Il Voucher Doppia Transizione della Chambre valdôtaine, la Camera valdostana delle imprese e delle professioni, porta nel nome il digitale ma paga quasi solo l’efficienza energetica: audit, sistemi di gestione dell’energia, monitoraggio dei consumi, sensori, domotica, la formazione di un Energy manager. Un sito nuovo, una campagna SEO o un gestionale qualunque restano fuori. Il contributo copre l’80% delle spese fino a 5.000 euro, per le micro, piccole e medie imprese con sede legale e sede operativa in Valle d’Aosta.
La finestra doveva chiudersi il 30 settembre. Quel giorno la determinazione dirigenziale n. 36 del 30/09/2026 ha prorogato il termine alle ore 16:00 di sabato 31 ottobre 2026, salvo esaurimento prima di quella data: al 30 settembre le domande arrivate chiedevano circa 50.800 euro su una dotazione di 74.000. Non è una riapertura con regole nuove, è lo stesso bando con più tempo. E l’ordine resta quello d’arrivo.
In sintesi: il voucher valdostano fa per te se la spesa riguarda l’energia
- Cosa paga: consulenza energetica (audit, piano di miglioramento, sistemi di gestione dell’energia ISO 50001, comunità energetiche), digitalizzazione dei dati di consumo, formazione da Energy manager di almeno 40 ore, beni strettamente funzionali al risparmio energetico.
- Chi: Micro, piccole e medie imprese (MPMI) attive e iscritte al Registro delle imprese, con sede legale e unità operativa dell’intervento in Valle d’Aosta, DURC (regolarità contributiva) in ordine e polizza contro gli eventi catastrofali.
- Quanto: 80% della spesa, voucher massimo 5.000 euro, investimento minimo 2.500 euro; più 250 euro con rating di legalità (il riconoscimento rilasciato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato) o certificazione della parità di genere.
- Entro quando: invio sulla piattaforma camerale ReStart fino alle 16:00 del 31/10/2026, salvo esaurimento dei fondi.
- Come si vince: sportello in ordine cronologico, con istruttoria su requisiti, coerenza delle spese e qualifica dei fornitori.
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5.000 €Voucher massimo (80% della spesa)
74.000 €Dotazione totale del bando
31/10 ore 16Termine prorogato
| Voce | Cosa dice l’atto | Dove |
|---|---|---|
| Ente | Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales, tramite il Punto Impresa Digitale (PID) | Bando, art. 1 |
| Atto istitutivo | Deliberazione della Giunta camerale n. 56 del 29/06/2026; finanziato con l’aumento fino al 20% del diritto annuale per il triennio 2026-2028, autorizzato dal decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) del 17/03/2026 | Determinazione n. 36/2026, premesse |
| Proroga | Determinazione dirigenziale n. 36 del 30/09/2026: nuovo termine alle 16:00 del 31/10/2026, salvo esaurimento delle risorse | Determinazione n. 36/2026, punto 1 |
| Dotazione | 74.000 euro | Bando, art. 3 c. 1 |
| Contributo | 80% delle spese ammissibili, massimo 5.000 euro; spesa minima 2.500 euro | Bando, art. 3 c. 3, 4 e 5 |
| Premialità | 250 euro in più con rating di legalità o certificazione della parità di genere, fino al 100% della spesa | Bando, art. 3 c. 6 e 7 |
| Regime di aiuto | de minimis, cioè aiuti di importo limitato entro un tetto per impresa (Reg. UE 2023/2831; per le imprese agricole Reg. UE 1408/2013) | Bando, art. 8 |
| Selezione | sportello valutativo in ordine cronologico di invio | Bando, art. 10 c. 2 e art. 11 c. 1 |
| Piattaforma | ReStart di InfoCamere, con SPID, CNS o CIE e firma digitale | Bando, art. 10 |
| Pubblicazione | solo albo camerale e sito della Chambre: niente BUR, niente Gazzetta | Determinazione n. 36/2026 |
Cosa passa e cosa no: l’elenco netto delle spese ammissibili
Gli altri voucher Doppia Transizione camerali che abbiamo raccontato puntano soprattutto sulle tecnologie digitali: nella II edizione del voucher della Toscana Nord-Ovest, per esempio, il contributo copre la metà della spesa su sedici tecnologie, dall’e-commerce al CRM. In Valle d’Aosta l’impianto è un altro: l’art. 7 del bando ammette quattro famiglie di spesa e tutte e quattro girano intorno ai consumi di energia. Il digitale entra solo quando serve a misurarli, analizzarli o ridurli.
