Sinibaldi: “Un riconoscimento che consolida il ruolo dell’Associazione al fianco dei territori”. Righini: “Dall’assistenza a un sistema strutturato di supporto agli enti locali”. Leodori: “Un percorso positivo da rafforzare nei prossimi anni”
Roma, 7 ottobre 2026 – Restituire il lavoro svolto, mettere a sistema i risultati raggiunti e, soprattutto, costruire su questa esperienza una nuova fase di collaborazione tra ANCI Lazio, Regione Lazio e autonomie locali. È stato questo il filo conduttore dell’incontro dedicato all’Osservatorio Sviluppo Lazio, promosso da ANCI Lazio presso la Sala Latini del Consiglio regionale del Lazio.
L’appuntamento ha rappresentato il momento di restituzione del progetto, delle attività realizzate e delle indicazioni maturate attraverso il confronto con i territori, ma anche l’occasione per guardare alla prosecuzione e al rafforzamento di un’esperienza che negli ultimi anni ha contribuito a far crescere la capacità di raccordo tra Regione ed enti locali.
Un percorso che assume oggi un significato ancora più rilevante alla luce della recente legge approvata dal Consiglio regionale, che riconosce e rafforza il ruolo di ANCI Lazio nell’assistenza tecnica ai piccoli Comuni. Si consolida così sul piano istituzionale un modello sviluppato attraverso il lavoro dell’Osservatorio: un’ANCI che, accanto alla propria funzione di rappresentanza, affianca sempre più stabilmente i Comuni nella programmazione, nella progettazione e nell’accesso alle opportunità di sviluppo.
Un’evoluzione che accresce il ruolo dell’Associazione nel sistema regionale delle autonomie e rafforza un’esperienza che può assumere crescente rilievo anche nel panorama nazionale, facendo del Lazio un laboratorio di collaborazione strutturata tra Regione, ANCI e amministrazioni comunali.
Ad aprire il confronto è stato il presidente di ANCI Lazio, Daniele Sinibaldi, che ha indicato nella restituzione dell’Osservatorio non un punto di arrivo, ma l’avvio di una fase di rinnovamento e rafforzamento.
La nuova cornice normativa, ha sottolineato Sinibaldi, dà continuità e riconoscimento a un lavoro costruito nel tempo e consente ad ANCI Lazio di rendere ancora più strutturata la propria azione a fianco delle amministrazioni. Un’esigenza particolarmente evidente nei piccoli Comuni, che devono affrontare una crescente complessità amministrativa disponendo spesso di organici ridotti e di risorse limitate.
È proprio su questo terreno che l’Associazione può svolgere una funzione sempre più incisiva: mettere a disposizione competenze, strumenti e capacità di accompagnamento, sostenendo i sindaci nell’attuazione degli interventi e nell’erogazione dei servizi ai cittadini. Una funzione particolarmente importante in una regione eterogenea come il Lazio, caratterizzata da realtà territoriali e amministrative profondamente differenti e da una presenza significativa di Comuni di piccole dimensioni.
Per Sinibaldi, il riconoscimento contenuto nella legge segna quindi anche una crescita della consapevolezza istituzionale nei confronti delle necessità del sistema delle autonomie locali e del ruolo che ANCI Lazio può svolgere come elemento di connessione tra esigenze dei territori e programmazione regionale. Il presidente ha quindi ringraziato l’assessore regionale Giancarlo Righini per il sostegno assicurato al percorso che ha portato all’approvazione della legge.
Proprio Giancarlo Righini, assessore regionale al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste, ha sottolineato il valore dell’esperienza realizzata attraverso l’Osservatorio e la necessità di consolidarne ulteriormente gli strumenti.
La prospettiva indicata è quella di far evolvere l’OSL da strumento di assistenza a sistema strutturato di supporto agli enti locali, in grado di rispondere in maniera differenziata alle caratteristiche e alle necessità dei Comuni. Un passaggio particolarmente importante per gli enti di minori dimensioni e per quelli collocati nelle aree interne, dove alla limitata disponibilità di personale si accompagna una mole crescente di attività, procedimenti e opportunità da gestire.
Il progetto entra così in una fase nella quale l’accompagnamento potrà essere ulteriormente strutturato sulla base delle diverse esigenze territoriali, inserendosi in una strategia più ampia di riequilibrio e sviluppo. Mobilità, politiche per la casa, investimenti, servizi e capacità amministrativa diventano parti di una stessa visione, nella quale il sostegno ai Comuni contribuisce a creare condizioni più equilibrate di crescita tra le diverse aree del Lazio.
Righini ha inoltre richiamato la prosecuzione dell’Osservatorio e il rafforzamento della sua governance, anche attraverso la prevista costituzione di un comitato paritetico, nel percorso successivo all’approvazione della legge di bilancio. L’obiettivo è dare sempre maggiore stabilità alla collaborazione tra Regione e sistema delle autonomie e costruire strumenti capaci di accompagnare la programmazione nel tempo, salvaguardando al contempo le risorse necessarie alle politiche ordinarie dei territori.
