concretezza per sostenere le imprese


Con l’autunno ci avviciniamo a uno degli appuntamenti più importanti per Confartigianato Imprese Vicenza: l’assemblea soci, quest’anno fissata per lunedì 16 novembre.

Sarà l’occasione per ritrovarci e per fare il punto di un anno che ha visto le nostre imprese particolarmente sotto stress tra aumenti dei costi del gasolio e forniture energetiche, in pratica di quando sta alla base di ogni attività. Su questi temi ci siamo impegnati e spesi a sostegno delle imprese per evitare rischi ben più maggiori, come il blocco della produttività. Ma abbiamo bisogno, come imprenditori artigiani, del supporto di chi decide e fa le leggi. Per capire cosa succede, e quindi come e dove intervenire, l’Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con gli Osservatori in Rete per il Comitato Tecnico Fiscale, ha predisposto il report “Le prospettive per le imprese e l’economia in vista della prossima legge di bilancio” dove viene proposta una lettura delle principali tendenze congiunturali e strutturali che accompagnano l’avvio della manovra 2027 e le prospettive di politica fiscale nel contesto delle regole europee di bilancio.

Si legge nel report che “Il quadro economico resta caratterizzato da segnali di miglioramento del trend di crescita e da un’elevata incertezza, sulla quale incidono le tensioni geopolitiche, il rincaro dell’energia, gli effetti dei dazi sul commercio internazionale e la nuova fase restrittiva della politica monetaria. Nonostante queste pressioni, però, nel 2026 emergono segnali di tenuta dell’economia reale e soprattutto del mercato del lavoro, sostenuto dall’aumento dell’occupazione stabile e del lavoro autonomo. In questo scenario, la prossima legge di bilancio si colloca in uno spazio di intervento particolarmente complesso: alla necessità di sostenere investimenti, produttività e competitività delle imprese si affiancano i vincoli derivanti dal percorso di riduzione del deficit e del debito. Un passaggio decisivo riguarda inoltre il progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR, che nel 2026 fornisce ancora un contributo rilevante alla crescita, e la necessità di assicurare continuità agli investimenti pubblici e privati negli anni successivi”.
Il rapporto mette quindi a fuoco alcuni nodi centrali per le micro e piccole imprese: costo dell’energia e del credito, investimenti e transizione digitale, diffusione dell’intelligenza artificiale e fabbisogno di competenze, pressione fiscale e qualità dei servizi pubblici.
Sullo sfondo rimane l’esigenza di conciliare il sostegno alla crescita con la sostenibilità della finanza pubblica: per il 2027 la crescita della spesa primaria netta è indicata al 2,2%, a fronte di un limite raccomandato dell’1,9%, mentre resta centrale l’obiettivo di riportare il deficit sotto il 3% del PIL. La sfida della manovra 2027 è quindi rafforzare le condizioni per la crescita e gli investimenti delle imprese in un contesto di risorse limitate, evitando nuovi aggravi fiscali e orientando gli interventi verso produttività, innovazione, competenze e competitività del sistema produttivo.
Attendiamo così di capire come si muoverà il Governo ponendo attenzione a quei grandi, ma anche piccoli, interventi che possono incidere notevolmente sulla vita delle nostre imprese.
Da tenere sotto controllo naturalmente è anche la situazione internazionale. Su questo fronte, gli ultimi dati del nostro Ufficio Studi, relativi al I semestre 2026, sono incoraggianti: l’export manifatturiero vicentino cresce del +2,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita si concentra soprattutto nel II trimestre, che registra un significativo +6,8% tendenziale, dopo il -2,2% del I trimestre. La ripresa nel I semestre è più marcata sui mercati europei (+3,8%), più debole per ovvi motivi la dinamica dei mercati extra-UE, che crescono appena del +0,7%, pur migliorando rispetto al -1,9% del 2025. In testa i cali dell’export verso gli USA e Medio Oriente dovuti ai dazi, nel primo caso, alle turbolenze e conflitti nel secondo. Ma capiremo solo nei prossimi mesi come evolverà la situazione.
Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, economici ed energetici e l’impatto che hanno avuto, e avranno, sono stai al centro anche della 22ª edizione di “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, l’annuale convention organizzata da Confartigianato in collaborazione con i suoi Consorzi energia Caem, CEnPI e Multienergia che si è svolta a fine settembre a Domus de Maria (Cagliari). L’evento, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, riunisce circa 150 rappresentanti del management delle Associazioni territoriali del Sistema Confartigianato e i vertici nazionali della Confederazione che si sono confrontati con esponenti delle istituzioni, esperti, docenti universitari, giornalisti per analizzare le sfide che stanno ridisegnando il sistema energetico e produttivo e per individuare strumenti e opportunità utili ad accompagnare artigiani e piccole imprese nella transizione verso un’economia più sostenibile. L’appuntamento in Sardegna è una delle tappe dell’impegno di Confartigianato sui temi della sostenibilità, sviluppato attraverso il brand “Confartigianato Imprese Sostenibili”.
Vicenza è arrivata in Sardegna con la sua esperienza legata ad A-Certa, la comunità energetica di autoproduzione e autoconsumo di energia, e i risultati del consorzio CAEM, e con le sue proposte anche su temi come l’energia nucleare che va affrontata scevra da preconcetti e con spirito pratico e consapevole.
Quello della sostenibilità è un percorso che proseguirà in autunno con la Settimana per l’Energia e, appunto, la Sostenibilità, in programma dal 19 al 24 ottobre e che proporrà iniziative in tutta Italia rivolte a cittadini, imprese e istituzioni. Anche in questo caso Vicenza sarà tra i protagonisti e metterà in calendario un evento per trasferire a imprese e cittadini il suo impegno.
Sono tanti quindi da qui a fine anno gli appuntamenti importanti che ci attendono. L’invito agli imprenditori, e non solo, è quello di partecipare per conoscere ma anche per portare la loro diretta esperienza. Perché è solo dalla concretezza della realtà che si può partire per pensare a misure, soluzioni, iniziative altrettanto concrete.


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