## In breve – Raiffeisen porta all’1,7% la stima del Pil 2026 – Per il 2027 conferma una crescita dell’1,3% – Inflazione 2026 allo 0,7%, contro lo 0,5% stimato
Contesto
In breve
- Raiffeisen porta all’1,7% la stima del Pil 2026
- Per il 2027 conferma una crescita dell’1,3%
- Inflazione 2026 allo 0,7%, contro lo 0,5% stimato prima
- La BNS potrebbe rialzare i tassi il 10 dicembre
Fatti chiave
- Luogo → San Gallo
- Istituto → Raiffeisen
- Pil 2026 → 1,7%, al netto degli effetti dei grandi eventi sportivi
- Stima Pil 2026 precedente → 0,8%
- Pil 2027 → 1,3%
- Inflazione 2026 → 0,7%, contro lo 0,5% precedente
- Inflazione 2027 → 1,1%, contro lo 0,8% precedente
- Prossimo esame BNS → 10 dicembre
SAN GALLO – Gli economisti di Raiffeisen hanno corretto sensibilmente verso l’alto le stime sulla congiuntura elvetica e prevedono che la Banca nazionale svizzera (BNS) ponga presto fine alla politica dei tassi zero.
In un’analisi pubblicata oggi, la cooperativa stima che nel 2026 il prodotto interno lordo (Pil), depurato dagli effetti dei grandi eventi sportivi, aumenterà dell’1,7%, contro lo 0,8% previsto in precedenza. Per il 2027, invece, Raiffeisen mantiene la previsione di una progressione dell’1,3%.
I segnali alla base della revisione
A giudizio dell’istituto, la congiuntura svizzera continua a recuperare e, finora, ha risentito poco della guerra in Medio Oriente. Anche il nuovo aggravarsi del conflitto in settembre non ha intaccato la fiducia delle imprese.
A sostenere il quadro sono stati soprattutto i dati sulla crescita del secondo trimestre, risultati più forti delle attese grazie al dinamismo del settore farmaceutico. La revisione al rialzo arriva quindi dopo indicatori congiunturali giudicati più solidi rispetto alle precedenti attese.
Raiffeisen ha corretto verso l’alto anche le stime sull’inflazione. Per il 2026 prevede un aumento dei prezzi dello 0,7%, contro lo 0,5% indicato in precedenza. Per il 2027 l’attesa è dell’1,1%, rispetto allo 0,8% precedente.
Gli specialisti spiegano che l’impatto degli elevati prezzi dell’energia dovrebbe durare più a lungo di quanto sperato. Il rincaro di fondo, invece, è destinato ad aumentare per effetto dell’indebolimento del franco e della maggiore pressione proveniente dall’estero.
Da qui l’ipotesi che la BNS possa alzare i tassi già in occasione della prossima valutazione della situazione economica e monetaria, in programma il 10 dicembre. Raiffeisen osserva che l’economia si muove vicino al proprio potenziale e che il rincaro resta nella fascia obiettivo della banca, compresa tra 0 e 2%. Secondo i suoi analisti, mantenere i tassi a zero, finora una misura di sostegno alla congiuntura, è dunque sempre meno appropriato. L’istituto è guidato da Martin Schlegel.
Dettagli operativi
Il rapporto di Raiffeisen propone due chiavi di lettura per chi vive o lavora in Svizzera. Da una parte, la crescita attesa per il 2026 viene rivista nettamente verso l’alto. Dall’altra, anche il percorso dei prezzi viene corretto in aumento. Il costo della vita in Svizzera è quindi il tema pratico da seguire insieme all’andamento della congiuntura.
Il doppio segnale per il lettore
Le cifre non descrivono la stessa cosa e non vanno messe sullo stesso piano. Il Pil misura il ritmo della crescita economica, mentre le stime sull’inflazione indicano come Raiffeisen vede l’evoluzione dei prezzi. Il confronto tra le vecchie e le nuove previsioni rende visibile il cambiamento di scenario:
| Indicatore | Stima precedente | Nuova indicazione |
|---|---|---|
| Pil 2026 | 0,8% | 1,7% |
| Pil 2027 | — | 1,3%, confermato |
| Inflazione 2026 | 0,5% | 0,7% |
| Inflazione 2027 | 0,8% | 1,1% |
La lettura pratica è che la banca vede più slancio nella crescita, ma anche un rincaro più persistente di quanto stimato prima. La fonte lega questa seconda revisione alla durata dei prezzi elevati dell’energia, al franco meno forte e alla pressione proveniente dall’estero. Non si tratta quindi di un unico indicatore, ma di due movimenti da osservare separatamente.
