Hanno difeso con forza la necessità che l’Europa mantenga un forte impegno nel sostegno alla social economy: un comparto vitale dell’economia della Ue in termini di Pil e occupazione che oggi vale più di 913 miliardi di euro, un volume pari al comparto automotive e indispensabile per garantire la coesione sociale e quella stessa competitività che è al centro dei programmi dell’Unione.
Hanno messo sul tavolo anche il tema della necessità di sollecitare le istituzioni europee ad adottare misure di protezione per cittadini, organizzazioni e banche europee. Ribadendo inoltre il proprio impegno per sostenere finanziariamente progetti di associazioni e cooperative impegnate in tutta Europa nell’accoglienza dignitosa e nell’integrazione delle persone migranti.
Questi i principali temi che le banche etiche europee hanno affrontato nei tre giorni dell’assemblea della Federazione europea delle banche etiche e alternative – Febea (organizzazione internazionale non profit che dalla sua fondazione nel 2001 riunisce decine di istituzioni finanziarie, provenienti da oltre 15 paesi europei), evento annuale che quest’anno celebra la sua 25^ edizione.

L’Italia nella finanza etica europea
Ospitato a Venezia da Banca Etica, l’evento si chiuso con il rinnovo degli organi sociali di Febea. Eletto vicepresidente Andrea Baranes, di Fondazione Finanza Etica. Già componente del board dell’ente, Baranes affiancherà il nuovo presidente Panagiotis (Panos) Tournavitis, ceo della banca etica greca Bank of Karditsa. Una scelta, che rafforza la posizione dell’Italia nel panorama della finanza etica europea.
L’appuntamento ha riunito a Venezia un network di 33 istituzioni finanziarie europee, oltre 90 delegati da 17 paesi europei per un confronto con esponenti delle istituzioni dell’Unione Europea (Commissione, Banca europea per gli investimenti, Fondo europeo per gli investimenti, Banca del Consiglio d’Europa), organi politici e organizzazioni dell’economia civile.
Il nostro obiettivo per i prossimi anni è rafforzare la collaborazione tra i nostri membri e lavorare a fianco delle istituzioni europee, affinché la finanza etica e sociale possa svolgere appieno il proprio ruolo nel futuro sociale ed economico dell’Europa
Panagiotis (Panos) Tournavitis – presidente di Febea
Social economy, l’Europa tenga la rotta
L’assemblea di Febea ha dato grande attenzione ai lavori in corso nella Ue per definire il prossimo budget dell’Unione per il periodo 2028-2034. Il documento è in discussione in queste settimane e definirà il volto dell’Ue nei prossimi anni.
Davanti al rischio concreto di uno sbilanciamento eccessivo della spesa Ue verso il riarmo, le banche etiche europee hanno difeso con forza la necessità che l’Europa mantenga un forte impegno nel sostegno alla social economy. «L’attuale contesto politico», ha spiegato Aldo Soldi, presidente di Banca Etica, «ci espone al pericolo che l’ingente impegno di risorse finanziarie verso difesa e sicurezza tolga spazio e risorse all’economia sociale. Vale a livello europeo, vale per le singole nazioni. In questi tre giorni abbiamo avuto qualche rassicurazione dalle istituzioni europee: ben venga perché le minacce sono evidenti».


Le banche etiche al centro
Queste le parole di Mario Nava, direttore generale della Dg empl della Commissione europea. «La Ue», ha detto, «sta lavorando per portare avanti il Piano d’azione per l’economia sociale, realizzare la prima strategia contro la povertà e il primo piano per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili e, naturalmente, preparare il prossimo bilancio pluriennale. Per raggiungere questi obiettivi», ha precisato, «abbiamo bisogno di una partnership con l’economia sociale, che si trova in una posizione privilegiata per unire l’interesse pubblico all’azione privata. E al centro di questa azione ci sono le banche etiche».
L’autonomia finanziaria dell’Europa
Dopo i casi dei giudici della Corte penale internazionale, di Francesca Albanese e dell’associazione Autistici/Inventati (inseriti nelle liste sanzionatorie degli Usa senza aver commesso alcun illecito) l’assemblea di Febea ha affrontato anche il tema della necessità di sollecitare le istituzioni europee ad adottare misure di protezione per cittadini, organizzazioni e banche europee.
Anche su questo argomento, Aldo Soldi è stato chiaro: «Le sanzioni del governo Usa verso cittadini o associazioni europee sono in grado di bloccare l’operatività finanziaria di banche che con quei soggetti sanzionati hanno relazioni, per timore di sanzioni secondarie pericolosissime. Si pone un forte problema di sovranità finanziaria, forse si pone un problema di democrazia. È necessaria una reazione, delle banche, delle associazioni, delle istituzioni europee e, dove i casi si verificano, anche delle istituzioni nazionali»
La finanza etica sostiene l’accoglienza e l’inclusione
Sul tema del finanziariamente di progetti di associazioni e cooperative impegnate in tutta Europa nell’accoglienza dignitosa e nell’integrazione delle persone migranti, il vertice di Venezia ha visto rinsaldarsi le relazioni tra le banche etiche europee e la Bei.
Bruno Robino, vice capo della Divisione consulenza per le istituzioni finanziarie presso la Banca europea per gli investimenti, ha spiegato: «Tramite il Fondo Europeo per gli Investimenti – Fei sosteniamo istituti di microfinanza, banche etiche ed enti di finanza sociale che offrono credito, tutoraggio e servizi di sviluppo aziendale a categorie spesso escluse dai canali tradizionali, inclusi migranti e rifugiati. Aiutando le persone ad avviare imprese, creare posti di lavoro e raggiungere l’indipendenza economica, favoriamo l’integrazione e, al contempo, rafforziamo le economie locali».
Contro l’uso delle armi nucleari e autonome
All’assemblea hanno partecipato anche esponenti delle principali campagne internazionali contro l’uso delle armi nucleari e autonome, sostenute da Etica sgr (Gruppo Banca Etica). Roos Boer, project leader per il disarmo umanitario presso Pax, la più grande organizzazione pacifista dei Paesi Bassi, e tra i coordinatori della campagna internazionale Stop killer robots, ha ribadito l’impegno della finanza etica nel contrastare lo sviluppo di una kill-chain – sempre più automatizzata. «Servono», ha detto, «trattati internazionali che garantiscano il controllo umano sull’uso della forza, contrastando la disumanizzazione digitale e riducano i danni derivanti dalle armi autonome».
Scegliere dove allocare i capitali è un atto politico e morale
In questo senso Febea ha ricordato la necessità che anche gli investitori prendano posizione perseguendo politiche di investimento che escludano questi sistemi e l’uso dell’Ai nell’impiego della forza. Anche Susi Snyder, attivista, direttrice dei programmi di Ican e ideatrice della campagna globale Don’t Bank on the Bomb, ha affermato come la finanza non sia un attore neutrale: scegliere dove allocare i capitali è un atto politico e morale.
Resta informato su ProdurreBene.
In apertura delegazione di Febea all’assemblea 2026 – San Servolo, Venezia, 23-25 settembre. Foto dall’ufficio stampa di Banca Etica
Abbonarsi a VITA con la carta docenti?
Certo che sì! Basta emettere un buono sulla piattaforma del ministero del valore dell’abbonamento annuale che si intende acquistare (1 anno carta+digital a 80€ o 1 anno digital a 60€) e inviarci il codice del buono a [email protected]
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



