Il 22 ottobre, con l’assemblea elettiva dell’Associazione, si chiuderà il secondo mandato del presidente alla guida di Confapi Brescia
Innovazione è competitività, ma le Pmi bresciane sono ancora in ritardo
Brescia, 29 settembre 2026 – Il 22 ottobre 2026, con l’assemblea elettiva che inizierà alle 16, si chiuderanno i sei anni della presidenza di Pierluigi Cordua alla guida di Confapi Brescia.
«Ho assunto la guida dell’Associazione in un momento unico per la storia contemporanea – commenta Pierluigi Cordua, – segnato dalla pandemia di Covid-19, che ha portato con sé incertezze mai provate prima, strutturali e sistemiche sulla società e sull’economia». Per Cordua «le imprese hanno vissuto, da allora, altri shock di portata globale, ma sono state in grado di assorbirli. Primo su tutti, quello connesso ai costi dell’energia, nodo tuttora irrisolto. E ancora gli sconvolgimenti geopolitici, con i relativi protezionismi, le transizioni ecologiche e digitali, l’evoluzione delle normative europee, con quella relativa all’automotive su tutte, la grande crisi della Germania, partner storicamente privilegiato del nostro sistema industriale. Tutto questo accostato all’inarrestabile ascesa dell’economia cinese».
Il presidente ha voluto ribadire che «nonostante tutti questi ostacoli, l’industria, nel nostro territorio, non ha perso il proprio valore insostituibile – così come, ha aggiunto – non è stato scalfito il valore della rappresentanza Confapi a fianco delle imprese associate, tasselli fondamentali di un sistema produttivo tra i più sviluppati a livello europeo, grazie alla competenza specifica e alla resilienza». E proprio per questo legame così saldo che «intendo lasciare a chi mi succederà un’Associazione radicata e riconosciuta sul territorio, solida e con un’identità chiara – afferma Cordua -. La sfida principale del futuro sarà governare l’innovazione diffusa, affrontare le sfide della penetrazione dell’intelligenza artificiale e le criticità dei mercati globali mantenendo la capacità di fare impresa e sviluppare competenze e idee nel quadro del tessuto produttivo bresciano».
LA RAPPRESENTANZA DI CONFAPI BRESCIA
In questi sei anni, Confapi Brescia si è rafforzata (+12% di associati dal 2020) ed innovata in termini di rappresentanza, responsabilità assunte sul territorio e visibilità. Due i risultati particolarmente rilevanti: nel dicembre 2024, l’ingresso, per la prima volta, nella giunta della Camera di Commercio di Brescia e, nel luglio 2026, l’entrata a pieno titolo nella cabina di regia della Fondazione Bind che svilupperà il Brescia Innovation District, progetto che Confapi Brescia ha sostenuto con determinazione sin nelle fasi della progettualità iniziale. Pierluigi Cordua è stato nominato nel ruolo di delegato per entrambe le posizioni.
Negli anni si è consolidato, inoltre, il rapporto con le istituzioni, le forze dell’ordine e le altre associazioni con le quali Confapi Brescia ha contribuito a sviluppare tavoli trasversali. Significative, tra le altre, le progettualità volte alla sensibilizzazione di territorio ed imprese su tematiche fondamentali come il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata, la contraffazione, i rischi sulla sicurezza sul luogo di lavoro, le minacce cyber.
Sostenere le imprese in quanto soggetti portanti della nostra società, ancora prima che dell’economia, ha rappresentato il codice genetico della presidenza Cordua e della sua squadra di lavoro sin dall’inizio. Esempio eloquente è stata la coraggiosa creazione di un hub vaccinale in seno all’Associazione. Una risposta concreta all’urgenza di una rapida campagna d’immunizzazione. Così come, nel pieno della crisi energetica del 2022-2023, Confapi Brescia si è fatta promotrice dell’aggregazione di centinaia di imprese per l’adesione alla misura Energy Release nelle sue diverse forme. Un’azione che ha unito le forze della base associativa nel raggiungimento di un beneficio comune.
