Amoris laetitia, per un nuovo annuncio del Vangelo con le famiglie e per le famiglie


Sarà Leone XIV ad aprire, mercoledì 7 ottobre, l’incontro con i capi delle Chiese orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali nel decimo anniversario dell’esortazione apostolica di Papa Francesco. L’iniziativa, in programma fino al 14 ottobre in Aula Paolo VI, è stata presentata questa mattina, 2 ottobre, nella Sala Stampa della Santa Sede. L’obiettivo è fare il punto sulle famiglie di oggi ascoltando le testimonianze di vescovi e coppie provenienti dai cinque Continenti

Benedetta Capelli – Città del Vaticano
“La domanda di fondo è come rinnovare con vigore la pastorale e rendere le famiglie sempre più partecipi della vita e della missione della Chiesa”. Gabriella Gambino, sottosegretaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha spiegato così il senso dell’Incontro di Leone XIV con i capi delle Chiese Orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali intitolato “A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”, in programma dal 7 al 14 ottobre nell’Aula Paolo VI. Nella conferenza di presentazione tenutasi stamane, venerdì 2 ottobre, nella Sala stampa della Santa Sede, sono stati illustrati i dettagli dell’iniziativa voluta dal Pontefice: un incontro a porte chiuse con 187 partecipanti, 115 dei quali  dalle Conferenze episcopali — rappresentate da 111 presidenti e 4 delegati — ; 14 saranno i cardinali  presidenti di Conferenze episcopali, 2 i rappresentanti di vescovi senza Conferenze episcopali; 15 provengono dalle Chiese orientali cattoliche sui iuris, 22 sono gli invitati del Papa, 11 i responsabili dell’organizzazione e altrettante le coppie/famiglie coinvolte. Di queste ultime, per un totale di 22 persone dai 5 continenti, non sono state fornite le generalità per rispetto delle loro storie e per garantire maggiore libertà. 



Padre Giacomo Costa, Gabriella Gambino e Orietta Rachele Graziosi

Ascolto e discernimento

Non un Sinodo — ha spiegato nel suo intervento il gesuita Giacomo Costa, consultore della Segreteria generale del Sinodo e responsabile della metodologia durante l’incontro della prossima settimana — e nemmeno la sua continuazione, ma un appuntamento per ascoltare la voce della Chiesa in un tempo di grandi cambiamenti. Gambino ha infatti evidenziato la necessità di un cammino fatto di ascolto e discernimento che nasce dalle esigenze espresse in questi anni dai vescovi durante visite ad limina, dalla preoccupazione “per le difficoltà riscontrate nel lavoro pastorale e per le sfide che le famiglie affrontano nelle relazioni e nella vita quotidiana”.  Del resto i dati presentati sono espressione di una importante trasformazione culturale in atto: in Polonia, ad esempio, i matrimoni religiosi celebrati negli ultimi 5 anni si sono ridotti del 45%. In Australia, tra il 1970 e il 2024 sono passati dall’88% al 16%. “Sono segnali che, nella diversità dei contesti — ha affermato la sottosegretaria —, richiamano l’urgenza di accompagnare la scelta matrimoniale e sostenere in modo più decisivo la trasmissione della fede in famiglia”. È fondamentale — ha evidenziato — una pastorale che dovrebbe cominciare molto prima del matrimonio e accompagnare le persone per tutta la vita, soprattutto nei momenti di crisi. Per questo i cinque temi indicati lo scorso luglio sono declinati sui cambiamenti che interessano le famiglie: la realtà di oggi fatta di bellezza e sfide; i giovani e la scoperta della vocazione matrimoniale; i primi anni di matrimonio; l’accompagnamento e il sostegno in situazioni complesse e infine le famiglie cristiane come soggetti della missione della Chiesa. Punti richiamati anche nell’intervento di Orietta Rachele Grazioli, docente di Diritto canonico e comparato della famiglia al Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia e vice-coordinatrice degli esperti durante l’incontro in Vaticano, che ha messo in luce anche la creatività di molte famiglie, in questi anni, nei contesti in cui vivono e operano “con i doni di grazia ricevuti nel sacramento del matrimonio”. Secondo Grazioli, ascolto e discernimento — parole chiave per l’incontro — sono le due strade che seguiranno anche gli esperti chiamati a mettere a disposizione le loro specifiche competenze. “Se volessimo parlare di un auspicio — ha concluso — si tratterà di annodare tutti quei fili che l’ascolto e il dialogo reciproco creeranno per far sì che ogni singolo contesto locale rappresentato possa fare un passo nel cammino per sostenere la famiglia, sale della terra”. 

La preghiera, parte del metodo

Questa impostazione all’insegna del confronto si rifletterà nell’articolazione delle giornate. Il 7 ottobre sarà Leone XIV a introdurre i lavori dopo la meditazione di suor Helen Alford, domenicana, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Un tempo di preghiera, ha spiegato padre Costa, che è “parte del metodo” applicato. “Non basta raccogliere informazioni e confrontare posizioni; occorre disporsi all’ascolto della Parola, degli altri e di ciò che lo Spirito può far emergere attraverso il dialogo”. Nelle cinque giornate tematiche si susseguiranno gli interventi di famiglie, vescovi ed esperti; nei gruppi di lavoro si alterneranno momenti di parola, ascolto e silenzio. Attraverso la narrazione dell’esperienza di ciascuno, la risonanza a quanto ascoltato dagli altri e l’elaborazione condivisa di ciò che è emerso si metteranno a fuoco convergenze, ma anche differenze, tensioni, questioni aperte e possibili passi da compiere. “Non cercheremo di cancellare le differenze per arrivare a un consenso: anche una divergenza compresa meglio — ha detto ancora Costa — può essere un frutto dell’ascolto”. Da qui una breve restituzione all’Assemblea, per un approfondimento nel dialogo in plenaria. 

La conferenza stampa nella Sala Stampa della Santa Sede

La conferenza stampa nella Sala Stampa della Santa Sede

Un resoconto non un documento finale

Quanto seminato nel corso delle giornate verrà raccolto poi in un resoconto che “non è un nuovo Documento finale” per sostituire l’esortazione apostolica firmata da Papa Francesco nel 2016 al termine dei due sinodi sulla famiglia — quello straordinario del 2014 e quello ordinario del 2015 —, ma una sintesi messa a punto da una Commissione, che verrà poi discussa dall’Assemblea e inviata al Papa. Quanto prodotto sarà divulgato alla stampa, che sarà informata in alcuni briefing sul proseguimento dei lavori. A dieci anni da Amoris laetitia, l’impegno delle Chiese è dunque quello di comprendere meglio come le famiglie possano essere ancora luogo di evangelizzazione nonostante le guerre che le hanno cambiate, le migrazioni che le hanno separate, le crisi sanitarie che le hanno colpite. Dal Vaticano l’impegno è di aprire nuovi cammini, nati dall’ascolto e dal discernimento, per annunciare oggi il Vangelo alle famiglie e con le famiglie.


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