminuito. Questa combinazione indica una domanda più solida e prezzi più stabili dopo un lungo periodo di pressione sul mercato dei vini pregiati.
Il rapporto, tuttavia, non ha definito completa la ripresa. Vinum ha affermato che gli scambi sono migliorati per i vini più rari e ricercati, soprattutto per le bottiglie con una provenienza ben documentata, ma l’attività sul mercato più ampio resta disomogenea. Secondo la società, i prezzi dei principali indici si sono stabilizzati e sono leggermente superiori ai livelli di un anno prima, ma la domanda sul mercato primario per le nuove uscite rimane debole.
La distinzione è importante per il settore delle bevande nel suo complesso, perché distributori, commercianti e investitori guardano spesso ai prezzi e alla liquidità del mercato secondario per orientare le decisioni di riassortimento, valutazione e gestione delle scorte. Un’attività più intensa sul fronte degli acquisti può sostenere la fiducia nei portafogli di vini di fascia alta, ma la debolezza del mercato primario continua a limitare la velocità con cui gli scambi possono riprendersi, a beneficio di produttori e venditori.
Uno dei segnali più evidenti della ripresa della domanda è arrivato dagli Stati Uniti. Vinum ha riferito che gli acquirenti statunitensi, rimasti poco attivi nei periodi recenti, stanno tornando sul mercato e ricostituendo le scorte. Il rapporto ha aggiunto che gli americani mostrano un interesse particolare per le annate più datate di Bordeaux, considerate più convenienti rispetto ai vini più giovani.
I dati di Liv-ex citati da Vinum mostrano che nel terzo trimestre il valore degli scambi delle annate di Bordeaux precedenti al 2011 è aumentato di circa il 50% rispetto al secondo trimestre e di circa il 36% su base annua. Al contrario, i Bordeaux dal 2011 in poi hanno registrato una lieve flessione rispetto a un anno prima. Questo cambiamento suggerisce che gli acquirenti preferiscono vini maturi e dalla reputazione consolidata alle uscite più recenti.
I risultati delle aste in Europa e Asia hanno indicato a loro volta una domanda costante di bottiglie da collezione e di vini di cantina con una provenienza ben documentata. Vinum ha riferito che la vendita di vini di Château Haut-Brion provenienti dalla cantina della tenuta, organizzata da Sotheby’s, ha fruttato 3,4 milioni di euro, sfiorando la parte alta della stima della casa d’aste. Il rapporto ha sottolineato le forti offerte per formati rari e vecchie annate, tra cui un magnum del 1935 e bottiglie di formato maggiore del 1982 e del 1989.
A Hong Kong, la vendita dei vini del collezionista Henry Tang da parte di Christie’s ha realizzato 4,8 milioni di sterline, secondo il rapporto. Vinum ha indicato come dato degno di nota l’età degli acquirenti: quasi la metà apparteneva alla generazione dei Millennials o alla Gen Z e il 70% di questi offerenti più giovani partecipava per la prima volta a un’asta. Ciò suggerisce che la domanda di vini di fascia alta si stia estendendo oltre la sua base tradizionale, un segnale importante per i commercianti e le case d’asta che cercano di attirare nuovi collezionisti.
Secondo il rapporto, a settembre l’andamento dei prezzi è stato complessivamente positivo nelle diverse aree geografiche. Vinum ha riferito che la categoria «Resto del mondo» ha registrato risultati leggermente migliori della California, sostenuta dai rialzi di vecchie annate di Opus One, Screaming Eagle e Vega Sicilia. Anche il Piemonte ha ottenuto risultati solidi dopo un lungo periodo di debolezza, con incrementi a doppia cifra per alcuni vini di Bartolo Mascarello, Bruno Giacosa e Giacomo Conterno. In Champagne, il rapporto ha segnalato scambi consistenti per Dom Pérignon, Cristal e Sir Winston Churchill di Pol Roger.
Guardando a un periodo più lungo, Vinum ha affermato che nell’ultimo anno le performance migliori all’interno del più ampio indice Liv-ex 1000 si sono concentrate su nomi affermati e annate ricercate, piuttosto che sulle componenti speculative del mercato. Il rapporto ha segnalato rialzi per diversi Bordeaux 2016, grandi maison di Champagne, etichette di Domaine de la Romanée-Conti, Masseto, Solaia, Soldera, Dominus, Opus One e alcuni vini iconici italiani e spagnoli. Su un orizzonte di due anni, ha aggiunto Vinum, solo un gruppo più ristretto di etichette si è distinto con regolarità, tra cui Bonneau du Martray, La Tâche, Opus One, Rayas e Soldera.
Questo andamento suggerisce che, dopo un periodo in cui un’ampia parte del mercato era stata trainata dall’abbondante liquidità e dalla rapida crescita dei prezzi, gli acquirenti stanno diventando più selettivi. Nell’attuale contesto, la rarità, la reputazione del produttore e la storia della bottiglia sembrano contare più della tendenza generale della categoria.
Vinum ha inoltre riferito che a settembre la propria attività di trading è stata trainata dalla Borgogna, che ha rappresentato il 51% degli scambi. Bordeaux ha inciso per il 19%, Champagne per l’11% e California per il 10%. Questi dati riflettono l’attività di un singolo commerciante e non l’intero mercato, ma offrono un’ulteriore indicazione delle aree in cui la liquidità resta più elevata nel commercio secondario.
Il rapporto ha descritto settembre come un mese migliore per gli scambi sul mercato secondario che per le vendite sul mercato primario, confermando una divisione che nel 2026 è diventata più evidente nel commercio dei vini pregiati. I commercianti rilevano segnali di un ritorno della fiducia nei vini maturi e rari, ma non ancora una piena ripresa della domanda di nuove uscite.
Questa ripresa disomogenea si inserisce in un contesto in cui le aziende vinicole continuano ad adattarsi a un mercato condizionato da costi di finanziamento più elevati, consumi più deboli in alcune aree e un atteggiamento più prudente da parte degli acquirenti. Per ora, i dati di settembre indicano che i prezzi dei vini pregiati hanno trovato una base più solida, sostenuti soprattutto dai Bordeaux più datati, dalle bottiglie da collezione di marchi prestigiosi e dalla rinnovata domanda degli acquirenti statunitensi.
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