| Spesa | Passa? | La condizione che decide |
|---|---|---|
| Audit energetico, analisi dei contratti e delle bollette, piano di miglioramento energetico | Sì | Consulenza specialistica, art. 7 c. 1 lett. a, b, c |
| Studio di fattibilità per una riqualificazione energetica | Sì | Art. 7 c. 1 lett. e |
| Costituzione di una comunità energetica rinnovabile, con studio di fattibilità e attività preliminari | Sì | Art. 7 c. 1 lett. f, CER come definite dall’art. 31 D.Lgs. 199/2021 |
| Consulenza per implementare un sistema di gestione dell’energia ISO 50001, ISO 50005 o ISO 50009 | Sì | Art. 7 c. 1 lett. d |
| Servizio di certificazione ISO (anche ISO 50001), EMAS (il sistema europeo di ecogestione e audit) e simili | No | Art. 7 c. 5 lett. f: si paga chi costruisce il sistema, non l’ente che lo certifica |
| Software, piattaforme anche in cloud, intelligenza artificiale per raccogliere e analizzare i dati di consumo | Sì | Art. 7 c. 2 e c. 4 lett. c, con la funzione di risparmio energetico da specificare |
| Sensori e sistemi IoT (dispositivi collegati in rete), con i canoni del servizio as a Service per la durata del progetto | Sì, a una condizione | Art. 7 c. 4 lett. b: solo se strumentali alla consulenza energetica o alla digitalizzazione dei dati |
| Domotica per il risparmio energetico, acquisto e installazione | Sì | Art. 7 c. 4 lett. a |
| Formazione per la qualifica di Energy manager | Sì, a due condizioni | Art. 7 c. 3: almeno 40 ore totali, per persone impiegate stabilmente nell’impresa |
| PC, notebook, tablet, smartphone, centralini, stampanti non 3D | Di regola no | Art. 7 c. 5 lett. c: ammessi solo se strettamente funzionali all’efficientamento energetico e alle tecnologie dell’art. 7 |
| Sito web aziendale, web advertising, SEO, SEM | No | Art. 7 c. 5 lett. b e d |
| Consulenza fiscale, contabile, legale, promozione commerciale | No | Art. 7 c. 5 lett. e |
| Assistenza per adeguarsi a obblighi di legge | No | Art. 7 c. 5 lett. g |
| Personale interno, trasferte, vitto, alloggio, rappresentanza | No | Art. 7 c. 5 lett. a |
| IVA | Solo se non recuperabile | Art. 7 c. 10 e c. 5 lett. h |
| Spese sostenute prima della pubblicazione del bando (luglio 2026) | No | Art. 7 c. 5 lett. i |
Le due eccezioni che cambiano la pratica: PC e ISO 50001
Sui computer il bando non chiude la porta del tutto. L’esclusione dell’informatica di base cade quando l’apparecchio è «strettamente funzionale» all’efficientamento: un tablet dedicato al pannello di controllo della domotica o un mini PC che raccoglie i dati dei sensori di linea, a nostro avviso, stanno dentro la deroga; il notebook dell’amministrazione no, anche se ci si apre il software dei consumi. In istruttoria la Chambre verifica l’attinenza delle spese all’art. 7 (art. 11 c. 1), quindi la funzione va scritta nel Modulo Progetto e deve leggersi anche nel preventivo.
Con la ISO 50001 il confine è fra due fatture. La consulenza per progettare e mettere in piedi il sistema di gestione dell’energia è ammessa, il servizio dell’organismo di certificazione no. Se lo stesso fornitore offre un pacchetto unico, conviene farsi separare le due voci nel preventivo: una riga indistinta rischia di essere tagliata per intero.
Cosa resta fuori anche se riguarda l’energia
Fra i beni il bando elenca domotica, sensori e strumenti di raccolta e analisi dei dati. Pannelli fotovoltaici, pompe di calore, caldaie, infissi o cappotti non compaiono fra gli esempi dell’art. 7 c. 4, che ammette i beni «strettamente funzionali all’efficientamento energetico, quali» domotica, sensori e strumenti per i dati. A nostro avviso il voucher paga lo studio o la consulenza che li prepara (anche per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, art. 7 c. 1), non l’impianto; ma il «quali» lascia aperta un’altra lettura, e prima di mettere un impianto nel progetto conviene chiederlo per iscritto al PID. Per gli investimenti veri sugli edifici e sui processi c’è un altro strumento: l’avviso della Regione per l’efficientamento energetico delle imprese, finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), per progetti fra 150.000 e 2.000.000 di euro di spesa.
