L’intelligenza artificiale alla prova della sostenibilità: così il digitale può accelerare la transizione verde


Per molto tempo digitale e sostenibilità sono sembrati appartenere a due mondi differenti. Da una parte la crescita dell’intelligenza artificiale, del cloud e dei servizi digitali; dall’altra la necessità di ridurre emissioni, consumi e pressione sulle risorse naturali. Oggi, però, questa distinzione è sempre meno valida.

Al centro dell’incontro tra queste due trasformazioni ci sono i data center: le infrastrutture fisiche che rendono possibile l’intelligenza artificiale e che, allo stesso tempo, stanno diventando un laboratorio per sviluppare sistemi energetici più efficienti, rinnovabili e intelligenti.

La crescita dell’AI porta con sé una maggiore domanda di elettricità. Secondo l’International Energy Agency (IEA), il consumo globale di elettricità dei data center potrebbe raggiungere circa 950 TWh entro il 2030, più del doppio rispetto al 2024. È una crescita significativa, ma rappresenta anche un’opportunità: costruire le infrastrutture necessarie all’AI significa infatti avere l’occasione di ripensare il rapporto tra tecnologia, energia e ambiente.

La relazione tra AI e transizione energetica è particolarmente interessante perché funziona in entrambe le direzioni.

I data center hanno bisogno di elettricità per alimentare processori, server e sistemi di raffreddamento.

Ma l’intelligenza artificiale può, a sua volta, contribuire a rendere più efficiente il sistema energetico.

Le applicazioni sono numerose: prevedere la produzione degli impianti eolici e fotovoltaici, stimare la domanda elettrica, individuare anomalie nelle reti, programmare la manutenzione degli impianti, ottimizzare le batterie e gestire in modo più efficiente i flussi di energia.

L’AI può quindi diventare uno strumento importante per affrontare una delle principali sfide della transizione energetica: la crescente complessità delle reti elettriche. L’aumento delle rinnovabili, della generazione distribuita, dei sistemi di accumulo e dei consumi elettrificati rende infatti indispensabile una gestione sempre più dinamica del sistema.

La sostenibilità dei data center non dipende soltanto dalla quantità di energia utilizzata, ma anche dal modo in cui queste infrastrutture vengono progettate. La crescente diffusione dell’AI sta spingendo il settore verso server più efficienti, sistemi di raffreddamento innovativi e una gestione sempre più intelligente delle risorse.

Uno degli sviluppi più interessanti riguarda il raffreddamento a liquido.

L’aumento della potenza dei processori utilizzati dall’AI rende necessario trasferire il calore in maniera sempre più efficace. Le nuove tecnologie permettono di gestire densità di potenza elevate riducendo l’energia necessaria per il raffreddamento.

L’obiettivo è duplice: ottenere più capacità di calcolo utilizzando meno energia e ridurre il consumo necessario per mantenere le apparecchiature alle temperature corrette. È un esempio concreto di come la crescita tecnologica possa diventare un incentivo all’innovazione ambientale.

Un altro elemento destinato a caratterizzare il futuro dei data center è la progressiva integrazione con le fonti rinnovabili. La domanda crescente di elettricità da parte delle infrastrutture digitali sta infatti aumentando l’importanza di approvvigionamenti energetici a basse emissioni e di contratti di lungo periodo per l’acquisto di energia rinnovabile.

Il fenomeno è significativo perché l’espansione dell’AI può diventare anche un incentivo a costruire nuova capacità rinnovabile. In prospettiva, data center, impianti fotovoltaici ed eolici, sistemi di accumulo e reti elettriche potranno essere progettati in maniera sempre più integrata.

La domanda di elettricità dei data center può quindi contribuire a sostenere investimenti in nuova generazione a basse emissioni, mentre la disponibilità di energia rinnovabile può rendere più sostenibile la crescita dell’economia digitale.

Anche il calore prodotto dai data center può essere reinterpretato.

Una parte significativa dell’energia utilizzata dai server viene trasformata in calore. Invece di considerarlo necessariamente uno scarto, è possibile recuperarlo e utilizzarlo, dove le condizioni lo consentono, per il teleriscaldamento, la produzione di acqua calda o altri processi.

Questo approccio permette di immaginare il data center non semplicemente come un grande consumatore di elettricità, ma come un’infrastruttura inserita all’interno di un ecosistema energetico circolare. La Commissione europea individua proprio il recupero del calore di scarto tra gli elementi che possono contribuire alla sostenibilità dei data center europei.

È una prospettiva particolarmente interessante per le aree urbane, dove la vicinanza tra data center e reti di teleriscaldamento può permettere di valorizzare una risorsa che altrimenti andrebbe dispersa nell’ambiente.

Anche la gestione dell’acqua può diventare un campo di innovazione. Il raffreddamento dei data center rappresenta una delle principali aree nelle quali è possibile intervenire per ridurre l’impatto ambientale. Le nuove architetture possono combinare sistemi a liquido, circuiti chiusi, recupero dell’acqua e tecnologie che riducono la necessità di risorse idriche.

La questione diventa particolarmente importante perché permette di collegare la progettazione del data center alle caratteristiche del territorio. Una struttura efficiente non è semplicemente quella che consuma meno: è quella progettata considerando energia, acqua, clima locale e disponibilità delle infrastrutture.

Il rapporto tra AI, data center ed energia non riguarda però soltanto l’ambiente. Può diventare anche un’opportunità industriale per l’Europa.

L’Unione europea sta cercando di rafforzare la propria capacità nel settore del cloud e dell’intelligenza artificiale.

La Commissione europea ha proposto il Cloud and AI Development Act, con l’obiettivo di aumentare la capacità europea di infrastrutture cloud e AI e sostenere lo sviluppo di data center più efficienti.

Questo significa che la crescita dei data center può essere accompagnata da una nuova generazione di competenze e tecnologie europee: efficienza energetica, sistemi di raffreddamento, gestione delle reti, cybersecurity, energie rinnovabili, storage e recupero del calore.

Fonti

European Commission. (n.d.). Energy performance of data centres. European Commission.

https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/energy-efficiency-targets-directive-and-rules/energy-efficiency-directive/energy-performance-data-centres_en

International Energy Agency (IEA), Energy and AI — dati su consumi energetici, crescita dei data center e rapporto tra AI e sistema energetico.

https://www.iea.org/reports/energy-and-ai

European Commission, Cloud and AI Development Act — sviluppo dell’infrastruttura europea per cloud e AI.

Lawrence Berkeley National Laboratory, United States Data Center Energy Usage Report: 2025 Update

https://datacenters.lbl.gov/publications/united-states-data-center-energy-2025


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