23/09/2026 – Sono stati completati 3.349 interventi di rigenerazione in 315 piccoli comuni, finanziati dal Programma Borghi del PNRR dedicato al recupero del patrimonio culturale, alla riqualificazione degli spazi pubblici, al miglioramento dei servizi e allo sviluppo dell’offerta culturale e turistica. Il risultato supera il target europeo fissato a 3.250 interventi.
I dati sono stati annunciati durante gli “Stati Generali dei Borghi PNRR Piccoli Borghi”, organizzati dal 16 al 18 settembre a Roma dal Ministero della Cultura, con sindaci, rappresentanti delle Regioni e Province autonome, amministrazioni centrali, imprese, operatori culturali e tecnici, per tracciare il bilancio del Programma Borghi e discutere la gestione futura delle opere e dei servizi realizzati.
Il programma ha attivato investimenti per circa 1 miliardo di euro, coinvolto 315 borghi e finanziato 232 progetti. Gli interventi hanno riguardato il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale, la riqualificazione degli spazi pubblici, il miglioramento dei servizi e il rafforzamento dell’offerta culturale e turistica. Alla componente dedicata alle opere si è affiancato il sostegno alle attività economiche locali, con 2.657 iniziative imprenditoriali finanziate.
PNRR Borghi, completati 3.349 interventi
Secondo il bilancio presentato dal Ministero della Cultura, i 232 progetti di rigenerazione finanziati comprendono 21 progetti pilota, selezionati dalle Regioni e dalle Province autonome, e 211 progetti locali promossi dai Comuni.
I numeri si riferiscono a livelli differenti del programma: i progetti costituiscono gli strumenti di programmazione, mentre i 3.349 interventi rappresentano le singole opere e attività realizzate. Di queste, 410 rientrano nei 21 progetti pilota.
“Con il PNRR Cultura abbiamo coinvolto 315 borghi in tutta Italia, finanziando 232 progetti di rigenerazione e portando a compimento 3.349 interventi, superando l’obiettivo europeo fissato a 3.250”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Il consuntivo del Ministero indica complessivamente 315 borghi coinvolti. Gli interventi comprendono lavori sul patrimonio storico e culturale, sistemazioni degli spazi pubblici, nuovi servizi, strutture per la fruizione turistica e iniziative destinate a valorizzare le identità locali.
Come era articolato il Programma Borghi
Il programma, avviato alla fine del 2021 nell’ambito della Missione 1 del PNRR, è stato articolato in due principali linee di intervento.
La Linea A, con una dotazione di 420 milioni di euro, era destinata a 21 borghi pilota individuati dalle Regioni e dalle Province autonome, uno per ciascun territorio. L’obiettivo era sostenere progetti di rilancio economico e sociale in centri disabitati o interessati da processi avanzati di abbandono.
La Linea B, inizialmente dotata di 380 milioni di euro, ha finanziato i progetti locali di rigenerazione culturale e sociale selezionati attraverso un avviso rivolto ai Comuni.
Al momento della presentazione del programma erano previste risorse per 250 piccoli centri, compresi i 21 progetti pilota. Le successive fasi di selezione e attuazione hanno ampliato la platea territoriale.
Nel 2022 furono assegnati 363 milioni di euro a 289 piccoli borghi, mentre il bilancio conclusivo del Ministero indica 315 borghi coinvolti.
Tra gli esempi più significativi figura Rocca Calascio Luce d’Abruzzo, progetto pilota da 20 milioni di euro che comprende il restauro e la messa in sicurezza della Rocca, il potenziamento dei sottoservizi, un museo multimediale, un albergo diffuso e nuovi percorsi ciclopedonali. A Campolo, nel Comune di Grizzana Morandi, Da Campolo l’arte fa Scola ha previsto il recupero di immobili inutilizzati per alloggi, servizi e foresterie, interventi sulla Rocchetta Mattei e la creazione della Casa delle Arti e di una Scuola di alta formazione per il restauro.
