Fondi UE, Inselvini: «Vittoria del pluralismo», chiuse le revisioni sui progetti della World Youth Alliance


Si chiude, secondo quanto comunicato dall’eurodeputato Paolo Inselvini, la vicenda che aveva coinvolto tre progetti Erasmus+ della World Youth Alliance Europe, organizzazione che si definisce impegnata nella promozione della dignità umana e che sostiene posizioni pro-life.

Dopo mesi di verifiche da parte dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, EACEA, l’Agenzia avrebbe comunicato la conclusione delle procedure di revisione relative ai tre progetti e la rimozione della sospensione dei pagamenti. Inselvini, eurodeputato di Fratelli d’Italia nel gruppo ECR, parla di una «vittoria del pluralismo».

La vicenda aveva preso forma nel 2025, quando l’EACEA aveva avviato revisioni su tre progetti Erasmus+ realizzati dalla World Youth Alliance Europe. Secondo la stessa organizzazione, le verifiche riguardavano i requisiti relativi ai cosiddetti «valori dell’Unione» previsti dagli accordi di finanziamento.

La controversia sui «valori dell’Unione»

Al centro del confronto c’era soprattutto l’interpretazione delle clausole relative ai valori europei. La World Youth Alliance aveva contestato l’impostazione delle revisioni, sostenendo che alcune proprie posizioni su aborto, maternità surrogata, famiglia e dignità della persona fossero state considerate problematiche nell’ambito della valutazione dei progetti.

La questione è arrivata anche al Parlamento europeo. Nel dicembre 2025 quindici eurodeputati, guidati da Paolo Inselvini, avevano scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ai commissari competenti chiedendo chiarimenti sulla metodologia utilizzata nelle verifiche e sul rispetto della neutralità politica.

Nel gennaio 2026 è stata inoltre presentata un’interrogazione parlamentare, la E-000297/2026, che chiedeva alla Commissione come dovesse essere interpretato l’articolo 14 dei contratti Erasmus+ relativo ai valori e se fosse possibile utilizzare, nelle verifiche, documenti politici non vincolanti non richiamati negli accordi di finanziamento.

Il chiarimento della Commissione europea

Un passaggio importante è arrivato nel marzo 2026. Nella risposta all’interrogazione parlamentare, la vicepresidente esecutiva della Commissione Roxana Mînzatu ha chiarito che il rispetto dei valori dell’Unione previsto dall’articolo 14 degli accordi Erasmus+ deve essere valutato sulla base dell’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea e nell’ambito dello specifico Grant Agreement.

La Commissione ha inoltre precisato che la valutazione non può basarsi su posizioni politiche, strategie o risoluzioni non vincolanti che non siano richiamate nell’accordo di finanziamento.

Il chiarimento è stato considerato dalla World Youth Alliance un elemento a sostegno delle proprie contestazioni rispetto alla metodologia utilizzata nelle revisioni. Si tratta però della posizione dell’organizzazione: la documentazione disponibile mostra che il confronto istituzionale ha riguardato proprio l’interpretazione dei requisiti previsti dagli accordi Erasmus+.

L’annuncio di Inselvini

Il 28 settembre, da Bruxelles, Inselvini ha annunciato la conclusione della vicenda e ha incontrato i rappresentanti della World Youth Alliance per discutere del risultato e delle conseguenze della procedura.

«Vittoria! Dopo quasi un anno di verifiche, l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura ha deciso di chiudere le procedure di revisione relative ai tre progetti Erasmus+ della World Youth Alliance Europe e di revocare la sospensione dei relativi pagamenti», ha dichiarato l’eurodeputato.

Inselvini ha ricordato di aver seguito la questione fin dall’inizio e di aver promosso, nel dicembre 2025, l’iniziativa parlamentare che aveva portato alla lettera indirizzata alla Commissione europea.

«Una vittoria importante, che dimostra come sia impossibile negare la realtà», ha aggiunto, sostenendo che la vicenda debba rappresentare un’occasione per «vigilare sull’utilizzo di ogni euro dei cittadini» e, allo stesso tempo, per difendere il pluralismo nell’accesso ai programmi europei.

La posizione della World Youth Alliance

La World Youth Alliance aveva sostenuto fin dalle prime fasi della vicenda che le proprie attività avessero rispettato gli obiettivi previsti dagli accordi Erasmus+ e che le contestazioni riguardassero principalmente alcune posizioni espresse dall’organizzazione.

Nei documenti pubblicati dall’associazione, la WYA sostiene inoltre che le attività dei progetti fossero rivolte ai giovani, alla partecipazione democratica, al dialogo interculturale e alla dignità umana. L’organizzazione ha contestato l’idea che il dissenso rispetto a determinate posizioni politiche potesse costituire, di per sé, una violazione dei valori dell’Unione.

La Commissione europea, in una risposta parlamentare del febbraio 2025 relativa alla vicenda, aveva invece spiegato che l’UE dispone di meccanismi di controllo per verificare il rispetto delle regole da parte dei beneficiari dei finanziamenti e che, in presenza di violazioni, possono essere adottate misure come controlli rafforzati, audit, risoluzione degli accordi o recupero dei fondi.

Un caso che riapre il confronto sul finanziamento europeo

La conclusione delle revisioni riporta quindi al centro il tema del rapporto tra finanziamenti europei, libertà di espressione e requisiti legati ai valori dell’Unione.

Per Inselvini, la vicenda dimostra la necessità di garantire il pluralismo e di impedire che i finanziamenti europei siano utilizzati per privilegiare una determinata posizione politica o culturale. «Un’altra Europa è possibile», ha concluso l’eurodeputato.

La questione ha avuto nel frattempo anche un seguito politico e parlamentare, con diversi eurodeputati che hanno chiesto maggiore chiarezza sulle modalità con cui l’EACEA valuta il rispetto dei valori europei nei progetti finanziati dall’Unione.


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