Le richieste hanno superato così tanto le attese che ci sarà più tempo per partecipare al maxi concorso Asmel 2026. È stata infatti prorogata al 15 ottobre la scadenza precedentemente fissata al 30 settembre per presentare domanda per il bando finalizzato alla formazione e all’aggiornamento degli elenchi di candidati idonei alle assunzioni negli enti locali.
Le candidature sono state addirittura l’86% in più delle edizioni precedenti, quasi il doppio, tanto che è stato deciso di allargare la finestra temporale per dare a tutti gli interessati la possibilità di partecipare. Segno che il reclutamento nelle pubbliche amministrazioni locali intercetta di nuovo, e sempre di più, una vasta domanda di lavoro, coinvolgendo profili estremamente eterogenei, dai giovani diplomati ai professionisti qualificati in possesso di laurea e abilitazione professionale.
Il raggio d’azione potenziale si estende ben oltre il singolo comune che gestisce formalmente il bando, motivo per cui, nel corso degli anni, il Maxi-Avviso Asmel – viene chiamato proprio così – ha assunto un’importanza crescente nel mercato del lavoro del settore pubblico locale. Per avere un’idea dei numeri, lo scorso anno sono state registrate oltre 136mila candidature suddivise in 37 graduatorie di idonei.
Cos’è il bando Asmel e come funziona
Si tratta di una grande iniziativa di reclutamento per persone che vogliono andare a lavorare negli enti locali. In pratica, la selezione va a definire quelle liste da cui poi comuni, province e città metropolitane potranno attingere per assunzioni a tempo indeterminato, determinato e stagionale. Un sistema quindi concepito non per coprire posti vacanti in un singolo ente, ma per alimentare elenchi che saranno poi sfruttati da oltre mille amministrazioni locali in tutta Italia.
Un concorso particolarmente ambito anche perché comprende 39 profili professionali diversi che spaziano dagli operatori qualificati e personale amministrativo fino ai funzionari, con requisiti di accesso molto diversificati.
Attenzione a un preciso aspetto per evitare brutte sorprese: il superamento di questa selezione non significa assunzione immediata, né l’inserimento in una tradizionale graduatoria con un numero fisso di posti assegnati. È uno step, importantissimo, che comporta la formazione di un elenco di idonei, che rimangono iscritti per tre anni.
Quando un ente locale ha bisogno di assumere personale, può pubblicare uno specifico bando di concorso, il cosiddetto interpello, rivolto ai candidati idonei per il profilo in questione. A quel punto, inizia una seconda fase di selezione con quella amministrazione specifica. Questo meccanismo differisce dal tradizionale concorso pubblico, ma è proprio questa struttura a moltiplicare le opportunità, dal momento che l’idoneità non è vincolata a una singola amministrazione e può essere sfruttata appunto per bandi diversi pubblicati durante l’intero periodo di validità.
I requisiti e i profili richiesti
Tanti i profili ricercati tra laureati, diplomati e operai specializzati, suddivisi nelle diverse aree degli enti locali, e cioè funzionari e personale altamente qualificato (ex categoria D), istruttori (ex C) e operatori esperti (ex B).
Scorrendo le tabelle troviamo ad esempio funzionari amministrativi e contabili, esperti di rendicontazione, tecnici, informatici, istruttori turistici e della comunicazione, messi notificatori, educatori, ingegneri, avvocati, psicologi, assistenti sociali, agronomi, ma anche geometri, giardinieri, muratori, idraulici, elettricisti, autisti e ausiliari del traffico. Quest’anno sono anche state introdotte due nuove figure specialistiche, quella del funzionario esperto in contratti pubblici, per cui è richiesta la laurea in Giurisprudenza, e quella dell’esperto in finanziamenti, sia fondi europei che nazionali e regionali, per cui sono ammesse diverse tipologie di laurea, comprese le triennali e il vecchio ordinamento.
Un elemento che allarga parecchio la platea è la varietà dei requisiti di studio. Per alcuni profili dell’area degli operatori esperti è sufficiente l’assolvimento dell’obbligo scolastico, spesso accompagnato però da attestati professionali, esperienza lavorativa o specifiche abilitazioni. È il caso, per esempio, di diversi collaboratori tecnico-manutentivi. Per i collaboratori amministrativi è richiesto l’obbligo scolastico insieme a una certificazione informatica o altro attestato professionale di natura amministrativa. Per l’autista di scuolabus servono invece patente B e D e carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone.
Per gran parte dei profili da istruttore è richiesto il diploma superiore, con titoli più specifici in alcuni casi. Il diploma è sufficiente, per esempio, se ci si candida come istruttore amministrativo, mentre per i profili tecnici o contabili il bando individua invece percorsi di studio coerenti con le mansioni. Per i funzionari entra in gioco la laurea, con classi e requisiti differenti a seconda della posizione. In alcuni casi sono necessarie anche l’abilitazione professionale o l’iscrizione all’albo.
Un altro aspetto che rende questa prova particolarmente interessante per chi punta a entrare nella Pa è che ci si può candidare anche per più profili contemporaneamente, purché si possiedano i titoli di studio e i requisiti richiesti dalle singole posizioni.
Le prove e le materie
L’iter è piuttosto snello e prevede una sola prova scritta, da remoto. Ci sono 60 quiz a risposta multipla da chiudere in 60 minuti, di cui 30 su materie specifiche del profilo, 25 su materie comuni che toccano diritto pubblico, enti locali, ecc. e 5 di lingua inglese e informatica. Per ottenere l’idoneità è necessario rispondere correttamente ad almeno 42 domande e per le risposte sbagliate o non date nessuna penalità.
Le materie variano naturalmente in base al profilo professionale scelto. Per un funzionario amministrativo, le aree chiave sono il diritto amministrativo, gli enti locali, il pubblico impiego, la trasparenza, la contabilità e la programmazione. Per un funzionario tecnico, l’attenzione si sposta su urbanistica, ambiente, edilizia e BIM, mentre per uno specialista informatico si spazia tra programmazione, reti, transizione digitale e intelligenza artificiale. Un nuovo funzionario specializzato in finanziamenti dovrà invece occuparsi di progettazione, gestione e rendicontazione di progetti Ue e della struttura dei fondi europei, mentre per un esperto di appalti pubblici il focus è sul Codice dei contratti pubblici e sulle piattaforme digitali di acquisto.
Come e quando fare domanda
Nonostante in diversi avvisi venga ancora riportata come scadenza la data del 30 settembre, il termine ultimo per candidarsi è giovedì 15 ottobre entro le ore 12. Si passa dalla piattaforma ufficiale AsmeLab. È prevista una quota di partecipazione di 15 euro per ciascun profilo per cui ci si candida, da versare tramite PagoPA. L’invio si considera perfezionato solo al ricevimento della Pec di conferma dell’avvenuta presentazione della domanda. Consiglio pratico: non aspettate l’ultimo momento perché l’intera procedura può richiedere tempo e i server come spesso accade si possono intasare.
Le domande già trasmesse restano valide, quindi chi ha correttamente inviato la candidatura prima della proroga non deve ripresentarla per lo stesso profilo. In caso di dubbi è possibile richiedere assistenza al numero 02 87366194 oppure via mail all’indirizzo asmelab.candidati@asmel.eu.
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