Attenzione al costo del personale. Le spese di personale sono escluse (art. 7 c. 5 lett. a). Nella formazione da Energy manager il voucher paga il corso esterno, non le ore di lavoro del dipendente in aula: quel costo resta all’impresa anche se il cedolino lo rende ben visibile. Per la rendicontazione serve l’attestato di frequenza di almeno l’80% delle ore (art. 13 c. 3).
Chi può chiederlo, e i fornitori che può pagare
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea (Raccomandazione 2003/361/CE), attive e iscritte al Registro delle imprese, con sede legale e sede operativa dell’intervento nella circoscrizione della Chambre, cioè in Valle d’Aosta (art. 4). Il bando non esclude settori e non ha elenchi di codici ATECO, la classificazione delle attività economiche: i limiti settoriali vengono solo dai regolamenti de minimis richiamati. Le imprese agricole sono ammesse, con il loro massimale specifico.
Gli altri requisiti, da avere dalla domanda fino alla liquidazione:
- diritto annuale camerale in regola per gli ultimi tre anni, con 10 giorni per regolarizzare dalla comunicazione dell’ufficio;
- DURC regolare (il documento unico di regolarità contributiva verso INPS, INAIL e casse edili) e rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro, D.Lgs. 81/2008;
- nessuna liquidazione volontaria e nessuna procedura del Codice della crisi finalizzata alla liquidazione (liquidazione giudiziale, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo; il concordato in continuità aziendale è ammesso), nessuna causa ostativa antimafia, nessuna condanna definitiva di legali rappresentanti e amministratori per reati che escludono dagli appalti;
- nessuna fornitura in essere con la Chambre (art. 4 c. 6 DL 95/2012);
- polizza contro i danni da eventi catastrofali stipulata, l’assicurazione obbligatoria per le imprese prevista dall’art. 1 c. 101 della L. 213/2023, con copia del certificato da allegare.
Ogni impresa può presentare una sola domanda (art. 5). Chi ha già inviato entro il 30 settembre non può ripresentare per approfittare della proroga.
Il vincolo sui fornitori di consulenza e formazione
È il punto in cui una domanda in regola sul resto può cadere. Per la consulenza e la formazione il bando non accetta un professionista qualsiasi (art. 6 c. 2), ma solo queste categorie:
- Competence Center, parchi scientifici e tecnologici, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, EDIH (European Digital Innovation Hub), cluster tecnologici accreditati;
- incubatori certificati e regionali accreditati, FabLab conformi alla FabLab Charter, start up e PMI innovative;
- enti di formazione accreditati o soggetti certificati ISO 9001 per il settore EA37, con percorsi sul settore energetico di almeno 40 ore;
- EGE, esperti in gestione dell’energia certificati secondo la norma UNI CEI 11339 da enti accreditati;
- Innovation Manager certificati UNI 11814 o iscritti nell’elenco di Unioncamere;
- altri fornitori con partita IVA che nell’ultimo triennio hanno svolto almeno tre incarichi per clienti diversi sui servizi dell’art. 7, con il modulo di autocertificazione firmato digitalmente dal fornitore.
A prescindere dalla categoria, il fornitore non può essere in rapporto di controllo o collegamento con l’impresa (art. 2359 c.c.), né essere un suo amministratore o socio o un loro prossimo congiunto, né una società nella cui compagine sociale ci siano amministratori o soci dell’impresa o loro congiunti (art. 6 c. 1). Per un audit energetico, a nostro avviso, la strada più lineare è l’EGE certificato: la qualifica si documenta con il certificato e non serve l’autocertificazione dei tre incarichi.
