«L’intelligenza è artificiale. Il valore è umano. Perché dietro ogni innovazione ci sono sempre le persone». È il tema scelto dalla struttura di Bolzano per il suo X congresso provinciale e racchiude il senso di una sfida che riguarda ormai l’intero settore bancario: accompagnare la trasformazione tecnologica senza perdere di vista il valore del lavoro, delle professionalità e delle persone.
Una giornata importante anche per la vita della struttura provinciale, con il passaggio di testimone tra il coordinatore uscente Giampiero Pagliotta e Micheal Caumo, chiamato a guidare la Fabi di Bolzano per i prossimi quattro anni. Presente ai lavori il segretario nazionale, Giuliano Xausa.
In Alto Adige la sfida del sindacato assume caratteristiche particolari. La provincia di Bolzano rappresenta infatti un caso in controtendenza rispetto al quadro nazionale: mentre negli ultimi anni il settore bancario italiano ha registrato una riduzione complessiva degli organici, le principali realtà radicate sul territorio – Sparkasse, Volksbank e le Casse Raiffeisen – hanno aumentato il numero dei dipendenti negli ultimi cinque anni.
«Alla crescita dell’occupazione si affianca una presenza bancaria ancora fortemente radicata sul territorio. A fine 2025 in provincia di Bolzano si contano 326 sportelli, circa 60 ogni 100mila abitanti, a fronte di una media nazionale nell’ordine di 32. Un modello nel quale innovazione e prossimità continuano dunque a convivere e che le principali banche altoatesine stanno progressivamente portando anche oltre i confini provinciali, soprattutto nel Nord-Est» ha sottolineato il coordinatore uscente, Giampiero Pagliotta, durante il suo intervento.
«I numeri raccontano con chiarezza questa crescita» ha proseguito Pagliotta. «La sola Sparkasse Banca è passata dai 1.275 dipendenti del 2021 ai 1.395 del 2025, con 120 addetti in più e un incremento del 9,4%. Volksbank, nello stesso periodo, è salita da 1.335 a 1.480 dipendenti, con una crescita del 10,9%. Le Casse Raiffeisen aderenti al RIPS sono passate da 1.656 a 1.759 dipendenti, con 103 addetti in più, mentre la Cassa Centrale Raiffeisen è cresciuta da 229 a 273 dipendenti».
È dentro questo scenario che il congresso mette al centro il tema dell’intelligenza artificiale e delle conseguenze che l’innovazione sta producendo sul lavoro bancario. «Automazione dei processi, analisi dei dati e nuovi strumenti digitali stanno già modificando attività, competenze, professionalità e organizzazione del lavoro» ha proseguito Pagliotta.
Per la Fabi, la questione non è scegliere tra tecnologia e lavoro umano, ma governare la trasformazione. L’aumento della produttività, reso possibile dalle nuove tecnologie, deve procedere insieme agli investimenti nella formazione, alla nascita e al riconoscimento di nuove professionalità, alla tutela dell’occupazione e alla salvaguardia della qualità del lavoro, come più volte sottolineato dal segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.
«In Alto Adige questa sfida si lega direttamente anche alla difesa della banca di prossimità. Digitalizzazione e intelligenza artificiale non devono tradursi automaticamente in un arretramento della presenza fisica delle banche, ma possono diventare strumenti per rafforzare un modello capace di tenere insieme innovazione, servizio alla clientela, sostegno all’economia locale e rapporto con il territorio» ha concluso Pagliotta.
A dare ulteriore forza alla struttura di Bolzano sono i numeri della rappresentatività. Con oltre 2.256 iscritti, in aumento dell’11,6% rispetto al precedente appuntamento congressuale, la Fabi rappresenta oggi circa due lavoratori sindacalizzati su tre nel settore bancario della provincia. Una fiducia che conferma la Federazione leader nelle tre principali realtà del territorio: Sparkasse, Volksbank e sistema Raiffeisen.
La parola è poi passata al segretario nazionale Giuliano Xausa: «La trasformazione che sta attraversando il settore bancario ci impone di essere protagonisti e non semplici spettatori. L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione devono essere governate mettendo al centro le persone, tutelando l’occupazione, le professionalità e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. È questa la responsabilità della Fabi, che continuerà a confrontarsi con le banche e con le istituzioni con la forza della propria rappresentatività. Il rinnovo del contratto nazionale sarà un altro passaggio decisivo: vogliamo ampliare le tutele, difendere i livelli occupazionali e accompagnare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno».
Il congresso ha segnato anche l’avvio di una nuova fase per la struttura provinciale. Dopo il lavoro svolto negli anni alla guida della Fabi di Bolzano da Giampiero Pagliotta, il testimone passa a Micheal Caumo, nuovo coordinatore, chiamato a proseguire un percorso che consegna alla Federazione una presenza forte e in crescita nel territorio altoatesino.
Un avvicendamento nel segno della continuità, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente rappresentanza, partecipazione e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, accompagnando le profonde trasformazioni che stanno interessando il settore bancario.
«Raccolgo questa responsabilità con grande entusiasmo e con la consapevolezza del lavoro che ci attende. La nostra è una struttura che cresce e il nostro impegno sarà continuare su questa strada, rafforzando ancora di più la presenza della Fabi sul territorio e il rapporto quotidiano con le colleghe e i colleghi» ha detto Caumo all’esordio da coordinatore.
I lavori del congresso provinciale di Bolzano si inseriscono nel percorso che sta accompagnando le strutture territoriali della Federazione verso il Congresso nazionale, in programma a Roma a gennaio 2027.
Segreteria provinciale SAB Bolzano:
Coordinatore
Michael Caumo
Amministrativo
Gianpiero Pagliotta
Segretari
Alessandro De Salvo
Sabine Pichler
Martin Selva
Ulrich Untersulzner
Bolzano, 2 ottobre 2027
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