80% fino a 75.000 euro


L’Incentivo per la filiera del libro paga l’80% delle spese con un tetto di 75.000 euro, ma accetta solo programmi fino a 100.000 euro. Il contributo pieno sta quindi in una fascia stretta, fra 93.750 e 100.000 euro di spesa: sotto si prende l’80% di quanto si spende, sopra i 100.000 la domanda non è ammissibile. È il primo conto da fare per editori di libri, librerie, tipografie, legatorie e grossisti di libri.

La misura è del Ministero della Cultura, tramite il Centro per il libro e la lettura, e la gestisce Invitalia; l’avviso è il decreto del Centro n. 21 del 29 settembre 2026. Le domande si inviano dall’area personale di Invitalia dalle 12:00 di mercoledì 4 novembre 2026, in ordine d’arrivo fino a esaurimento dei 7.406.027,75 euro. Al 30 settembre 2026 la pagina Invitalia dà la misura «In apertura», senza modulistica né FAQ.

Il punteggio serve solo a superare una soglia, poi conta l’ora di invio: il voucher per i piccoli editori dello stesso Centro si è esaurito in 22 ore. Secondo noi l’incentivo conviene a chi ha già un programma definito, i preventivi e i mezzi propri per la parte a carico, almeno il 20%. Non conviene a chi deve comprare prima dell’invio, perché le spese contano solo dopo.

L’Incentivo per la filiera del libro in cinque righe

  • Cosa copre: investimenti in macchinari, attrezzature, software, marchi e opere murarie, più il capitale circolante fino al 20% degli investimenti.
  • Chi lo può chiedere: PMI ed enti del Terzo settore attivi da almeno due anni, con attività prevalente in uno dei sei codici ATECO 2025 dell’allegato: edizione di libri, stampa, prestampa, legatoria, librerie di libri nuovi, ingrosso di libri.
  • Quanto vale: l’80% delle spese ammissibili, fino a 75.000 euro, con un programma che non superi 100.000 euro, circolante compreso.
  • Quando: domande dalle 12:00 del 4 novembre 2026 fino a esaurimento; spese solo dopo l’invio, da chiudere e rendicontare entro 18 mesi dalla concessione.
  • Come si entra: online su Invitalia con SPID o CIE, firma digitale e PEC; ordine d’arrivo, con almeno 12 punti su 24 e il minimo in ognuno dei quattro criteri.

75.000€Contributo massimo, l’80% di 93.750 euro di spesa

100.000€Spesa massima: oltre, la domanda non è ammissibile

12 su 24Punteggio minimo, più il minimo di ogni criterio

Voce Cosa prevede il decreto Dove sta scritto
Atto Decreto del Centro per il libro e la lettura n. 21 del 29/09/2026, con due allegati (elenco delle attività ammissibili, criteri di valutazione); gestore Invitalia Decreto, p. 1 e art. 4; allegati A01 e A02
Risorse 7.406.027,75 euro, da cui escono anche i costi di gestione di Invitalia Art. 3 c. 1; art. 4 c. 3
Beneficiari PMI iscritte al Registro delle imprese; enti del Terzo settore, associazioni e fondazioni iscritti o in corso di iscrizione al RUNTS; tutti attivi da almeno due anni Art. 5 c. 1 e 2
Attività ammesse Sei codici ATECO 2025, come attività prevalente da almeno due anni Art. 5 c. 2 lett. b; allegato A01
Contributo Fondo perduto fino all’80% delle spese, massimo 75.000 euro; spese ammissibili non oltre 100.000 euro Art. 8 c. 3; art. 6 c. 3 lett. b
Regime di aiuto De minimis: al massimo 300.000 euro di aiuti per impresa unica nell’arco di tre anni, su base mobile Art. 8 c. 1; Reg. (UE) 2023/2831, art. 3
Domande Dalle 12:00 del 04/11/2026 fino a esaurimento, in ordine cronologico; istruttoria entro 60 giorni Art. 9 c. 2, 5 e 7
Stato al 30/09/2026 «In apertura»; modulistica e FAQ non ancora pubblicate Pagina Invitalia della misura

Cos’è l’Incentivo per la filiera del libro e da dove arrivano le risorse

Il decreto n. 21 è l’avviso stesso e poggia sul Codice degli incentivi (D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184) e sul bando tipo del decreto MIMIT del 18 giugno 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2026). Finanzia programmi di ampliamento, riqualificazione, ammodernamento, innovazione e digitalizzazione di imprese che esistono già (art. 6 c. 1): non serve a chi deve aprire.

Le risorse vengono dal Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali (art. 183 c. 2 del D.L. 34/2020), di cui le premesse del decreto citano due linee: la A per i piccoli editori (DM 30 luglio 2020 n. 364) e la B per l’intera filiera dell’editoria e della produzione del libro, a cui il DM 21 dicembre 2021 n. 460 ha destinato 8 milioni. L’avviso attua la B con 7.406.027,75 euro senza spiegare la differenza.