Quanto vale: quattro spese a confronto e il tetto a 6.250 euro
Il conto è semplice ma ha due soglie che mordono. Il voucher è l’80% della spesa ammissibile al netto dell’IVA recuperabile, con un tetto di 5.000 euro che si raggiunge a 6.250 euro di spesa: oltre, ogni euro in più resta tutto a carico dell’impresa. Sotto i 2.500 euro di investimento la domanda non è ammissibile. La premialità di 250 euro si somma al voucher fino al 100% della spesa (art. 3 c. 7).
| Spesa ammissibile (IVA esclusa) | Voucher all’80% | Con premialità | Quota effettiva coperta con premialità |
|---|---|---|---|
| 2.500 euro (minimo) | 2.000 euro | 2.250 euro | 90% |
| 4.000 euro | 3.200 euro | 3.450 euro | 86,25% |
| 6.250 euro (soglia del tetto) | 5.000 euro | 5.250 euro | 84% |
| 10.000 euro | 5.000 euro | 5.250 euro | 52,5% |
Calcoli nostri sull’art. 3 del bando. I 5.250 euro sono il caso limite, che richiede il rating di legalità (impresa presente nell’elenco dell’AGCM, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, alla data della domanda) o la certificazione della parità di genere già posseduta: per tutti gli altri il massimo è 5.000. La premialità non sposta la posizione nell’ordine di arrivo, vale solo i 250 euro.
Un progetto ipotetico, per vedere come si sommano le voci. Una piccola impresa artigiana di Aosta chiede un audit energetico a un EGE (2.200 euro), quattro sensori di misura sulle linee con il canone della piattaforma per la durata del progetto (2.600 euro) e il corso da Energy manager di 40 ore per il responsabile di produzione (1.450 euro). Totale 6.250 euro, voucher 5.000. Se avesse aggiunto un notebook per l’ufficio, quella voce sarebbe stata esclusa e il voucher non sarebbe cambiato, perché il tetto era già raggiunto: aggiungere spese oltre i 6.250 euro non porta un euro in più, alza la soglia del 70% da rispettare in rendicontazione e allarga la superficie dei controlli.
La proroga al 31 ottobre e l’ordine cronologico: cosa cambia per chi presenta adesso
La graduatoria si forma «esclusivamente in base alla data e all’orario di invio» (art. 10 c. 2), con la procedura valutativa a sportello prevista dall’art. 13 c. 2 lett. a del D.Lgs. 184/2025, il Codice degli incentivi. La determinazione n. 36 aggiunge un dettaglio che decide chi presenta in ottobre: le domande arrivate durante la proroga «saranno imputate sulla dotazione residua». Vengono quindi dopo tutte quelle inviate fra il 14 e il 30 settembre.
Quanto resti oggi non è pubblico. L’unico dato è quello delle premesse della determina: al 30 settembre 2026 erano stati chiesti voucher per circa 50.796,61 euro su 74.000. Delle domande arrivate dopo non si sa nulla, e al 14 ottobre sull’archivio degli atti della Chambre non risultava ancora nessun atto di concessione: se qualche domanda di settembre venisse respinta, libererebbe risorse. Se i fondi finiscono prima del 31 ottobre, la Chambre può chiudere lo sportello in anticipo (art. 3 c. 9). Se invece le domande ammissibili superano i fondi, l’ultima istruita positivamente entra fino a concorrenza delle risorse e le successive restano in coda per lo scorrimento, in ordine cronologico, con i soldi di rinunce, decadenze e revoche (art. 11 c. 3 e 4).
A nostro avviso chi ha già i preventivi e i report pronti non ha motivo di aspettare. Ogni giorno di ritardo mette la domanda dietro a quelle che arrivano nel frattempo, senza alcun vantaggio sulla valutazione. E il 31 ottobre cade di sabato: un problema di firma digitale alle 15:30 difficilmente trova un ufficio aperto a cui telefonare.
Le date, dall’atto alla liquidazione
| Quando | Cosa succede | Fonte |
|---|---|---|
| 29/06/2026 | La Giunta camerale approva il bando (delibera n. 56) | Determinazione n. 36/2026 |
| Luglio 2026 | Pubblicazione del bando: da quella data, che il bando non indica, decorrono le spese ammissibili | Bando, art. 7 c. 6 |
| Dalle 10:00 dell’08/07/2026 | Compilazione delle domande su ReStart | Bando, art. 10 c. 1 |
| Dalle 13:00 del 14/09/2026 | Apertura dell’invio | Bando, art. 10 c. 2 |
| 30/09/2026 | Proroga del termine; richiesti circa 50.796,61 euro | Determinazione n. 36/2026 |
| Ore 16:00 del 31/10/2026 | Chiusura, salvo esaurimento anticipato | Determinazione n. 36/2026, punto 1 |
| Entro 90 giorni dall’invio | Concessione o diniego motivato; integrazioni richieste entro 15 giorni, pena decadenza | Bando, art. 11 c. 1 e 2 |
| Entro 120 giorni dalla concessione | Spese concluse, pagate e rendicontate | Bando, art. 7 c. 6 e art. 13 c. 1 |
| Entro 90 giorni dalla rendicontazione | Liquidazione del voucher | Bando, art. 13 c. 6 |
Messi in fila, i termini massimi fanno circa dieci mesi fra l’invio e il pagamento. Per una domanda di fine ottobre la concessione può arrivare fino a fine gennaio 2027, e il voucher è incassato quasi sempre nel 2027. È un dettaglio che conta per la ritenuta e per il bilancio.
