calano i prezzi ai distributori Eni e Ip anche a Cagliari


Nessun assalto o coda chilometrica ai distributori, ma un’attenzione ben più alta del solito ai tabelloni dei prezzi. L’effetto del price cap sui carburanti si fa sentire da questa mattina anche a Cagliari e nel suo hinterland: nei piazzali delle stazioni Enilive le tariffe sono scese a 1,990 euro al litro per la benzina e 2,190 euro per il diesel, al di sotto dei picchi registrati nei giorni scorsi. Qualche fila in più si è vista soprattutto nell’area di Sassari, ma in tutto il territorio regionale gli automobilisti hanno iniziato a privilegiare gli impianti del cane a sei zampe e della rete Ip (che ha garantito ai gestori margine di manovra sui listini finali).

Come funziona il price cap 

Il meccanismo di calmieramento tiene conto delle diverse esigenze della filiera e potrà essere esteso anche agli impianti a marchio Esso e agli altri operatori riforniti dal gruppo Ip. Va però fatta una distinzione importante. Il prezzo fisso scatta da subito solo nelle stazioni di proprietà di Enilive, circa 3.847 impianti. Tuttavia solo il 75% delle pompe sono di proprietà, a gestione diretta o indiretta. Le altre sono “convenzionate”: hanno l’insegna ma acquistano i prodotti raffinati da Eni in modo autonomo. In questo caso, il prezzo indicato è solo “consigliato” dal venditore. L’intervento arriva al termine di settimane di trattative condotte in particolare dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante gli incontri a Cernobbio con i vertici di Socar e nei confronti dei ministri del Kuwait per la rete Q8. Il messaggio diplomatico era chiaro: una collaborazione volontaria della filiera avrebbe scongiurato interventi normativi più severi, come un prelievo sugli extraprofitti. 

La reazione di Palazzo Chigi 

La decisione di Socar ha raccolto il favore della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che dopo un colloquio telefonico con il presidente azero Ilham Aliyev e con il numero uno di Socar Rovshan Najaf ha commentato: “È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti”. Meloni ha ribadito che “il governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa”. L’iniziativa si inserisce nelle strategie energetiche nazionali che vedranno la premier impegnata anche nel vertice tra Unione europea e Paesi del Golfo previsto per il 24 ottobre a Riad, finalizzato a stabilizzare gli approvvigionamenti e ridurre le vulnerabilità geopolitiche. 

Adiconsum: “Paradossale esultare per questi prezzi”

Adiconsum Sardegna accoglie con favore la decisione di Eni, seguita da IP, di introdurre un tetto al prezzo di benzina e gasolio. “È una buona notizia perché ogni riduzione del prezzo dei carburanti si traduce immediatamente in un beneficio per famiglie, lavoratori e imprese. La decisione di un grande operatore può inoltre costringere gli altri a seguirne l’esempio, così come sembrerebbe dalle dichiarazioni di IP-Socar, creando quel circolo virtuoso della concorrenza che da troppo tempo manca nel settore”, afferma il presidente Giorgio Vargiu.

E per la Sardegna il tema è particolarmente importante: il 27 settembre il Mimit rilevava nell’Isola una media in modalità self service di 2,168 euro/l per la benzina e 2,398 euro/l per il gasolio con un risparmio derivante dai nuovi sconti rispettivamente di -17,8 e di -20,8 centesimi/litro. 

“Ma c’è un paradosso che dovrebbe far riflettere tutti: stiamo esultando perché benzina e gasolio potranno essere venduti rispettivamente intorno ai 2 e ai 2,20 euro al litro. È una situazione che ha dell’incredibile. Il price cap è quindi positivo, ma non può diventare la giustificazione per considerare ‘normali’ prezzi che fino a pochi mesi fa sarebbero stati considerati impensabili e inaccettabili – prosegue Vargiu – Il fatto che oggi le compagnie possano permettersi di ridurre sensibilmente il prezzo rappresenta un elemento che conferma la necessità di verificare quanto Adiconsum Sardegna ha denunciato da tempo: il caro-carburanti non può essere spiegato soltanto dall’andamento del petrolio e delle quotazioni internazionali. La possibilità di comprimere il prezzo senza mettere in discussione l’equilibrio economico degli operatori dimostra che esiste uno spazio importante nei margini della filiera, che rende ancora più urgente fare piena luce sulla formazione del prezzo e sui margini realizzati lungo tutta la filiera”.

Tensioni nella filiera 

La misura ha riacceso le tensioni all’interno del settore distributivo. Assopetroli, l’associazione che rappresenta circa 12 mila distributori indipendenti, ha espresso forte preoccupazione per le distorsioni di mercato che il price cap rischia di generare: gli impianti indipendenti acquistano il prodotto a condizioni economiche meno favorevoli rispetto ai grandi gruppi e sostengono di non essere nelle condizioni di replicare i tetti tariffari di Eni e Ip. Cresce anche la protesta nel comparto dei trasporti. Dopo lo stato di agitazione proclamato dagli autotrasportatori, anche i sindacati dei tassisti Filt-Cgil e Uiltrasporti hanno denunciato una situazione economica insostenibile, preannunciando il fermo nazionale del servizio in assenza di una rapida convocazione da parte delle istituzioni. 

Il caso Sardegna: dipendenza totale dal mezzo privato 

Per la Sardegna la questione è una vera e propria emergenza. L’Isola non dispone di una rete autostradale nel senso tecnico del termine né di un collegamento ferroviario ad alta frequentazione paragonabile a quello del continente: per la stragrande maggioranza degli spostamenti extraurbani, il mezzo privato resta l’unica opzione praticabile. 

Il parco veicolare è fortemente sbilanciato sui carburanti tradizionali: circa 1,11 milioni di veicoli circolanti, con il 48,4% a gasolio e il 45,9% a benzina, contro una quota di ibride ed elettriche ferma ad appena il 3,1%. Cagliari risulta il terzo capoluogo italiano per tasso di motorizzazione, con 709 auto ogni mille abitanti. Oltre il 57% delle vetture è di classe Euro 4 o inferiore, il che rende la sostituzione del mezzo privato con soluzioni più efficienti un’opzione fuori portata per molte famiglie nel breve periodo. 

I prezzi in Sardegna sono spesso superiori alla media nazionale per una combinazione di fattori logistici e di mercato. I carburanti arrivano prevalentemente via mare e, dai depositi costieri, vengono trasportati su gomma fino ai distributori, senza una rete di oleodotti. La bassa densità abitativa e la dispersione dei centri riducono i volumi venduti da molti impianti, aumentando l’incidenza dei costi fissi. È inoltre generalmente minore la presenza di pompe bianche e distributori della grande distribuzione, con una concorrenza sui prezzi meno intensa. Accise e Iva sono invece uguali in tutta Italia, anche se l’Iva si applica a un prezzo industriale che risente dei maggiori costi logistici.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม