Catania al centro del Mediterraneo, con uno sguardo al futuro della trasformazione intelligente dei territori. Si è tenuta oggi, nella cornice di Isola Catania, la tappa etnea del roadshow 2026 di City Vision, la community delle smart city italiane, realizzata in collaborazione con ANCE Catania. Al centro dell’appuntamento, il tema “Futuro mediterraneo: infrastrutture, mobilità, energia per la trasformazione”, con un confronto tra pubblica amministrazione, imprese, ricerca, filiere infrastrutturali e protagonisti dell’innovazione urbana sui processi che stanno ridisegnando il futuro dei territori. La giornata ha proposto un tavolo di lavoro dedicato al ruolo delle città mediterranee nella trasformazione intelligente, affrontando in modo complementare i temi delle infrastrutture, della mobilità, dell’energia e della capacità dei territori di governare le grandi transizioni in corso. Una formula che ha permesso di mettere in relazione visioni, competenze e bisogni concreti, facendo emergere l’idea di città come ecosistema aperto, capace di tenere insieme sviluppo, accessibilità e qualità della vita.
«A Catania portiamo un confronto che guarda al Mediterraneo non come a un confine, ma come a uno spazio strategico di connessione, sviluppo e innovazione. Le città che vogliono affrontare le grandi transizioni hanno bisogno di infrastrutture, visione e capacità di dialogare tra attori diversi, perché la trasformazione urbana non si costruisce in solitudine ma attraverso una rete di competenze e responsabilità condivise», dichiara Domenico Lanzilotta, direttore di City Vision.
A rappresentare il sistema produttivo e il mondo delle costruzioni è stata ANCE Catania, che ha contribuito a portare al centro del confronto il tema delle infrastrutture come leva fondamentale per la competitività e lo sviluppo territoriale. «Catania ha bisogno di una visione infrastrutturale lungimirante – ha dichiarato il presidente di ANCE Catania Rosario Fresta – Dobbiamo completare e rafforzare la metropolitana, con particolare attenzione al collegamento con l’aeroporto, investire sulla ferrovia e ripensare la mobilità dell’area metropolitana. La tangenziale, oggi attraversata quotidianamente da migliaia di cittadini, è diventata di fatto una vera e propria circonvallazione: per questo occorre progettare un percorso alternativo che consenta di restituirle la funzione per la quale era stata concepita. La fine del PNRR non può significare la fine degli investimenti. Serve una nuova stagione di collaborazione tra istituzioni, imprese e università, perché infrastrutture efficienti e moderne sono una condizione fondamentale per la competitività delle nostre imprese e per lo sviluppo del territorio. Dobbiamo inoltre guardare alle nuove sfide: il cambiamento climatico impone una gestione diversa delle acque, mentre accanto all’efficientamento energetico non possiamo dimenticare la sicurezza sismica degli edifici. Investire nelle infrastrutture significa investire nel benessere e nel futuro della nostra comunità».
A seguire, il sindaco di Catania Enrico Trantino ha aperto i lavori richiamando l’importanza del confronto tra istituzioni, imprese, ricerca e mondo infrastrutturale per definire le priorità della città e trasformare una visione di sviluppo in interventi concreti. «Il confronto ci aiuta a mettere a fuoco le priorità reali della città e a trasformare una visione di sviluppo in interventi concreti. Per Catania la sfida è costruire un modello di città più intelligente, capace di intervenire sulla mobilità, con nuove infrastrutture, in grado di decongestionare il traffico e di migliorare la qualità della vita dei cittadini», ha dichiarato il sindaco Trantino.
Dal mondo delle imprese in rappresentanza di Confindustria Catania è intervenuta la presidente Maria Cristina Busi Ferruzzi, che ha sottolineato il compito dell’associazione nel dare voce alle esigenze delle realtà imprenditoriali, soprattutto delle più piccole, mettendo al centro le priorità infrastrutturali del territorio. «Confindustria Catania ha il compito di ascoltare i bisogni delle imprese: dal rinnovo delle infrastrutture idriche alla riqualificazione della zona industriale, fino alla comprensione dei rischi geologici. Per costruire un futuro sicuro servono aziende solide, lavoratori tutelati e infrastrutture efficienti, perché la Sicilia può e deve giocare un ruolo strategico nel Mediterraneo».
Infine, il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti ha richiamato il ruolo della ricerca come ponte tra laboratori, imprese e territorio. «L’Università di Catania è chiamata a giocare un ruolo di primo piano sui temi di energia, mobilità e infrastrutture, mettendo in relazione la ricerca d’avanguardia dei laboratori con le imprese e con il territorio. Momenti come questo rafforzano il rapporto tra università e sistema produttivo e aiutano a trasferire più rapidamente l’innovazione nelle realizzazioni concrete».
La tappa catanese ha messo al centro il sistema siciliano di amministrazioni, imprese, enti di ricerca e operatori delle infrastrutture, con una chiara apertura nazionale. Ai tavoli hanno partecipato infatti anche amministratori e stakeholder provenienti da diverse aree del Paese, tra cui Acireale e Misterbianco, insieme a rappresentanti del mondo della mobilità, dell’energia, dei servizi pubblici, della tecnologia e dell’innovazione urbana. Tra i temi emersi, il ruolo delle reti infrastrutturali, la gestione delle transizioni energetiche, la pianificazione urbana, la capacità di integrare innovazione e servizi nei territori e la necessità di rafforzare il dialogo tra pubblico e privato. Il confronto ha raccolto anche contributi dal mondo delle infrastrutture, della ricerca e dell’innovazione, con la partecipazione di Maria Rosa Gatti, Direzione Commerciale – Business Development Open Fiber, Michela Spagnuolo, Direttrice CNR – IMATI, accanto a rappresentanti del Ministero delle imprese e del Made in Italy, della Regione Siciliana, della Città Metropolitana di Catania, dei comuni del territorio etneo e del mondo imprenditoriale e accademico.
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