Cosa preparare prima di aprire ReStart
La domanda si compila e si invia solo su ReStart, la piattaforma delle Camere di commercio gestita da InfoCamere, con SPID, CNS o CIE e firma digitale (art. 10). Può inviarla il legale rappresentante, un intermediario dalla sua sezione o un delegato con il proprio SPID e il modulo di delega. Modulo Domanda e Modulo Progetto sono obbligatori a pena di esclusione; il bollo da 16 euro si paga sulla piattaforma. Poi ci sono quattro allegati, ciascuno con una sua trappola.
- Report SELFI4.0, il questionario di autovalutazione della maturità digitale del PID, disponibile sulla pagina SELFI4.0 della Chambre. Deve essere svolto nei tre mesi precedenti la domanda: per un invio del 31 ottobre, non prima del 31 luglio. Chi l’ha compilato a luglio per stare pronto all’apertura di settembre deve controllare la data: per un invio del 20 ottobre vale solo se fatto dal 20 luglio in poi, altrimenti va rifatto. Andrà ripetuto anche in rendicontazione.
- Report SUSTAINability, l’autovalutazione sulla sostenibilità dell’impresa sul portale esg.dintec.it, da ripetere a fine progetto.
- Certificato della polizza catastrofale. Se la polizza non c’è, il problema non è l’allegato: manca un requisito di ammissione.
- Preventivi intestati all’impresa, in euro e in italiano, su carta intestata del fornitore, con le singole voci di costo. Niente autopreventivi. Se il fornitore rientra fra gli «ulteriori fornitori», serve anche la sua autocertificazione firmata digitalmente.
Nella domanda va indicato un solo indirizzo PEC, che diventa il domicilio per tutte le comunicazioni. Chi ha la certificazione della parità di genere la allega; il rating di legalità si verifica sull’elenco AGCM.
Consiglio operativo. Il bando contiene un paio di rinvii interni sbagliati: l’art. 10, per gli ulteriori fornitori, rimanda all’«art. 5, comma 6, punto c)», che non esiste (le categorie sono all’art. 6 c. 2), e il Modulo Progetto rinvia all’«art. 3, comma 10» per l’IVA, che sta all’art. 7 c. 10. Nel compilare conta la sostanza, ma se un’istruzione non torna conviene chiedere per iscritto al PID ([email protected]) prima dell’invio, non dopo.
De minimis e cumulo: il conto da fare prima della firma
Il voucher è concesso in de minimis, il tetto agli aiuti pubblici che una stessa «impresa unica» (l’impresa insieme a quelle che controlla o da cui è controllata) può ricevere: 300.000 euro nell’arco di tre anni, calcolati su base mobile a ritroso dalla data di concessione (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2). Per le imprese della produzione agricola primaria vale il Reg. UE 1408/2013, modificato dal Reg. UE 2024/3118, con il suo massimale specifico.
Una nota per chi compila: l’art. 8 c. 2 del bando parla di «tre esercizi finanziari», la formula del vecchio Reg. 1407/2013 che oggi resta solo nel de minimis della pesca (Reg. UE 717/2014). Anche il de minimis agricolo, dopo il Reg. UE 2024/3118, si conta su tre anni mobili. Per il regime generale le istruzioni de minimis allegate alla pagina della Chambre e il Modulo Domanda usano invece correttamente i tre anni contati in giorni, a prescindere dall’esercizio. Il conto si fa così, ed è il Registro nazionale degli aiuti (RNA), la banca dati pubblica degli aiuti concessi, a dire quanto plafond è già consumato; la dichiarazione nel modulo serve solo per quello che in RNA non c’è ancora, come fusioni, scissioni o aiuti fiscali non registrati. Su come si ricostruisce il plafond abbiamo una guida al calcolo del plafond de minimis con le regole nuove.
