Un errore informatico, migliaia di aspiranti dirigenti coinvolti e una decisione che, anziché chiudere definitivamente la vicenda, lascia aperti diversi interrogativi.
Il concorso SNA 2026 per l’accesso alla dirigenza pubblica finisce al centro delle polemiche dopo le anomalie registrate durante la prova preselettiva del 6 ottobre. La Scuola Nazionale dell’Amministrazione ha deciso di salvare l’esame, assegnando un punto a tutti i partecipanti per il quesito risultato irregolare. Una soluzione che tutela formalmente l’uniformità dei punteggi, ma che non sembra aver dissipato i dubbi sulle condizioni nelle quali si è svolta la selezione.
La vicenda coinvolge oltre 19mila candidati in competizione per 73 posti e solleva una questione che va ben oltre il singolo episodio: quanto sono realmente affidabili le piattaforme digitali utilizzate per selezionare il personale della Pubblica Amministrazione? E soprattutto, cosa accade quando un malfunzionamento tecnologico rischia di incidere sulle possibilità dei partecipanti?
Concorso SNA 2026: cosa è successo durante la preselettiva
La dodicesima edizione del corso-concorso per dirigenti pubblici prevedeva una prova composta da 60 quesiti a risposta multipla, somministrati attraverso dispositivi elettronici. Le sessioni si sono svolte contemporaneamente in cinque città: Roma, Napoli, Verona, Cagliari e Catania.
Il sistema informatico distribuiva le domande secondo un ordine variabile, così da presentare ai concorrenti questionari organizzati diversamente. Proprio durante lo svolgimento del test, tuttavia, alcuni partecipanti hanno iniziato a riscontrare incongruenze tra il contenuto delle domande e le relative alternative di risposta.
Secondo diverse testimonianze, sui tablet sarebbero comparsi quesiti ripetuti, testi appartenenti a materie differenti e opzioni che non avevano alcuna attinenza con la domanda visualizzata. Alcuni candidati hanno inoltre riferito difficoltà nel passaggio da una schermata all’altra.
Le segnalazioni hanno rapidamente alimentato discussioni e richieste di chiarimento. In una selezione caratterizzata da una concorrenza particolarmente elevata, anche una sola risposta può contribuire a determinare l’accesso alla fase successiva.
La spiegazione ufficiale: un’anomalia nel software dei quiz
La Scuola Nazionale dell’Amministrazione ha ricostruito l’accaduto attraverso una comunicazione istituzionale pubblicata il 7 ottobre 2026, dopo le verifiche avviate a seguito della prova.
Il problema accertato riguarda un quesito di diritto amministrativo relativo all’articolo 10-bis della legge 241/1990, disposizione che disciplina la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento di un’istanza nei procedimenti amministrativi su richiesta di parte.
La domanda risultava priva del proprio testo già nella formulazione caricata nel sistema. A causa di un difetto software, durante la visualizzazione veniva invece mostrato il contenuto di un altro quesito, non coerente con le alternative disponibili.
Il malfunzionamento assume particolare rilevanza perché non si è manifestato nello stesso modo per tutti i partecipanti: il testo improprio visualizzato poteva cambiare da candidato a candidato e anche nelle successive aperture della domanda.
La gestione tecnica della piattaforma era affidata a Recrytera S.r.l., società specializzata nell’organizzazione digitale delle procedure selettive. Già il 6 ottobre la SNA aveva comunicato di essere stata informata dall’operatore dell’esistenza di una criticità informatica.
La decisione della Commissione: un punto per tutti e prova confermata
Dopo l’esame della situazione, la Commissione esaminatrice ha adottato una soluzione che consente di proseguire il concorso senza ripetere la preselezione.
Con il verbale numero 5 del 7 ottobre 2026, è stato stabilito che il quesito difettoso non potesse essere valutato, proprio perché non era stato presentato ai concorrenti in maniera uniforme.
La misura individuata consiste nell’attribuzione automatica di un punto a ciascun candidato, indipendentemente dalla risposta inserita o dall’eventuale scelta di lasciare la domanda senza risposta.
Gli altri 59 quesiti restano validi. Secondo quanto comunicato dalla SNA, Formez ha effettuato verifiche su un campione significativo delle prove, confermando la correttezza delle restanti domande.
La Commissione ritiene che il provvedimento non modifichi l’ordine della graduatoria, dal momento che tutti ricevono il medesimo incremento di punteggio. L’ammissione agli scritti continuerà quindi a dipendere dai risultati ottenuti sulle domande considerate valide, secondo quanto previsto dall’articolo 6, comma 6, del bando.
Va inoltre ricordato che il risultato della preselettiva non contribuisce al punteggio finale di merito, come stabilito dal comma 7 dello stesso articolo.
Il chiarimento ufficiale è consultabile nel secondo comunicato della Scuola Nazionale dell’Amministrazione.
Le proteste dei candidati: il problema non sarebbe soltanto il punteggio
La neutralizzazione della domanda rappresenta una risposta al problema della correzione, ma non affronta necessariamente tutte le conseguenze che il malfunzionamento potrebbe aver prodotto durante l’esame.
È questo il principale elemento emerso dalle discussioni tra i partecipanti, alcuni dei quali contestano soprattutto la gestione dell’imprevisto nelle diverse sedi.