Non confondere le due linee. Stesso Fondo, stesso Centro, stesso gestore e stessa area personale Invitalia, ma sono due misure diverse:

Incentivo per la filiera del libro (Linea B)

PMI ed enti del Terzo settore attivi da almeno due anni, con uno dei sei codici dell’allegato. Programmi fino a 100.000 euro, 80% fino a 75.000 euro. Domande dalle 12:00 del 4 novembre 2026, una per soggetto.

Voucher per il sostegno dei piccoli editori (Linea A)

Microimprese con codice 58.11.00 costituite prima del 1° gennaio 2020, con almeno 10 titoli nei tre anni prima della domanda, fino a 15.000 euro. Chiuso dalle 10:00 del 23 giugno 2026 per esaurimento dei fondi: requisiti e regole sono nella nostra scheda sul voucher da 15.000 euro per i piccoli editori.

Chi ha avuto il voucher può chiedere l’incentivo per un progetto diverso: l’avviso esclude chi ha altri finanziamenti sulla stessa proposta progettuale (art. 5 c. 2 lett. j), non chi ha avuto aiuti in passato, che però, se de minimis, pesano sul plafond.

Quanto si ottiene: il contributo pieno sta fra 93.750 e 100.000 euro di spesa

Il contributo è il minore fra l’80% delle spese ammissibili e 75.000 euro (art. 8 c. 3), e le spese ammissibili, investimenti più circolante, non possono superare 100.000 euro (art. 6 c. 3 lett. b). Niente maggiorazioni per territorio, dimensione o punteggio.

Spese ammissibili 80% delle spese Contributo Quota coperta A carico dell’impresa
30.000 euro 24.000 24.000 80% 6.000
60.000 euro 48.000 48.000 80% 12.000
93.750 euro 75.000 75.000 80% 18.750
100.000 euro 80.000 75.000, il tetto 75% 25.000
Oltre 100.000 euro Domanda non ammissibile

Conti nostri sugli artt. 6 e 8 del decreto, IVA esclusa: l’IVA entra fra le spese solo se l’impresa non la può recuperare (art. 7 c. 2).

Fra 93.750 e 100.000 euro ogni euro in più è a carico tuo. Oltre i 100.000 non c’è un taglio automatico: l’entità delle spese è fra i requisiti che portano al preavviso di rigetto (art. 9 c. 13). Se chiedi più di 75.000 euro con spese in regola, invece, il contributo si riduce (art. 8 c. 5) e a fine progetto si ricalcola sulle spese sostenute.

Il circolante pesa meno di quanto sembra: al massimo il 20% degli investimenti, non del programma, cioè un sesto del totale. In un programma da 100.000 euro arriva così a 16.666,66 euro su 83.333,34 di investimenti, a 93.750 euro a 15.625 su 78.125 (conti nostri sull’art. 7 c. 4). Le opere murarie stanno dentro gli investimenti, fino al 20% di questi (art. 7 c. 3 lett. c).

Se tutte le domande chiedessero il massimo, i 7.406.027,75 euro coprirebbero al più 98 contributi pieni, prima dei costi di Invitalia, che l’avviso carica sulle stesse risorse senza quantificarli (art. 4 c. 3). È un ordine di grandezza, non una previsione: con programmi più piccoli le domande finanziate saranno di più.

Si entra in ordine d’arrivo: il punteggio è una soglia, non una classifica

Le agevolazioni si concedono in ordine cronologico di presentazione e valutazione (art. 9 c. 5) e la data della domanda è quella del protocollo elettronico dell’invio (art. 9 c. 2). Per restare dentro servono almeno 12 punti su 24 e il minimo di ciascuno dei quattro criteri, a pena di inammissibilità (art. 9 c. 8 e 9).

Criterio Elementi e punti Massimo Minimo per restare dentro
A) Proponente a.1 competenze imprenditoriali e tecniche: 0, 2 o 4; a.2 assunzione di nuovo personale: 0 o 2 6 2, tutti in a.1
B) Mercato e strategie b.1 analisi di mercato: 0, 2 o 4; b.2 strategie di marketing, prodotto, prezzo e comunicazione: 0, 2 o 4 8 4, «di cui almeno 2 in b.1) e b.2)»
C) Innovazione e impatto c.1 innovazione di processo, prodotto, tecnologica, organizzativa o sociale: 0, 2 o 4; c.2 impatto sulla promozione della lettura: 0 o 2; c.3 stampa su carta: 0 o 2 8 4, «di cui almeno 2 in c.1) e c.2)»
D) Sostenibilità d.1 apporto di mezzi propri: 0 o 2 2 2
Totale 24 12

Fonte: allegato A02 al decreto n. 21, «Criteri di valutazione».