Sugli stessi costi il voucher si cumula con altri aiuti de minimis fino al massimale, con aiuti in esenzione o autorizzati entro i limiti di intensità applicabili e con misure fiscali generali che non sono aiuti di Stato, entro il 100% della spesa (art. 9). Il bando nasce nel quadro del Piano nazionale Transizione 5.0, ma resta un contributo camerale: non ha nulla a che vedere con il credito d’imposta Transizione 5.0, che riguardava investimenti conclusi entro il 31 dicembre 2025 e quindi non può toccare spese di questo voucher, ammissibili solo da luglio 2026.
Come si tassa e come si contabilizza il voucher
Il bando prevede la ritenuta d’acconto del 4% «dove applicabile» (art. 3 c. 8) e la aggancia all’art. 43 c. 2 del D.Lgs. 33/2025, il testo unico dei versamenti e della riscossione. La scelta ha senso: quel testo unico si applica dal 1° gennaio 2027 (art. 243 dell’allegato), cioè quando, per una domanda di ottobre, il voucher verrà con ogni probabilità liquidato, e riprende la regola che oggi sta all’art. 28 c. 2 del DPR 600/1973. Un voucher pagato entro il 2026 ricadrebbe ancora nell’art. 28. Entrambe le norme, però, escludono dalla ritenuta i contributi «per l’acquisto di beni strumentali».
Su un voucher che paga solo consulenza e formazione la ritenuta si applica: su 5.000 euro ne arrivano 4.800. Su un voucher che paga anche domotica o sensori, a nostro avviso la quota riferibile ai beni strumentali dovrebbe restarne fuori. Se la Chambre separerà le due quote in liquidazione, oggi non è determinabile: il bando non lo dice.
Sulle imposte dirette il bando tace, quindi valgono le regole generali del TUIR, il testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/1986). In sintesi, e con la riserva che il caso concreto va impostato con il consulente fiscale:
- la quota che finanzia servizi (audit, consulenza, formazione, canoni) ha natura di contributo in conto esercizio: in bilancio è un provento della gestione caratteristica correlato ai costi che copre. Ai fini dell’IRES, l’imposta sul reddito delle società, è un ricavo per competenza se lo si considera spettante «a norma di legge» (art. 85 c. 1 lett. h TUIR); altrimenti è una sopravvenienza attiva tassata nell’esercizio in cui si incassa (art. 88 c. 3 lett. b). Quale delle due strade valga per un voucher camerale va deciso con il consulente fiscale;
- la quota che finanzia beni ammortizzabili (sensori, domotica) è un contributo in conto impianti: si riconosce nel tempo insieme all’ammortamento del bene, riducendone il costo o con un risconto passivo, e non è una sopravvenienza attiva (l’art. 88 c. 3 lett. b TUIR esclude espressamente i contributi per l’acquisto di beni ammortizzabili).
Dal 2027 anche il TUIR passa al nuovo testo unico delle imposte sui redditi e cambia la numerazione degli articoli. Il quadro generale, IRAP compresa, è nella nostra guida su come si tassano i contributi a fondo perduto fra IRES, IRAP e ritenuta.
Dopo la concessione: rendicontazione in 120 giorni e i casi di revoca
La comunicazione di concessione contiene il CUP, il codice unico di progetto che identifica ogni investimento pubblico, e da lì partono i 120 giorni per concludere, pagare e rendicontare (art. 13 c. 1). Il CUP deve comparire su ogni fattura elettronica (art. 7 c. 7). Le fatture emesse prima della concessione non possono averlo: vanno integrate prima della rendicontazione con nota di variazione o con il servizio di integrazione dell’Agenzia delle Entrate; per i fornitori esteri il CUP può stare sulla quietanza.
Il pacchetto di rendicontazione, tutto firmato digitalmente in formato .p7m, comprende il modello base di ReStart, il Modulo Rendicontazione, le fatture con il CUP, le quietanze (bonifico, POS, altri pagamenti elettronici tracciati, RiBa), il nuovo report SUSTAINability, il SELFI4.0 ripetuto e, per la formazione, l’attestato di frequenza. Due divieti assoluti: niente contanti, nemmeno per una parte del pagamento, perché rendono inammissibile l’intera spesa; niente pagamenti fatti da terzi (art. 13 c. 3 lett. d). Le variazioni delle spese vanno chieste via PEC e autorizzate prima di sostenerle, e non possono in alcun modo modificare il progetto descritto nel Modulo Progetto (art. 12 c. 2).
