Con la pubblicazione dell’elenco di Comuni e Regioni aderenti, prende il via la rottamazione quinquies delle tasse locali. Nel perimetro delle cartelle ammesse i debiti del bollo auto, l’IMU, la TARI e le multe, ma non solo. Dentro la sanatoria anche le rette scolastiche e le altre entrate non tributarie. Domanda al via dal 16 ottobre 2026
La rottamazione quinquies delle tasse locali consentirà ai titolari di carichi relativi al periodo dal 2000 al 2023 di mettersi in regola senza l’aggravio di sanzioni e interessi.
Nei 1.500 Enti aderenti, tra Comuni, Regioni, Province e Città Metropolitane, le porte della sanatoria si apriranno ufficialmente il 16 ottobre 2026, data che segnerà l’avvio dell’iter per la presentazione della domanda.
Il giorno precedente è però atteso un ulteriore tassello per consentire di individuare in maniera esatta i debiti inclusi nel perimetro della rottamazione quinquies.
L’Agenzia delle Entrate Riscossione pubblicherà in area riservata il prospetto dei carichi definibili, la “bussola” per capire quali delle cartelle a proprio carico potranno essere effettivamente inserite nell’istanza.
Nel frattempo è però utile soffermarsi sul “perimetro” della rottamazione locale: il bollo auto, l’IMU e la TARI sono alcune delle voci ammesse.
Vi rientrano però anche le entrate extratributarie, come le multe stradali ma anche le rette delle mense scolastiche e i canoni di locazione di immobili comunali.
Bollo auto, IMU, TARI, Tosap e Cosap: i debiti fiscali inclusi nella rottamazione quinquies locale
Il fronte delle entrate tributarie è quello più caldo della rottamazione quinquies locale, che consente ai cittadini di regolarizzare il pregresso versando la sola quota capitale del debito, senza sanzioni e interessi, in un massimo di 54 rate bimestrali.
Nel perimetro della rottamazione quinquies rientrano i mancati versamenti del bollo auto, così come dell’IMU, della TASI e della TARI, ma anche i tributi minori.
In relazione ai carichi emessi nel periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 sarà possibile definire, in via agevolata, anche gli omessi versamenti dell’imposta di soggiorno e del canone unico patrimoniale, l’ex TOSAP/COSAP per l’occupazione di suolo pubblico e l’imposta di pubblicità.
In tutti i casi vale la regola aurea della verifica dell’adesione da parte della propria Regione, per i tributi regionali, e del Comune per quel che riguarda le entrate tipiche degli Enti locali.
Particolarmente stretta è la via della rottamazione del bollo auto: sono solo 5 le Regioni che hanno detto sì alla rottamazione dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione (Basilicata, Campania, Puglia, Umbria e Lazio).
La restante platea, che comprende in tutto 1.500 Enti, è composta principalmente da Amministrazioni Comunali, con una netta prevalenza di Comuni del Sud.
Il primo passaggio per capire se sarà o meno possibile accedere alla rottamazione quinquies consiste nel ricercare il territorio di appartenenza tra quelli presenti nell’elenco pubblicato dall’AdER il 25 settembre 2026.
Multe, rette scolastiche e mensa: le entrate non tributarie incluse nella rottamazione quinquies locale
Lo stesso lavoro di verifica interessa anche le entrate non tributarie, la cui riscossione è stata affidata dall’Ente di appartenenza all’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Per le cartelle notificate nell’arco temporale 2000-2023, tra le voci più rilevanti incluse nella rottamazione quinquies rientrano le multe stradali (sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada).
Su questo fronte, l’accesso alla rottamazione non cancella l’importo base della multa – che rimane interamente dovuto in quanto sanzione principale – ma azzera tutti i costi accessori che nel tempo fanno lievitare la cartella, ovvero gli interessi, le spese di notifica e la maggiorazione del 10 per cento semestrale.
Il perimetro delle entrate patrimoniali comprende inoltre i crediti relativi ai servizi pubblici locali a domanda individuale.
Chi ha accumulato arretrati con i Comuni per le rette delle mense scolastiche, l’iscrizione agli asili nido o il trasporto per gli studenti, potrà mettersi in regola saldando solo la quota capitale originale.
La medesima logica si applica anche ai canoni di locazione degli immobili comunali e agli arretrati per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Cosa resta fuori dalla rottamazione quinquies (anche per gli Enti che hanno detto sì)
Nonostante la maglia dei debiti ammessi sia particolarmente ampia, la rottamazione quinquies fissa paletti stringenti sulle fattispecie escluse a prescindere dall’adesione dell’Ente locale.
La prima grande linea di demarcazione riguarda la modalità di gestione del credito: la sanatoria è riservata esclusivamente ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Restano pertanto fuori tutti i debiti gestiti in proprio dalle amministrazioni o affidati a concessionari privati della riscossione, a meno che l’Ente non decida di applicare la seconda via della rottamazione concessa dalla Legge di Bilancio 2026.
Vale la pena ricordare che la Manovra ha consentito agli Enti locali e territoriali di prevedere forme di definizione agevolata dei carichi di propria competenza.
Una rottamazione autonoma, sulla quale però non vi sono scadenze per l’applicazione. In questo caso diventa centrale monitorare le scelte del proprio territorio. A titolo di esempio, hanno già deliberato per la sanatoria autonoma Roma, ma anche la regione Sicilia per quel che riguarda il bollo auto.
Inoltre, rimangono tassativamente esclusi dalla rottamazione quinquies dei carichi affidati alla Riscossione le seguenti entrate:
- tributi erariali e addizionali: le addizionali regionali e comunali all’IRPEF e l’IRAP, in quanto entrate legate al gettito statale;
- risarcimenti e danni erariali: le somme dovute a seguito di sentenze di condanna della Corte dei Conti o derivanti da controversie per risarcimento danni;
- recuperi di aiuti di Stato: le somme iscritte a ruolo per il recupero di aiuti dichiarati illegittimi dall’Unione Europea.
- notifiche fuori “perimetro”: tutti gli avvisi di accertamento e le ingiunzioni notificate direttamente dagli Enti che non si traducono in carichi affidati all’Agente della riscossione nei termini temporali previsti.
Per contribuenti e professionisti, la verifica dei carichi definibili e di quelli esclusi rappresenta quindi uno step fondamentale per calcolare con esattezza l’effettivo risparmio finale garantito dalla nuova rottamazione.
Come detto, il 15 ottobre ciascun contribuente potrà avere più chiara la propria situazione, facendo affidamento al prospetto che verrà messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.
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