Da Brescia è partito, inoltre, un impulso decisivo per la contrattazione collettiva nazionale, culminato nel rinnovo di diversi CCNL di Confapi, a partire da quello metalmeccanico, tra i più rilevanti contratti collettivi applicati in Italia. In questo percorso, così come nei tavoli tecnici su energia e ambiente, il personale di Confapi Brescia ha messo a disposizione competenze specialistiche di primo piano, arricchendo il dibattito e le proposte dell’Associazione. Rilevante anche il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, rafforzato dalla recente intesa con Pro Brixia per l’accompagnamento alle fiere estere.
Risultati resi possibili dalla guida strategica della Direzione Generale e dalla crescita continua di una struttura interna sempre più qualificata.
UN’ASSOCIAZIONE CHE PARLA AL TERRITORIO
Dal 2022 l’Associazione ha rinnovato profondamente i propri canali informativi, affiancando al notiziario settimanale Video News la creazione di uno studio interno di registrazione, vero e proprio hub multimediale per la produzione di webinar e contenuti tematici a supporto della vita associativa.
Sul fronte della divulgazione, l’approfondimento dei grandi temi globali e comunitari che impattano sulle imprese si è arricchito di strumenti dedicati: Osservatorio Internazionale, newsletter quindicinale di analisi geopolitica, e Impresa Europa, appuntamento mensile focalizzato sulle novità e sulle normative provenienti da Bruxelles.
Parallelamente, Confapi Brescia ha impresso una decisa accelerazione all’intera offerta associativa, potenziando tutti i servizi erogati e rafforzando in modo significativo i percorsi di formazione continua rivolti a dipendenti, quadri e dirigenti aziendali.
In prima linea anche sulla transizione digitale, l’Associazione è stata pioniera nel campo dell’intelligenza artificiale: dopo il convegno del settembre 2023, la firma del protocollo d’intesa con Microsoft nell’aprile 2024 e le attività formative di Apiservizi, l’associazione si prepara a lanciare a novembre il percorso «AI universale», pensato per dotare manager e dipendenti di strumenti pratici e nozioni normative per integrare l’IA nei flussi di lavoro. L’impegno sul digitale vedrà inoltre a breve la pubblicazione di un nuovo volume curato da Unimatica Confapi Brescia dedicato alle basi dell’IA — che segue la recente «Guida essenziale per la cybersicurezza» (Rubbettino, 2024) — e la prosecuzione della presenza dell’Associazione nella cabina di regia del Brescia Innovation District, per accelerare il trasferimento tecnologico sul territorio.
GRANDE INTERESSE, MA DIGITALIZZAZIONE ANCORA A MACCHIA DI LEOPARDO
Il 52% del campione applica già l’IA, ma pesano i ritardi sulle competenze e sulla gestione dei dati
Presidente Cordua: «Necessario avere contezza dello stato dell’arte per continuare a guidare un cambiamento decisivo per la competitività futura»
L’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle aziende bresciane avanza in maniera frastagliata. Se da un lato l’interesse per le opportunità che può generare sia crescente, il livello generale di digitalizzazione sconta ancora consistenti ritardi. Questi alcuni dei risultati dell’analisi sul livello di permeazione dell’IA nel tessuto produttivo condotta dal Centro Studi di Confapi Brescia su un campione di cento aziende associate.
«L’idea di condurre questa indagine nasceva da un’esigenza precisa: avere piena contezza dello stato dell’arte dell’innovazione all’interno del nostro sistema produttivo, anche a seguito delle iniziative che, nel tempo, stiamo organizzando – afferma il presidente Pierluigi Cordua -. Per continuare ad accompagnare le imprese in questo percorso, serviva, infatti, fotografare i punti di forza e le aree di fragilità».