La soglia del 70% che fa perdere tutto
La regola più severa sta all’art. 13 c. 4 e all’art. 15: bisogna spendere davvero almeno 2.500 euro e almeno il 70% delle spese ammesse, e il voucher liquidabile non può scendere sotto i 2.000 euro. Sotto, la revoca è totale, non proporzionale.
Con spese ammesse per 6.250 euro la soglia del 70% vale 4.375 euro. Chi rendiconta 4.500 euro resta dentro. Chi rendiconta 4.300 euro, magari perché un fornitore di sensori non ha consegnato in tempo, perde l’intero voucher. Quanto si incassa nel primo caso non è scritto: il bando fissa le soglie ma non dice espressamente che il voucher si ricalcola all’80% della spesa effettiva (sarebbero 3.600 euro). A nostro avviso conviene mettere in conto il ricalcolo, e la risposta va chiesta al PID prima di ridurre il progetto.
Gli altri casi di revoca dell’art. 15: spesa difforme da preventivi e variazioni autorizzate, rendicontazione fuori termine, perdita in fase di rendicontazione dei requisiti dell’art. 4 dalla lettera b alla j, dichiarazioni false, controlli impediti o con esito negativo. Se il DURC risulta irregolare al pagamento, la Chambre usa l’intervento sostitutivo e versa agli enti previdenziali la parte dovuta. In caso di revoca si restituisce quanto ricevuto con gli interessi legali (art. 15 c. 2). Dopo il pagamento restano due vincoli: i documenti di spesa si conservano per almeno 5 anni e i beni agevolati restano nell’impresa per almeno 3 (art. 12).
Attenzione ai tempi del progetto. I 120 giorni comprendono consegna, installazione, pagamento e rendicontazione. Un corso di 40 ore o un audit con campagna di misura vanno prenotati prima della concessione: con fornitori lenti la soglia del 70% diventa un rischio concreto.
Se il voucher non basta: le alternative in Valle d’Aosta
Il voucher è pensato per il primo passo: misurare, diagnosticare, impostare. Per gli investimenti sugli impianti la Regione ha un avviso a parte per l’efficientamento energetico delle imprese, finanziato dal Programma regionale FESR 2021-2027. Secondo il comunicato della Chambre del 5 ottobre 2026, il provvedimento regionale n. 811 del 23/09/2026 ha prorogato le domande al 31 dicembre 2026; l’avviso si rivolge alle imprese industriali e artigiane dei settori indicati e ai progetti fra 150.000 e 2.000.000 di euro di spesa ammissibile, IVA esclusa, presentati sulla piattaforma regionale SISPREG, salvo esaurimento delle risorse. Le due misure parlano a imprese di taglia diversa, e a nostro avviso un audit finanziato dal voucher è anche il modo più ordinato per arrivare preparati a quella regionale. Prima di metterle in fila vanno lette le regole di cumulo dell’avviso regionale, che qui non abbiamo verificato.
Fra gli altri bandi valdostani, chi apre un’impresa partendo dalla disoccupazione guardi il Bando Neoimpresa Valle d’Aosta, fino a 8.000 euro dal 2027. Per i negozi c’erano i contributi agli esercizi di vicinato della Valle d’Aosta, con domande chiuse il 9 ottobre. Chi vuole partecipare a una comunità energetica trova i numeri della tariffa nella nostra guida a cosa ottiene davvero un’impresa da una comunità energetica. Per il funzionamento generale dei contributi delle Camere c’è la guida ai voucher camerali e a come si chiedono, e le altre scadenze del mese sono nel nostro calendario dei bandi a fondo perduto in scadenza.
Gli errori che fanno respingere o revocare il voucher
- Consulente non qualificato. Un energy consultant senza certificazione EGE, senza altra categoria dell’art. 6 e senza l’autocertificazione dei tre incarichi rende inammissibile la voce.
- Fornitore collegato. La società di domotica in cui è socio un tuo socio o amministratore, o un suo congiunto, non può fatturare sul voucher. Il bando non definisce «congiunti»: a nostro avviso vale la nozione penale di prossimi congiunti (art. 307 c.p.), che comprende anche gli affini come il cognato.