Secondo le testimonianze circolate nei forum dedicati al concorso, le indicazioni ricevute dal personale di vigilanza non sarebbero state omogenee. In alcune aule sarebbe stato suggerito di non rispondere al quesito anomalo, mentre altrove i concorrenti avrebbero ricevuto spiegazioni differenti o non sufficientemente tempestive.
Si tratta di ricostruzioni individuali che richiedono riscontri documentali e che non possono essere considerate, allo stato delle informazioni disponibili, irregolarità definitivamente accertate.
Resta però un interrogativo concreto: chi ha impiegato diversi minuti per comprendere un quesito privo di coerenza potrebbe aver avuto meno tempo a disposizione per risolvere gli altri?
Un candidato che abbia immediatamente riconosciuto il difetto potrebbe aver proseguito più rapidamente. Un altro, convinto di trovarsi davanti a una domanda particolarmente complessa, potrebbe invece aver dedicato parte della prova a cercare una risposta impossibile.
Questa differenza, qualora documentata, non sarebbe eliminata automaticamente dall’attribuzione dello stesso punto a tutti.
Parità di trattamento nei concorsi pubblici: perché il caso è delicato
Il principio della par condicio tra i candidati costituisce uno degli elementi fondamentali delle procedure di reclutamento pubblico. Non riguarda esclusivamente i criteri di valutazione, ma anche le condizioni nelle quali ciascun partecipante sostiene l’esame.
In termini pratici, una graduatoria può essere calcolata applicando regole identiche senza che ciò dimostri, da solo, che ogni concorrente abbia affrontato la prova nelle medesime circostanze.
È proprio su questa distinzione che potrebbe concentrarsi l’eventuale dibattito amministrativo e giuridico.
Da una parte, la Commissione ha adottato un correttivo uguale per tutti, preservando la validità dei quesiti non interessati dall’anomalia. Dall’altra, alcune contestazioni riguardano fattori diversi dal calcolo aritmetico: tempo sottratto alla concentrazione, interruzioni, incertezza sulle istruzioni e possibili differenze organizzative tra le sedi.
Non è possibile stabilire sulla base delle sole segnalazioni se tali circostanze abbiano effettivamente compromesso la regolarità complessiva della selezione. Un’eventuale contestazione richiederebbe elementi verificabili e una valutazione delle conseguenze concretamente prodotte.
Concorsi digitali e responsabilità: cosa insegna il caso SNA
La vicenda mette in evidenza una criticità più generale del reclutamento pubblico contemporaneo. La digitalizzazione delle selezioni consente di gestire grandi numeri di partecipanti, accelerare le correzioni e standardizzare numerose operazioni. Tuttavia, l’efficienza tecnologica non può essere considerata automaticamente una garanzia di correttezza procedurale.
Quando un’intera prova dipende da una piattaforma informatica, diventano determinanti la qualità dei controlli preliminari, la verifica dei contenuti caricati e l’esistenza di procedure chiare per affrontare gli imprevisti.
Un sistema affidabile dovrebbe permettere di ricostruire con precisione ciò che ogni candidato ha visualizzato, individuare gli errori e verificare gli eventuali effetti sullo svolgimento della sessione.
Particolare importanza assumono i registri tecnici delle operazioni, le verifiche funzionali precedenti all’esame e le modalità attraverso cui vengono comunicate le istruzioni al personale presente nelle aule.
Non si tratta di aspetti secondari. La tracciabilità degli eventi informatici può diventare essenziale quando occorre distinguere un difetto circoscritto da un problema capace di incidere concretamente sulla regolarità della procedura.
Il caso del concorso SNA dimostra dunque quanto sia necessario affiancare all’innovazione tecnologica un sistema rigoroso di controllo e gestione del rischio.
Possibili ricorsi e prossime fasi del concorso dirigenti pubblici
La decisione ufficiale esclude, allo stato attuale, l’annullamento generalizzato della preselettiva. Il percorso concorsuale può quindi proseguire attraverso la formazione della graduatoria e l’individuazione degli ammessi alle prove scritte.
Questo non significa che eventuali iniziative dei candidati siano automaticamente escluse. Chi ritiene di aver subito un pregiudizio potrebbe valutare, con un professionista, la possibilità di contestare specifici aspetti della procedura, purché sussistano presupposti concreti e adeguatamente documentati.
Non esiste però alcun automatismo tra la presenza di un errore informatico e l’annullamento di un concorso. La rilevanza delle anomalie dipende dalla loro natura, dall’estensione e dall’effettiva incidenza sulle condizioni di partecipazione.
Per gli interessati sarà importante seguire gli aggiornamenti pubblicati sul portale istituzionale della SNA e conservare le eventuali comunicazioni ricevute durante la selezione.
La questione più significativa, comunque, riguarda la fiducia nelle procedure pubbliche. La Pubblica Amministrazione sta selezionando i propri futuri dirigenti attraverso strumenti che devono offrire garanzie elevate di trasparenza e affidabilità.
Il punto assegnato a tutti risolve il problema della valutazione del quesito difettoso secondo la soluzione adottata dalla Commissione. Resta da comprendere se sia sufficiente anche a superare ogni dubbio sulle condizioni effettive dell’esame.
Perché, quando si selezionano i dirigenti destinati a guidare le amministrazioni pubbliche, la credibilità della procedura conta quanto il risultato della graduatoria.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
