i 13 lavori ammessi per avere la detrazione


Il cantiere della manovra economica per il 2027 è partito. È l’ultima legge di bilancio della legislatura del governo Meloni. Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp): nel testo ci sono i punti principali di quella che sarà la prossima finanziaria, insieme alle relative coperture. Il contesto economico non è dei migliori, per l’aumento dei costi dell’energia e la morsa dell’inflazione. Tra gli interventi a cui guarda il governo ci sono anche quelli sui bonus casa, a partire dall’ecobonus.

Dal 50% al 65%

“Dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l’asticella e non abbiamo problemi sui conti” per la clausola di flessibilità europea, ha detto il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, in un incontro con Confartigianato, parlando della possibilità di innalzare dal 50% al 65% la detrazione per le spese di riqualificazione energetica.

Siamo nel campo delle ipotesi, ovviamente, al momento. Aliquote, interventi ammessi e condizioni precise dovranno ancora essere definiti. Il vice ministro Leo ha fatto un distinguo tra patrimonio privato e pubblico. Per il primo, “proviamo a tirare più su l’asticella rispetto al 50%”, ha spiegato, citando il cappotto termico e i pannelli solari. Per il secondo, invece, ha indicato la possibilità di intervenire su strutture sanitarie e scolastiche.

Secondo le regole attuali, per le spese sostenute nel 2026 l’ecobonus vale il 50% per i proprietari o titolari di un diritto reale che intervengono sull’abitazione principale, il 36% negli altri casi. Nel 2027, senza una nuova modifica legislativa, le due percentuali scenderanno rispettivamente al 36 e al 30%. Un eventuale passaggio al 65% segnerebbe quindi un’inversione rispetto alla riduzione già prevista. Staremo a vedere.

La lista dei lavori ammessi

Quali interventi ricadrebbero negli sconti dell’ecobonus? Fermo restando che il condizionale al momento è d’obbligo, di recente l’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha aggiornato il suo vademecum sull’incentivo. Non ha introdotto novità, ma ha precisato il campo di applicazione e le regole tecniche della detrazione, come risultano in realtà già dallo scorso gennaio. Il documento diventa però un importante punto di partenza per capire come potrebbe essere l’ecobonus l’anno prossimo.

L’Enea divide il suo elenco in più di 13 punti (qui la lista completa): vanno dalla riqualificazione globale degli edifici alla coibentazione e ai generatori di calore a biomasse, passando per le pompe di calore e gli infissi. Per quanto riguarda le parti comuni condominiali, l’Enea fa diverse precisazioni:

  • l’intervento deve riguardare l’involucro delle parti comuni di edifici condominiali delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno e/o vani non riscaldati e/o il terreno;
  • l’intervento deve interessare più del 25% della superficie disperdente;
  • deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova realizzazione in ampliamento);
  • se i lavori sono eseguiti contestualmente, l’intervento può comprendere anche la sostituzione di finestre comprensive di infissi, l’installazione delle schermature solari che insistono sulla stessa superficie di involucro oggetto dell’intervento d’isolamento termico e gli interventi sugli impianti comuni di riscaldamento.

La coibentazione

Sono agevolabili anche le spese per la coibentazione delle strutture, purché l’intervento si configuri come coibentazione delle strutture opache esistenti (e non come nuova realizzazione in ampliamento) e vada a delimitare un volume già riscaldato verso l’esterno, verso vani non riscaldati o contro terra. È in questo ambito che ricade il cappotto termico.

Serramenti e infissi, schermature e collettori solari

Nell’ecobonus ricadono anche i lavori legati alla “sostituzione di finestre, lucernari e porte comprensivi di infissi, delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati, che rispettino i requisiti di trasmittanza termica UW [W/(m2 x K)]”. Lo stesso vale per “acquisto e posa in opera di schermature solari e/o chiusure tecniche mobili oscuranti” che siano “montate in modo solidale all’involucro edilizio o ai suoi componenti e installate all’interno, all’esterno o integrate alla superficie vetrata”.

L’ecobonus si applica anche alla “installazione di collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e universitari”.

I generatori di calore a biomassa

L’Enea menziona poi gli “interventi di installazione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili”, a patto che sia in sostituzione totale o parziale dell’impianto di climatizzazione invernale esistente. Si tratta di caldaie a biomassa, stufe e termocamini a pellet, termocamini a legna e stufe a legna.

Caldaie, pompe di calore e sistemi ibridi

Sono ammesse alla detrazione anche le caldaie a condensazione (ad aria o ad acqua), le pompe di calore ad alta efficienza (o sistemi geotermici a bassa entalpia) e la sostituzione degli scaldacqua a pompa di calore. Si cita poi la “sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione (o biomassa nei casi previsti), realizzati e concepiti per funzionare in abbinamento tra loro”.

Micro generatori e building automation

Nella lista dei lavori ammessi per l’ecobonus figurano anche “l’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori alimentati da fonti rinnovabili in sostituzione di impianti esistenti che conducano a un risparmio di energia primaria (PES) ≥ 20% con potenza elettrica < 50 kWe”. Chiude l’elenco l’installazione “di sistemi di building automation per la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva, compreso il loro controllo da remoto attraverso canali multimediali”.


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