- SELFI4.0 scaduto. Più di tre mesi fra il report e l’invio.
- Polizza catastrofale assente. È un requisito, non una formalità.
- Spese fuori perimetro. Sito, SEO, PC d’ufficio, la certificazione ISO messa nello stesso preventivo della consulenza.
- Seconda domanda. Non è ammessa: si prepara bene la prima.
- Pagamenti in contanti o da terzi e fatture senza CUP non sanate prima della rendicontazione.
- Rendicontazione sotto il 70% delle spese ammesse o oltre i 120 giorni.
Domande frequenti sul Voucher Doppia Transizione della Valle d’Aosta
La proroga al 31 ottobre è una riapertura del bando?
No. La determinazione n. 36 del 30/09/2026, adottata il giorno stesso della chiusura prevista, sposta solo il termine di presentazione delle domande. Importi, spese, criteri e termini di istruttoria e rendicontazione restano quelli del bando.
Ho inviato la domanda a settembre: devo fare qualcosa?
No. La domanda resta valida e, nell’ordine cronologico, viene prima di quelle arrivate in proroga. Non puoi ripresentarla né inviarne una seconda per aggiungere spese: il bando ne ammette una per impresa.
Posso farmi rimborsare spese già sostenute?
Sì, se sostenute dalla pubblicazione del bando (luglio 2026) in poi, coerenti con l’art. 7 e documentate con i preventivi da allegare alla domanda. Le fatture dovranno comunque riportare il CUP, che arriva con la concessione: vanno integrate prima della rendicontazione.
Il fotovoltaico è finanziabile con questo voucher?
A nostro avviso no, come impianto: gli esempi di beni del bando sono domotica, sensori IoT e strumenti di raccolta e analisi dei dati, e un impianto di produzione è difficile da presentare come bene «strettamente funzionale all’efficientamento». L’elenco però è introdotto da «quali», quindi prima di inserirlo conviene chiedere al PID. È finanziabile la consulenza per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, lo studio di fattibilità e la costituzione di una comunità energetica rinnovabile.
Sono una ditta individuale senza dipendenti: posso usare la formazione da Energy manager?
Il bando la riserva a «risorse umane impiegate stabilmente all’interno dell’impresa» e non dice se il titolare rientri. È un caso da chiarire con il PID prima di mettere il corso nel progetto; le altre voci restano aperte anche senza dipendenti.
Un’impresa agricola valdostana può chiederlo?
Sì, il bando non esclude settori. Per la produzione agricola primaria vale il de minimis agricolo del Reg. UE 1408/2013, con un massimale più basso di quello generale.
Il voucher arriva per intero sul conto?
Dipende dalla ritenuta del 4%: la legge la esclude per i contributi destinati all’acquisto di beni strumentali, ma se la Chambre scorporerà la quota dei beni il bando non lo dice. Con un voucher da 5.000 euro tutto in consulenza e formazione ne arrivano 4.800.
Quanti soldi restano?
Non è pubblicato. Al 30 settembre erano stati chiesti circa 50.800 euro su 74.000; le domande successive non sono note e al 14 ottobre non risultavano atti di concessione. Se i fondi finiscono, la Chambre può chiudere lo sportello prima del 31 ottobre.
Come procedere entro il 31 ottobre
- Verifica sede legale e unità operativa in Valle d’Aosta, diritto annuale, DURC e polizza catastrofale.
- Controlla il plafond de minimis disponibile in RNA.
- Scegli fornitori delle categorie dell’art. 6 e fatti fare preventivi con voci separate, tenendo la certificazione ISO fuori dalla consulenza.
- Rifai il SELFI4.0 se è più vecchio di tre mesi e compila il report SUSTAINability.
- Invia appena il pacchetto è completo, senza aspettare l’ultimo giorno.
Vuoi capire se il tuo progetto rientra prima di inviare? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e controlliamo con te spese, fornitori e allegati prima del 31 ottobre.
Fonti verificate il 15 ottobre 2026: Bando Voucher Doppia Transizione, anno 2026, approvato con la deliberazione della Giunta camerale n. 56 del 29/06/2026 della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales; pagina ufficiale del bando, con modulistica, istruzioni de minimis e avviso di proroga; determinazione dirigenziale n. 36 del 30/09/2026 di proroga del termine, riportata nel comunicato della Chambre del 2 ottobre 2026.
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