A livello settoriale, il 69% dei controvalori registrati nel primo semestre dell’anno sono rappresentati da Financial Services con 11,7 miliardi di euro, TMT per 11,5 miliardi di euro e dal Consumer Markets con investimenti pari a circa 8,8 miliardi di euro.
Il settore Financial Services si è confermato il principale contributore del mercato M&A italiano nel corso dei primi nove mesi del 2026, concentrando circa 11,7 miliardi di euro di controvalore. Il consolidamento dimensionale continua, infatti, a rappresentare una priorità strategica per gli operatori del settore, chiamati a rispondere a un contesto caratterizzato da crescenti esigenze di investimento in tecnologia, maggiore pressione regolamentare e competitiva, e necessità di migliorare efficienza operativa e redditività.
Accanto alla già citata operazione di consolidamento transfrontaliero tra UniCredit e Commerzbank, il mercato domestico ha continuato a registrare un’intensa attività di aggregazione. Nel corso dell’anno è stata completata la fusione tra BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio, per un controvalore di circa 1,3 miliardi di euro, mentre restano al centro dell’attenzione diverse operazioni di rilievo che potrebbero ridisegnare ulteriormente gli assetti e gli equilibri del settore. Tra queste figurano l’offerta pubblica di scambio promossa da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena, nonché le operazioni avviate da MPS nei confronti di Banco BPM e Banca Generali. Parallelamente, MPS ha recentemente avuto l’autorizzazione dalla BCE per la fusione con Mediobanca, che verrà portata nella prossima Assemblea del 29 ottobre. Nel complesso, le principali operazioni annunciate rappresentano un controvalore superiore a 66 miliardi di euro, confermando il ruolo centrale del settore finanziario nel sostenere la dinamica del mercato M&A italiano.
Il settore Technology, Media & Telecommunications (TMT) rappresenta circa il 25% del mercato M&A italiano, in termini di controvalori.
Le transazioni concluse nel periodo evidenziano due direttrici strategiche ben definite. Da un lato, prosegue il processo di consolidamento delle infrastrutture e degli operatori di telecomunicazione, finalizzato alla creazione di piattaforme con maggiore scala operativa e capacità di investimento, come rappresentato dall’acquisizione del controllo di Telecom Italia da parte di Poste Italiane; dall’altro, si rafforza il ruolo delle società tecnologiche italiane che, grazie a una crescente disponibilità di capitali, stanno perseguendo strategie di espansione internazionale sempre più ambiziose.
Particolarmente attiva nel settore l’italiana Bending Spoons, che oltre la quotazione sul mercato borsistico statunitense e la successiva acquisizione di Formagrid Inc., già citate, ha concluso nei primi 9 mesi del 2026 altre tre operazioni sui mercati internazionali. Ha rilevato AOL, portale web e fornitore di servizi e-mail, da Yahoo! per un corrispettivo pari a oltre1,2 miliardi di euro; ha acquisito l’austriaca Tractive, specializzata in dispositivi GPS e collari smart per il tracciamento della posizione e della salute di cani e gatti, per 770 milioni, e ha finalizzato l’acquisizione di Eventbrite, piattaforma globale di ticketing, investendo 436 milioni di euro.
Infine, sempre nel comparto Software e soluzioni IT, segnaliamo l’acquisizione e successivo delisting di Digital Value S.p.A., gruppo italiano che progetta, realizza e gestisce le infrastrutture digitali e tecnologiche necessarie per il funzionamento e la digitalizzazione di grandi organizzazioni pubbliche e private, da parte del fondo di Prive Equity, One Equity Partners per un corrispettivo totale pari a circa 300 milioni di euro.
I settori Consumer e Industrial Market si confermano i più attivi per numero di operazioni, rispettivamente 269 deal conclusi per 8,8 miliardi di euro, e 218 per 7,3 miliardi di euro, rappresentando più del 50% in termini di volumi e circa il 35% in termini di controvalori del mercato italiano.
Il settore Consumer Markets ha beneficiato del significativo dinamismo registrato nei segmenti farmaceutico, healthcare e agroalimentare, che hanno alimentato una parte rilevante dell’attività di M&A nel periodo di riferimento.
Nel settore farmaceutico, ricordiamo l’operazione Angelini Pharma – Catalyst Pharmaceuticals che rappresenta una tappa strategica nel percorso di crescita internazionale del gruppo italiano, consentendo di rafforzare il posizionamento nell’area della Brain Health, ampliare la presenza nelle Malattie Rare e accelerare l’espansione sul mercato statunitense attraverso l’integrazione di competenze e asset complementari. Al finanziamento dell’operazione hanno contribuito anche fondi gestiti da Blackstone, mediante un investimento di 1 miliardo di euro in azioni privilegiate Angelini Pharma, oltre al già citato aumento di capitale da parte di CDP Equity di ulteriori 1 miliardo di euro.
