✅ Ottieni 40 ordini gratis con Fineco usando il codice TRD040-G3
A ottobre il consiglio di amministrazione di Eni deciderà sul dividendo straordinario da affiancare alla cedola trimestrale ordinaria e da pagare entro la fine dell’anno. Fino a un mese fa, complice la lontananza della decisione, lo scatto della cedola-extra è stato guardato con scetticismo, tanto che l’attenzione era limitata esclusivamente alle condizioni generali necessarie per far scattare la distribuzione aggiuntiva (petrolio e gas sopra determinati livelli e margini di raffinazione sufficientemente elevati) mentre il calcolo effettivo del dividendo straordinario Eni è sistematicamente passato in secondo piano.
Con l’avvicinarsi della decisione, però, il quadro è del tutto cambiato: la cedola extra di Eni, appena pochi mesi fa considerata quasi un sogno (per la serie, non succede…ma se dovesse succedere)…ora appare sempre più probabile.
Insomma, al netto di radicali cambi di scenario, il dividendo straordinario Eni ci sarà. Ma a quanto ammonterà? Per calcolare quanto può effettivamente valere questa cedola extra bisogna entrare nel meccanismo previsto dalla società e trasformare soglie e sensitivity in una simulazione concreta.
Dividendo straordinario Eni: da cosa dipende il calcolo
Partiamo da quello che già si sa ossia le linee guida del Cane a Sei Zampe in relazione al dividendo straordinario. Esso si poggia fondamentalmente su tre variabili: prezzo del Brent, prezzo del gas Ttf e margini di raffinazione Serm. Il principio a suo tempo fissato dal management è semplice: quando solo una di queste grandezze supera una determinata soglia, l’extra flusso di cassa generato può concorrere alla remunerazione aggiuntiva degli azionisti.
Per ogni parametro sono quindi fondamentali due valori. Il primo è il trigger, cioè il livello oltre il quale il meccanismo si attiva. Il secondo è la sensitivity, che misura di quanto aumenta il Cash flow from operations, il Cffo, per ogni unità di incremento del parametro. Lo snodo ai fini del calcolo è che non si considera l’intero valore della commodity o del margine, ma soltanto la parte che supera la soglia.
È questo il passaggio da tenere a mente per poi calcolare il dividendo straordinario Eni.
Raffinazione: il primo contributo già attivato
Iniziamo dallo Serm, indicatore dei margini della raffinazione. Come messo in evidenza da un’analisi di MilanoFinanza, il piano iniziale Eni aveva ipotizzato un valore di 6 dollari al barile. Il trigger è stato fissato al 50% in più rispetto a questa assunzione, portando quindi la soglia a 9 dollari al barile. A luglio Eni ha rivisto al rialzo lo scenario 2026 del Serm fino a 14 dollari, associandolo a una sensitivity di circa 80 milioni di euro di Cffo per ogni dollaro.
La simulazione è questa:
(14 – 9) × 80 milioni = 400 milioni di euro
Il solo contributo della raffinazione potrebbe quindi generare circa 400 milioni di euro di flusso di cassa incrementale rilevante per la cedola straordinaria.
Ebbene, sulla base dello scenario indicato dalla società, questo trigger risulta già superato.
Petrolio: quanto vale un Brent a 95 o 100 dollari
Il secondo parametro è il Brent, per il quale la soglia è fissata a una media di 90 dollari al barile. La sensitivity è di circa 110 milioni di euro per ogni dollaro sopra il trigger.
Anche in questo caso il procedimento è immediato.
Con un Brent medio di 95 dollari, l’eccedenza rispetto alla soglia sarebbe di 5 dollari:
(95 – 90) × 110 milioni = 550 milioni di euro
Con un Brent medio di 100 dollari, invece:
(100 – 90) × 110 milioni = 1,1 miliardi di euro
La differenza è significativa. Basta infatti un aumento di 5 dollari del Brent rispetto alla prima simulazione per portare il contributo potenziale da 550 milioni a 1,1 miliardi.
Gas Ttf: tre scenari per il calcolo del dividendo straordinario Eni
Il terzo elemento è il Ttf, il principale riferimento europeo per il prezzo del gas. L’assunzione iniziale di Eni era pari a 36 euro per megawattora e, applicando lo stesso criterio utilizzato per gli altri parametri, il trigger viene collocato a 54 euro/MWh.
La sensitivity è di circa 30 milioni di euro di Cffo per ogni euro/MWh oltre la soglia.
Con un Ttf a 60 euro, il calcolo sarebbe:
(60 – 54) × 30 milioni = 180 milioni di euro
Con un Ttf a 65 euro, livello indicato nelle ultime stime di Barclays:
(65 – 54) × 30 milioni = 330 milioni di euro
Con un Ttf a 70 euro:
(70 – 54) × 30 milioni = 480 milioni di euro
Anche il gas può quindi avere un peso rilevante sulla dimensione finale della distribuzione straordinaria.
Il cumulo dei tre contributi nel calcolo del dividendo straordinario Eni
Il passaggio più importante ai fini del calcolo del dividendo straordinario Eni riguarda il fatto che i tre meccanismi non sono alternativi. Se contemporaneamente vengono superate le soglie di raffinazione, petrolio e gas, i rispettivi contributi vengono sommati.
Questo permette di costruire scenari molto diversi.
Prendiamo, per esempio, il solo Serm: 400 milioni di euro. Con circa 2,868 miliardi di azioni Eni che, sempre secondo MilanoFinanza, sono potenzialmente aventi diritto alla cedola, il risultato sarebbe:
400 milioni / 2,868 miliardi = circa 0,14 euro per azione
Su 1.000 azioni Eni, significherebbe quindi circa 140 euro di dividendo straordinario.
Se invece il contributo fosse pari a 1,1 miliardi di euro, come nella simulazione con Brent a 100 dollari:
1,1 miliardi / 2,868 miliardi = circa 0,38 euro per azione
Per 1.000 azioni si passerebbe quindi a circa 380 euro.
Naturalmente, quando più trigger risultano contemporaneamente sopra soglia, la cifra può salire ulteriormente perché i contributi si sommano.
Questi numeri rappresentano simulazioni costruite applicando le soglie e le sensitivity disponibili, non una previsione ufficiale sulla cedola che Eni deciderà a ottobre. Inoltre, il buyback ancora in corso potrebbe rendere numero finale di azioni aventi diritto variabile. Ma il meccanismo consente già oggi di avere un ordine di grandezza concreto e soprattutto di capire come si calcola il dividendo straordinario Eni partendo dai dati di mercato. A prescindere da quanto sarà, questa somma extra si andrà a sommare poi al dividendo Eni 2026 ordinario rendendo la remunerazione totale del Cane a Sei Zampe davvero ricca. La faccia “bella” del rialzo del prezzo del petrolio per effetto della crisi in Iran.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link








