Salone Nautico di Genova, la competitività passa da porti, innovazione e territori


La competitività della nautica italiana si misura lungo una filiera che comprende costruzione delle imbarcazioni, componentistica, infrastrutture, servizi e turismo. Il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova ha riunito queste dimensioni in un confronto tra imprese e istituzioni, collegando la capacità industriale del settore alle condizioni necessarie per sostenerne lo sviluppo. Dal 1° al 5 ottobre, il programma ha affrontato regole, transizione tecnologica, accoglienza portuale e mercati territoriali, fino alla richiesta di riconoscere al turismo nautico un ruolo centrale nelle politiche nazionali.

1° ottobre — Istituzioni e regole per la competitività

La manifestazione organizzata da Confindustria Nautica si è aperta con l’Alzabandiera, a cura del Corpo delle Capitanerie di Porto, accompagnata dal defilamento di Nave Margottini della Marina Militare e dall’Inno nazionale. Dopo la visita alle banchine, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tagliato il nastro sulla terrazza del Padiglione Blu del Waterfront di Levante. Alla cerimonia è seguito il programma FORUM26, patrocinato dalla Commissione europea, con antiriciclaggio, fisco e dogane al centro della prima giornata.

Il confronto ha affiancato alla disciplina delle attività la presentazione dei nuovi dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul diporto italiano. Conoscenza del settore e condizioni operative delle imprese costituiscono il punto di partenza di un’agenda che comprende cybersecurity, innovazione e partnership tecnologiche. Il rapporto tra trasformazione industriale e quadro normativo attraversa così il programma del Salone e anticipa le richieste di semplificazione e coordinamento emerse nei successivi appuntamenti.

2 ottobre — Sostenibilità, energia e turismo mediterraneo

La seconda giornata ha affrontato la sostenibilità attraverso due prospettive complementari. Il quinto World Yachting Sustainability Forum, organizzato da IBI – International Boat Industry con Confindustria Nautica, ha riunito esperti e rappresentanti dell’industria sul tema «Dall’intelligenza artificiale agli hub energetici: costruire il futuro della nautica sostenibile». Moderato da Ed Slack, direttore della rivista IBI, l’incontro ha concentrato l’attenzione sul ruolo dell’innovazione tecnologica nella transizione del comparto, collegando strumenti digitali e gestione dell’energia.

La European Sustainable Boating Roundtable, organizzata da European Boating Industry, ha esteso la discussione al turismo nautico nel Mediterraneo. Sostenibilità ambientale, sviluppo infrastrutturale e necessità di un quadro normativo armonizzato sono le questioni affrontate. L’evoluzione delle imbarcazioni si accompagna a quella dei luoghi che le accolgono: porti, marine e territori entrano nella stessa agenda, nella quale qualità dei servizi e tutela dell’ambiente concorrono a definire le prospettive dell’offerta turistica.

Il Design Innovation Award — Ricerca e funzionalità lungo la filiera

La settima edizione del Design Innovation Award ha raccolto oltre cento candidature, rispetto alle circa quaranta della prima edizione. La giuria indipendente e internazionale, presieduta dall’architetto Paolo Brescia, cofondatore di OBR e autore di Casa Vela, ha selezionato progetti nei quali ricerca, organizzazione degli spazi e funzionalità accompagnano le scelte estetiche. Tra i premiati figurano Key Largo 25 di Sessa Marine, Dufour 39, Grand Soleil 60 e Pardo GT65 del Cantiere del Pardo, A48 O/B di Cranchi Yachts, Magellano 27M di Azimut Yachts, MX-15 Explorer di Magazzù e Lagoon 47.

Il premio ha riguardato anche componenti ed equipaggiamenti: MILOS COAX di MZ Electronics per le soluzioni di installazione e manutenzione, Bettersea Power per l’integrazione della produzione di energia rinnovabile nella banchina e SmartDrive di Garmin per l’innovazione dell’attuatore dell’autopilota. Le menzioni d’onore sono andate a Sestante 6.8 Lupo di Mare di Verga 1958 e Riva 56 Rivale Super di Ferretti Group. I riconoscimenti speciali hanno premiato Icona 70 by Mangusta, Limenet, Veleria San Giorgio e Gottifredi Maffioli. È stato inoltre annunciato per aprile 2027 «Salone Contact», progetto del Salone del Mobile per collegare nautica e design.

3 ottobre — Il turismo nautico e la distribuzione della spesa

Lo studio «Yachting Tourism and Economic Contribution», realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica, ha fornito una misura del rapporto tra diporto ed economie costiere. Nel 2025 l’impatto economico diretto del turismo nautico in Italia è stimato in circa 5,7 miliardi di euro. La spesa operativa per ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggio vale 3,6 miliardi, il 63% del totale. I consumi a terra, comprendenti ristorazione, shopping, intrattenimento, trasporti e ospitalità, raggiungono 2,1 miliardi, pari al restante 37%.

Presentata da Tommaso Nastasi di Deloitte, l’analisi evidenzia il peso delle grandi imbarcazioni. I superyacht rappresentano circa il 3% della flotta attiva in Italia, ma generano il 42% dell’impatto economico diretto; includendo le unità tra 18 e 24 metri, gli yacht premium arrivano al 7% della flotta e al 55% dell’impatto. Circa 1.200 superyacht stagionali soggiornano mediamente per 23 giorni, mentre i circa 960 stanziali trascorrono in Italia in media 193 giorni. La diversa durata delle presenze richiama il ruolo di invernaggio, refitting e servizi agli equipaggi nella distribuzione delle attività durante l’anno.

3 ottobre — Porti, servizi e capacità di accoglienza

Il confronto moderato da Raoul de Forcade, giornalista del Sole 24 Ore, ha collegato questi dati alle esigenze infrastrutturali. Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, ha richiamato la necessità di modernizzare i porti esistenti, completare la rete nel Sud e integrare l’offerta nautica con i territori. Secondo quanto riferito durante l’incontro, soltanto circa il 2% dei posti barca italiani è destinato a unità oltre i 24 metri. Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, ha indicato circa 24mila nuovi posti barca già in cantiere e ulteriori 50mila collegati a progetti in fase di sviluppo.

Alla realizzazione delle opere si affianca la qualità dei servizi. Fabrizio Palombo, presidente della Sezione Yacht di Federagenti, ha proposto di rafforzare il ruolo dei porti italiani come home port, basi di riferimento per imbarcazioni ed equipaggi, attraverso assistenza tecnica, servizi logistici e procedure amministrative, doganali e fiscali più efficienti. Per Assomarinas, le priorità comprendono aggiornamento della disciplina dei porti turistici, semplificazione delle riqualificazioni, dragaggi e questioni fiscali. Nelle conclusioni, il viceministro Edoardo Rixi ha richiamato tanto la carenza di approdi in alcune aree quanto l’insufficienza dei servizi nelle strutture esistenti.

3 ottobre — Competenze e coordinamento per sostenere gli investimenti

La disponibilità di professionalità adeguate è emersa come condizione per sviluppare infrastrutture e servizi. Mario Zanetti, presidente delegato di Confindustria per l’Economia del Mare, ha richiamato lo studio Confindustria-BCG, che stima un fabbisogno di 175mila lavoratori nell’intera economia del mare tra il 2026 e il 2030. Nella cantieristica, ha osservato, il 43% delle posizioni ricercate resta scoperto. Formazione del personale navigante e delle professionalità a terra entrano quindi nel confronto sulla capacità della filiera di rispondere alla domanda.

Fabio Planamente, vicepresidente di Confindustria Nautica, ha collegato la propensione a investire delle imprese alla chiarezza e alla stabilità delle regole, richiamando anche l’interesse delle nuove generazioni per esperienze, noleggio e charter. L’ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, per il Dipartimento per le Politiche del Mare, ha indicato nel coordinamento tra amministrazioni e operatori una priorità. Ernesto Lanzillo di Deloitte ha evidenziato la trasversalità di una filiera composta da PMI, artigiani e competenze industriali. Il trasferimento di tecnologie verso difesa e attività subacquee è stato individuato come ulteriore ambito di sviluppo.

3 ottobre — Le startup tra produzione, energia e digitalizzazione

L’appuntamento «Start-Up e PMI innovative nella nautica», promosso da Confindustria Nautica con Agenzia ICE, ha presentato undici realtà. AI Cure e Y Digital propongono gemelli digitali per gestione energetica, monitoraggio e individuazione delle anomalie; CarveLab combina robotica, stampa 3D e lavorazioni per componenti e refitting. I-TES sviluppa accumulo termico per recuperare il calore dei motori, mentre System Technology Innovations integra elettronica, connettività e cybersecurity. Zefmar interviene sul recupero e sullo stivaggio delle ancore con il progetto Abissa.