Per la BNS, il punto di incrocio è la fascia obiettivo compresa tra 0 e 2%. L’inflazione prevista da Raiffeisen resta al suo interno, mentre l’economia si avvicina al proprio potenziale. È su questa combinazione che gli analisti fondano l’idea di un prossimo rialzo dei tassi. Non significa però che la decisione sia già stata presa: il rapporto parla della possibilità di un intervento al prossimo esame del 10 dicembre.
Il franco meno forte è uno dei fattori indicati per il rincaro di fondo. Chi vuole tenere distinto questo elemento dall’andamento dei prezzi può affiancare la lettura del rapporto a un comparatore CHF/EUR. Il dato da non anticipare resta la decisione della BNS: fino all’esame indicato, si tratta di una previsione di Raiffeisen e non dell’annuncio di una misura già adottata.
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Punti chiave
Per seguire l’eventuale cambio di direzione della politica monetaria senza confondere previsioni e decisioni, conviene costruire una scheda di monitoraggio semplice. La fonte offre già tutti gli elementi necessari: anni di riferimento, stime precedenti, nuove indicazioni, cause del rincaro e data dell’esame BNS.
Una procedura in quattro passaggi
1. Separare gli indicatori. Crea due righe distinte: una per la crescita del Pil e una per l’inflazione. Non mescolare il dato sul prodotto interno lordo con quello sull’aumento dei prezzi.
2. Affiancare prima e dopo. Per il 2026 registra il passaggio da 0,8% a 1,7% per il Pil e da 0,5% a 0,7% per l’inflazione. Per il 2027 annota la crescita confermata dell’1,3% e il rincaro atteso dell’1,1%, rispetto allo 0,8% precedente.
3. Segnare il 10 dicembre. La data è quella del prossimo esame della situazione economica e monetaria. Va trattata come un appuntamento da seguire: Raiffeisen indica che la BNS potrebbe intervenire, non che il rialzo sia già stato deciso.
4. Controllare le motivazioni. Nella lettura successiva verifica se restano centrali i prezzi dell’energia, il franco meno forte e la pressione dall’estero. Sono i fattori che Raiffeisen collega all’evoluzione del rincaro di fondo.
Questa sequenza consente di leggere eventuali aggiornamenti senza trasformare una previsione in una certezza. Aiuta anche a distinguere ciò che riguarda la crescita da ciò che riguarda i prezzi, mantenendo il riferimento alla fascia obiettivo compresa tra 0 e 2%.
Per chi vive o lavora in Svizzera, il passaggio successivo è mettere in ordine il proprio bilancio personale mentre si seguono gli aggiornamenti economici. Usa il calcolatore stipendio.
Fonte: tio.ch
Domande frequenti
- Quali sono le nuove previsioni di Raiffeisen per il Pil svizzero nel 2026 e nel 2027?
- Raiffeisen stima una crescita del Pil pari all’1,7% per il 2026, al netto degli effetti dei grandi eventi sportivi, rispetto alla precedente stima dello 0,8%. Per il 2027 conferma invece una progressione dell’1,3%, già indicata in precedenza.
- Come è cambiata la previsione sull’inflazione secondo Raiffeisen?
- Per il 2026 l’inflazione è ora prevista allo 0,7%, contro lo 0,5% indicato prima. Per il 2027 l’attesa passa dall’0,8% all’1,1%. L’istituto attribuisce il rincaro più persistente alla durata dei prezzi elevati dell’energia, al franco meno forte e alla pressione proveniente dall’estero.
- Quando potrebbe avvenire un eventuale rialzo dei tassi da parte della BNS e cosa bisogna tenere a mente?
- Raiffeisen segnala che la BNS potrebbe intervenire già al prossimo esame della situazione economica e monetaria, programmato per il 10 dicembre. Tuttavia si tratta solo di una previsione: la decisione non è ancora presa e va monitorata separatamente dalle stime di crescita e inflazione.
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