A Sabbioneta, invece, il progetto da 1,6 milioni di euro si è concentrato sulla riqualificazione di Palazzo Forti, delle aree verdi e degli spazi aperti lungo le mura, con nuovi ambienti didattici e ricettivi. A Elva, nelle Alpi cuneesi, il programma ha integrato la rigenerazione degli spazi pubblici con una rete di teleriscaldamento a biomassa, strutture ricettive e centri dedicati alla cultura e alle attività produttive alpine.
Anche Rapone Paese delle Fiabe, in Basilicata, ha ricevuto 1,6 milioni di euro per creare un Centro di documentazione del patrimonio immateriale e una biblioteca dedicata alle fiabe del Meridione e del Mediterraneo, promuovere l’ospitalità diffusa e valorizzare il patrimonio boschivo attraverso la produzione di energia da biomassa e il recupero della sentieristica.
Imprese Borghi, finanziate 2.657 attività
Una componente specifica del programma è stata dedicata al rafforzamento del tessuto economico dei centri interessati dalla rigenerazione.
Il Bando Imprese Borghi, gestito da Invitalia, ha sostenuto micro, piccole e medie imprese attive nei settori della cultura, del turismo, dell’artigianato, del commercio e dell’agroalimentare.
Nel 2023 erano state presentate 4.381 domande, corrispondenti a quasi 368 milioni di euro di investimenti richiesti, a fronte di 188 milioni disponibili. Il contributo poteva raggiungere 75mila euro per impresa e coprire fino al 90% delle spese, percentuale elevabile al 100% per alcune attività costituende o a prevalente titolarità giovanile o femminile.
A conclusione della misura risultano finanziate 2.657 iniziative imprenditoriali.
Il ruolo dei Comuni nell’attuazione del PNRR Borghi
L’Anci attribuisce una parte dei risultati al coinvolgimento delle comunità locali e alla collaborazione tra Comuni, Regioni, amministrazioni centrali e strutture di supporto. “È stato applicato un metodo di governo che ritengo molto positivo, basato su un coinvolgimento reale delle comunità”, ha affermato il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, sottolineando la partecipazione alla definizione dei progetti anche di imprese, associazioni culturali e Terzo settore.
Per i piccoli Comuni, l’attuazione ha richiesto la gestione simultanea di progettazione, affidamenti, cantieri, rendicontazione e monitoraggio, spesso con organici tecnici e amministrativi limitati. ALES e Cassa Depositi e Prestiti hanno affiancato gli enti locali anche attraverso gruppi operativi territoriali, mentre Invitalia ha fornito supporto tecnico al Ministero e gestito la misura per le imprese.
Secondo l’Anci, l’esperienza indica l’opportunità di costruire sistemi di piccoli Comuni capaci di condividere competenze, servizi e strategie territoriali, integrando le politiche per le aree interne con quelle rivolte alle città e ai principali poli turistici.
Dopo il PNRR, la gestione di opere e servizi
La conclusione degli interventi apre la fase della gestione. Gli immobili recuperati, gli spazi pubblici riqualificati e i servizi realizzati richiedono risorse, competenze e modelli organizzativi in grado di garantirne utilizzo, manutenzione e sostenibilità economica nel tempo.
Tra le priorità emerse durante i tavoli con Comuni e amministratori figurano la cooperazione tra enti locali, la definizione di modelli gestionali stabili, il sostegno alle imprese culturali e alle filiere locali e il mantenimento delle competenze tecniche sviluppate durante l’attuazione del PNRR.
Il Ministero della Cultura ha annunciato l’avvio, da questa settimana, di un tavolo tecnico incaricato di esaminare le richieste formulate dai sindaci. Il confronto dovrà individuare gli strumenti con cui dare continuità agli interventi e coordinare le ulteriori opportunità di finanziamento disponibili per cultura, abitare, servizi, lavoro, innovazione e sostenibilità ambientale.
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