Le altre proposte ampliano il campo delle applicazioni. NEOEAST lavora sul monitoraggio delle microplastiche e sui servizi digitali; Volta Structural Energy sull’integrazione delle batterie nella struttura delle imbarcazioni. 4T4 Technology applica automazione al coordinamento di camion e container, Limenet combina decarbonizzazione della calce e rimozione della CO₂, mentre Velto sviluppa strumenti commerciali su WhatsApp. Le soluzioni presentate dalle imprese sono state affiancate dall’Hackathon CIRCLE del progetto CIIRCLE, dedicato a tecnologie digitali, economia circolare e sostegno di nuove iniziative imprenditoriali nell’economia del mare.

3 e 4 ottobre — La vela tra formazione e partecipazione

La presentazione della Settimana Velica Internazionale di Livorno 2027 ha portato al Salone il rapporto tra sport, formazione e territorio. Il programma annunciato comprende il ritorno della classe Optimist, la Naval Academies Regatta, la decima edizione della RAN630 e iniziative dedicate al Para Sailing. Gli «Incontri in Blu», moderati da Fabio Pozzo con Riccardo Bonadeo e Giulio Bertelli, hanno ripercorso le campagne italiane nell’America’s Cup e il contributo di velisti, ingegneri, designer e tecnici. La terza giornata ha ospitato anche Paolo Mieli per la presentazione del libro «Il grande inganno».

Il 4 ottobre si è svolta la premiazione della Millevele Iren, disputata il 12 settembre con 217 vele, mentre due progetti di navigazione hanno affrontato divulgazione e prevenzione. Missione Naxos 2026 ha percorso 3.303 miglia nautiche con sette equipaggi, promuovendo una cultura del diporto accessibile e responsabile. Il Raid Mediterraneo in Rosa, promosso da Nuova Jolly Marine a sostegno dell’Associazione Lorenzo Perrone ETS, ha collegato il viaggio lungo le coste italiane alla raccolta fondi e ad attività di prevenzione sanitaria con il coinvolgimento delle comunità locali.

4 ottobre — La rete dei saloni territoriali

La quarta giornata ha presentato il calendario delle manifestazioni patrocinate da Confindustria Nautica, riunendo rappresentanti di Sicilia, Sardegna, Lazio, Campania, Puglia e Abruzzo. Il vicepresidente Marco Monsurrò ha indicato nella vicinanza tra offerta e domanda la funzione economica dei saloni territoriali, con Genova come riferimento nazionale. Dal confronto è emersa la richiesta di una collaborazione continuativa, capace di accompagnare le imprese oltre le giornate espositive e valorizzare le differenti specializzazioni dei mercati locali.

Il calendario comprende Seacily a Castellammare del Golfo, dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, e Salerno Boat Show, dal 6 all’11 novembre. Nel 2027 seguiranno Nauta a Catania, dal 12 al 14 e dal 19 al 21 marzo; Boat Days a Civitavecchia, dal 2 al 4 e dal 9 all’11 aprile; Sottocosta a Pescara, dal 23 al 25 aprile; Sardinia Boat Show a Olbia, dal 29 maggio al 6 giugno. Internazionalizzazione, ampliamento del pubblico e rapporto con le città sono gli obiettivi indicati dagli organizzatori, all’interno di una rete pensata per sostenere opportunità commerciali e relazioni tra operatori.

4 ottobre — America’s Cup, infrastrutture e forniture industriali

Il confronto sulla 38ª Louis Vuitton America’s Cup ha collegato la preparazione di Napoli 2027 agli interventi di Bagnoli e alle opportunità per le imprese. Marzio Perrelli, CEO di America’s Cup Partnership, ha richiamato la risposta del territorio e del pubblico dopo le regate preliminari, illustrando il percorso verso le competizioni di maggio. Marco Pozzi, capo della segreteria tecnica del Ministero per lo Sport, ha riferito un aggiornamento delle stime di impatto economico da 1,2 miliardi a una forchetta tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro: previsioni distinte dalle ricadute già realizzate.