Sempre nel comparto pharma, Fidia Farmaceutici ha perfezionato l’acquisizione di un portafoglio di prodotti nelle aree terapeutiche della cardiologia e dell’urologia da So.Se. Pharm, comprendente i brand Alamut, Antunes, Berny, Crotonil, Dicolev, Ferrogyn, Giachela, Nebiscon e Tadapda, rafforzando ulteriormente la propria offerta in segmenti terapeutici ad elevato potenziale.
A seguire troviamo il comparto healthcare caratterizzato da un intenso processo di consolidamento. Ne è un esempio il percorso di crescita buy-and-build di CareHub, piattaforma promossa da Quadrivio Group e TEC – The Equity Club, che sta costruendo uno dei principali operatori della sanità privata ambulatoriale in Italia. Nel solo mese di agosto, CareHub ha completato le acquisizioni di Magalini Medica, Centro Medico Blu Gallery e TFM, consolidando la presenza del gruppo in Abruzzo e Veneto ed entrando per la prima volta nelle Marche. A seguito di tali operazioni, la rete raggiunge complessivamente 21 società distribuite tra Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Abruzzo, Umbria, Toscana e Marche. Sempre nel settore, il Gruppo Reale Mutua, tramite la controllata Reale Services, ha acquisito l’80% di Lifenet Healthcare, operatore attivo nella gestione di ospedali privati accreditati, centri chirurgici, poliambulatori diagnostici e strutture specialistiche nei segmenti oftalmologico e odontoiatrico.
Infine, anche il comparto agroalimentare ha evidenziato operazioni di rilievo. Nel mese di luglio si è infatti conclusa l’OPA promossa da Arum e Dompé Holdings sulle azioni ordinarie di BF S.p.A., senza finalità di delisting. L’operazione si inserisce in un più ampio progetto industriale volto a rafforzare il posizionamento competitivo del Gruppo BF e ad accelerarne lo sviluppo nel settore dell’agritech, comparto considerato strategico per la valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy e per il rafforzamento della presenza sui mercati internazionali.
Anche il settore Industrial Market ha visto la realizzazione di alcune importanti operazioni nel corso dei primi 9 mesi dell’anno, che hanno interessato i comparti della difesa, della chimica industriale e della manifattura avanzata, oltre a significativi movimenti negli assetti proprietari di alcuni dei principali gruppi industriali italiani.
Tra le operazioni più rilevanti si distingue l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles da parte di Leonardo per un controvalore complessivo pari a circa 1,6 miliardi di euro. L’operazione rafforza il posizionamento del Gruppo nel segmento della difesa terrestre e ne consolida il ruolo di operatore integrato nel settore della difesa e della sicurezza, ampliando l’offerta di piattaforme militari sia cingolate sia ruotate e generando importanti sinergie industriali e commerciali.
Nel comparto chimico, il fondo statunitense Lone Star ha acquisito le divisioni Specialty Chemicals e High Performance Polymers di RadiciGroup per un controvalore di circa 1 miliardo di euro. Contestualmente, Lone Star ha perfezionato l’acquisizione di DOMO Engineered Materials, divisione del gruppo DOMO. L’integrazione delle due Realtà consentirà la creazione di un operatore indipendente di primaria rilevanza a livello globale nel settore dei polimeri e dei materiali ad alte prestazioni, grazie a un portafoglio prodotti complementare, una presenza geografica più capillare e una maggiore capacità di servire una vasta gamma di mercati finali.
Anche Pirelli&C. è stata interessata da un significativo riassetto della propria compagine azionaria. Lumina Crown, società d’investimento indipendente con sede a Praga fondata dall’imprenditore Michal Strnad, ha acquisito circa il 14% del capitale detenuto da Marco Polo International Italy S.r.l. per un controvalore di circa 990 milioni di euro. Successivamente, la Famiglia Tronchetti Provera ha incrementato la propria partecipazione del 3,34%, portandola al 29,9% del capitale sociale, attraverso un investimento di circa 240 milioni di euro, rafforzando ulteriormente il proprio peso nell’azionariato del Gruppo.
Tra le operazioni sul mercato dei capitali si segnalano infine le procedure di Accelerated Book Building realizzate da Prysmian e Fincantieri, che hanno consentito il collocamento di quote rispettivamente pari al 2,4% e al 9,1% del capitale, per un controvalore di circa 850 milioni di euro e 500 milioni di euro.
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