Il 12 è la somma dei quattro minimi (2 + 4 + 4 + 2): chi li raggiunge tutti ci arriva da solo, quindi si cade sul singolo criterio. I due più insidiosi valgono due punti secchi: l’impatto sulla promozione della lettura (c.2) e l’apporto di mezzi propri (d.1). Con mezzi propri «non sufficienti» la domanda è inammissibile anche con 20 punti; con un impatto «assente» lo è nella lettura più prudente del criterio C, che spieghiamo qui sotto. Assunzioni e stampa su carta danno punti che non spostano la posizione; rating di legalità e certificazione della parità di genere, citati nelle premesse, nella griglia non valgono nulla.

Fino alle FAQ di Invitalia restano aperti due punti. Nel criterio C «di cui almeno 2 in c.1) e c.2)» si legge meglio come almeno 2 in ciascuno, come nel criterio B, ma il testo ammette anche la somma: conviene costruire il piano sulla lettura più severa. E non è scritto se un prestito bancario valga come mezzi propri per il d.1, mentre l’art. 8 c. 4 ammette finanziamenti esterni per la quota a carico.

Quanto pesi l’ora lo dice il voucher della Linea A, stessa procedura a sportello: aperto alle 12:00 del 22 giugno 2026, chiuso per esaurimento dei fondi alle 10:00 del giorno dopo. Platea, importi e dotazione sono diversi, quindi non è una previsione, ma è l’unico dato che c’è.

Dopo l’invio: 60 giorni di istruttoria e 10 giorni per accettare

Invitalia ha 60 giorni per l’istruttoria; se chiede integrazioni hai 10 giorni per rispondere e il termine resta sospeso (art. 9 c. 7, 10 e 11), ma l’avviso non dice se la domanda sospesa conserva il posto rispetto a quelle arrivate dopo. Le omissioni sui documenti obbligatori non si sanano (art. 9 c. 11). Dopo un rigetto, preceduto dal preavviso via PEC (art. 10-bis della L. 241/1990), si può presentare una nuova domanda (art. 9 c. 3 e 13).

La concessione arriva via PEC con il CUP (codice unico di progetto) e va restituita firmata entro 10 giorni, termine perentorio (art. 9 c. 14 e 15). Finite le risorse, le domande rimaste senza copertura restano sospese in attesa di economie e poi decadono; l’ultima può essere finanziata in parte, e con nuove risorse lo sportello può riaprire (art. 9 c. 6).

Chi può chiederlo: sei codici ATECO 2025, svolti da almeno due anni

Possono chiederlo le PMI iscritte al Registro delle imprese, dalla ditta individuale alla società di capitali, cooperative e imprese sociali comprese, e gli enti del Terzo settore, le associazioni e le fondazioni con attività economica in forma imprenditoriale, iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) o in corso di iscrizione (art. 5 c. 1). A tutti si applicano i requisiti del comma 2, compresi i parametri europei di PMI e la sede legale e l’unità locale del progetto in Italia.

I due anni sono due requisiti, non uno: l’iscrizione con stato «attivo» nel Registro delle imprese, o nel Repertorio economico amministrativo (REA) per chi non è tenuto al Registro, e l’attività prevalente in uno dei sei codici dell’allegato (art. 5 c. 2 lett. a e b). Si contano a ritroso dall’invio: chi presenta il 4 novembre 2026 deve essere iscritto e attivo almeno dal 4 novembre 2024 (conto nostro), e chi ha cambiato attività prevalente da meno di due anni resta fuori. Cambiare il codice adesso non fa maturare i due anni.

Attività Codice ATECO 2025 Rientra
Case editrici di libri, anche e-book, audiolibri e fumetti; autori che pubblicano in proprio 58.11.00 Sì
Tipografie: stampa di libri e di altri stampati 18.12.00 Sì
Prestampa: composizione, impaginazione, lastre, prove di stampa 18.13.00 Sì
Legatorie: legatura, brossura, finissaggio 18.14.00 Sì
Librerie di libri nuovi, anche online se comprano e rivendono 47.61.00 Sì
Grossisti e distributori di libri 46.49.21 Sì
Librerie dell’usato e antiquarie 47.79.10 e 47.79.20 No
Edicole 47.62.10 No
Ingrosso di riviste e giornali 46.49.22 No
Agenti e intermediari del commercio di libri 46.18.3 No
Traduttori, anche di libri 74.30.00 No
Agenti letterari 74.99.93 No
Illustratori e grafici 74.12.09 No
Editing e correzione di bozze come servizio 82.10.00 No
Autori pubblicati da terzi 90.11.09 No
Cataloghi, elenchi, raccolte, cartoline, calendari, riproduzioni di opere d’arte 58.19.00 No, anche se l’art. 6 nomina alcune di queste pubblicazioni
Quotidiani, riviste e periodici; stampa di giornali 58.12.00, 58.13.00 e 18.11.00 No

Fonte: allegato A01 al decreto n. 21; per i codici esclusi, note esplicative e tabella di raccordo ATECO 2025 dell’ISTAT.