Sul piano operativo, Pozzi ha indicato la consegna delle piattaforme ai team entro un paio di mesi, secondo il cronoprogramma del commissario straordinario, cui seguirà la realizzazione degli hangar da parte delle squadre. Monsurrò ha illustrato il portale fornitori nato dall’accordo tra Confindustria Nautica e America’s Cup Events, per mettere in relazione le esigenze dei team con le capacità della filiera. Il calendario delle infrastrutture e quello delle forniture costituiscono due passaggi del percorso verso l’evento, nel quale organizzazione sportiva, competenze tecniche e attività industriali sono chiamate a procedere insieme.

5 ottobre — Turismo costiero e marittimo, una dimensione industriale

La XII Conferenza nazionale sul turismo costiero e marittimo, organizzata da Federturismo Confindustria, Confindustria Nautica e Assomarinas, ha ampliato il confronto all’intera economia del mare. Secondo i dati richiamati durante l’incontro, il settore vale 224,9 miliardi di euro, l’11,4% del PIL italiano, e coinvolge oltre 1,13 milioni di occupati diretti. Per ogni euro prodotto direttamente se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia. Zanetti ha inoltre indicato oltre 250mila imprese e, per la crocieristica nel 2026, previsioni di oltre 15 milioni di passeggeri movimentati nei porti italiani, quasi 6mila approdi in 60 porti e circa 18 miliardi di euro di valore.

Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria, ha proposto di considerare il mare una porta d’accesso a un’offerta capace di collegare porti e città, nautica e ospitalità, mobilità e cultura, coste ed entroterra. Giovanni Acampora, presidente di Assonautica Italiana, ha richiamato la necessità di proposte condivise tra istituzioni, imprese e associazioni, anche per ridurre gli squilibri territoriali. Il confronto ha così posto la destagionalizzazione e la diversificazione dell’offerta all’interno di una strategia industriale fondata su infrastrutture, investimenti, innovazione e competenze.

5 ottobre — Domanda di ormeggi e integrazione tra porti e territori

Nella conferenza, la filiera nautica è stata indicata come un comparto da oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168mila occupati. Formenti ha richiamato i 5,7 miliardi di impatto del turismo nautico misurati da Deloitte, di cui 2,1 miliardi generati dalla spesa a terra, per sostenere la richiesta di una maggiore integrazione tra approdi e territori. L’obiettivo indicato è aumentare la capacità dell’Italia di intercettare e trattenere questo valore attraverso infrastrutture adeguate e servizi qualificati, riconoscendo al turismo nautico un posto nelle politiche industriali e turistiche nazionali.

Perocchio ha presentato le indicazioni dell’indagine Assomarinas-Federturismo: la domanda di ormeggi stanziali cresce mediamente del 2,9%, insieme alla presenza dei superyacht e ai transiti delle grandi unità internazionali, soprattutto legate al charter. Aumentano anche rimessaggio, refitting, alaggio e varo. Per il 2027 Assomarinas prevede una stabilizzazione degli ormeggi stanziali e una persistente vivacità dei transiti. Per consolidare questa dinamica, l’associazione chiede l’aggiornamento del d.P.R. 509/1997 e la classificazione catastale in E1 delle strutture per la nautica.

5 ottobre — Mazzi: distribuire i flussi durante tutto l’anno

Nelle conclusioni, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha indicato nel mare una componente fondamentale dell’economia turistica e nella nautica un settore capace di generare ricchezza, occupazione e ricadute territoriali. La prospettiva proposta è un sistema integrato nel quale mare, attività nautiche e territori concorrano a un’unica esperienza di viaggio. Qualità dell’accoglienza, infrastrutture, accessibilità, innovazione, sostenibilità e digitalizzazione sono gli ambiti di intervento richiamati, insieme alla semplificazione delle norme e alla riduzione della burocrazia.

«Il turismo nautico va valorizzato come leva strategica per distribuire i flussi turistici in tutta Italia e durante tutto l’anno», ha affermato Mazzi, riconoscendo nell’America’s Cup una vetrina internazionale per il Paese. Il ministro ha dichiarato di aver raccolto le problematiche segnalate dagli operatori e di voler approfondire gli ostacoli alla loro soluzione. La conferenza chiude così il percorso delle cinque giornate riportando il confronto su un obiettivo operativo: collegare la competitività delle imprese alla capacità dei porti e dei territori di accogliere la domanda e distribuire le attività oltre la stagione estiva.


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