A completare il quadro istituzionale, Daniele Leodori, consigliere regionale del Lazio, ha ricordato il carattere positivo e costruttivo del percorso compiuto dall’Osservatorio. La disponibilità di nuove opportunità di finanziamento, ha evidenziato, rende ancora più importante disporre di strumenti organizzati di accompagnamento e valorizzare il patrimonio di competenze sviluppato dal progetto. Una funzione destinata ad assumere particolare rilievo nei prossimi anni, anche rispetto ai fondi europei e alla capacità dei territori di accrescere la propria competitività.
La restituzione ha consentito anche di riportare al centro il lavoro svolto dalla struttura dell’Osservatorio e dal comitato tecnico-scientifico, traducendo l’ascolto dei territori in indicazioni sui principali ambiti sui quali concentrare la programmazione futura.
Il direttore di ANCI Lazio, Federico Palla, ha sottolineato in particolare l’importanza della misurabilità degli interventi e dei risultati, elemento essenziale per consolidare la nuova fase di sviluppo e per verificare concretamente l’efficacia delle azioni messe in campo. Nel suo intervento ha inoltre rivolto un ringraziamento allo staff dell’Osservatorio e ai componenti del CTS per il lavoro svolto nel corso del progetto.
Il confronto con i territori è stato rappresentato anche dagli interventi dei responsabili provinciali del progetto e componenti del CTS Carlo Fiacchi, Pasquale Ranucci e Mario Tersigni, che hanno restituito alcune delle principali esigenze emerse nei rispettivi ambiti di lavoro.
Fiacchi ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra risorse idriche, infrastrutture, fiscalità e investimenti nelle aree produttive, evidenziando la necessità di continuare a lavorare sulle condizioni che possono sostenere lo sviluppo e la competitività, con una particolare attenzione ai territori interni.
Ranucci ha concentrato il proprio intervento sullo sviluppo della fascia costiera laziale, un territorio caratterizzato da realtà e paesaggi differenti ma anche da questioni comuni, dall’erosione all’innalzamento del livello del mare, dalla stagionalità alla pesca fino alla complessa governance del demanio marittimo. Da qui l’indicazione di favorire forme stabili di confronto e coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti, anche attraverso un tavolo permanente dedicato alla gestione e allo sviluppo della costa laziale.
Tersigni ha invece posto al centro le aree interne, richiamando in particolare due grandi sfide: il contrasto allo spopolamento e la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico. Questioni che richiedono una visione di lungo periodo e che rendono fondamentale programmare fin da ora l’utilizzo delle risorse dei prossimi anni, così da costruire interventi coerenti e continuativi.
Sul tema delle aree interne è intervenuto anche Paolo Alfarone, che ha richiamato l’esperienza maturata nei diversi cicli di programmazione e il lavoro che interessa le sette aree interne del Lazio, evidenziando l’importanza di rafforzare ulteriormente gli strumenti di accompagnamento all’attuazione degli interventi e di fare tesoro delle esperienze precedenti nella costruzione della programmazione futura.
A ricostruire il significato del percorso compiuto dall’Osservatorio è stato quindi Manuel Magliocchetti, membro del Consiglio Direttivo di ANCI Lazio, che ha ricordato come quello avviato negli anni scorsi fosse inizialmente una scommessa, divenuta progressivamente un progetto capace di entrare nei meccanismi di collaborazione istituzionale e di arrivare concretamente sui territori. Un percorso che, ha sottolineato, ha contribuito anche a modificare e rafforzare il posizionamento regionale di ANCI Lazio.
Un concetto ripreso nelle conclusioni dal Segretario Generale di ANCI Lazio, Luca Masi, che ha indicato nella restituzione non la conclusione dell’esperienza, ma una nuova base di partenza. La sfida dei prossimi anni sarà quella di ricercare un equilibrio sempre maggiore nell’impiego delle nuove risorse e, parallelamente, rafforzare e qualificare ulteriormente la capacità di intervento di ANCI Lazio, consolidando il rapporto con gli enti e mettendo a disposizione dei territori strumenti sempre più adeguati alle nuove esigenze.
Ne emerge un Osservatorio che non si limita dunque a fotografare le necessità degli enti locali, ma che ha costruito negli anni competenze, relazioni e strumenti di intervento. La restituzione del progetto ha mostrato come temi diversi – dalle infrastrutture alle aree produttive, dalla costa alle aree interne, dalla capacità amministrativa alla programmazione europea – possano essere ricondotti all’interno di una visione comune dello sviluppo regionale.
La nuova fase dell’Osservatorio Sviluppo Lazio parte proprio da questo patrimonio. La legge recentemente approvata offre una cornice più solida a un modello nel quale ANCI Lazio si consolida sempre più come infrastruttura istituzionale al servizio dei Comuni, capace di mettere in relazione programmazione regionale ed esigenze locali, trasferire competenze, accompagnare gli enti e contribuire alla costruzione delle politiche di sviluppo.
Un ruolo che rafforza il rapporto con la Regione Lazio e accresce il peso dell’Associazione nel sistema delle autonomie, dando continuità a un’esperienza che, nata dal territorio, può assumere un valore sempre più significativo anche nel confronto nazionale sulle forme di sostegno e accompagnamento dei Comuni.
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