L’elenco è chiuso e vince sulla formula più larga della pagina Invitalia, che parla di «servizi e attività commerciali collegate al settore librario». Per le librerie online conta la merce, non il canale: chi compra e rivende libri nuovi sta nel 47.61.00, le piattaforme che intermediano senza comprare la merce stanno nel gruppo 47.9, fuori elenco.

I casi che l’avviso lascia aperti

  • La prevalenza. L’avviso non dice come si misura (codice primario in visura, ricavi o altro); Invitalia parla di verifiche sul Registro delle imprese o sul REA. Una libreria che vende nuovo e usato rientra solo se prevale il nuovo.
  • I grossisti con 46.49.2 in visura. Nella tabella di raccordo ISTAT il vecchio 46.49.20, che univa libri, riviste e giornali, per il sistema camerale diventa il gruppo 46.49.2, non il 46.49.21 dell’allegato. L’avviso non tratta il caso: controlla la visura e chiedi a Invitalia prima dell’invio.
  • Le tipografie che stampano soprattutto altro. Il 18.12.00 comprende anche riviste, stampati pubblicitari e commerciali, stampa digitale, serigrafia su abbigliamento e fotocopiatura (note esplicative ISTAT). Ma l’avviso chiede di operare nella filiera, che definisce come beni, servizi e processi «inerenti ai settori dell’editoria e della produzione di libri», ed esclude le attività connesse all’edizione di periodici (art. 2 lett. g, art. 5 c. 1 e art. 6 c. 2): come Invitalia valuterà chi ha il codice ma stampa pochi libri o nessuno non è determinabile.
  • Gli editori di cataloghi e raccolte. L’art. 6 c. 2 nomina «elenchi, raccolte, cataloghi, e riproduzioni di opere d’arte», che nell’ATECO 2025 stanno nel 58.19.00, assente dall’allegato. Per il requisito vince l’allegato: la contraddizione la segnaliamo, non la risolviamo noi.

Chi resta escluso anche con il codice giusto

Fanno cadere la domanda anche a chi è nella filiera da anni:

  • impresa in difficoltà secondo il Regolamento (UE) 651/2014, per scelta dell’avviso: il de minimis da solo non la escluderebbe (art. 5 c. 2 lett. f);
  • procedure concorsuali liquidatorie, somme non restituite dopo revoche della stessa amministrazione, irregolarità edilizie, urbanistiche, del lavoro, della sicurezza o ambientali (art. 5 c. 2 lett. d, h e i);
  • altri finanziamenti sulla stessa proposta progettuale, o un’altra domanda sullo stesso avviso (art. 5 c. 2 lett. j);
  • le cause dell’art. 9 del Codice degli incentivi: antimafia, sanzioni interdittive del D.Lgs. 231/2001, condanne definitive di legali rappresentanti o amministratori per reati che escludono dagli appalti, DURC irregolare, decadenze per delocalizzazione o cessazione, revoche per dichiarazioni false da meno di due anni (art. 5 c. 3);
  • programmi su quotidiani, riviste e periodici, videogiochi, software, editoria cinematografica e musicale (art. 6 c. 2).

Attenzione alla polizza catastrofale. È escluso chi non ha l’assicurazione contro i danni da eventi catastrofali dell’art. 1 c. 101 della L. 213/2023 (art. 5 c. 3 lett. g). Conta la data dell’invio: verifica la polizza adesso, insieme al DURC.

Spese ammissibili: cosa entra, cosa resta fuori e da quando contano

Gli investimenti sono acquisti di immobilizzazioni nuove (art. 7 c. 3): macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica; beni immateriali come programmi informatici, brevetti, licenze, marchi, certificazioni e know how; opere murarie nella sede operativa. Il circolante copre materie prime e merci, servizi, affitti e noleggi, personale dipendente (art. 7 c. 4). Opere murarie e circolante restano entro il 20% degli investimenti, e l’usato non entra.

Restano fuori (art. 7 c. 5) la mera sostituzione di macchinari, i contratti «chiavi in mano», il leasing, le commesse interne e i fornitori legati all’impresa, anche in via indiretta tramite coniugi e familiari conviventi, o con soci e titolari di cariche in comune. La dichiarazione da allegare a ogni stato di avanzamento (SAL, la richiesta di pagamento sulle spese fatte) allarga il cerchio: niente beni e servizi da soci, amministratori, dipendenti o loro prossimi congiunti, né da società in cui questi sono soci o amministratori (art. 10 c. 5 lett. f).

