Metodologia di calcolo
Il calcolatore trasforma una somma di oggi nel suo valore futuro in potere d’acquisto. Con un’inflazione costante del tasso i, dopo n anni i prezzi sono moltiplicati per (1 + i)n. Il valore reale, cioè quanto compri con quella somma espresso in euro di oggi, è l’importo diviso per quel fattore. Per mantenere lo stesso potere d’acquisto serve invece l’importo moltiplicato per lo stesso fattore.
Se i risparmi rendono un tasso netto r, la cifra finale è l’importo per (1 + r)n e il valore reale si ottiene dividendola per il fattore dei prezzi. Il rendimento reale annuo è il rapporto tra (1 + r) e (1 + i), meno uno: positivo solo se il rendimento batte l’inflazione. Il tempo di dimezzamento del potere d’acquisto è ln 2 ÷ ln(1 + i).
L’inflazione reale cambia da un anno all’altro: il calcolatore ne assume una costante, come ogni calcolatore di questo tipo, e non è una previsione. Non considera imposte né costi sul rendimento, che vanno inseriti già al netto.
- Riferimenti
- ISTAT — indici dei prezzi al consumo NIC, FOI e IPCA
- Art. 2120 del Codice civile — rivalutazione del TFR (1,5% più il 75% dell’aumento FOI)
- Art. 32 della Legge 392/1978 — aggiornamento dei canoni di locazione (fino al 75% della variazione FOI)
- D.P.R. 642/1972, Tariffa, art. 13, commi 2-bis e 2-ter — imposta di bollo su conti correnti e prodotti finanziari
- D.L. 66/2014, art. 3 — imposta del 26% sulle rendite finanziarie (12,5% sui titoli di Stato)
Un esempio: 5.000 euro per vent’anni
Hai 5.000 euro da parte e li lasci fermi per 20 anni, con un’inflazione costante del 2% l’anno. I prezzi aumentano del 48,6%: 5.000 ÷ 1,0220 dà un valore reale di 3.364,86 euro. Sul conto ci sono sempre 5.000 euro, ma comprano ciò che oggi costa 3.365 euro circa: perdi 1.635,14 euro di potere d’acquisto, il 32,7%. Per avere lo stesso potere d’acquisto servirebbero 7.429,74 euro.
Ora ipotizza che i risparmi rendano l’1% netto l’anno. Dopo 20 anni la cifra è 6.100,95 euro: sembra un guadagno, ma in euro di oggi valgono 4.105,76. Perdi comunque 894,24 euro, perché il rendimento (1%) è inferiore all’inflazione (2%): il rendimento reale è negativo, circa −0,98% l’anno.
L’inflazione in Italia negli ultimi anni
| Anno | Inflazione media annua (NIC) |
|---|---|
| 2022 | +8,1% |
| 2023 | +5,7% |
| 2024 | +1,0% |
| 2025 | +1,5% |
Fonte: ISTAT, indice NIC. Mettendo insieme i quattro anni, i prezzi medi del 2025 sono circa il 17% più alti di quelli del 2021: 5.000 euro del 2021 avevano nel 2025 il potere d’acquisto di circa 4.270 euro. Ad agosto 2026 l’ISTAT registra un’inflazione tendenziale del +3,3% (NIC) e del +3,4% (FOI): un tasso lontano dal 2% che molte simulazioni assumono, ed è per questo che conviene provare più scenari.
Quando l’inflazione conta davvero in Italia
L’inflazione non incide solo sui risparmi. Il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno dell’1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice FOI, quindi segue in parte i prezzi. I canoni di locazione possono essere aggiornati fino al 75% della variazione FOI, ma con la cedolare secca si rinuncia a questo adeguamento. Chi risparmia, invece, protegge il proprio potere d’acquisto solo se il rendimento netto dei risparmi batte l’inflazione: è il confronto che puoi fare con il campo «rendimento annuo netto» qui sopra, o con il calcolatore PAC e interesse composto.
Domande frequenti
Cos’è l’inflazione e come incide sui miei risparmi?
L’inflazione è l’aumento generalizzato dei prezzi. Se i prezzi salgono del 2% l’anno, con la stessa somma compri ogni anno il 2% di beni e servizi in meno: i soldi fermi restano uguali in euro ma valgono sempre meno. Non vedi la perdita sul conto, la vedi alla cassa.
Come si calcola il potere d’acquisto di una somma nel tempo?
Si divide l’importo per (1 + inflazione) elevato al numero di anni. Con 5.000 euro, 20 anni e un’inflazione costante del 2%, il calcolo è 5.000 ÷ 1,02^20 = 3.364,86 euro: tra vent’anni 5.000 euro compreranno ciò che oggi costa circa 3.365 euro.
Quale tasso di inflazione devo inserire?
Dipende da cosa vuoi capire. Per un orizzonte lungo si usa spesso il 2%, l’obiettivo di inflazione della Banca Centrale Europea. Gli ultimi anni sono stati molto diversi: in Italia la media annua è stata dell’8,1% nel 2022, del 5,7% nel 2023, dell’1,0% nel 2024 e dell’1,5% nel 2025. Prova più valori: la tabella degli scenari qui sopra confronta l’1%, il 2%, il 3% e il 5%.
In quanti anni i soldi perdono metà del loro valore?
Una regola pratica: dividi 70 per il tasso di inflazione. Al 2% il potere d’acquisto si dimezza in circa 35 anni, al 3% in circa 23, al 5% in circa 14. Il calcolatore mostra il tempo esatto per il tasso che inserisci.
Cosa sono gli indici NIC, FOI e IPCA?
Sono i tre indici dei prezzi al consumo calcolati dall’ISTAT. Il NIC misura l’inflazione per l’intera collettività nazionale; il FOI, escluso il tabacco, riguarda le famiglie di operai e impiegati ed è quello usato per adeguare per legge molti importi, come i canoni di locazione e il TFR; l’IPCA è l’indice armonizzato europeo, che permette di confrontare l’Italia con gli altri Paesi.
Perché i soldi fermi sul conto corrente perdono valore?
Per due motivi: l’inflazione riduce il potere d’acquisto, e il conto costa. Sulle persone fisiche si applica un’imposta di bollo di 34,20 euro l’anno se la giacenza media supera 5.000 euro, e gli eventuali interessi sono tassati al 26%. Per aumentare il potere d’acquisto serve un rendimento netto superiore all’inflazione.
TFR e affitti si adeguano all’inflazione?
Il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno dell’1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice FOI. Anche i canoni di locazione possono essere aggiornati ogni anno, al massimo al 75% della variazione FOI; chi sceglie la cedolare secca, però, rinuncia a questo aggiornamento.
Come ci si può difendere dall’inflazione?
Non esiste una soluzione valida per tutti e questo calcolatore non dà consigli personalizzati. L’idea di fondo è che il rendimento netto di un risparmio deve superare l’inflazione per far crescere il potere d’acquisto: se rende meno, anche con un guadagno nominale si perde valore reale. Esistono titoli di Stato indicizzati all’inflazione, come alcuni BTP, ma rischi, costi e tassazione vanno valutati con attenzione, anche con un consulente abilitato.
Questo calcolatore ha finalità educativa e illustrativa: assume un’inflazione costante e non prevede l’andamento reale dei prezzi, né garantisce alcun importo. Non costituisce consulenza finanziaria o consiglio di investimento personalizzato: per decisioni sui tuoi risparmi rivolgiti a un consulente abilitato.
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