Dallo studio emerge come il livello di digitalizzazione del sistema-Brescia sia ancora medio-basso: poco meno di due imprese su tre, complessivamente, danno affidabilità parziale (54%) o bassa (10%) ai propri dati, a fronte di un 27% che vi dà alta fiducia. Si conta un residuo 9% che ancora non raccoglie dati di processo o non li analizza. Il 15% delle intervistate dichiara di non conoscere le applicazioni dell’IA o di farlo in maniera parziale (30%) o bassa (37%).
Poco meno di due aziende su dieci (18%) rivendicano, al contrario, un’elevata conoscenza della tecnologia ed è l’assenza di competenze specifiche interne (38%) la principale ragione del mancato utilizzo. E ancora, è in sostanziale equilibrio il rapporto tra chi ha implementato l’IA in ambito aziendale (52%) e chi non lo ha fatto (48%), ma il 43% di questi ultimi dichiara di avere in programma di farlo nel prossimo futuro.
Tre aziende utilizzatrici su quattro (73%) utilizzano l’IA per ottimizzare i processi, il 54% la ritiene un mezzo di riduzione degli sprechi e quote significative (44% e 39%) vi si rivolgono per analisi dati e controllo di gestione. Minore (12%) la quota di chi la applica per ricerca e sviluppo o definizione dei KPI (15%).
Nelle PMI bresciane, l’IA è prevalentemente impiegata nei settori della comunicazione e della segreteria: l’80% vi ha delegato la redazione di testi, il 71% la revisione di bozze, il 63% la scrittura delle e-mail e le traduzioni, il 51% la creazione di contenuti social e il 49% la realizzazione di immagini.
Più contenuto il numero di aziende che dichiara di aver affidato all’IA l’analisi contrattuale (37%), l’analisi delle campagne (20%), il controllo di gestione (17%) o la realizzazione di bandi (10%). Ma chi la usa, evidenzia soddisfazione: i trequarti del totale dichiarano che queste tecnologie hanno aumentato la produttività nel complesso. Risibile (5%) la quota di chi afferma il contrario e il 20%, per ora, non è in grado di trarre conclusioni.
Nello specifico, l’IA ha aumentato la qualità del lavoro (66%), abbatte i tempi di esecuzione (61%), contiene gli errori umani (51%), ottimizza i processi (34%) e migliora le competenze delle maestranze (32%).
I rischi percepiti dagli imprenditori sono connessi alla cybersicurezza (50%), alla potenziale emersione di truffe, manipolazioni e deepfake (41%), alla possibile inesattezza delle informazioni (26%), dalla sostenibilità economica di tali applicazioni (29%). Solo un’azienda su 10 teme, invece, che l’IA imporrà tagli del personale.
Per gli scenari futuri, il 47% delle imprese ritiene che l’IA aumenterà produttività e lavoro mentre solo il 6% teme che possa soppiantare l’uomo nel governo dell’economia e il 3% che non sarà una trasformazione rivoluzionaria. Il 44%, invece, pensa che impatterà profondamente sulle scelte umane nella gestione del lavoro e dell’economia.
«I numeri dell’indagine evidenziano una realtà a due velocità: da un lato l’entusiasmo di chi già applica l’intelligenza artificiale, riscontrando un balzo evidente nella produttività e nella qualità del lavoro; dall’altro un ritardo strutturale che non possiamo ignorare – descrive il presidente Cordua -. Se oltre il 60% delle nostre imprese mostra riserve sull’affidabilità dei propri dati e quasi quattro su dieci indicano la carenza di competenze interne come primo freno, è evidente dove dobbiamo intervenire. L’IA non è un fenomeno transitorio, ma è un motore concreto di cambiamento industriale e come ogni accelerazione tecnologica porta con sé insidie complesse. Per questo Confapi Brescia è al fianco delle aziende non solo per coglierne le opportunità, ma anche per guidarle nella piena comprensione e gestione dei rischi. Il nostro compito è, pertanto, contribuire a colmare il divario formativo per poter beneficiare dei vantaggi della tecnologia che evolva dalla semplice automazione d’ufficio a un governo consapevole, sicuro e strategico di questi strumenti nei processi e nell’organizzazione».
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