Ogni bene immateriale, software compreso, richiede la perizia giurata di un tecnico iscritto all’ordine e competente nel settore sulla congruità del prezzo, da consegnare al SAL in cui il bene è completato (art. 7 c. 3 lett. b); l’avviso non prevede soglie per il software di poco valore e non dice se la perizia sia una spesa ammissibile. Un gestionale a canone di regola è un servizio, non un’immobilizzazione: se entra, entra nel circolante (lettura nostra, dipende dal contratto).

Per le librerie resta un dubbio: l’avviso nomina «macchinari, impianti e attrezzature», non gli arredi, e che scaffali e banconi siano attrezzature ammissibili va confermato con le FAQ prima di metterli al centro del programma.

Le spese contano solo se sostenute dopo l’invio della domanda, non dopo la concessione (art. 7 c. 1 lett. c). Il programma si considera avviato con il primo titolo di spesa di investimento (art. 6 c. 3 lett. c): una fattura, anche solo di acconto, datata prima dell’invio o lo stesso giorno lo fa risultare partito in anticipo e rende la domanda inammissibile. Dalla concessione ci sono 18 mesi per chiudere gli acquisti e presentare l’ultimo SAL, rendiconto compreso (art. 6 c. 3 lett. d; art. 10 c. 6); l’avviso li lega sia all’adozione del provvedimento sia all’accettazione, quindi per prudenza contali dalla prima.

Si paga solo con strumenti tracciabili, da conti intestati all’impresa e dedicati al progetto anche non in via esclusiva: mai contanti, e per le ditte individuali un conto business (art. 7 c. 1 lett. f; art. 10 c. 14). In fattura va il numero di protocollo della domanda con il riferimento alla misura finché non c’è il CUP, poi il CUP con il riferimento all’avviso nel campo note (art. 7 c. 1 lett. e; art. 10 c. 5 lett. a).

Consiglio operativo. Fino all’invio raccogli preventivi, non fatture. Chiedi ai fornitori di consegnare e fatturare, acconti compresi, dopo la data del protocollo, e scrivi loro cosa mettere in fattura: l’avviso non prevede sanatorie per le fatture senza riferimenti.

Dopo la concessione: anticipo del 40%, al massimo due SAL e tre anni di vincolo

Il contributo si incassa su richiesta, con al massimo due SAL presentati solo con fatture già pagate, più un anticipo a scelta fra due, da chiedere entro 60 giorni dalla sottoscrizione della concessione (art. 10 c. 1, 2 e 3):

  • anticipo con garanzia: fino al 40% del contributo concesso, cioè fino a 30.000 euro su 75.000, contro una fideiussione o polizza di pari importo rilasciata da banca, assicurazione o intermediario iscritto all’albo dell’art. 106 del Testo unico bancario, recuperato in proporzione sui SAL;
  • anticipo sul circolante: fino al 40% del contributo sul solo capitale circolante, con almeno un documento che provi impegni di spesa per il funzionamento, come un contratto di affitto o di utenze; qui l’avviso non menziona garanzie.

A ogni SAL servono, oltre a fatture con il CUP, estratto del conto dedicato, registri contabili e liberatorie dei fornitori, il titolo di disponibilità della sede con visura catastale, planimetria e documenti di regolarità urbanistica ed edilizia, anche se la sede è in affitto (art. 10 c. 5). Invitalia paga entro 60 giorni dalla richiesta completa, dopo i controlli di legge, DURC compreso (art. 10 c. 8 e 11). Il circolante si paga in proporzione all’avanzamento degli investimenti, e al saldo Invitalia controlla sui bilanci che in circolante sia stato speso almeno quanto ammesso, altrimenti ricalcola e recupera (art. 10 c. 15 e 16).

I beni non si vendono, non si cedono e non si distraggono per tre anni dal completamento dell’investimento, e restano nel libro cespiti almeno per lo stesso periodo (art. 12 c. 1 lett. c; art. 7 c. 5 lett. d). Fusioni, cessioni di ramo, cambi di sede o di cronoprogramma si comunicano prima, e i pagamenti restano sospesi fino all’autorizzazione di Invitalia (art. 11).

La revoca è totale se mancano requisiti non sanabili, per delocalizzazione o cause di esclusione, se rifiuti i controlli o rinunci; è parziale se entro i 18 mesi hai realizzato una parte organica e funzionale del programma; se vendi un bene prima dei tre anni è proporzionale al periodo, totale se lo vendi prima dell’ultimazione (art. 12). Si restituisce con l’interesse al tasso di riferimento della BCE, più cinque punti se la causa è addebitabile all’impresa; i cinque punti non si applicano a rinuncia e ricalcoli per minori spese (art. 17 c. 4 del Codice degli incentivi).

