14 miliardi per energia e difesa


Economia

Il governo ha approvato l’atto propedeutico alla presentazione della Legge di Bilancio

di Eleonora Ciaffoloni –

Non è ancora la Manovra, ma è il passaggio che serviva per definirla. Il Consiglio dei ministri ha dato ieri il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica e alla relazione sullo scostamento, mettendo a disposizione del prossimo bilancio uno spazio aggiuntivo che può arrivare a circa 29 miliardi di euro nel biennio 2027-2028. Una cifra che non corrisponde a nuove risorse immediatamente spendibili, ma alla maggiore flessibilità richiesta dall’Italia all’Unione europea per finanziare le spese legate all’energia e alla sicurezza.

La Manovra e le spese per energia e sicurezza

Il meccanismo è quello delle clausole nazionali di salvaguardia previste dalle nuove regole europee. Il governo ha chiesto di poter utilizzare, per ciascuno dei due capitoli, uno spazio pari allo 0,3% del Pil ogni anno. Complessivamente circa 14 miliardi nel 2027 e altrettanti nel 2028. Rispetto alle ipotesi circolate nelle scorse settimane, però, l’esecutivo ha ridimensionato la quota destinata alla difesa. “Abbiamo deciso di ridimensionare lo sforzo”, ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, precisando che la richiesta resta comunque distribuita in parti uguali tra energia e sicurezza.

È questo il dato più importante del Cdm. Prima di decidere come distribuire le risorse della Manovra, il governo prova ad allargare il margine entro cui potrà muoversi. La legge di Bilancio dovrà poi tradurre quello spazio in misure concrete per famiglie, imprese e investimenti, tenendo insieme le richieste italiane e i vincoli europei.

I numeri del Dpfp

I numeri del Dpfp restituiscono intanto un quadro di crescita ancora contenuta. Il governo rivede al rialzo la previsione del Pil per il 2026, portandola all’1%, mentre per gli anni successivi indica una crescita programmatica dello 0,8% nel 2027, dello 0,9% nel 2028 e dello 0,8% nel 2029. Sul fronte dei conti, il deficit è previsto al 3,4% del Pil nel 2027 e al 3,2% nel 2028 nello scenario che considera l’utilizzo della clausola di salvaguardia, per poi scendere al 2,3% nel 2029. Al netto delle clausole, il rapporto deficit/Pil sarebbe invece del 2,8% nel 2027 e del 2,6% nel 2028.

Anche il debito resta uno dei punti delicati. Il quadro programmatico lo colloca al 138,1% del Pil nel 2026, al 138,5% nel 2027, al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029. Giorgetti ha sottolineato la necessità di mantenere prudenza in uno scenario nel quale inflazione e tassi di interesse continuano a rappresentare variabili determinanti. “Fare previsioni diventa sempre più complicato”, ha osservato il ministro, descrivendo il contesto nel quale il governo si prepara a costruire la prossima Manovra.

Meloni scrive a Von der Leyen

Nelle stesse ore il governo ha portato a Bruxelles la questione dell’inflazione. Giorgia Meloni ha scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo che l’impatto dell’aumento dei prezzi venga considerato nella valutazione del percorso di spesa italiano. La tesi di Palazzo Chigi è che un’inflazione superiore alle previsioni utilizzate quando è stato fissato il percorso di spesa incida oggi sui margini effettivamente disponibili per finanziare interventi a sostegno di famiglie e imprese.

La richiesta, ha precisato Giorgetti, non equivale alla domanda di una nuova clausola di flessibilità. Il governo chiede che le regole europee tengano conto di uno scenario inflazionistico diverso da quello considerato al momento della definizione del percorso di spesa. Una questione che l’esecutivo considera rilevante proprio in vista della Manovra.

Il portavoce della Commissione Balazs Ujvari ha fatto sapere che la lettera di Meloni è stata ricevuta e sarà esaminata, inserendosi nel confronto in vista del Consiglio europeo di ottobre. La Commissione aveva già ricordato che agli Stati membri è stata concessa una maggiore flessibilità attraverso le nuove regole fiscali.


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