Come si tassa e come si contabilizza il contributo per la filiera del libro

Il contributo è tassato: non lo escludono né il decreto, né il Codice degli incentivi, né la norma che ha creato il Fondo, e le esenzioni fiscali non si estendono per analogia (Agenzia delle Entrate, risposta n. 494 del 21/10/2020). Il decreto chiama tutto il contributo «in conto impianti» (art. 8 c. 2), ma per il fisco conta a cosa serve ciascuna quota, non il nome (risoluzione n. 2/E del 22/01/2010):

Quota del contributo Come si tratta Ritenuta del 4% Quando si tassa
Sugli investimenti Conto impianti: riduce il costo fiscale del bene e non è una sopravvenienza (art. 88 c. 3 lett. b TUIR) No sui beni strumentali acquistati (art. 28 c. 2 DPR 600/1973); non è scritto per software e opere murarie Con gli ammortamenti, dall’anno in cui il diritto è certo e il bene è in funzione
Sul capitale circolante Conto esercizio: è un ricavo (art. 85 c. 1 lett. h TUIR) Sì, sulle somme pagate Nell’anno in cui il diritto è certo; per cassa in contabilità semplificata

Nelle società entrambe le quote entrano anche nella base IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/1997). Dal 1° gennaio 2027 le due norme del TUIR diventano gli artt. 94 e 97 del D.Lgs. 117/2026 e la ritenuta passa all’art. 43 c. 2 del D.Lgs. 33/2025, sempre al 4%.

La ritenuta, operata da Invitalia, non è un costo: è un acconto d’imposta che si scomputa in dichiarazione o diventa un credito (risposta n. 586 del 15/09/2021). L’origine emergenziale del Fondo fa pensare all’esenzione Covid dell’art. 10-bis del D.L. 137/2020, ma l’Agenzia l’ha già esclusa per la quota sugli investimenti (risposta n. 35 del 17/02/2025) e per il resto chiede un legame stretto con la pandemia (risposta n. 107 del 16/05/2024), che una misura di investimento del 2026 non ha. La lettura prudente è tassare tutto; sul circolante la certezza la dà solo un interpello.

L’esempio: una libreria srl con 60.000 euro di investimenti

Scenario ipotetico, non un caso reale. Libreria (47.61.00) in forma di srl, esercizio coincidente con l’anno solare, IVA detraibile, IRAP al 3,9%. Domanda del 4 novembre 2026, concessione e accettazione a gennaio 2027, beni in funzione dal 1° luglio 2027. Investimenti: scaffalature e banconi 30.000 euro (se le FAQ li confermeranno fra le attrezzature), hardware 20.000, software gestionale in licenza a tempo indeterminato 10.000 con perizia giurata. Circolante programmato: 15.000 euro fra affitto e servizi.

Passaggio Calcolo Euro
Investimenti ammissibili 30.000 + 20.000 + 10.000 60.000,00
Circolante ammesso 20% di 60.000; dei 15.000 programmati ne restano fuori 3.000 12.000,00
Spese ammissibili 60.000 + 12.000, sotto i 100.000 72.000,00
Contributo 80% di 72.000, sotto i 75.000 57.600,00
di cui in conto impianti 80% di 60.000 48.000,00
di cui sul circolante 80% di 12.000 9.600,00
Ritenuta del 4% sul circolante, da recuperare 4% di 9.600 384,00
IRES 24% e IRAP 3,9% sul contributo, negli anni 27,9% di 57.600 16.070,40
Contributo netto dopo le imposte 57.600 meno 16.070,40 41.529,60
Quota netta sulle spese ammesse 41.529,60 diviso 72.000 57,68%

Conti nostri. Per far entrare tutti i 15.000 euro di circolante servivano almeno 75.000 euro di investimenti. Le imposte non arrivano insieme: nel 2027 pesano 3.682,80 euro, perché il circolante è imputato tutto a quell’anno (ipotesi nostra: l’avviso non dice quando il diritto diventa certo) insieme alla prima quota di ammortamento; gli altri 12.387,60 euro si distribuiscono fino al 2037, con ammortamenti ipotizzati al 10% per le scaffalature e al 20% per hardware e software, a metà nel primo anno. In una srl l’80% nominale vale così il 57,7% dopo le imposte.

La cassa: anticipo, due SAL e la quota che resta a carico

Stesso esempio, con l’anticipo garantito e due SAL uguali, ciascuno da 36.000 euro di spese, di cui 30.000 di investimenti (conti nostri sull’art. 10):

Momento Entra Esce Posizione dell’impresa
Anticipo del 40% su 57.600, contro una fideiussione di 23.040 23.040,00 23.040,00 in attivo
Pagamento dei fornitori del primo SAL 36.000,00 12.960,00 da coprire
Primo SAL: maturano 28.800, si recuperano 11.520 di anticipo 17.280,00 4.320,00 in attivo
Pagamento dei fornitori del secondo SAL 36.000,00 31.680,00 da coprire
Saldo: maturano 28.800, si recuperano 11.520 17.280,00 14.400,00 da coprire, cioè la quota propria

Senza anticipo lo scoperto massimo sarebbe di 43.200 euro. Il conto non include 13.200 euro di IVA sugli investimenti, da anticipare e poi detrarre, né il costo della fideiussione, che l’avviso non indica. L’anticipo sul solo circolante sarebbe di 3.840 euro.

Se la libreria è una ditta individuale

Stesso contributo, prelievo diverso: niente IRAP, ma IRPEF e contributi INPS della gestione commercianti, perché il contributo diventa reddito d’impresa del titolare. Con un reddito nello scaglione del 33% e l’aliquota INPS 2026 del 24,48% (circolare INPS n. 14 del 09/02/2026) il carico marginale arriva al 49,40%: dei 57.600 euro ne restano 29.144,68, il 40,48% delle spese ammesse, addizionali escluse.

Per gli enti del Terzo settore che non sono imprese sociali decide la natura, commerciale o no, dell’attività finanziata (art. 79 D.Lgs. 117/2017), da valutare sui conti dell’ente.

De minimis e cumulo: 300.000 euro in tre anni e nessun altro aiuto sullo stesso progetto

L’incentivo è un aiuto de minimis (Reg. UE 2023/2831): l’impresa unica, cioè l’insieme delle imprese legate da controllo, non può ricevere più di 300.000 euro di questi aiuti in tre anni mobili, sommando a ogni concessione quelli dei tre anni precedenti (art. 3 par. 2). Contano la data della concessione, non dell’incasso, e l’importo lordo (art. 3 par. 3 e 5): la libreria dell’esempio consuma 57.600 euro di plafond, anche se dopo le imposte gliene restano 41.529,60.

Per i 75.000 euro pieni l’impresa unica non deve aver ricevuto più di 225.000 euro di altri aiuti de minimis nei tre anni; se la capienza non basta, il contributo si riduce fino al massimale (art. 5 c. 2 lett. g). L’impresa unica non coincide con il perimetro della dimensione di PMI, dove contano anche le associate dal 25%.

La dichiarazione de minimis chiesta dall’avviso riguarda gli aiuti «percepiti» «durante l’esercizio finanziario in corso e dei due esercizi precedenti» (art. 9 c. 1 lett. d), la formula del vecchio Regolamento (UE) 1407/2013. Vale però il regolamento in vigore: si dichiarano tutti gli aiuti de minimis concessi all’impresa unica nei tre anni precedenti, con la data del provvedimento. Invitalia li verifica sul Registro nazionale degli aiuti (RNA); per fare il conto prima di lei c’è la nostra guida su come si fa il conto del plafond de minimis sui tre anni mobili.

Sul cumulo l’avviso apre e poi stringe. L’art. 8 c. 6 ammette altre agevolazioni, anche aiuti di Stato, nei limiti delle regole e senza finanziare due volte lo stesso costo; ma la stessa proposta progettuale non può avere altri finanziamenti (art. 5 c. 2 lett. j), e la parte non coperta, IVA compresa se non recuperabile, va pagata con risorse proprie o finanziamenti esterni senza altre agevolazioni (art. 8 c. 4), «in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico» (art. 2 lett. b). Per questo, nella nostra lettura, un mutuo agevolato o con garanzia pubblica sul residuo non è compatibile. Sulle misure fiscali l’avviso tace: l’iperammortamento si calcola al netto dei contributi (L. 199/2025, art. 1 c. 431), quindi resterebbe al più sul 20% non coperto, e se un beneficio fiscale sullo stesso bene conti come altro finanziamento della stessa proposta non è determinabile.

La stessa regola vale per gli aiuti regionali all’editoria. I contributi della Regione Campania per l’editoria libraria e l’informazione locale per le attività del 2026 hanno chiuso le domande il 31 ottobre 2025; il voucher della Regione Piemonte per le fiere dell’editoria libraria paga la partecipazione alle fiere del 2026, con domande fino alle 12:00 del 5 ottobre 2026. Un aiuto regionale sullo stesso progetto chiude la porta all’incentivo; uno su costi diversi no, se nessuna fattura è finanziata due volte e il plafond regge.

Come prepararsi adesso, prima che escano modulistica e FAQ

Piano d’impresa, dichiarazioni sostitutive (requisiti, de minimis, titolare effettivo, principio di non arrecare danno significativo all’ambiente) e prospetto sulla dimensione si compilano sui modelli di Invitalia, che al 30 settembre 2026 non sono pubblicati. Il resto si chiude già ora, nell’ordine in cui lo faremmo noi:

  1. Visura camerale. Codice ATECO 2025 prevalente fra i sei; iscrizione e inizio attività almeno due anni prima dell’invio; per i grossisti, 46.49.21 e non 46.49.2.
  2. Requisiti che si perdono in silenzio. DURC regolare, polizza catastrofale, conti che non facciano dell’impresa un’impresa in difficoltà, regolarità urbanistica ed edilizia della sede, che servirà a ogni SAL.
  3. Plafond e dimensione. Aiuti de minimis dell’impresa unica negli ultimi tre anni, dalla visura sul Registro nazionale degli aiuti; dati per il prospetto di PMI, con collegate e associate.
  4. Programma e preventivi. Beni nuovi, fornitori non legati all’impresa, circolante entro il 20% degli investimenti, totale fra 93.750 e 100.000 euro per il contributo pieno; un tecnico per le perizie giurate.
  5. Copertura. Mezzi propri per la parte a carico, che valgono anche i 2 punti del d.1; un conto dedicato, business per le ditte individuali; il costo della fideiussione, da chiedere alla banca se vuoi l’anticipo.
  6. Piano d’impresa. Costruito sui quattro criteri, con un impatto concreto sulla promozione della lettura: nella lettura più prudente del criterio C, senza quell’impatto la domanda non è ammissibile.
  7. Documenti e strumenti. Ultimi due bilanci depositati, o le ultime due situazioni contabili annuali o dichiarazioni dei redditi; statuto e atto costitutivo, dove ci sono; SPID o CIE, firma digitale del legale rappresentante e PEC.

Il giorno dell’apertura conta l’orario del protocollo. Arrivare alle 12:00 del 4 novembre con piano e allegati già firmati è l’unica leva che hai sull’ordine d’arrivo.

Domande frequenti sull’Incentivo per la filiera del libro

Una libreria che vende anche libri usati può chiedere l’Incentivo per la filiera del libro?

Sì, se da almeno due anni l’attività prevalente è la vendita di libri nuovi (47.61.00); se prevalgono usato (47.79.10) o antiquariato (47.79.20), no. L’avviso non dice come si misura la prevalenza: si parte dal codice primario in visura.

Posso comprare le attrezzature prima di inviare la domanda?

No. Contano solo le spese sostenute dopo l’invio, e una fattura di investimento datata prima o lo stesso giorno, anche di acconto, rende la domanda inammissibile. Prima dell’invio si raccolgono i preventivi.

Il contributo per la filiera del libro è tassato?

Sì. La quota sugli investimenti riduce il costo dei beni e si tassa con gli ammortamenti, quella sul circolante è un ricavo con ritenuta del 4%. L’esenzione Covid dell’art. 10-bis del D.L. 137/2020 non si applica, nella lettura prudente che adottiamo. In una srl, fra IRES e IRAP, dell’80% nominale resta circa il 57,7%.

Per avere l’anticipo serve una fideiussione?

Per l’anticipo fino al 40% del contributo sì, di pari importo. L’alternativa, fino al 40% della quota sul circolante, chiede un documento su spese di funzionamento come affitto o utenze, e l’avviso non menziona garanzie. Si sceglie una delle due entro 60 giorni dalla sottoscrizione della concessione.

Un’associazione culturale che pubblica libri può partecipare?

Solo se è iscritta al RUNTS, anche in corso di iscrizione, svolge attività economica in forma imprenditoriale, risulta da almeno due anni nel Registro delle imprese o nel REA e ha come attività prevalente uno dei sei codici, di solito il 58.11.00. Valgono anche per lei i parametri di PMI.

Chi ha già avuto un voucher del Centro per il libro e la lettura può chiedere anche questo incentivo?

Sì, per un progetto diverso: l’esclusione riguarda altri finanziamenti sulla stessa proposta progettuale, non gli aiuti del passato. Quelli de minimis degli ultimi tre anni però pesano sul plafond di 300.000 euro: per il contributo pieno ne servono 75.000 liberi.

Se l’incentivo non fa per te, da dove ripartire

Se il tuo codice non è fra i sei, se l’impresa ha meno di due anni o se il progetto supera i 100.000 euro, questo incentivo non è la strada: conviene partire dai bandi a fondo perduto che accettano domande in questo momento, che aggiorniamo ogni mese con date e dotazioni.

Vuoi sapere se codice, due anni e conti reggono? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e controlliamo con te visura, preventivi e plafond de minimis prima dell’invio.

Fonti ufficiali: decreto del Centro per il libro e la lettura n. 21 del 29 settembre 2026, che contiene l’avviso (PDF su Invitalia); allegato «Elenco attività ammissibili» (PDF); allegato «Criteri di valutazione», versione firmata sul sito del Centro per il libro e la lettura (PDF); pagina Invitalia dell’Incentivo per la filiera del libro. Stato della misura, modulistica e FAQ verificati sulla pagina Invitalia il 30 settembre 2026.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม