L’operazione europea Aspides è ripartita. Nelle ultime ore, la fregata Carlo Bergamini, impegnata nell’operazione europea Aspides, ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord. Lo ha comunicato la Marina militare, secondo cui \”l’attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell’operazione Aspides\”. \”L’Europa sta aiutando a proteggere le spedizioni nel Mar Rosso dagli attacchi Houthi. Data la situazione di sicurezza in peggioramento, l’Operazione Aspides dell’UE ha elevato il livello di allerta delle sue navi mentre continua i suoi compiti di scorta\”, ha scritto sui social l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza Kaja Kallas.
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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una sua lettera inviata all’Alta rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha chiesto il potenziamento della missione europea di Aspides con l’invio di altre navi militari da parte di altri Paesi. Ieri, il ministro Crosetto ha annunciato che l’Italia è pronta a usare la Marina militare anche senza l’Ue per garantire il passaggio dei suoi mercantili a Bab el-Mandeb, lo stretto sotto il controllo dei ribelli yemeniti Houthi filo-Iran diventato cruciale con il blocco di Hormuz. “Abbiamo deciso di non aspettare che sia la missione europea Aspides a decidere se le navi possono passare, ci attiveremo per far sì che quelle italiane possano iniziare a transitare senza attendere che la burocrazia europea si sommi alla nostra”, ha annunciato Crosetto. Verifiche sulla necessità di un passaggio in Parlamento.
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Per tutti gli aggiornamenti segui il liveblog di sabato 19 settembre
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Si chiama Task Force Air Arabia e da marzo 2026 concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell’area. Questo il dispositivo dell’Aeronautica Militare schierato dalla Difesa italiana a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein, dopo la crisi nell’area del Golfo e la conseguente richiesta di supporto. Il contingente nazionale è costituito da circa 300 militari.
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Per 50 ore ferito in territorio nemico, in Iran, nascondendosi sui monti Zagros per sfuggire ai nemici. E’ la storia dell’aviatore americano, nome in codice ‘Dude 44 Bravo’, salvato in Iran lo scorso aprile, che lui stesso ha raccontato per la prima volta in pubblico alla trasmissione ’60 Minutes’, sulla Cbs.
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Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana’a. Dietro di loro c’è l’Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Il loro ruolo è diventato ancora più cruciale dopo lo scoppio del conflitto che infiamma il Medio Oriente.
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Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.
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Le giovani Taraneh e Romina Rahimi, arrestate dopo aver partecipato a una manifestazione a Isfahan a gennaio, furono prelevate di notte da uomini mascherati. Quando la madre le ha riviste in carcere, presentavano lividi, fratture e segni di isolamento prolungato. Taraneh denuncia confessioni estorte sotto tortura. Il tribunale ha condannato la prima a morte e Romina a 25 anni: i familiari temono un’esecuzione rapida e hanno reso pubblica la vicenda.
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Quattro anni fa l’uccisione della giovane, morta in custodia della polizia iraniana per una presunta violazione delle regole sul velo, scatenò enormi proteste sia nel Paese che all’estero. Cosa resta oggi del movimento Donna, Vita, Libertà?
“,”postId”:”435e18ca-96f4-4de3-b7ee-cba32ec72e79″,”postLink”:{“title”:”Mahsa Amini, 4 anni dopo l’uccisione: dati, testimonianze, proteste”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/09/17/mahsa-amini-iran-proteste-dati”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/4e7116003954671d71984820b7dfe08b569da391/skytg24/it/mondo/2026/09/16/mahsa-amini-iran-proteste-dati/GettyImages-1806665504.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-09-18T18:46:22.392Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T20:46:22+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Tajani: \”Ue ci sostenga e in fretta su Aspides\””,”content”:”
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha auspicato che gli altri stati membri dell’Unione europea accolgano, e in fretta, la richiesta dell’Italia di potenziare la missione Aspides così che possa garantire il passaggio delle navi nello stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso. \”Chiediamo che l’Europa faccia di più. Se no, se non ci sarà l’azione dell’Europa saremo costretti da soli ad accompagnare le nostre navi, cioè prolungare la missione europea fino alla fine del Mar Rosso, quindi fino a Bab el-Mandeb\”, ha detto il ministro parlando a un’iniziativa politica a Formello. \”C’è un’interlocuzione con l’Unione Europea, io mi auguro che facciano in fretta a sostenerci, come hanno accettato rapidamente la nostra proposta all’inizio di dar vita a questa missione\”, ha insistito. \”Possono rinforzarla in due modi: o chiedendo ad altri Stati dell’Unione Europea altre navi, oppure finanziando l’Italia perche’ metta le navi. Sono due opzioni e per noi sono equivalenti, però l’importante è proteggere le navi. Perché si protegge una parte della nostra economia\”, ha sottolineato.
“,”postId”:”4a5f1500-5643-4727-802a-5b36fce48936″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T18:41:10.849Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T20:41:10+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, Houthi: \”26 attacchi sauditi in 24 ore\””,”content”:”
L’Arabia Saudita ha lanciato 26 attacchi contro aree sotto il controllo degli Houthi nelle ultime 24 ore. A riferirlo sono stati i miliziani filoiraniani. Il gruppo ha dichiarato che il numero di attacchi sauditi contro le sue posizioni sono stati 300 nell’ultima settimana.
“,”postId”:”e6c06021-5f73-4569-b687-1c8c739f2bba”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T18:36:00.512Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T20:36:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Attaccata base aerea saudita, colpito Eurofighter italiano”,”content”:”
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che \”la base aerea di Taif è stata oggetto di attacchi\”, ma \”non vi sono militari italiani coinvolti\”. L’Italia è pronta a usare la Marina militare anche senza l’Ue per garantire il passaggio dei suoi mercantili a Bab el-Mandeb, lo stretto sotto il controllo degli Houthi. Trump: “Momento cruciale per l’Iran, devo prendere una decisione importante”. Il presidente Usa dovrebbe incontrare i leader del Golfo martedì prossimo.
“,”postId”:”45657259-9ff0-4e1f-88b5-503c28f1e1ac”,”postLink”:{“title”:”Attaccata base aerea saudita, colpito Eurofighter italiano”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/video/2026/09/18/iran-arabia-eurofighter-italiano-colpito-1125522″,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/cc9e943de375b5386745ba6185eef99f684ca409/skytg24/it/mondo/video/2026/09/18/1125522_1789723840770_thumb_494.0000001_1789723990500.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-09-18T18:23:04.111Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T20:23:04+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ghalibaf: \”È iniziata era caccia a F-35 e F-15\””,”content”:”
È iniziata nei cieli iraniani l’era della caccia agli aerei militari Usa. È quanto ha scritto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, condividendo su X un articolo che riportava le dichiarazioni di Dan Caine, capo dello Stato Maggiore
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Congiunto Usa, secondo le quali le forze americane devono \”d’ora in poi dobbiamo presumere che le nostre formazioni saranno cacciate da sistemi autonomi, disturbate da un estremo all’altro e tracciate in tempo reale\”. \”È già iniziata l’era in cui si dà la caccia ai tuoi F-35 e F-15 e devi dichiararli danneggiati\”, avverte Ghalibaf, \”quello che una volta era puro carburante per incubi è ora la realtà quotidiana. Abituatevi\”.
“,”postId”:”7884ccb9-015f-4fb0-a12c-3bb62db24035″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T18:22:00.711Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T20:22:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”Al Jazeera licenzia 24 reporter di Gaza dopo causa intentata negli Usa\””,”content”:”
L’emittente del Qatar al Jazeera ha licenziato 24 giornalisti e membri dello staff che operavano per suo conto nella Striscia di Gaza, nel contesto di una causa intentata negli Stati Uniti secondo cui avrebbero fornito sostegno a Hamas e alla Jihad islamica. Lo riferiscono i media israeliani. I licenziati sono nominati nella causa intentata da Shurat HaDin nel febbraio 2025, con l’assistenza dell’organizzazione di advocacy filo-israeliana StandWithUs. Secondo l’accusa, i dipendenti dell’emittente mantenevano legami con le organizzazioni terroristiche e operavano all’interno dei loro ranghi.
“,”postId”:”f4dda59b-ca23-40e3-835f-ccc91995ae62″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T18:20:49.103Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T20:20:49+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Guterres: \”Profondo rammarico per il visto negato a Abu Mazen\””,”content”:”
Il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, \”si rammarica profondamente\” per la decisione degli Stati Uniti di negare il visto – per il secondo anno consecutivo – al presidente palestinese Abu Mazen per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu la prossima settimana. Lo ha reso noto il suo portavoce. \”Il Segretario generale è preoccupato per l’impatto di tale decisione sulla capacità dello Stato di Palestina di partecipare pienamente ai lavori delle Nazioni Unite\”, ha aggiunto Stéphane Dujarric. Il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere di aver negato i visti alla delegazione palestinese, incluso Abu Mazen.
“,”postId”:”fef07158-3f5c-4b4c-8e85-1f19f6625434″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T18:19:49.117Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T20:19:49+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Ghalibaf: \”È iniziata era caccia a F-35 e F-15\””,”content”:”
E’ iniziata nei cieli iraniani l’era della caccia\nagli aerei militari Usa. E’ quanto ha scritto il presidente del Parlamento\niraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, condividendo su X un articolo che\nriportava le dichiarazioni di Dan Caine, capo dello Stato Maggiore\nCongiunto Usa, secondo le quali le forze americane devono \”d’ora in poi\ndobbiamo presumere che le nostre formazioni saranno cacciate da sistemi\nautonomi, disturbate da un estremo all’altro e tracciate in tempo reale\”.\n\”E’ gia’ iniziata l’era in cui si dà la caccia ai tuoi F-35 e F-15 e devi\ndichiararli danneggiati\”, avverte Ghalibaf, \”quello che una volta era puro\ncarburante per incubi è ora la realtà quotidiana. Abituatevi\”.
“,”postId”:”5c7a1ba7-fc34-4136-94bd-dc89b6b725a0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T18:07:09.653Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T20:07:09+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Bab el-Mandeb, perché è cruciale per il commercio internazionale”,”content”:”
L’Italia è pronta a impiegare la Marina militare anche senza l’Ue per garantire il passaggio dei suoi mercantili a Bab el-Mandeb, lo stretto nel Mar Rosso sotto il controllo dei ribelli yemeniti Houthi filo-iraniani, diventato cruciale dopo il blocco di Hormuz. “Abbiamo deciso di non aspettare che sia la missione europea Aspides a decidere se le navi possono passare, ci attiveremo per far sì che quelle italiane possano iniziare a transitare senza attendere che la burocrazia europea si sommi alla nostra”, ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Perché lo stretto stretto è così cruciale?
“,”postId”:”a5d151b8-0d4b-490c-9932-6edf5ae54136″,”postLink”:{“title”:”Bab el-Mandeb, perché è cruciale per il commercio internazionale”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/09/18/stretto-bab-el-mandeb-houthi”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/1647ace3a2aedc99a0baa4c2ba6c7cffcec5a8bb/skytg24/it/mondo/2026/09/18/stretto-bab-el-mandeb-houthi/bab-el_mandeb_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-09-18T18:04:41.846Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T20:04:41+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Gas: chiude in rialzo al Ttf a 79,16 euro/Kwh”,”content”:”
Chiusura in rialzo per il prezzo del gas alla\nBorsa Ttf di Amsterdam sui futures. I contratti con scadenza a ottobre\nsono in rialzo a 79,16 euro/MWh (+3,68%).
“,”postId”:”fad09789-9f53-471d-8c49-5b41094c2e28″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T17:06:19.680Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T19:06:19+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Riparte Aspides, Crosetto a Kallas: ‘Paesi Ue partecipino a missione'”,”content”:”
L’operazione europea Aspides è ripartita. La Marina militare ha fatto sapere che la fregata Carlo Bergamini ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord, e che \”l’attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell’operazione Aspides. Un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell’area\”. Nel frattempo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato una lettera all’Alto rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas, chiedendo il potenziamento della missione europea Aspides con l’invio di altre navi militari da parte di altri Paesi. L’Italia – a quanto si apprende – sarebbe pronta ad inviare anche una seconda fregata, se richiesto, ma gli altri Paesi dovrebbero contribuire a sostenere il peso finanziario dell’operazione.
“,”postId”:”77556aa2-bb63-4d59-8965-f0c96668cd62″,”postLink”:{“title”:”Riparte Aspides, Crosetto a Kallas: ‘Paesi Ue partecipino a missione'”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/09/18/missione-aspides-fregata-bergamini-scorta-nave-italiana-bab-el-mandeb”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/9c990f0e2236ebc15aed43975b8f20255540b4a3/skytg24/it/mondo/2026/09/18/missione-aspides-fregata-bergamini-scorta-nave-italiana-bab-el-mandeb/fregata_bermanini_ansa.JPG?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-09-18T16:55:09.088Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T18:55:09+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: \”L’Iran vuole un accordo perché sta perdendo, vedremo cosa succede\””,”content”:”
L’Iran vuole \”fare un accordo perché sta perdendo sotto ogni punto di vista. Sta perdendo finanziariamente. Sta perdendo militarmente. Vedremo cosa succederà\”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a NewsNation rispondendo a chi gli chiedeva delle sue precedenti dichiarazioni ad Axios sull\”importante decisione\” che lo attende sull’Iran, ovvero se annientare il regime o meno
“,”postId”:”608cfd4b-f537-4ddb-83ec-198b667f7d12″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T16:48:42.228Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T18:48:42+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Trump: \”Teheran vuole un accordo\””,”content”:”
L’Iran vuole raggiungere un accordo con gli Stati Uniti. Lo ha ribadito il presidente americano, Donald Trump, mentre valuta se intraprendere ulteriori azioni militari contro Teheran. In un’intervista telefonica a NewsNation, Trump ha risposto \”vedremo cosa succede\” alla domanda sulle sue recenti dichiarazioni, secondo cui stava valutando se \”annientare\” l’Iran.\n\”Al momento vogliono fare un accordo\”, ha detto Trump, aggiungendo di ritenere che l’Iran stia \”perdendo sotto ogni punto di vista\”, sia sul piano economico che militare. \”Se l’accordo non sarà corretto, allora non ci penserei nemmeno\”, ha affermato.
“,”postId”:”34618a81-f08f-407f-bc1a-5577a9bb9ae3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T16:41:10.130Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T18:41:10+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: \”Stiamo parlando con gli Houthi\””,”content”:”
\”Stiamo parlando con gli Houthi, vogliono vedere se possiamo fare un accordo\”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a NewsNation.
“,”postId”:”255c9090-a8b2-4fdb-930e-9df46377323c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T16:33:36.892Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T18:33:36+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Il prezzo del gas sale a 79 euro al megawattora”,”content”:”
Il prezzo del gas prosegue in rialzo con gli operatori che guardano agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. Sotto i riflettori il livello degli stoccaggi in vista dell’inverno. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un aumento del 3,47% a 79 euro al megawattora.
“,”postId”:”14ca4922-e5eb-425b-ad4a-8fa0f40c678c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T16:29:28.512Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T18:29:28+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Assarmatori: \”Situazione a Bab el-Mandeb ora va nella direzione auspicata\””,”content”:”
\”L’annuncio del ministro Crosetto va esattamente nella direzione auspicata dagli armatori\”. Così il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, il quale ringrazia il ministro \”a nome di tutto l’armamento per la reattività e con cui negli ultimi giorni le interlocuzioni sono state costanti proprio in ragione del rapido aggravarsi della situazione a Bab el-Mandeb per il traffico marittimo\”. \”La Marina militare italiana, che anche in quest’area ha dato prova di grande competenza e preparazione, è in grado di operare in attesa delle decisioni che la Ue prenderà sul programma relativo alla missione Aspides. L’Italia, secondo Paese industriale europeo, è una economia fortemente legata ai traffici marittimi attraverso il Canale di Suez, da cui passa circa il 40% del nostro interscambio commerciale con il mondo\”, ha concluso Messina.
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“Un profondo ringraziamento alle donne e agli uomini della Marina Militare impegnati a scortare i nostri mercantili a Bab el-Mandeb. Al recente G20 Energia, dove ho rappresentato l’Italia, ho ribadito l’importanza dell’impegno internazionale per la libertà di navigazione, in particolare negli stretti. Garantire rotte sicure è fondamentale per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, la competitività dei nostri porti e la crescita delle nostre imprese\”. Così il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava.
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L’Iran non rimarrà inerte di fronte alle provocazioni del nemico e si dice pronto a rispondere con la forza a qualsiasi errore di calcolo da parte dei suoi avversari. Lo riporta Al Jazeera citando il comandante delle forze di terra delle Guardie della rivoluzione, Mohammad Karami. \”L’Iran è pronto al 100% a rispondere con la forza a qualsiasi potenziale errore di calcolo da parte del nemico\”, ha detto. Karami ha rilasciato queste dichiarazioni in un messaggio diffuso dopo aver visitato le isole del Golfo Persico, riporta l’agenzia Irna, affermando che le Forze Armate iraniane, sono \”forti di una determinazione di ispirazione divina e del sostegno dell’attento popolo iraniano\”.
“,”postId”:”19973ee4-3cc8-4471-82e1-0c3f8ecf2e22″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T16:12:52.465Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T18:12:52+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Fenix premia presidente Consiglio Resistenza Chitsaz “,”content”:”
E’ stato conferito a Sarvnaz Chitsaz, presidente del\ncomitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana\n(Ncri), il \”Premio Coraggio\” nell’ambio di Fenix, la festa di Gioventu’\nNazionale. Il riconoscimento e’ stato consegnato dal senatore Marco\nScurria. \”Oggi i giovani iraniani si stanno sollevando contro la dittatura\nreligiosa alla ricerca di liberta’ e uguaglianza\”, ha dichiarato Chitsaz\nnel suo intervento. L’Iran, ha ricordato, sta assistendo a \”un’ondata di\nesecuzioni politiche quotidiane che non si vedeva da tre decenni\”. La\npresidente ha sottolineato il ruolo chiave delle donne che \”hanno\ndimostrato di non essere vittime impotenti, ma la forza trainante del\ncambiamento\” contro un \”regime profondamente misogino\”. La strada per\ninstaurare una repubblica democratica, ha precisato Chitsaz, \”non e’ ne’\nl’accondiscendenza ne’ la guerra straniera\”, ma \”un cambiamento portato\navanti dallo stesso popolo iraniano e dalla resistenza organizzata\”,\npoiche’ i cittadini iraniani \”rifiutano sia la dittatura dello Scia’ sia\nquella dei mullah\”. L’intervento si e’ concluso con un forte appello alla\ncomunita’ internazionale e alle nuove generazioni: \”Siate la voce dei\nprigionieri iraniani e dei giovani nelle unita’ di resistenza che stanno\nrischiando la vita per combattere contro la tirannia e liberare il loro\nPaese. Non restate in silenzio di fronte alle esecuzioni quotidiane\”, ha\nchiesto.
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I media della Striscia riferiscono che una persona è stata uccisa da un attacco dell’Idf a nord di Gaza City.
“,”postId”:”8329d93a-49f5-4e3f-a1c5-1cce8c5c7c51″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:58:39.131Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:58:39+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, bombe israeliane su Zotar al-Sharqiya “,”content”:”
Secondo una notizia dei media libanesi, un drone\nisraeliano ha lanciato una bomba contro un edificio nel villaggio di Zotar\nal-Sharqiya, nel Libano meridionale.
“,”postId”:”70130b93-04e4-4d45-ba44-f4b8b992a27d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:58:19.024Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:58:19+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, Tajani: \”Sono mesi che chiediamo a Ue rafforzare Aspides\””,”content”:”
\”Sono mesi che chiediamo all’Unione Europea di rafforzare la missione Aspides\”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo l’annuncio da parte dell’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas di un innalzamento del livello di allerta della missione Aspides nel Mar Rosso alla luce dell’offensiva Houthi. L’Italia \”continuera’ a fare quello che ha sempre fatto, se si puo’ fare con la missione Aspides e’ ancora meglio, pero’ non bisogna perdere tempo perche’ le navi devono passare e il tempo stringe\”, ha ribadito il titolare della Farnesina. \”L’Italia e la Grecia stanno facendo molto\”, ma\n\”servono anche piu’ finanziamenti perche’ se dobbiamo garantire tutta\nl’Europa, se non c’e’ un contributo militare, deve esserci un contributo\nfinanziario\”, ha aggiunto Tajani, guardando alla missione Aspides nel Mar\nRosso che vede un intervento in prima linea dell’Italia.
“,”postId”:”8728c34e-3bb5-4695-88ed-0ebb010207b0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:57:51.802Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:57:51+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Gaza, 15enne ucciso con la tecnica del doppio attacco”,”content”:”
A Gaza Mohammed al-Zinati, 15 anni, è stato ucciso mentre soccorreva un paramedico ferito da un raid israeliano. Secondo Al Jazeera, un secondo colpo ha ucciso entrambi. Un video mostra la sequenza del \”doppio attacco\”.
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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto – nella sua lettera inviata alla all’Alta rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas – chiede il potenziamento della missione europea di Aspides con l’invio di altre navi militari da parte di altri Paesi. L’Italia – a quanto si apprende – sarebbe pronta ad inviare anche una seconda fregata, se richiesto, ma gli altri Paesi dovrebbero contribuire a sostenere il peso finanziario dell’operazione.
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\”Nei prossimi giorni, parlerò della natura dei contatti che ho avuto per oltre un anno e mezzo tra Israele e Hamas, finalizzati a raggiungere un accordo per garantire il rilascio dei prigionieri detenuti da Hamas\”. Lo ha affermato Sufian Abu Zayda, ex ministro per gli Affari dei detenuti dell’Autorità Palestinese, in un video pubblicato su Facebook in cui ha dichiarato di essere stato la fonte che ha trasmesso ai servizi di intelligence israeliani un avvertimento dell’allora leader di Hamas Yahya Sinwar prima dell’attacco del 7 ottobre 2023. Il riferimento si riferisce alle trattative per la liberazione di due civili israeliani che erano stati tenuti prigionieri da Hamas dopo essersi avventurati a Gaza, insieme con i corpi di due soldati dell’Idf. Abu Zayda ha detto che, in cambio dei quattro israeliani, le parti avevano discusso del rilascio da parte di Gerusalemme di centinaia di prigionieri palestinesi, dell’allentamento del blocco di Gaza, della possibilità per i lavoratori palestinesi di entrare in Israele e della risoluzione delle crisi idriche e elettriche nella Striscia.
“,”postId”:”83bc2fd4-bfa9-48aa-bfe7-67005cca20ef”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:43:09.897Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:43:09+0200″,”altBackground”:false,”title”:”M.O., Suica: \”Elezioni palestinesi importante momento democratico\””,”content”:”
La commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica\nha avuto un colloquio telefonico con il vice-presidente palestinese\nHussein al Sheikhpl nel corso della quale ha \”ribadito il sostegno\ncontinuo dell’Ue al popolo palestinese e ho incoraggiato ulteriori\nprogressi nell’agenda di riforma dell’Autorita’ Palestinese\”. \”Ho accolto\ncon favore la decisione di tenere elezioni entro la fine dell’anno. Le\nelezioni saranno un importante momento democratico. – scrive sui social -\nGarantire un processo elettorale equo, credibile e inclusivo e’ essenziale\nper rafforzare le istituzioni palestinesi. Abbiamo anche discusso di Gaza\ne della necessita’ urgente di promuovere un recupero precoce\”.(AGI) La\nprossima settimana la Commissaria partecipera’ ai lavori dell’Assemblea\ngenerale dell’Onu dove \”daremo seguito al lavoro del Gruppo dei donatori\nper la Palestina e dell’Iniziativa Team Gaza\”.
“,”postId”:”958c7628-f040-42a3-8dbb-d8827c6a6d41″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:41:48.117Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:41:48+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Fonti Ue: \”Kallas ha ricevuto lettera inviata da Crosetto su Aspides\””,”content”:”
L’alto rappresentante Ue Kaja Kallas – a quanto si apprende – ha ricevuto una lettera inviata dal ministro della Difesa Guido Crosetto in merito alla missione Aspides.
“,”postId”:”8d6f6976-1379-40ca-bbf2-c3e614589c5a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:41:12.800Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:41:12+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, Tajani: \”Seguiamo tensioni Bab el-Mandeb, in prima linea per sicurezza marittima\””,”content”:”
”L’Italia è in prima linea per la sicurezza marittima e per difendere il principio della libertà di navigazione. Siamo pronti a dare il nostro contributo per la ripresa dei commerci nello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in una conferenza stampa alla Farnesina di presentazione del Primo Forum Euromediterraneo dell’Acqua. ”Siamo impegnati nel Mar Rosso con la missione Aspides”, ha ricordato Tajani aggiungendo che ”stiamo seguendo con molta attenzione le nuove tensioni allo Stretto di Bab el-Mandeb a causa degli attacchi dei ribelli Houthi”.
“,”postId”:”bcb52834-fde0-4881-b111-2dda801ec417″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:34:49.699Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:34:49+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Eisenkot: \”Netanyahu ignorò segnali prima del massacro e portò alla catastrofe\””,”content”:”
\”Il fatto che quasi tre anni dopo il più grave disastro che il Paese abbia mai conosciuto continuino ancora a emergere ogni giorno nuovi casi e rivelazioni sulle allerte ricevute da Netanyahu e sulla sua condotta prima del 7 ottobre è di per sé un fallimento\”, ha scritto su X Gadi Eisenkot, il principale sfidante del primo ministro israeliano alle elezioni del 27 ottobre. \”Su una cosa non c’è dubbio: Netanyahu ha abbandonato la sicurezza di Israele nei mesi precedenti al massacro e ha ignorato tutti i segnali d’allarme e le bandiere rosse. Con la sua condotta, ha portato Israele al disastro più grave della sua storia. Una commissione d’inchiesta statale, professionale e indipendente per indagare sul massacro e sul fallimento è un imperativo. Ogni minuto in cui non viene istituita è un pericolo per la sicurezza dello Stato. Netanyahu sta combattendo la battaglia della sua vita per riscrivere la storia e insabbiare la verità. Perderà\”, ha aggiunto Eisenkot. La dichiarazione arriva dopo che l’ex ministro dell’Anp Sufian Abu Zayda ha diciarato su Fb di aver svolto il ruolo di mediatore tra Israele e Hamas nel periodo al massacro del 7 ottobre 2023.
“,”postId”:”134bf36b-dfd4-4c74-a07a-a9d4e464c3d1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:16:15.803Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:16:15+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Il Re di Giordania in visita ufficiale a Praga”,”content”:”
Il re Abdullah II di Giordania con la regina Rania è oggi in visita ufficiale nella Repubblica Ceca. In mattinata é stato ricevuto al Castello di Praga dal presidente Petr Pavel, che ha elogiato il ruolo della Giordania negli sforzi per stabilire la pace e la prosperità in Medio Oriente. Entrambi hanno discusso, tra l’altro, della situazione umanitaria a Gaza, degli aiuti giordani ai rifugiati palestinesi e siriani e della necessità di porre fine al ciclo di escalation nella regione. Il re Abdullah II ha condannato l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, definendola inaccettabile, e ha ribadito l’opposizione della Giordania a qualsiasi espulsione di palestinesi da Gaza o dalla Cisgiordania, accogliendo al contempo con favore il sostegno della Repubblica Ceca alla soluzione dei due Stati. La Giordania ha una cooperazione di lunga data con la Repubblica Ceca nel settore della difesa, in particolare nell’assistenza sanitaria militare, nella logistica, nell’istruzione e nell’addestramento. Secondo il premier ceco Andrej Babis, la Giordania sta preparando una serie di grandi progetti strategici nei settori dell’energia, della gestione delle risorse idriche e dell’industria della difesa, e questo rappresenterà una grande opportunità per le aziende ceche, perché godono di un’ottima reputazione.
“,”postId”:”c913c97e-bcac-4fe2-a077-4ca728886ea0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:15:44.513Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:15:44+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Petrolio, Brent scende a 104,45 dollari: Wti in lieve rialzo =”,”content”:”
Andamento contrastato per le quotazioni del\ngreggio. Il Brent si attesta a 104,45 dollari al barile con una flessione\ndello 0,35%. In lieve territorio positivo invece il greggio Wti, che\nscambia a 102,16 dollari al barile segnando un incremento dello\n0,25%.
“,”postId”:”4e86e760-564b-4fa1-8b15-f7b938787110″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T15:01:01.635Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T17:01:01+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Aiea approva risoluzione egiziana sul nucleare in Medio Oriente”,”content”:”
La Conferenza generale dell’Aiea ha adottato a stragrande maggioranza la risoluzione annuale dell’Egitto sull’applicazione del regime di garanzie integrali dell’Agenzia a tutti gli impianti nucleari in Medio Oriente. Lo annuncia il ministero degli Esteri egiziano. La risoluzione, che ha ottenuto il sostegno di 112 Stati – precisa – mira alla sicurezza e alla stabilità nella regione, \”promuove l’applicazione del regime di garanzie dell’Aiea a tutti i paesi del Medio Oriente e a tutti i loro impianti nucleari senza eccezioni, opera per la creazione di una zona libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa in Medio Oriente e incoraggia l’universalizzazione del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp)\”. Nell’occasione, l’Egitto \”sottolinea il ruolo centrale del Tnp nel sistema di mantenimento e rafforzamento della pace e della sicurezza internazionali sin dalla sua conclusione nel 1968\”. Chiede quindi che \”la comunità internazionale si assuma le proprie responsabilità, rispetti pienamente tutti gli obblighi giuridici derivanti dal trattato e intensifichi gli sforzi internazionali per superare l’impasse che ostacola il processo di creazione di una zona libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa in Medio Oriente\”. Definisce, infine, la Conferenza delle Nazioni Unite prevista per novembre presso la sede dell’Onu a New York una \”opportunità di avviare un dialogo serio e costruttivo e di aderire al Trattato di non proliferazione nucleare, sostenendo così gli sforzi volti a rendere universale il trattato e a istituire una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente\”.
“,”postId”:”451cb7a9-4613-4a5f-a7a8-a0d7bd58192f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T14:57:48.245Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T16:57:48+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, media: ministro Interno Pakistan in Iran per discutere escalation Houthi”,”content”:”
Il ministro dell’Interno pakistano, Mohsin Naqvi, si recherà nelle prossime ore in Iran per discutere dell’escalation degli Houthi in Yemen. Lo hanno riferito fonti ad Al Arabiya, precisando che durante la visita a Teheran, Naqvi dovrebbe affrontare con le autorità iraniane la crescente escalation del movimento sostenuto dalla Repubblica islamica.
“,”postId”:”572382a7-da9b-4808-86d4-4865f617e7b0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T14:54:46.783Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T16:54:46+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, Pakistan: \”Difenderemo A. Saudita fino alla fine\””,”content”:”
Il Pakistan difenderà \”fino alla fine\” il suo alleato, l’Arabia Saudita, mentre il regno del Golfo è alle prese con l’intensificarsi degli attacchi dallo Yemen degli Houthi filo-iraniani. Lo ha dichiarato il portavoce delle forze armate di Islamabad, Ahmed Sharif Chaudhry, in un’intervista ad Arab News.\n\”Il Pakistan sosterrà l’Arabia Saudita sia sul piano diplomatico che fisico\”, ha affermato Chaudry. \”Andremo fino alla fine per la sicurezza dei due luoghi santi (Mecca e Medina, ndr) e del regno dell’Arabia Saudita\”, ha aggiunto.\nIl mese scorso Pakistan, Arabia Saudita e Turchia hanno firmato l’accordo della Mecca, un’intesa che prevede l’impegno a una difesa reciproca in caso di attacco contro uno dei tre Paesi musulmani.
“,”postId”:”29886997-4c38-4476-a9ea-f60b6f8cbb35″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T14:50:13.843Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T16:50:13+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Tajani: \”Va garantita la sicurezza marittima a Bab el-Mandeb\””,”content”:”
\”Dobbiamo garantire la sicurezza marittima, sicurezza marittima significa anche sicurezza dei trasporti marittimi, per l’Italia è fondamentale inviare attraverso il Mar Rosso il 40% del traffico commerciale nazionale, che nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso sarà accompagnato dalla Marina Militare per garantire il nostro sistema di export, che rappresenta uno strumento fondamentale per la crescita economica del Paese\”. Così il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani video collegato con la quarta edizione del forum ‘Risorsa Mare’ organizzato da Teha Group in collaborazione con il ministero per le Politiche del mare all’auditorium dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale alla Spezia interviene sui rischi per la navigazione a seguito dell’avanzata degli Houthi in Yemen.
“,”postId”:”29dc150e-7225-4402-be22-09eb1d04292f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T14:29:40.073Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T16:29:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, Il Foglio: \”Crosetto scrive a Kallas per chiedere più risorse per Aspides\””,”content”:”
L’Italia è pronta a muoversi a Bab el-Mandeb anche senza aspettare l’Europa, ma prima chiede a Bruxelles un ultimo sforzo per rafforzare Aspides. E’ il senso della lettera che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato all’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas e che il Foglio è in grado di anticipare. Crosetto chiede “un deciso e urgentissimo intervento dell’Unione europea oggi stesso” per ottenere dagli stati membri nuovi mezzi e nuovi contributi alla missione europea nel Mar Rosso. La lettera, si legge sul quotidiano, arriva dopo la mossa annunciata ieri dal ministro: l’Italia, ha detto Crosetto dopo essersi confrontato con il capo di Stato maggiore, non intende più aspettare che sia Aspides a stabilire quando le navi italiane possano attraversare Bab el-Mandeb. L’obiettivo è ripristinare rapidamente il traffico dei mercantili italiani attraverso lo stretto; l’eventuale invio di ulteriori navi militari a loro protezione sarà invece valutato con il governo e con il Parlamento.\nIl problema, spiega Crosetto a Kallas, è che Aspides opera con una disponibilità di mezzi ormai insufficiente rispetto alla pressione nell’area. A Bab el-Mandeb, si legge nella lettera, sono presenti al momento soltanto “una Fremm italiana e una fregata greca”. Le richieste di accompagnamento dei mercantili possono quindi essere soddisfatte solo in parte, con lunghe attese e “dannosi effetti immediati” sui commerci europei. Da qui la richiesta di ottenere entro subito “immediati e addizionali contributi” dagli altri paesi Ue. Ma Crosetto mette anche nero su bianco il piano B: se gli altri stati continuassero a non fornire quella che definisce “la risposta attesa e dovuta”, l’Italia è pronta “a farsi carico di un ulteriore sforzo” e a inviare assetti aggiuntivi nell’area.\nCon una condizione precisa: se Roma dovesse assumersi da sola maggiori oneri operativi, logistici e maggiori rischi per garantire una rotta che Crosetto definisce “vitale per TUTTA l’Europa”, il costo dovrà essere condiviso da tutti gli stati membri. Prima dunque la richiesta di rafforzare Aspides; se l’Europa non si muoverà, l’Italia è pronta a fare di più, ma chiedendo all’Europa di condividere almeno il conto.
“,”postId”:”b4417a69-d5f2-4342-8de4-4f5b3c54dd43″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T14:20:13.739Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T16:20:13+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, Kallas: \”Aspides alza livello allerta nel Mar Rosso\””,”content”:”
\”Il passaggio marittimo deve essere agevole e\nprivo di pedaggi. L’Europa sta aiutando a proteggere le spedizioni nel Mar\nRosso dagli attacchi Houthi. Data la situazione di sicurezza in\npeggioramento, l’Operazione ASPIDES dell’UE ha elevato il livello di\nallerta delle sue navi mentre continua i suoi compiti di scorta\”. Lo\nscrive sui social l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e la\nSicurezza Kaja Kallas riferendo di una telefonata con il ministro degli\nEsteri dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan sugli attachi Houithi e la\nsicurezza nell’area.
“,”postId”:”e87cc675-3e51-4ecd-9edb-908190ef3d87″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T14:19:36.869Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T16:19:36+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, Kallas: \”Attacchi Houthi contro Arabia Saudita inaccettabili\””,”content”:”
\”Gli attacchi Houthi contro l’Arabia Saudita\nsono inaccettabili e sabotano l’economia globale. Ho parlato con il\nministro degli Esteri dell’Arabia Saudita Faisal bin Farhan degli sforzi\ndiplomatici per porre fine ai combattimenti in Yemen e ripristinare la\nliberta’ di navigazione nello Stretto di Hormuz\”. Lo scrive sui social\nl’Alto rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza Kaja Kallas.
“,”postId”:”091d8056-94f7-4b9d-8c50-76b2bdc9c00b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T14:12:34.228Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T16:12:34+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Aspides è ripartita, Bergamini impiegherà due giorni per scortare nave”,”content”:”
L’operazione europea Aspides è ripartita. Nelle ultime ore, recependo la richiesta del mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., i vertici della missione hanno dato l’ok alla fregata Bergamini della Marina militare italiana per la scorta durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord: nello specifico, la singola operazione dovrebbe impiegare due giorni. Lo si apprende da fonti informate. Secondo le previsioni, in serata la fregata Bergamini avrà terminato la scorta al mercantile e – a meno che non sia necessario scortare altre navi in zona verso la direzione opposta – dovrebbe poi fare, stavolta quindi in direzione sud, rientrando domani.
“,”postId”:”c64dbbe0-e142-4acc-9474-f93ef07a0218″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T13:55:45.836Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T15:55:45+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Fregata Bergamini scorta mercantile italiano a Bab el-Mandeb “,”content”:”
Nelle ultime ore, la fregata Carlo Bergamini, impegnata nell’operazione europea Aspides, ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord. Lo comunica la Marina militare, secondo cui \”l’attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell’operazione Aspides\”. Per la Marina militare si tratta di \”un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell’area\”.
“,”postId”:”0338a62a-afdb-4559-9f45-39d7dedb45fc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T13:40:26.980Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T15:40:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, analista al-Madhaji: \”Il rischio di un conflitto più ampio aumenta\””,”content”:”
\”Il rischio di un conflitto più ampio aumenta, soprattutto se gli Houthi consolidano i loro guadagni intorno a Bab el-Mandab\”. È quanto afferma all’Adnkronos Maged al-Madhaji, noto analista yemenita e presidente del Sana’a Center for Strategic Studies, secondo cui lo scenario potrebbe portare a un’estensione delle minacce agli interessi occidentali.\nL’analista yemenita prospetta \”l’espansione della cooperazione tra gli Houthi e gruppi armati nel Mar Rosso meridionale e nel Corno d’Africa, compresi gli al-Shabaab\”. In questo scenario, spiega, le minacce potrebbero estendersi \”a navi, basi e strutture regionali, compresa Gibuti\”. Per la navigazione commerciale, il rischio sarebbe quello di \”più attacchi, costi assicurativi e di protezione più elevati e una continua interruzione dei traffici\”.
“,”postId”:”f170cebf-ad34-407c-bc65-de55e68dfccb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T13:27:16.792Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T15:27:16+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Kallas: \”Attacchi degli Houthi inaccettabili, Aspides innalza l’allerta\””,”content”:”
\”L’Europa sta contribuendo a proteggere il traffico marittimo nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi: data l’aggravarsi della situazione di sicurezza, l’operazione Aspides ha innalzato il livello di allerta delle proprie navi mentre prosegue le operazioni di scorta\”. Lo scrive l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas. \”Gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita sono inaccettabili e compromettono l’economia globale. Ho parlato con Faisal bin Farhan – ministro degli Esteri saudita – degli sforzi diplomatici volti a porre fine ai combattimenti nello Yemen e a ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: il passaggio marittimo deve essere libero da ostacoli e gratuito\”.
“,”postId”:”4009cf52-e3bf-4d4c-9234-9e20e3075dd6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T13:26:27.437Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T15:26:27+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Msf: attacchi coloni in Cisgiordania impattano sulla salute dei palestinesi”,”content”:”
L’aumento delle ostilità dei coloni in Cisgiordania sta impattando sulla salute psichica e fisica dei palestinesi, secondo Medici senza frontiere, che ha visto aumentare le richieste di assistenza presso i suoi ambulatori mobili del 26% a giugno e luglio rispetto ai due mesi precedenti. A giugno e luglio, dopo aver ampliato le attività da 5 a 8 cliniche mobili, le équipe di Msf hanno fornito rispettivamente 1.450 e 1.397 consulti ambulatoriali. Si tratta dei dati mensili più elevati del 2026. Msf chiede perciò alle autorità israeliane \”di garantire un accesso senza ostacoli all’assistenza sanitaria e agli aiuti umanitari, di proteggere i civili e rispettare il diritto internazionale\”.
“,”postId”:”f624bce6-361e-4208-9445-ef7b7bfff26a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T13:22:48.488Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T15:22:48+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Il petrolio in rialzo a New York a 102,83 dollari”,”content”:”
Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,90% a 102,83 dollari al barile.
“,”postId”:”eeef97bb-4bd8-4f13-93e7-dcb83e818125″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T13:18:23.520Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T15:18:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Macron: \”Francia non ha scelto guerra, stiamo facendo di tutto per riapertura Hormuz\””,”content”:”
\”La Francia non ha scelto la guerra, la Francia sta facendo di tutto per facilitare la riapertura pacifica dello stretto di Hormuz\”. E’ quanto ha detto Emmanuel Macron, nella conferenza stampa oggi dopo l’incontro all’Eliseo con tutti i leader dei partiti francesi e i candidati presidenziali, sottolineando che l’aumento dei prezzi dei carburanti e la crisi energetica sono \”interamente dovuti alle guerre e alla situazione internazionale\”, in particolare al blocco dello stretto di Hormuz, secondo quanto si legge sul sito de Le Parisien.
“,”postId”:”8b30b22b-8f00-446f-9a41-d0b03b093d3a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T12:54:35.186Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T14:54:35+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Baghaei: \”Da Usa guerra economica brutale e rozza propaganda\””,”content”:”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha contestato le nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti nei confronti di entità e funzionari di Teheran, oltre che le limitazioni agli acquisti imposte ai diplomatici a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. \”Washington sembra ancora dare per scontato che le nazioni non abbiano né memoria né capacità di pensiero critico\”, ha detto Baghaei.
\n
\”Da una parte c’è una brutale guerra economica, deliberatamente progettata per infliggere il massimo dolore e sofferenza a ogni cittadino iraniano\”, ha scritto su X. \”Dall’altra c’è l’annuncio teatrale di misure per impedire ai funzionari iraniani di fare acquisti in un club all’ingrosso americano\”, riferendosi al fatto che il governo degli Stati Uniti ha vietato ai diplomatici e ai funzionari iraniani presenti a New York per l’Assemblea Generale dell’Onu di fare acquisti nei grandi magazzini all’ingrosso come Costco, Sam’s Club e BJ’s Wholesale Club senza una specifica approvazione preventiva.
“,”postId”:”8905327a-0302-45bb-84b2-e7c844f2ec46″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T12:34:33.957Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T14:34:33+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pizzaballa: \”L’uso IA in guerra conseguenza di deumanizzazione\””,”content”:”
\”L’uso dell’intelligenza artificiale in guerra fa parte della deumanizzazione dell’altro perché sicuramente è molto più facile delegare a un algoritmo certe decisioni\”. Lo dice il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, che questa mattina a Bologna ha ricevuto in Consiglio comunale la cittadinanza onoraria. Alla cerimonia hanno partecipato anche Romano Prodi e Pier Ferdinando Casini. \”E’ un fatto – sottolinea il cardinale – che l’intelligenza artificiale sia usata anche nell’operazione bellica. Ed è un fatto rispetto al quale dobbiamo interrogarci sulle responsabilità etiche, sulle procedure, sulle catene di comando. E’ tutto nuovo e, forse, non abbiamo ancora tutti gli strumenti, anche giuridici, per poter mettere ordine in questo aspetto\”.
“,”postId”:”b1ea0929-f2c7-4c83-a815-e8a50ce608cb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T12:24:53.352Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T14:24:53+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”Stallo tra l’esercito israeliano e quello libanese nel sud\””,”content”:”
L’esercito israeliano, che occupa un’area nel sud del Libano, è avanzato stamane verso un checkpoint dell’esercito libanese recentemente istituito e ha lanciato granate. Lo riferiscono i media locali. \”Una forza israeliana è avanzata alla periferia del villaggio di Deir Mimas, raggiungendo un incrocio vicino a una postazione dell’esercito libanese recentemente istituita\”, e ha lanciato \”sei granate nelle vicinanze\”, ha riferito l’Agenzia nazionale di stampa. Un fotografo dell’Afp ha visto due carri armati dell’esercito israeliano avanzare lungo una strada verso il villaggio di Deir Mimas, situato ai margini della zona occupata, e fermarsi presso una barriera di terra oltre la quale erano posizionati veicoli dell’esercito libanese che \”si è ritirato di circa 100 metri\” ma è rimasto in posizione di fronte ai carri armati israeliani. A fine giugno, Libano e Israele hanno firmato un accordo quadro che prevedeva il dispiegamento dell’esercito libanese in aree dalle quali Israele si sarebbe gradualmente ritirato, a condizione del disarmo di Hezbollah, gruppo filo-iraniano. Tuttavia, l’accordo si è arenato e Israele ha avvertito che rimarrà nel Libano meridionale finché persisteranno le minacce alla sua sicurezza.
“,”postId”:”775bfdfc-4d97-44bc-a598-fd30833e8168″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T12:01:29.270Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T14:01:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Gaza, media: \”2 palestinesi ferite da Idf in campi profughi Nuseirat e Bureij\””,”content”:”
Almeno due donne sono rimaste ferite dai colpi d’arma da fuoco israeliani sparati nei campi profughi di Nuseirat e Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa.
\n”,”postId”:”372cd11c-c06e-4cc6-ba52-e60c4788764c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:56:03.692Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:56:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen: Onu, ‘almeno 112.000 sfollati nelle ultime due settimane di conflitto'”,”content”:”
Almeno 112.000 persone sono state sfollate in Yemen nelle ultime due settimane a causa della ripresa del conflitto tra gli Houthi e le forze governative. Lo riferisce l’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, secondo cui, quasi 3.000 persone sono fuggite via mare verso il vicino Gibuti.
“,”postId”:”58a2c680-baa4-4ea9-bcbd-2ce0fbbf53d6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:54:54.573Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:54:54+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, media: \”Riad propone tregua ma Houthi scettici\””,”content”:”
L’Arabia Saudita ha proposta ai ribelli yemeniti Houthi una tregua di due settimane, seguita da colloqui diretti per \”affrontare le richieste umanitarie\” e poi \”raggiungere un accordo globale\”. Lo ha riferito l’emittente libanese Al-Akhbar, vicina a Hezbollah, citando fonti attendibili. Nella proposta, fatta arrivare tramite l’Oman, Riad ha espresso la propria disponibilità a revocare il blocco allo Yemen e a consentire l’ingresso degli aiuti. Tuttavia, hanno sottolineato le fonti, gli Houthi non sembrano entusiasti di questa offerta, privilegiando una \”soluzione definitiva e completa\” al conflitto tra Yemen e Arabia Saudita e respingendo in toto l’ingerenza del Regno wahabita nelle questioni interne del Paese.
“,”postId”:”8193f46a-9e3d-4b2f-9a9e-1fa3d4b99ea1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:47:28.182Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:47:28+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Eurodeputati scrivono a Kallas su caso Naza: \”Preoccupati per libertà di espressione\””,”content”:”
Sono 41 gli eurodeputati che hanno sottoscritto la lettera promossa da Sandro Ruotolo, eurodeputato del Partito Democratico e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd, e indirizzata all’Alta rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas sul caso di Yuval Abraham e Rachel Szor, autori del documentario Naza, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia. \”Abbiamo chiesto all’Unione Europea di intervenire. Non possiamo accettare che gli autori di un documentario vengano minacciati della revoca della cittadinanza per il loro lavoro e che si chieda ai servizi di sicurezza israeliani di indagare sulle testimonianze e sui materiali utilizzati per realizzarlo\”, dichiarano i 41 europarlamentari dei gruppi Socialisti, Sinistra e Verdi. \”Quello che sta accadendo – proseguono – solleva una questione che riguarda direttamente la libertà di espressione in Israele. Si può criticare, contestare, anche duramente, un’opera e ciò che racconta. Ma la risposta non può essere la minaccia contro i suoi autori né l’intervento dei servizi di sicurezza per risalire a chi ha scelto di testimoniare. Per questo abbiamo chiesto a Kaja Kallas di sollevare il caso direttamente con le autorità israeliane, chiedendo chiarimenti sull’iniziativa nei confronti dello Shin Bet e garanzie per Yuval Abraham e Rachel Szor e per la riservatezza delle testimonianze raccolte nel loro lavoro. Abbiamo inoltre chiesto che la vicenda venga affrontata nel dialogo politico tra Unione europea e Israele, anche nel quadro dell’Accordo di associazione Ue-Israele. \”La libertà di espressione – concludono – significa anche poter raccontare fatti scomodi, raccogliere testimonianze, realizzare un film e sottoporlo al giudizio del pubblico senza temere ritorsioni da parte dello Stato. È un principio democratico fondamentale. È questo il messaggio che abbiamo rivolto, insieme agli altri firmatari, all’Alta rappresentante Kallas. Chiediamo all’Unione Europea di farlo valere con chiarezza nel confronto con le autorità israeliane\”.
“,”postId”:”0e178d01-b57a-4d83-b6d3-f89c8368e490″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:46:47.516Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:46:47+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pizzaballa: \”Politica internazionale fragile, serve intervento\””,”content”:”
\”La politica internazionale si è dimostrata fragile davanti alla tragedia di Gaza, in questo senso non riesce a intervenire in maniera evidente: credo che sia chiaro tutto questo, ma speriamo che le cose cambino\”. L’Europa e l’Italia per ora \”assistono. È necessario un intervento\”. Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, a Palazzo D’Accursio a Bologna per ricevere la cittadinanza onoraria in Consiglio comunale. \”Forse le istituzioni da noi hanno mostrato la loro fragilità – ha aggiunto -, ma nella società civile c’è ancora possibilità. È ancora possibile trovare luoghi dove l’umanità dell’altro viene salvata. Chi tiene aperta una possibilità di incontro sono tantissimi: israeliani, palestinesi, cristiani, ebrei, musulmani, a Gaza, in Cisgiordania, in Israele. Sono tante le persone, dentro la società civile, che ancora sono disposte a mettersi in gioco\”. Però – precisa – \”non facciamo le cose più facili di quello che sono: non è semplicissimo entrare dentro quelle situazioni\”. \”Dal punto di vista umanitario\”, distingue il cardinale, \”ci sono alcuni Governi più presenti e altri meno. L’Italia, devo dire, è tra i Paesi più attivi in tutto questo\”.
“,”postId”:”0da16612-0e93-4221-8876-bc0c29bc7130″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:43:13.950Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:43:13+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pizzaballa: \”Dopo voto Israele nessun cambiamento messianico\””,”content”:”
\”Non si muove nulla, a dire il vero non è che ci siano molti segnali. La situazione è sempre la stessa: a Gaza c’è una paralisi totale, non si muove nulla dal punto di vista politico e la ricostruzione, di fatto, non è ancora cominciata\”. E anche dopo il voto, \”non credo che ci saranno cambiamenti messianici improvvisi nell’immediato. Il deterioramento è molto profondo e ci vorrà tempo per risolverlo\”. Lo dice Pierbattista Pizzaballa, cardinale e patriarca di Gerusalemme, a margine della cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria al porporato da parte del Comune di Bologna, a proposito della situazione a Gaza e in Cisgiordania nell’imminenza delle elezioni in Israele. \”La situazione umanitaria – sottolinea Pizzaballa – resta grave come sempre e, anche in Cisgiordania, il deterioramento è continuo, a causa delle aggressioni da parte dei coloni: sono tutte cose che continuano e non vediamo grandi cambiamenti, purtroppo. Devo dire però che trovo la risposta dentro la società palestinese, sempre più determinata\”.
“,”postId”:”4c0c200f-a529-4581-b89d-10d1f3bbbbee”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:31:03.261Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:31:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ue: \”Iniziativa italiana? Aspides fondamentale per la sicurezza nel Mar Rosso\””,”content”:”
\”La presenza attiva di Aspides nella regione ha garantito la sicurezza dei marittimi e sta contribuendo a rendere sicura una rotta marittima di importanza cruciale, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico che, come possiamo constatare, è estremamente instabile\”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea a proposito della possibilità che l’Italia decida di scortare le navi nel Mar Rosso al di fuori della cornice della missione Ue. \”Con le operazioni Aspides e Atalanta, l’Ue sta fornendo un contributo fondamentale alla protezione del traffico marittimo nella regione\”.
“,”postId”:”36afb857-580e-413d-b4af-174e333da8e4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:26:09.604Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:26:09+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media Gaza su crollo edificio danneggiato da raid: \”Soccorritori hanno salvato alcune persone coinvolte’\””,”content”:”
I media di Gaza riferiscono su X che le squadre di soccorso hanno salvato alcune persone rimaste coinvolte nel crollo di un edificio danneggiato durante la guerra nel quartiere al-Sabra, a nord di Gaza city. Finora i media di Gaza non hanno pubblicato video dell’accaduto. Nei giorni scorsi un edificio crollato nella città ha provocato la morte di 21 persone, molti bambini.
“,”postId”:”fda30378-5b98-4fd9-9b65-f8e2182d5b59″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:25:00.894Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:25:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ambasciata italiana in Ucraina: \”Consegnati macchinari e strumenti in 10 ospedali\””,”content”:”
\”Macchinari medicali e strumenti di ultima generazione sono stati consegnati in dieci ospedali ucraini distribuiti in tutto il territorio nazionale\”: lo annuncia l’ambasciata italiana a Kiev in un comunicato. \”Un grande e straordinariamente apprezzato atto di solidarietà italiana che aiuta concretamente a offrire diagnosi più tempestive e cure migliori, soprattutto a beneficio di giovani donne, madri e bambini\”, aggiunge la nota, secondo cui il ministro della Sanità ucraino Viktor Liashko ha espresso a riguardo all’ambasciatore Carlo Formosa \”grande riconoscenza\”. La donazione nasce da un’iniziativa coordinata da Fondazione Cdp con la Protezione Civile, le Regioni Toscana e Veneto e numerose grandi aziende e fondazioni italiane, che hanno risposto concretamente all’appello. \”Oggi abbiamo visto cosa significa, nella pratica, la solidarietà: tecnologia avanzata che entra negli ospedali e si traduce in diagnosi più rapide, gravidanze sicure e cure migliori. Ancora una volta, il Sistema Italia sostiene l’Ucraina: abbiamo chiesto al settore privato di fare la sua parte, e la risposta è stata forte e immediata\”, ha dichiarato Formosa.
“,”postId”:”b55f8432-12b0-4d12-a06a-9477437cc531″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:20:45.285Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:20:45+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, Lupi: \”Marina a Bab el-Mandeb per sicurezza, nessuna missione di guerra\””,”content”:”
“L’impiego della nostra Marina Militare nello Stretto di Bab el-Mandeb ha l’obiettivo di garantire il transito delle navi italiane la sicurezza dei nostri marinai. Il ministro della Difesa è stato chiarissimo. Il governo informerà il Parlamento con la massima trasparenza, come ha sempre fatto: tutti i ministri hanno costantemente coinvolto le Camere nelle decisioni di loro competenza e non si sono mai sottratti al dovere di riferire sulle scelte dell’esecutivo. In ogni caso, non sarà una missione di guerra, ma esclusivamente un’operazione di scorta e protezione dei mercantili che trasportano merci destinate al nostro Paese. Significa tutelare l’interesse nazionale: l’Italia non è in guerra con nessuno”. Lo afferma Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
“,”postId”:”2f9fb1d2-5400-490b-bab8-1a99e0a0f177″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T11:01:40.430Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T13:01:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: Riad propone una tregua di due settimane, ma Houthi scettici”,”content”:”
L’Arabia Saudita ha proposto una tregua di due settimane agli Houthi yemeniti, a cui seguiranno colloqui diretti tra il Regno e i leader del gruppo: lo riporta il quotidiano libanese al-Akhbar, vicino a Hezbollah. La proposta sarebbe giunta agli Houthi tramite mediatori omaniti, dopo diversi giorni di contatti tra l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti, l’Egitto, il Pakistan e l’Oman. Secondo al-Akhbar, gli Houthi si sono mostrati scettici nei confronti dell’offerta, auspicando una \”soluzione definitiva e completa al conflitto\”.
“,”postId”:”978df0fe-83f6-4d50-a27a-39758501a474″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T10:54:16.016Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T12:54:16+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pizzaballa: a Gaza c’è una paralisi totale dal punto di vista politico”,”content”:”
\”Non si muove nulla, a dire il vero non è che ci siano molti segnali. La situazione è sempre la stessa, a Gaza c’è una paralisi totale, non si muove nulla dal punto di vista politico e la ricostruzione di fatto non è ancora cominciata\”. E l’unica \”risposta\”, viene da \”dentro la società, sia israeliana che palestinese sempre più determinata\”. Lo ha detto Pierbattista Pizzaballa, cardinale e patriarca di Gerusalemme dei Latini, a margine della consegna della cittadinanza onoraria dal Comune di Bologna, rispondendo ai cronisti che chiedevano un punto della situazione a Gaza e in Cisgiordania a poche settimane dalle elezioni in Israele. \”La situazione umanitaria – ha aggiunto Pizzaballa – resta grave come sempre\”. Anche in Cisgiordania, \”il deterioramento è continuo, con le aggressioni da parte dei coloni: sono tutte cose che continuano e non vediamo grandi cambiamenti, purtroppo\”.
“,”postId”:”f1b645c5-69fa-48ff-8d1a-6b84e3cb41fd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T09:25:43.079Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T11:25:43+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Israele rilancia i pellegrinaggi in Terra Santa: \”Sono sicuri\””,”content”:”
I pellegrinaggi in Terra Santa \”sono sicuri\” e diverse sono le iniziative in corso per i Giubilei del 2030, duemila anni dal battesimo di Gesù, e 2033 (morte e resurrezione). E’ quanto è stato sottolineato in un incontro con Michael Izhakov, direttore generale del ministero del Turismo israeliano, che ha evidenziato il particolare legame con l’Italia, anche sul fronte del turismo religioso. In generale il mercato italiano, ha detto Izhakov incontrando alcuni giornalisti a Roma, continua a rappresentare una componente importante della strategia turistica di Israele. A sottolineare l’importanza dei pellegrini cristiani è stato anche l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Yaron Sideman: \”Visitare i luoghi santi è assolutamente sicuro. Infatti continuano ad arrivare pellegrinaggi e missioni religiose sia per ripercorrere i luoghi della vita di Gesù, sia per conoscere da vicino quella che considero l’unica realtà del Medio Oriente in cui il cristianesimo cresce, prospera e si sviluppa\”. Il direttore generale del ministero del Turismo israeliano dal canto suo ha rimarcato: \”L’Italia ha un’importanza particolare per Israele\” e \”il turismo religioso rappresenta una componente importante. Il Giubileo ha contribuito a rafforzare l’attenzione verso Gerusalemme e i luoghi santi e vogliamo continuare a lavorare su questo segmento\”. Tra i progetti c’è anche un nuovo percorso di pellegrinaggio che si intende proporre in vista del Giubileo 2033: un itinerario di circa 110 chilometri che collega la chiesa di San Pietro a Jaffa alla Porta di Jaffa a Gerusalemme. \”Vogliamo creare un nuovo cammino, un percorso simbolico che unisca storia, spiritualità e territorio, attraversando sette città\”, è stato spiegato. Il progetto si ispira ai grandi cammini europei e punta a diventare uno dei prodotti di punta del turismo religioso nei prossimi anni.
“,”postId”:”a7e0fbc7-dbd9-415d-a6a0-113358bb3c9b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T09:17:52.151Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T11:17:52+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pakistan: \”Pronti ad andare fino in fondo per difendere l’Arabia Saudita\””,”content”:”
Il portavoce delle forze armate pachistane ha dichiarato che il suo Paese è pronto ad \”andare fino in fondo\” per difendere l’alleata Arabia Saudita, mentre il regno è sottoposto a un aumento degli attacchi da parte delle forze Houthi dello Yemen. Gli Houthi hanno riferito questa settimana di nuovi raid aerei sauditi, mentre Riad ha accusato il gruppo armato ribelle di aver lanciato un attacco \”codardo\” contro la città santa islamica della Mecca, suscitando un’ondata di indignazione in tutto il mondo musulmano. In un’intervista rilasciata giovedì ad Arab News, il portavoce delle forze armate pakistane, Ahmed Sharif Chaudhry, ha dichiarato che il suo Paese sosterrà l’Arabia Saudita \”sia diplomaticamente sia fisicamente\”. \”Andremo fino in fondo per la sicurezza dei (due luoghi santi) e del Regno dell’Arabia Saudita\”, ha aggiunto. Il Pakistan, l’Arabia Saudita e la Turchia hanno firmato il mese scorso il cosiddetto Accordo congiunto di difesa della Mecca, impegnandosi alla difesa reciproca nel caso in cui uno dei tre Paesi venga attaccato.
“,”postId”:”30b7ba14-11e6-4179-b271-b5779c7fd24b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T09:16:23.628Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T11:16:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Appello Unicef per aiutare 540.000 bambini a Gaza e in Cisgiordania per l’inverno”,”content”:”
L’Unicef esorta i partner a fornire finanziamenti flessibili e tempestivi a copertura dei 97,5 milioni di dollari Usa necessari per proteggere 540.000 bambini e le loro famiglie nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania dal freddo gelido, dalle forti piogge, dalle inondazioni e da altre condizioni invernali che mettono a rischio la vita. Nella Striscia di Gaza, quasi l’84% della popolazione – si legge in una nota dell’organizzazione – continua a vivere in centri di sfollamento sovraffollati o in alloggi danneggiati e inadeguati, lasciando le famiglie con scarsa protezione dalle intemperie. In Cisgiordania, la violenza, gli sfollamenti, le restrizioni alla libertà di movimento e l’aggravarsi della crisi finanziaria compromettono la capacità delle famiglie vulnerabili di far fronte alle difficoltà invernali. I neonati, i bambini piccoli e quelli con patologie preesistenti corrono rischi maggiori di ipotermia, infezioni respiratorie, malattie trasmesse dall’acqua e altre patologie prevenibili. \”Per centinaia di migliaia di bambini, l’inverno non rappresenta semplicemente una difficoltà stagionale\”, ha dichiarato Jonathan Veitch, rappresentante speciale dell’Unicef per lo Stato di Palestina. \”I mesi invernali rappresentano un’ulteriore minaccia per la sopravvivenza e il benessere dei bambini\”, ha aggiunto. La risposta dell’Unicef per l’inverno, che copre il periodo da ottobre 2026 a marzo 2027, dà priorità ai bambini e alle famiglie colpiti dagli sfollamenti e da alloggi inadeguati, nonché a coloro che sono a rischio di inondazioni, freddo estremo e interruzioni dei servizi essenziali. Sono necessari finanziamenti urgenti per garantire una risposta completa, poiché l’instabilità regionale continua a compromettere la produzione e la disponibilità di alcune forniture invernali rimane imprevedibile.
“,”postId”:”41e87f9e-375e-4fef-ba1f-efbfd9e5f797″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T08:58:28.876Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T10:58:28+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pakistan: \”Pieno sostegno a Riad contro attacchi Houthi\””,”content”:”
Il Pakistan difender- l’Arabia Saudita \”fino alla fine\”. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esercito pakistano in un’intervista rilasciata ad Arab News. Il portavoce delle forze armate pakistane, Ahmed Sharif Chaudhry, ha affermato che il suo Paese sosterrà l’Arabia Saudita \”sia diplomaticamente che fisicamente\”. \”Faremo di tutto per garantire la sicurezza dei due luoghi sacri e del Regno dell’Arabia Saudita\”, ha dichiarato. Il mese scorso, Pakistan, Arabia Saudita e Turchia hanno firmato l’Accordo di Difesa Congiunta della Mecca, impegnando le tre nazioni alla difesa reciproca in caso di attacco.
“,”postId”:”c0443480-b306-48b4-9cd5-0536b86ef3b5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T08:47:24.964Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T10:47:24+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Tajani: \”Non andiamo in guerra, piano Crosetto si riferisce a missione difensiva Aspides\””,”content”:”
\”Non andiamo assolutamente in guerra\”. Lo ha detto a Coffee Break su La7 il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, riferendosi al piano del ministro della Difesa Guido Crosetto di scortare le navi italiane a Bab el-Mandeb senza aspettare l’Ue. \”Il ministro Crosetto si riferisce a quelle navi che sono impiegate lì con la missione Aspides, che già c’è dell’Unione Europea\”, spiega Tajani, sottolineando che si tratta di \”una missione difensiva, cioè non è una missione per attaccare gli Houthi, ma per proteggere le navi in caso di attacco. Ha fatto bene il ministro Crosetto a dare questo messaggio rassicurante per il nostro commercio internazionale. I nostri mercantili devono passare indenni. È fondamentale per noi Bab el-Mandeb, come è importantissimo Hormuz per il petrolio. Quindi noi faremo di tutto per proteggere le navi che portano le nostre merci verso l’Africa e verso l’Oriente. E naturalmente, se servirà spiegarlo in Parlamento, lo faremo, ma sono assolutamente d’accordo con Crosetto, condivido la sua posizione. Noi dobbiamo dare un messaggio forte a chi esporta, perché l’export rappresenta, essendo anch’io responsabile del commercio internazionale, tra il 30% e il 40% del nostro Pil\”.
“,”postId”:”88ad8fff-d938-4371-b372-209bbf0f180f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T08:31:18.559Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T10:31:18+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Crosetto: \”Segui situazione in Arabia con la massima attenzione\””,”content”:”
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che \”ho chiesto al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, al Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, generale Giovanni Maria Iannucci, e al capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale Antonio Conserva di fornirmi un’ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate nelle scorse settimane, sull’evoluzione del quadro, sulle condizioni del nostro personale e sulle possibili opzioni operative\”. Poi ha aggiunto: \”Mi è stato riconfermato che erano già state messe in atto da tempo tutte le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare\”. \”Tra pochi minuti – aggiunge – avrò il primo aggiornamento nel corso di una riunione al ministero della Difesa. La situazione è seguita con la massima attenzione con l’obiettivo di garantire la piena tutela del nostro personale e di operare con la necessaria responsabilità\”.
“,”postId”:”99f8f15c-8284-4888-8b99-bd1f986a425b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T08:29:42.691Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T10:29:42+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Attacchi a base aerea in Arabia, colpito Eurofighter italiano “,”content”:”
\”Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, l’evoluzione della situazione in Arabia Saudita, e in particolare alla base aerea di Ta’if, che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent Resolve. Non vi sono militari italiani coinvolti. Nell’attacco è stato colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all’interno della base ed in un’area decentrata. Non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale\”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto.
“,”postId”:”5a6f1a3e-cac3-4d5b-b2b2-e372377e7680″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T08:05:03.282Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T10:05:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: \”Colpita petroliera a Hormuz, spento incendio a bordo\””,”content”:”
Una petroliera è stata colpita nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio che è stato poi spento. Lo ha riferito l’UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations). \”Il responsabile della sicurezza di una nave ha segnalato che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato, provocando un incendio a bordo che è stato poi spento\”, afferma l’organismo di monitoraggio marittimo, aggiungendo che l’equipaggio è al sicuro, sebbene l’impatto ambientale dell’attacco non sia ancora stato confermato. In precedenza, la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane aveva affermato che una petroliera battente bandiera del Togo aveva preso fuoco dopo essere stata colpita mentre tentava di effettuare un \”passaggio illegale\” attraverso lo Stretto di Hormuz.
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Una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio che è stato successivamente spento: lo ha dichiarato l’agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo (UK Maritime Trade Operations). Secondo quanto riferito, tutti i membri dell’equipaggio sono illesi. L’Ukmto ha aggiunto che non è ancora stato confermato alcun impatto ambientale. L’incidente è stato segnalato dal responsabile della sicurezza della compagnia di navigazione.
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L’esercito israeliano sta rafforzando le proprie forze su tutti i fronti in vista dello Yom Kippur, il giorno più sacro del calendario ebraico, su ordine del capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir. Lo rende noto l’Idf, aggiungendo che ulteriori truppe saranno dispiegate nei comandi settentrionale, meridionale e centrale, e un ufficiale superiore sarà in servizio in ciascun settore durante le festività. Anche la Marina sta aumentando il numero di motovedette missilistiche in mare e sta potenziando le navi di pattugliamento delle frontiere. Ulteriori compagnie di truppe di riserva vengono inoltre assegnate ai vari comandi e corpi delle forze armate, per essere impiegate in caso di necessità.
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Zamir aveva già ordinato il mese scorso un rafforzamento delle truppe su tutti i fronti in vista delle festività ebraiche, affermando che l’intero esercito israeliano, \”in tutte le sue branche, rimarrà in stato di massima allerta su più fronti durante il periodo festivo\” e che non ci sarà alcuna riduzione delle forze.
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Da marzo il contingente dell’Aeronautica Militare protegge le forze e gli interessi nazionali presenti nell’area, a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air – Arabia è comandata dal colonnello Simone Agostino Rocca
\n”,”postId”:”a8c7cb1e-efde-4f11-b7bc-92fc0852bb71″,”postLink”:{“title”:”Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/09/14/task-force-air-militari-italiani-arabia-saudita”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/bc90014cdaec72b7f1eeac3a514c55f9c38b3b9a/skytg24/it/mondo/2026/09/14/task-force-air-militari-italiani-arabia-saudita/GettyImages-2293141994.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-09-18T05:27:38.523Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T07:27:38+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, prezzi del petrolio in calo dell’1%, Brent a 103,66 dollari”,”content”:”
Continua il calo dei prezzi del petrolio che per la terza seduta consecutiva , pur rimanendo al di sopra della soglia dei 100 dollari nelle prime fasi degli scambi asiatici di oggi. I futures sul greggio Brent sono scesi a 103,66 dollari mentre il West Texas Intermediate è calato a 101,03 dollari al barile. Entrambi i benchmark avevano chiuso ieri in ribasso di circa l’1%.
\n”,”postId”:”b74166d4-0569-4e87-b880-499d393e9ac8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T05:18:49.506Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T07:18:49+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: Teheran ha intercettato due droni americani nei giorni scorsi”,”content”:”
L’Iran ha intercettato due droni americani. Lo ha reso noto Cbs News, citando funzionari statunitensi hanno dichiarato all’emittente che l’intercettazione è avvenuta \”nei giorni scorsi\”.
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Donald Trump si prepara a prendere una \”decisione importante\” sulla guerra in Iran, valutando se riprendere una massiccia offensiva militare per cercare di concludere il conflitto. \”Voglio entrare e annientarli (il regime iraniano, ndr) oppure no? È una grande decisione. Con me può succedere di tutto\”, ha detto il presidente americano in un’intervista ad Axios.
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Le parole di Trump arrivano a pochi giorni dal vertice in programma martedì a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman. L’incontro – secondo il sito americano – potrebbe contribuire a definire la prossima fase della guerra, tra una possibile ripresa della diplomazia e una nuova escalation militare.
\n”,”postId”:”8e41b78e-8580-46ae-991f-9359a36ccc5b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T04:40:41.729Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T06:40:41+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Marina Militare italiana: obiettivo assicurare tutela libertà di navigazione”,”content”:”
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dato indicazioni al Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, al Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, e al comandante del Covi, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, affinché in pieno coordinamento, effettuino un’attenta valutazione della situazione operativa e di sicurezza nel Mar Rosso e predispongano un piano volto a garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb delle navi di interesse nazionale che intendano attraversarlo.
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Il Ministro ha inoltre chiesto di verificare se l’attuale quadro giuridico consenta, qualora necessario, di richiamare sotto comando nazionale capacità delle forze armate italiane già presenti nell’area e attualmente impiegate in altre operazioni, oppure se si renda necessaria una nuova e specifica autorizzazione del Parlamento, anche in virtù delle decisioni già adottate da alcuni Paesi alleati e partner. L’obiettivo, si legge in un comunicato della Marina Militare, è assicurare la protezione del naviglio di interesse nazionale e contribuire alla tutela della libertà di navigazione, nel pieno rispetto del quadro normativo, del mandato parlamentare, degli impegni internazionali assunti e delle regole di ingaggio vigenti.
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”Gli Stati Uniti non si fermeranno nella campagna del presidente Trump per prosciugare le risorse finanziarie del regime iraniano. Oggi abbiamo sanzionato due entità e tre individui per aver agevolato l’utilizzo da parte del regime iraniano di reti di valuta digitale per finanziare attività destabilizzanti”. Lo ha annunciato su ‘X’ il portavoce del Dipartimento di Stato americano Tommy Pigott.
\n”,”postId”:”3956927a-7f1f-4054-b027-42b76c8aac21″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-18T04:39:43.617Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-18T06:39:43+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: colpita e sequestrata petroliera del Togo a Hormuz”,”content”:”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito una petroliera battente bandiera del Togo nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale Irna. \”La petroliera ‘Trend’, battente bandiera del Togo, è stata presa di mira e sequestrata dopo lo scoppio di un incendio a bordo\”, si legge nella nota.
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Seul non invierà il proprio esercito a combattere nel conflitto tra Stati Uniti e Iran: lo ha affermato venerdì il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, in risposta alle notizie secondo cui starebbe valutando l’invio di una forza nello Stretto di Hormuz. \”Non vi sarà alcun coinvolgimento né alcun intervento nella guerra. Non schiereremo truppe né mezzi militari in tal senso\”, ha dichiarato Lee ai giornalisti durante una conferenza stampa.
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La base aerea di Taif in Arabia Saudita, dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent Resolve, è stata oggetto nella notte di diversi attacchi. “Colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all’interno della base ed in un’area decentrata. Non vi sono militari italiani coinvolti e non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale”, ha annunciato il ministro della Difesa Crosetto. “Stiamo parlando con gli Houthi, vogliono vedere se possiamo fare un accordo”, ha detto Donald Trump in un’intervista a NewsNation. Anche l’Iran “vuole “fare un accordo perché sta perdendo sotto ogni punto di vista. Sta perdendo finanziariamente. Sta perdendo militarmente. Vedremo cosa succederà”, ha aggiunto. Il presidente americano dovrebbe incontrare i leader del Golfo a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, martedì prossimo, per discutere i passi successivi sul conflitto con l’Iran. Lo riporta Axios.
L’operazione europea Aspides è ripartita. Nelle ultime ore, la fregata Carlo Bergamini, impegnata nell’operazione europea Aspides, ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord. Lo ha comunicato la Marina militare, secondo cui “l’attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell’operazione Aspides”. “L’Europa sta aiutando a proteggere le spedizioni nel Mar Rosso dagli attacchi Houthi. Data la situazione di sicurezza in peggioramento, l’Operazione Aspides dell’UE ha elevato il livello di allerta delle sue navi mentre continua i suoi compiti di scorta”, ha scritto sui social l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza Kaja Kallas.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una sua lettera inviata all’Alta rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha chiesto il potenziamento della missione europea di Aspides con l’invio di altre navi militari da parte di altri Paesi. Ieri, il ministro Crosetto ha annunciato che l’Italia è pronta a usare la Marina militare anche senza l’Ue per garantire il passaggio dei suoi mercantili a Bab el-Mandeb, lo stretto sotto il controllo dei ribelli yemeniti Houthi filo-Iran diventato cruciale con il blocco di Hormuz. “Abbiamo deciso di non aspettare che sia la missione europea Aspides a decidere se le navi possono passare, ci attiveremo per far sì che quelle italiane possano iniziare a transitare senza attendere che la burocrazia europea si sommi alla nostra”, ha annunciato Crosetto. Verifiche sulla necessità di un passaggio in Parlamento.
Gli approfondimenti:
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Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Si chiama Task Force Air Arabia e da marzo 2026 concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell’area. Questo il dispositivo dell’Aeronautica Militare schierato dalla Difesa italiana a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein, dopo la crisi nell’area del Golfo e la conseguente richiesta di supporto. Il contingente nazionale è costituito da circa 300 militari.
L’aviatore USA Dude 44 Bravo, salvato dopo 50 ore tra i nemici in Iran
Per 50 ore ferito in territorio nemico, in Iran, nascondendosi sui monti Zagros per sfuggire ai nemici. E’ la storia dell’aviatore americano, nome in codice ‘Dude 44 Bravo’, salvato in Iran lo scorso aprile, che lui stesso ha raccontato per la prima volta in pubblico alla trasmissione ’60 Minutes’, sulla Cbs.
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Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana’a. Dietro di loro c’è l’Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Il loro ruolo è diventato ancora più cruciale dopo lo scoppio del conflitto che infiamma il Medio Oriente.
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Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
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Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata
Le giovani Taraneh e Romina Rahimi, arrestate dopo aver partecipato a una manifestazione a Isfahan a gennaio, furono prelevate di notte da uomini mascherati. Quando la madre le ha riviste in carcere, presentavano lividi, fratture e segni di isolamento prolungato. Taraneh denuncia confessioni estorte sotto tortura. Il tribunale ha condannato la prima a morte e Romina a 25 anni: i familiari temono un’esecuzione rapida e hanno reso pubblica la vicenda.
Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata
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Mahsa Amini, 4 anni dopo l’uccisione: dati, testimonianze, proteste
Quattro anni fa l’uccisione della giovane, morta in custodia della polizia iraniana per una presunta violazione delle regole sul velo, scatenò enormi proteste sia nel Paese che all’estero. Cosa resta oggi del movimento Donna, Vita, Libertà?
Tajani: “Ue ci sostenga e in fretta su Aspides”
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha auspicato che gli altri stati membri dell’Unione europea accolgano, e in fretta, la richiesta dell’Italia di potenziare la missione Aspides così che possa garantire il passaggio delle navi nello stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso. “Chiediamo che l’Europa faccia di più. Se no, se non ci sarà l’azione dell’Europa saremo costretti da soli ad accompagnare le nostre navi, cioè prolungare la missione europea fino alla fine del Mar Rosso, quindi fino a Bab el-Mandeb”, ha detto il ministro parlando a un’iniziativa politica a Formello. “C’è un’interlocuzione con l’Unione Europea, io mi auguro che facciano in fretta a sostenerci, come hanno accettato rapidamente la nostra proposta all’inizio di dar vita a questa missione”, ha insistito. “Possono rinforzarla in due modi: o chiedendo ad altri Stati dell’Unione Europea altre navi, oppure finanziando l’Italia perche’ metta le navi. Sono due opzioni e per noi sono equivalenti, però l’importante è proteggere le navi. Perché si protegge una parte della nostra economia”, ha sottolineato.
Yemen, Houthi: “26 attacchi sauditi in 24 ore”
L’Arabia Saudita ha lanciato 26 attacchi contro aree sotto il controllo degli Houthi nelle ultime 24 ore. A riferirlo sono stati i miliziani filoiraniani. Il gruppo ha dichiarato che il numero di attacchi sauditi contro le sue posizioni sono stati 300 nell’ultima settimana.
Attaccata base aerea saudita, colpito Eurofighter italiano
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che “la base aerea di Taif è stata oggetto di attacchi”, ma “non vi sono militari italiani coinvolti”. L’Italia è pronta a usare la Marina militare anche senza l’Ue per garantire il passaggio dei suoi mercantili a Bab el-Mandeb, lo stretto sotto il controllo degli Houthi. Trump: “Momento cruciale per l’Iran, devo prendere una decisione importante”. Il presidente Usa dovrebbe incontrare i leader del Golfo martedì prossimo.
Attaccata base aerea saudita, colpito Eurofighter italiano
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Ghalibaf: “È iniziata era caccia a F-35 e F-15”
È iniziata nei cieli iraniani l’era della caccia agli aerei militari Usa. È quanto ha scritto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, condividendo su X un articolo che riportava le dichiarazioni di Dan Caine, capo dello Stato Maggiore
Congiunto Usa, secondo le quali le forze americane devono “d’ora in poi dobbiamo presumere che le nostre formazioni saranno cacciate da sistemi autonomi, disturbate da un estremo all’altro e tracciate in tempo reale”. “È già iniziata l’era in cui si dà la caccia ai tuoi F-35 e F-15 e devi dichiararli danneggiati”, avverte Ghalibaf, “quello che una volta era puro carburante per incubi è ora la realtà quotidiana. Abituatevi”.
Media: “Al Jazeera licenzia 24 reporter di Gaza dopo causa intentata negli Usa”
L’emittente del Qatar al Jazeera ha licenziato 24 giornalisti e membri dello staff che operavano per suo conto nella Striscia di Gaza, nel contesto di una causa intentata negli Stati Uniti secondo cui avrebbero fornito sostegno a Hamas e alla Jihad islamica. Lo riferiscono i media israeliani. I licenziati sono nominati nella causa intentata da Shurat HaDin nel febbraio 2025, con l’assistenza dell’organizzazione di advocacy filo-israeliana StandWithUs. Secondo l’accusa, i dipendenti dell’emittente mantenevano legami con le organizzazioni terroristiche e operavano all’interno dei loro ranghi.
Guterres: “Profondo rammarico per il visto negato a Abu Mazen”
Il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, “si rammarica profondamente” per la decisione degli Stati Uniti di negare il visto – per il secondo anno consecutivo – al presidente palestinese Abu Mazen per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu la prossima settimana. Lo ha reso noto il suo portavoce. “Il Segretario generale è preoccupato per l’impatto di tale decisione sulla capacità dello Stato di Palestina di partecipare pienamente ai lavori delle Nazioni Unite”, ha aggiunto Stéphane Dujarric. Il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere di aver negato i visti alla delegazione palestinese, incluso Abu Mazen.
Iran, Ghalibaf: “È iniziata era caccia a F-35 e F-15”
E’ iniziata nei cieli iraniani l’era della caccia
agli aerei militari Usa. E’ quanto ha scritto il presidente del Parlamento
iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, condividendo su X un articolo che
riportava le dichiarazioni di Dan Caine, capo dello Stato Maggiore
Congiunto Usa, secondo le quali le forze americane devono “d’ora in poi
dobbiamo presumere che le nostre formazioni saranno cacciate da sistemi
autonomi, disturbate da un estremo all’altro e tracciate in tempo reale”.
“E’ gia’ iniziata l’era in cui si dà la caccia ai tuoi F-35 e F-15 e devi
dichiararli danneggiati”, avverte Ghalibaf, “quello che una volta era puro
carburante per incubi è ora la realtà quotidiana. Abituatevi”.
Bab el-Mandeb, perché è cruciale per il commercio internazionale
L’Italia è pronta a impiegare la Marina militare anche senza l’Ue per garantire il passaggio dei suoi mercantili a Bab el-Mandeb, lo stretto nel Mar Rosso sotto il controllo dei ribelli yemeniti Houthi filo-iraniani, diventato cruciale dopo il blocco di Hormuz. “Abbiamo deciso di non aspettare che sia la missione europea Aspides a decidere se le navi possono passare, ci attiveremo per far sì che quelle italiane possano iniziare a transitare senza attendere che la burocrazia europea si sommi alla nostra”, ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Perché lo stretto stretto è così cruciale?
Bab el-Mandeb, perché è cruciale per il commercio internazionale
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Gas: chiude in rialzo al Ttf a 79,16 euro/Kwh
Chiusura in rialzo per il prezzo del gas alla
Borsa Ttf di Amsterdam sui futures. I contratti con scadenza a ottobre
sono in rialzo a 79,16 euro/MWh (+3,68%).
Riparte Aspides, Crosetto a Kallas: ‘Paesi Ue partecipino a missione’
L’operazione europea Aspides è ripartita. La Marina militare ha fatto sapere che la fregata Carlo Bergamini ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord, e che “l’attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell’operazione Aspides. Un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell’area”. Nel frattempo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato una lettera all’Alto rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas, chiedendo il potenziamento della missione europea Aspides con l’invio di altre navi militari da parte di altri Paesi. L’Italia – a quanto si apprende – sarebbe pronta ad inviare anche una seconda fregata, se richiesto, ma gli altri Paesi dovrebbero contribuire a sostenere il peso finanziario dell’operazione.
Riparte Aspides, Crosetto a Kallas: ‘Paesi Ue partecipino a missione’
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Trump: “L’Iran vuole un accordo perché sta perdendo, vedremo cosa succede”
L’Iran vuole “fare un accordo perché sta perdendo sotto ogni punto di vista. Sta perdendo finanziariamente. Sta perdendo militarmente. Vedremo cosa succederà”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a NewsNation rispondendo a chi gli chiedeva delle sue precedenti dichiarazioni ad Axios sull”importante decisione” che lo attende sull’Iran, ovvero se annientare il regime o meno
Iran, Trump: “Teheran vuole un accordo”
L’Iran vuole raggiungere un accordo con gli Stati Uniti. Lo ha ribadito il presidente americano, Donald Trump, mentre valuta se intraprendere ulteriori azioni militari contro Teheran. In un’intervista telefonica a NewsNation, Trump ha risposto “vedremo cosa succede” alla domanda sulle sue recenti dichiarazioni, secondo cui stava valutando se “annientare” l’Iran.
“Al momento vogliono fare un accordo”, ha detto Trump, aggiungendo di ritenere che l’Iran stia “perdendo sotto ogni punto di vista”, sia sul piano economico che militare. “Se l’accordo non sarà corretto, allora non ci penserei nemmeno”, ha affermato.
Trump: “Stiamo parlando con gli Houthi”
“Stiamo parlando con gli Houthi, vogliono vedere se possiamo fare un accordo”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a NewsNation.
Il prezzo del gas sale a 79 euro al megawattora
Assarmatori: “Situazione a Bab el-Mandeb ora va nella direzione auspicata”
“L’annuncio del ministro Crosetto va esattamente nella direzione auspicata dagli armatori”. Così il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, il quale ringrazia il ministro “a nome di tutto l’armamento per la reattività e con cui negli ultimi giorni le interlocuzioni sono state costanti proprio in ragione del rapido aggravarsi della situazione a Bab el-Mandeb per il traffico marittimo”. “La Marina militare italiana, che anche in quest’area ha dato prova di grande competenza e preparazione, è in grado di operare in attesa delle decisioni che la Ue prenderà sul programma relativo alla missione Aspides. L’Italia, secondo Paese industriale europeo, è una economia fortemente legata ai traffici marittimi attraverso il Canale di Suez, da cui passa circa il 40% del nostro interscambio commerciale con il mondo”, ha concluso Messina.
Yemen, Gava: “Grazie a Marina Militare, rotte sicure per garantire energia, porti e imprese”
“Un profondo ringraziamento alle donne e agli uomini della Marina Militare impegnati a scortare i nostri mercantili a Bab el-Mandeb. Al recente G20 Energia, dove ho rappresentato l’Italia, ho ribadito l’importanza dell’impegno internazionale per la libertà di navigazione, in particolare negli stretti. Garantire rotte sicure è fondamentale per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, la competitività dei nostri porti e la crescita delle nostre imprese”. Così il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava.
Teheran: “Siamo pronti a rispondere con la forza a ogni errore di calcolo del nemico”
L’Iran non rimarrà inerte di fronte alle provocazioni del nemico e si dice pronto a rispondere con la forza a qualsiasi errore di calcolo da parte dei suoi avversari. Lo riporta Al Jazeera citando il comandante delle forze di terra delle Guardie della rivoluzione, Mohammad Karami. “L’Iran è pronto al 100% a rispondere con la forza a qualsiasi potenziale errore di calcolo da parte del nemico”, ha detto. Karami ha rilasciato queste dichiarazioni in un messaggio diffuso dopo aver visitato le isole del Golfo Persico, riporta l’agenzia Irna, affermando che le Forze Armate iraniane, sono “forti di una determinazione di ispirazione divina e del sostegno dell’attento popolo iraniano”.
Iran, Fenix premia presidente Consiglio Resistenza Chitsaz
E’ stato conferito a Sarvnaz Chitsaz, presidente del
comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
(Ncri), il “Premio Coraggio” nell’ambio di Fenix, la festa di Gioventu’
Nazionale. Il riconoscimento e’ stato consegnato dal senatore Marco
Scurria. “Oggi i giovani iraniani si stanno sollevando contro la dittatura
religiosa alla ricerca di liberta’ e uguaglianza”, ha dichiarato Chitsaz
nel suo intervento. L’Iran, ha ricordato, sta assistendo a “un’ondata di
esecuzioni politiche quotidiane che non si vedeva da tre decenni”. La
presidente ha sottolineato il ruolo chiave delle donne che “hanno
dimostrato di non essere vittime impotenti, ma la forza trainante del
cambiamento” contro un “regime profondamente misogino”. La strada per
instaurare una repubblica democratica, ha precisato Chitsaz, “non e’ ne’
l’accondiscendenza ne’ la guerra straniera”, ma “un cambiamento portato
avanti dallo stesso popolo iraniano e dalla resistenza organizzata”,
poiche’ i cittadini iraniani “rifiutano sia la dittatura dello Scia’ sia
quella dei mullah”. L’intervento si e’ concluso con un forte appello alla
comunita’ internazionale e alle nuove generazioni: “Siate la voce dei
prigionieri iraniani e dei giovani nelle unita’ di resistenza che stanno
rischiando la vita per combattere contro la tirannia e liberare il loro
Paese. Non restate in silenzio di fronte alle esecuzioni quotidiane”, ha
chiesto.
Libano, bombe israeliane su Zotar al-Sharqiya
Secondo una notizia dei media libanesi, un drone
israeliano ha lanciato una bomba contro un edificio nel villaggio di Zotar
al-Sharqiya, nel Libano meridionale.
Yemen, Tajani: “Sono mesi che chiediamo a Ue rafforzare Aspides”
“Sono mesi che chiediamo all’Unione Europea di rafforzare la missione Aspides”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo l’annuncio da parte dell’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas di un innalzamento del livello di allerta della missione Aspides nel Mar Rosso alla luce dell’offensiva Houthi. L’Italia “continuera’ a fare quello che ha sempre fatto, se si puo’ fare con la missione Aspides e’ ancora meglio, pero’ non bisogna perdere tempo perche’ le navi devono passare e il tempo stringe”, ha ribadito il titolare della Farnesina. “L’Italia e la Grecia stanno facendo molto”, ma
“servono anche piu’ finanziamenti perche’ se dobbiamo garantire tutta
l’Europa, se non c’e’ un contributo militare, deve esserci un contributo
finanziario”, ha aggiunto Tajani, guardando alla missione Aspides nel Mar
Rosso che vede un intervento in prima linea dell’Italia.
Gaza, 15enne ucciso con la tecnica del doppio attacco
A Gaza Mohammed al-Zinati, 15 anni, è stato ucciso mentre soccorreva un paramedico ferito da un raid israeliano. Secondo Al Jazeera, un secondo colpo ha ucciso entrambi. Un video mostra la sequenza del “doppio attacco”.
Gaza, 15enne ucciso con la tecnica del doppio attacco
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Crosetto a Kallas: “Potenziare Aspides con altre navi, Paesi Ue partecipino”
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto – nella sua lettera inviata alla all’Alta rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas – chiede il potenziamento della missione europea di Aspides con l’invio di altre navi militari da parte di altri Paesi. L’Italia – a quanto si apprende – sarebbe pronta ad inviare anche una seconda fregata, se richiesto, ma gli altri Paesi dovrebbero contribuire a sostenere il peso finanziario dell’operazione.
Ex ministro Anp: “Parlerò dei contatti Israele-Hamas prima del 7 ottobre”
“Nei prossimi giorni, parlerò della natura dei contatti che ho avuto per oltre un anno e mezzo tra Israele e Hamas, finalizzati a raggiungere un accordo per garantire il rilascio dei prigionieri detenuti da Hamas”. Lo ha affermato Sufian Abu Zayda, ex ministro per gli Affari dei detenuti dell’Autorità Palestinese, in un video pubblicato su Facebook in cui ha dichiarato di essere stato la fonte che ha trasmesso ai servizi di intelligence israeliani un avvertimento dell’allora leader di Hamas Yahya Sinwar prima dell’attacco del 7 ottobre 2023. Il riferimento si riferisce alle trattative per la liberazione di due civili israeliani che erano stati tenuti prigionieri da Hamas dopo essersi avventurati a Gaza, insieme con i corpi di due soldati dell’Idf. Abu Zayda ha detto che, in cambio dei quattro israeliani, le parti avevano discusso del rilascio da parte di Gerusalemme di centinaia di prigionieri palestinesi, dell’allentamento del blocco di Gaza, della possibilità per i lavoratori palestinesi di entrare in Israele e della risoluzione delle crisi idriche e elettriche nella Striscia.
M.O., Suica: “Elezioni palestinesi importante momento democratico”
La commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica
ha avuto un colloquio telefonico con il vice-presidente palestinese
Hussein al Sheikhpl nel corso della quale ha “ribadito il sostegno
continuo dell’Ue al popolo palestinese e ho incoraggiato ulteriori
progressi nell’agenda di riforma dell’Autorita’ Palestinese”. “Ho accolto
con favore la decisione di tenere elezioni entro la fine dell’anno. Le
elezioni saranno un importante momento democratico. – scrive sui social –
Garantire un processo elettorale equo, credibile e inclusivo e’ essenziale
per rafforzare le istituzioni palestinesi. Abbiamo anche discusso di Gaza
e della necessita’ urgente di promuovere un recupero precoce”.(AGI) La
prossima settimana la Commissaria partecipera’ ai lavori dell’Assemblea
generale dell’Onu dove “daremo seguito al lavoro del Gruppo dei donatori
per la Palestina e dell’Iniziativa Team Gaza”.
Yemen, Tajani: “Seguiamo tensioni Bab el-Mandeb, in prima linea per sicurezza marittima”
”L’Italia è in prima linea per la sicurezza marittima e per difendere il principio della libertà di navigazione. Siamo pronti a dare il nostro contributo per la ripresa dei commerci nello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in una conferenza stampa alla Farnesina di presentazione del Primo Forum Euromediterraneo dell’Acqua. ”Siamo impegnati nel Mar Rosso con la missione Aspides”, ha ricordato Tajani aggiungendo che ”stiamo seguendo con molta attenzione le nuove tensioni allo Stretto di Bab el-Mandeb a causa degli attacchi dei ribelli Houthi”.
Eisenkot: “Netanyahu ignorò segnali prima del massacro e portò alla catastrofe”
“Il fatto che quasi tre anni dopo il più grave disastro che il Paese abbia mai conosciuto continuino ancora a emergere ogni giorno nuovi casi e rivelazioni sulle allerte ricevute da Netanyahu e sulla sua condotta prima del 7 ottobre è di per sé un fallimento”, ha scritto su X Gadi Eisenkot, il principale sfidante del primo ministro israeliano alle elezioni del 27 ottobre. “Su una cosa non c’è dubbio: Netanyahu ha abbandonato la sicurezza di Israele nei mesi precedenti al massacro e ha ignorato tutti i segnali d’allarme e le bandiere rosse. Con la sua condotta, ha portato Israele al disastro più grave della sua storia. Una commissione d’inchiesta statale, professionale e indipendente per indagare sul massacro e sul fallimento è un imperativo. Ogni minuto in cui non viene istituita è un pericolo per la sicurezza dello Stato. Netanyahu sta combattendo la battaglia della sua vita per riscrivere la storia e insabbiare la verità. Perderà”, ha aggiunto Eisenkot. La dichiarazione arriva dopo che l’ex ministro dell’Anp Sufian Abu Zayda ha diciarato su Fb di aver svolto il ruolo di mediatore tra Israele e Hamas nel periodo al massacro del 7 ottobre 2023.
Il Re di Giordania in visita ufficiale a Praga
Il re Abdullah II di Giordania con la regina Rania è oggi in visita ufficiale nella Repubblica Ceca. In mattinata é stato ricevuto al Castello di Praga dal presidente Petr Pavel, che ha elogiato il ruolo della Giordania negli sforzi per stabilire la pace e la prosperità in Medio Oriente. Entrambi hanno discusso, tra l’altro, della situazione umanitaria a Gaza, degli aiuti giordani ai rifugiati palestinesi e siriani e della necessità di porre fine al ciclo di escalation nella regione. Il re Abdullah II ha condannato l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, definendola inaccettabile, e ha ribadito l’opposizione della Giordania a qualsiasi espulsione di palestinesi da Gaza o dalla Cisgiordania, accogliendo al contempo con favore il sostegno della Repubblica Ceca alla soluzione dei due Stati. La Giordania ha una cooperazione di lunga data con la Repubblica Ceca nel settore della difesa, in particolare nell’assistenza sanitaria militare, nella logistica, nell’istruzione e nell’addestramento. Secondo il premier ceco Andrej Babis, la Giordania sta preparando una serie di grandi progetti strategici nei settori dell’energia, della gestione delle risorse idriche e dell’industria della difesa, e questo rappresenterà una grande opportunità per le aziende ceche, perché godono di un’ottima reputazione.
Petrolio, Brent scende a 104,45 dollari: Wti in lieve rialzo =
Andamento contrastato per le quotazioni del
greggio. Il Brent si attesta a 104,45 dollari al barile con una flessione
dello 0,35%. In lieve territorio positivo invece il greggio Wti, che
scambia a 102,16 dollari al barile segnando un incremento dello
0,25%.
Aiea approva risoluzione egiziana sul nucleare in Medio Oriente
La Conferenza generale dell’Aiea ha adottato a stragrande maggioranza la risoluzione annuale dell’Egitto sull’applicazione del regime di garanzie integrali dell’Agenzia a tutti gli impianti nucleari in Medio Oriente. Lo annuncia il ministero degli Esteri egiziano. La risoluzione, che ha ottenuto il sostegno di 112 Stati – precisa – mira alla sicurezza e alla stabilità nella regione, “promuove l’applicazione del regime di garanzie dell’Aiea a tutti i paesi del Medio Oriente e a tutti i loro impianti nucleari senza eccezioni, opera per la creazione di una zona libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa in Medio Oriente e incoraggia l’universalizzazione del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp)”. Nell’occasione, l’Egitto “sottolinea il ruolo centrale del Tnp nel sistema di mantenimento e rafforzamento della pace e della sicurezza internazionali sin dalla sua conclusione nel 1968”. Chiede quindi che “la comunità internazionale si assuma le proprie responsabilità, rispetti pienamente tutti gli obblighi giuridici derivanti dal trattato e intensifichi gli sforzi internazionali per superare l’impasse che ostacola il processo di creazione di una zona libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa in Medio Oriente”. Definisce, infine, la Conferenza delle Nazioni Unite prevista per novembre presso la sede dell’Onu a New York una “opportunità di avviare un dialogo serio e costruttivo e di aderire al Trattato di non proliferazione nucleare, sostenendo così gli sforzi volti a rendere universale il trattato e a istituire una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente”.
Yemen, media: ministro Interno Pakistan in Iran per discutere escalation Houthi
Il ministro dell’Interno pakistano, Mohsin Naqvi, si recherà nelle prossime ore in Iran per discutere dell’escalation degli Houthi in Yemen. Lo hanno riferito fonti ad Al Arabiya, precisando che durante la visita a Teheran, Naqvi dovrebbe affrontare con le autorità iraniane la crescente escalation del movimento sostenuto dalla Repubblica islamica.
Yemen, Pakistan: “Difenderemo A. Saudita fino alla fine”
Il Pakistan difenderà “fino alla fine” il suo alleato, l’Arabia Saudita, mentre il regno del Golfo è alle prese con l’intensificarsi degli attacchi dallo Yemen degli Houthi filo-iraniani. Lo ha dichiarato il portavoce delle forze armate di Islamabad, Ahmed Sharif Chaudhry, in un’intervista ad Arab News.
“Il Pakistan sosterrà l’Arabia Saudita sia sul piano diplomatico che fisico”, ha affermato Chaudry. “Andremo fino alla fine per la sicurezza dei due luoghi santi (Mecca e Medina, ndr) e del regno dell’Arabia Saudita”, ha aggiunto.
Il mese scorso Pakistan, Arabia Saudita e Turchia hanno firmato l’accordo della Mecca, un’intesa che prevede l’impegno a una difesa reciproca in caso di attacco contro uno dei tre Paesi musulmani.
Tajani: “Va garantita la sicurezza marittima a Bab el-Mandeb”
“Dobbiamo garantire la sicurezza marittima, sicurezza marittima significa anche sicurezza dei trasporti marittimi, per l’Italia è fondamentale inviare attraverso il Mar Rosso il 40% del traffico commerciale nazionale, che nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso sarà accompagnato dalla Marina Militare per garantire il nostro sistema di export, che rappresenta uno strumento fondamentale per la crescita economica del Paese”. Così il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani video collegato con la quarta edizione del forum ‘Risorsa Mare’ organizzato da Teha Group in collaborazione con il ministero per le Politiche del mare all’auditorium dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale alla Spezia interviene sui rischi per la navigazione a seguito dell’avanzata degli Houthi in Yemen.
Yemen, Il Foglio: “Crosetto scrive a Kallas per chiedere più risorse per Aspides”
L’Italia è pronta a muoversi a Bab el-Mandeb anche senza aspettare l’Europa, ma prima chiede a Bruxelles un ultimo sforzo per rafforzare Aspides. E’ il senso della lettera che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato all’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas e che il Foglio è in grado di anticipare. Crosetto chiede “un deciso e urgentissimo intervento dell’Unione europea oggi stesso” per ottenere dagli stati membri nuovi mezzi e nuovi contributi alla missione europea nel Mar Rosso. La lettera, si legge sul quotidiano, arriva dopo la mossa annunciata ieri dal ministro: l’Italia, ha detto Crosetto dopo essersi confrontato con il capo di Stato maggiore, non intende più aspettare che sia Aspides a stabilire quando le navi italiane possano attraversare Bab el-Mandeb. L’obiettivo è ripristinare rapidamente il traffico dei mercantili italiani attraverso lo stretto; l’eventuale invio di ulteriori navi militari a loro protezione sarà invece valutato con il governo e con il Parlamento.
Il problema, spiega Crosetto a Kallas, è che Aspides opera con una disponibilità di mezzi ormai insufficiente rispetto alla pressione nell’area. A Bab el-Mandeb, si legge nella lettera, sono presenti al momento soltanto “una Fremm italiana e una fregata greca”. Le richieste di accompagnamento dei mercantili possono quindi essere soddisfatte solo in parte, con lunghe attese e “dannosi effetti immediati” sui commerci europei. Da qui la richiesta di ottenere entro subito “immediati e addizionali contributi” dagli altri paesi Ue. Ma Crosetto mette anche nero su bianco il piano B: se gli altri stati continuassero a non fornire quella che definisce “la risposta attesa e dovuta”, l’Italia è pronta “a farsi carico di un ulteriore sforzo” e a inviare assetti aggiuntivi nell’area.
Con una condizione precisa: se Roma dovesse assumersi da sola maggiori oneri operativi, logistici e maggiori rischi per garantire una rotta che Crosetto definisce “vitale per TUTTA l’Europa”, il costo dovrà essere condiviso da tutti gli stati membri. Prima dunque la richiesta di rafforzare Aspides; se l’Europa non si muoverà, l’Italia è pronta a fare di più, ma chiedendo all’Europa di condividere almeno il conto.
Yemen, Kallas: “Aspides alza livello allerta nel Mar Rosso”
“Il passaggio marittimo deve essere agevole e
privo di pedaggi. L’Europa sta aiutando a proteggere le spedizioni nel Mar
Rosso dagli attacchi Houthi. Data la situazione di sicurezza in
peggioramento, l’Operazione ASPIDES dell’UE ha elevato il livello di
allerta delle sue navi mentre continua i suoi compiti di scorta”. Lo
scrive sui social l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e la
Sicurezza Kaja Kallas riferendo di una telefonata con il ministro degli
Esteri dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan sugli attachi Houithi e la
sicurezza nell’area.
Yemen, Kallas: “Attacchi Houthi contro Arabia Saudita inaccettabili”
“Gli attacchi Houthi contro l’Arabia Saudita
sono inaccettabili e sabotano l’economia globale. Ho parlato con il
ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita Faisal bin Farhan degli sforzi
diplomatici per porre fine ai combattimenti in Yemen e ripristinare la
liberta’ di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Lo scrive sui social
l’Alto rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza Kaja Kallas.
Aspides è ripartita, Bergamini impiegherà due giorni per scortare nave
L’operazione europea Aspides è ripartita. Nelle ultime ore, recependo la richiesta del mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., i vertici della missione hanno dato l’ok alla fregata Bergamini della Marina militare italiana per la scorta durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord: nello specifico, la singola operazione dovrebbe impiegare due giorni. Lo si apprende da fonti informate. Secondo le previsioni, in serata la fregata Bergamini avrà terminato la scorta al mercantile e – a meno che non sia necessario scortare altre navi in zona verso la direzione opposta – dovrebbe poi fare, stavolta quindi in direzione sud, rientrando domani.
Fregata Bergamini scorta mercantile italiano a Bab el-Mandeb
Nelle ultime ore, la fregata Carlo Bergamini, impegnata nell’operazione europea Aspides, ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord. Lo comunica la Marina militare, secondo cui “l’attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell’operazione Aspides”. Per la Marina militare si tratta di “un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell’area”.
Yemen, analista al-Madhaji: “Il rischio di un conflitto più ampio aumenta”
“Il rischio di un conflitto più ampio aumenta, soprattutto se gli Houthi consolidano i loro guadagni intorno a Bab el-Mandab”. È quanto afferma all’Adnkronos Maged al-Madhaji, noto analista yemenita e presidente del Sana’a Center for Strategic Studies, secondo cui lo scenario potrebbe portare a un’estensione delle minacce agli interessi occidentali.
L’analista yemenita prospetta “l’espansione della cooperazione tra gli Houthi e gruppi armati nel Mar Rosso meridionale e nel Corno d’Africa, compresi gli al-Shabaab”. In questo scenario, spiega, le minacce potrebbero estendersi “a navi, basi e strutture regionali, compresa Gibuti”. Per la navigazione commerciale, il rischio sarebbe quello di “più attacchi, costi assicurativi e di protezione più elevati e una continua interruzione dei traffici”.
Kallas: “Attacchi degli Houthi inaccettabili, Aspides innalza l’allerta”
“L’Europa sta contribuendo a proteggere il traffico marittimo nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi: data l’aggravarsi della situazione di sicurezza, l’operazione Aspides ha innalzato il livello di allerta delle proprie navi mentre prosegue le operazioni di scorta”. Lo scrive l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas. “Gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita sono inaccettabili e compromettono l’economia globale. Ho parlato con Faisal bin Farhan – ministro degli Esteri saudita – degli sforzi diplomatici volti a porre fine ai combattimenti nello Yemen e a ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: il passaggio marittimo deve essere libero da ostacoli e gratuito”.
Msf: attacchi coloni in Cisgiordania impattano sulla salute dei palestinesi
L’aumento delle ostilità dei coloni in Cisgiordania sta impattando sulla salute psichica e fisica dei palestinesi, secondo Medici senza frontiere, che ha visto aumentare le richieste di assistenza presso i suoi ambulatori mobili del 26% a giugno e luglio rispetto ai due mesi precedenti. A giugno e luglio, dopo aver ampliato le attività da 5 a 8 cliniche mobili, le équipe di Msf hanno fornito rispettivamente 1.450 e 1.397 consulti ambulatoriali. Si tratta dei dati mensili più elevati del 2026. Msf chiede perciò alle autorità israeliane “di garantire un accesso senza ostacoli all’assistenza sanitaria e agli aiuti umanitari, di proteggere i civili e rispettare il diritto internazionale”.
Iran, Macron: “Francia non ha scelto guerra, stiamo facendo di tutto per riapertura Hormuz”
“La Francia non ha scelto la guerra, la Francia sta facendo di tutto per facilitare la riapertura pacifica dello stretto di Hormuz”. E’ quanto ha detto Emmanuel Macron, nella conferenza stampa oggi dopo l’incontro all’Eliseo con tutti i leader dei partiti francesi e i candidati presidenziali, sottolineando che l’aumento dei prezzi dei carburanti e la crisi energetica sono “interamente dovuti alle guerre e alla situazione internazionale”, in particolare al blocco dello stretto di Hormuz, secondo quanto si legge sul sito de Le Parisien.
Baghaei: “Da Usa guerra economica brutale e rozza propaganda”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha contestato le nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti nei confronti di entità e funzionari di Teheran, oltre che le limitazioni agli acquisti imposte ai diplomatici a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Washington sembra ancora dare per scontato che le nazioni non abbiano né memoria né capacità di pensiero critico”, ha detto Baghaei.
“Da una parte c’è una brutale guerra economica, deliberatamente progettata per infliggere il massimo dolore e sofferenza a ogni cittadino iraniano”, ha scritto su X. “Dall’altra c’è l’annuncio teatrale di misure per impedire ai funzionari iraniani di fare acquisti in un club all’ingrosso americano”, riferendosi al fatto che il governo degli Stati Uniti ha vietato ai diplomatici e ai funzionari iraniani presenti a New York per l’Assemblea Generale dell’Onu di fare acquisti nei grandi magazzini all’ingrosso come Costco, Sam’s Club e BJ’s Wholesale Club senza una specifica approvazione preventiva.
Pizzaballa: “L’uso IA in guerra conseguenza di deumanizzazione”
“L’uso dell’intelligenza artificiale in guerra fa parte della deumanizzazione dell’altro perché sicuramente è molto più facile delegare a un algoritmo certe decisioni”. Lo dice il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, che questa mattina a Bologna ha ricevuto in Consiglio comunale la cittadinanza onoraria. Alla cerimonia hanno partecipato anche Romano Prodi e Pier Ferdinando Casini. “E’ un fatto – sottolinea il cardinale – che l’intelligenza artificiale sia usata anche nell’operazione bellica. Ed è un fatto rispetto al quale dobbiamo interrogarci sulle responsabilità etiche, sulle procedure, sulle catene di comando. E’ tutto nuovo e, forse, non abbiamo ancora tutti gli strumenti, anche giuridici, per poter mettere ordine in questo aspetto”.
Media: “Stallo tra l’esercito israeliano e quello libanese nel sud”
L’esercito israeliano, che occupa un’area nel sud del Libano, è avanzato stamane verso un checkpoint dell’esercito libanese recentemente istituito e ha lanciato granate. Lo riferiscono i media locali. “Una forza israeliana è avanzata alla periferia del villaggio di Deir Mimas, raggiungendo un incrocio vicino a una postazione dell’esercito libanese recentemente istituita”, e ha lanciato “sei granate nelle vicinanze”, ha riferito l’Agenzia nazionale di stampa. Un fotografo dell’Afp ha visto due carri armati dell’esercito israeliano avanzare lungo una strada verso il villaggio di Deir Mimas, situato ai margini della zona occupata, e fermarsi presso una barriera di terra oltre la quale erano posizionati veicoli dell’esercito libanese che “si è ritirato di circa 100 metri” ma è rimasto in posizione di fronte ai carri armati israeliani. A fine giugno, Libano e Israele hanno firmato un accordo quadro che prevedeva il dispiegamento dell’esercito libanese in aree dalle quali Israele si sarebbe gradualmente ritirato, a condizione del disarmo di Hezbollah, gruppo filo-iraniano. Tuttavia, l’accordo si è arenato e Israele ha avvertito che rimarrà nel Libano meridionale finché persisteranno le minacce alla sua sicurezza.
Yemen: Onu, ‘almeno 112.000 sfollati nelle ultime due settimane di conflitto’
Almeno 112.000 persone sono state sfollate in Yemen nelle ultime due settimane a causa della ripresa del conflitto tra gli Houthi e le forze governative. Lo riferisce l’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, secondo cui, quasi 3.000 persone sono fuggite via mare verso il vicino Gibuti.
Yemen, media: “Riad propone tregua ma Houthi scettici”
L’Arabia Saudita ha proposta ai ribelli yemeniti Houthi una tregua di due settimane, seguita da colloqui diretti per “affrontare le richieste umanitarie” e poi “raggiungere un accordo globale”. Lo ha riferito l’emittente libanese Al-Akhbar, vicina a Hezbollah, citando fonti attendibili. Nella proposta, fatta arrivare tramite l’Oman, Riad ha espresso la propria disponibilità a revocare il blocco allo Yemen e a consentire l’ingresso degli aiuti. Tuttavia, hanno sottolineato le fonti, gli Houthi non sembrano entusiasti di questa offerta, privilegiando una “soluzione definitiva e completa” al conflitto tra Yemen e Arabia Saudita e respingendo in toto l’ingerenza del Regno wahabita nelle questioni interne del Paese.
Eurodeputati scrivono a Kallas su caso Naza: “Preoccupati per libertà di espressione”
Sono 41 gli eurodeputati che hanno sottoscritto la lettera promossa da Sandro Ruotolo, eurodeputato del Partito Democratico e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd, e indirizzata all’Alta rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas sul caso di Yuval Abraham e Rachel Szor, autori del documentario Naza, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia. “Abbiamo chiesto all’Unione Europea di intervenire. Non possiamo accettare che gli autori di un documentario vengano minacciati della revoca della cittadinanza per il loro lavoro e che si chieda ai servizi di sicurezza israeliani di indagare sulle testimonianze e sui materiali utilizzati per realizzarlo”, dichiarano i 41 europarlamentari dei gruppi Socialisti, Sinistra e Verdi. “Quello che sta accadendo – proseguono – solleva una questione che riguarda direttamente la libertà di espressione in Israele. Si può criticare, contestare, anche duramente, un’opera e ciò che racconta. Ma la risposta non può essere la minaccia contro i suoi autori né l’intervento dei servizi di sicurezza per risalire a chi ha scelto di testimoniare. Per questo abbiamo chiesto a Kaja Kallas di sollevare il caso direttamente con le autorità israeliane, chiedendo chiarimenti sull’iniziativa nei confronti dello Shin Bet e garanzie per Yuval Abraham e Rachel Szor e per la riservatezza delle testimonianze raccolte nel loro lavoro. Abbiamo inoltre chiesto che la vicenda venga affrontata nel dialogo politico tra Unione europea e Israele, anche nel quadro dell’Accordo di associazione Ue-Israele. “La libertà di espressione – concludono – significa anche poter raccontare fatti scomodi, raccogliere testimonianze, realizzare un film e sottoporlo al giudizio del pubblico senza temere ritorsioni da parte dello Stato. È un principio democratico fondamentale. È questo il messaggio che abbiamo rivolto, insieme agli altri firmatari, all’Alta rappresentante Kallas. Chiediamo all’Unione Europea di farlo valere con chiarezza nel confronto con le autorità israeliane”.
Pizzaballa: “Politica internazionale fragile, serve intervento”
“La politica internazionale si è dimostrata fragile davanti alla tragedia di Gaza, in questo senso non riesce a intervenire in maniera evidente: credo che sia chiaro tutto questo, ma speriamo che le cose cambino”. L’Europa e l’Italia per ora “assistono. È necessario un intervento”. Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, a Palazzo D’Accursio a Bologna per ricevere la cittadinanza onoraria in Consiglio comunale. “Forse le istituzioni da noi hanno mostrato la loro fragilità – ha aggiunto -, ma nella società civile c’è ancora possibilità. È ancora possibile trovare luoghi dove l’umanità dell’altro viene salvata. Chi tiene aperta una possibilità di incontro sono tantissimi: israeliani, palestinesi, cristiani, ebrei, musulmani, a Gaza, in Cisgiordania, in Israele. Sono tante le persone, dentro la società civile, che ancora sono disposte a mettersi in gioco”. Però – precisa – “non facciamo le cose più facili di quello che sono: non è semplicissimo entrare dentro quelle situazioni”. “Dal punto di vista umanitario”, distingue il cardinale, “ci sono alcuni Governi più presenti e altri meno. L’Italia, devo dire, è tra i Paesi più attivi in tutto questo”.
Pizzaballa: “Dopo voto Israele nessun cambiamento messianico”
“Non si muove nulla, a dire il vero non è che ci siano molti segnali. La situazione è sempre la stessa: a Gaza c’è una paralisi totale, non si muove nulla dal punto di vista politico e la ricostruzione, di fatto, non è ancora cominciata”. E anche dopo il voto, “non credo che ci saranno cambiamenti messianici improvvisi nell’immediato. Il deterioramento è molto profondo e ci vorrà tempo per risolverlo”. Lo dice Pierbattista Pizzaballa, cardinale e patriarca di Gerusalemme, a margine della cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria al porporato da parte del Comune di Bologna, a proposito della situazione a Gaza e in Cisgiordania nell’imminenza delle elezioni in Israele. “La situazione umanitaria – sottolinea Pizzaballa – resta grave come sempre e, anche in Cisgiordania, il deterioramento è continuo, a causa delle aggressioni da parte dei coloni: sono tutte cose che continuano e non vediamo grandi cambiamenti, purtroppo. Devo dire però che trovo la risposta dentro la società palestinese, sempre più determinata”.
Ue: “Iniziativa italiana? Aspides fondamentale per la sicurezza nel Mar Rosso”
“La presenza attiva di Aspides nella regione ha garantito la sicurezza dei marittimi e sta contribuendo a rendere sicura una rotta marittima di importanza cruciale, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico che, come possiamo constatare, è estremamente instabile”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea a proposito della possibilità che l’Italia decida di scortare le navi nel Mar Rosso al di fuori della cornice della missione Ue. “Con le operazioni Aspides e Atalanta, l’Ue sta fornendo un contributo fondamentale alla protezione del traffico marittimo nella regione”.
Media Gaza su crollo edificio danneggiato da raid: “Soccorritori hanno salvato alcune persone coinvolte'”
I media di Gaza riferiscono su X che le squadre di soccorso hanno salvato alcune persone rimaste coinvolte nel crollo di un edificio danneggiato durante la guerra nel quartiere al-Sabra, a nord di Gaza city. Finora i media di Gaza non hanno pubblicato video dell’accaduto. Nei giorni scorsi un edificio crollato nella città ha provocato la morte di 21 persone, molti bambini.
Ambasciata italiana in Ucraina: “Consegnati macchinari e strumenti in 10 ospedali”
“Macchinari medicali e strumenti di ultima generazione sono stati consegnati in dieci ospedali ucraini distribuiti in tutto il territorio nazionale”: lo annuncia l’ambasciata italiana a Kiev in un comunicato. “Un grande e straordinariamente apprezzato atto di solidarietà italiana che aiuta concretamente a offrire diagnosi più tempestive e cure migliori, soprattutto a beneficio di giovani donne, madri e bambini”, aggiunge la nota, secondo cui il ministro della Sanità ucraino Viktor Liashko ha espresso a riguardo all’ambasciatore Carlo Formosa “grande riconoscenza”. La donazione nasce da un’iniziativa coordinata da Fondazione Cdp con la Protezione Civile, le Regioni Toscana e Veneto e numerose grandi aziende e fondazioni italiane, che hanno risposto concretamente all’appello. “Oggi abbiamo visto cosa significa, nella pratica, la solidarietà: tecnologia avanzata che entra negli ospedali e si traduce in diagnosi più rapide, gravidanze sicure e cure migliori. Ancora una volta, il Sistema Italia sostiene l’Ucraina: abbiamo chiesto al settore privato di fare la sua parte, e la risposta è stata forte e immediata”, ha dichiarato Formosa.
Yemen, Lupi: “Marina a Bab el-Mandeb per sicurezza, nessuna missione di guerra”
“L’impiego della nostra Marina Militare nello Stretto di Bab el-Mandeb ha l’obiettivo di garantire il transito delle navi italiane la sicurezza dei nostri marinai. Il ministro della Difesa è stato chiarissimo. Il governo informerà il Parlamento con la massima trasparenza, come ha sempre fatto: tutti i ministri hanno costantemente coinvolto le Camere nelle decisioni di loro competenza e non si sono mai sottratti al dovere di riferire sulle scelte dell’esecutivo. In ogni caso, non sarà una missione di guerra, ma esclusivamente un’operazione di scorta e protezione dei mercantili che trasportano merci destinate al nostro Paese. Significa tutelare l’interesse nazionale: l’Italia non è in guerra con nessuno”. Lo afferma Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
Media: Riad propone una tregua di due settimane, ma Houthi scettici
L’Arabia Saudita ha proposto una tregua di due settimane agli Houthi yemeniti, a cui seguiranno colloqui diretti tra il Regno e i leader del gruppo: lo riporta il quotidiano libanese al-Akhbar, vicino a Hezbollah. La proposta sarebbe giunta agli Houthi tramite mediatori omaniti, dopo diversi giorni di contatti tra l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti, l’Egitto, il Pakistan e l’Oman. Secondo al-Akhbar, gli Houthi si sono mostrati scettici nei confronti dell’offerta, auspicando una “soluzione definitiva e completa al conflitto”.
Pizzaballa: a Gaza c’è una paralisi totale dal punto di vista politico
“Non si muove nulla, a dire il vero non è che ci siano molti segnali. La situazione è sempre la stessa, a Gaza c’è una paralisi totale, non si muove nulla dal punto di vista politico e la ricostruzione di fatto non è ancora cominciata”. E l’unica “risposta”, viene da “dentro la società, sia israeliana che palestinese sempre più determinata”. Lo ha detto Pierbattista Pizzaballa, cardinale e patriarca di Gerusalemme dei Latini, a margine della consegna della cittadinanza onoraria dal Comune di Bologna, rispondendo ai cronisti che chiedevano un punto della situazione a Gaza e in Cisgiordania a poche settimane dalle elezioni in Israele. “La situazione umanitaria – ha aggiunto Pizzaballa – resta grave come sempre”. Anche in Cisgiordania, “il deterioramento è continuo, con le aggressioni da parte dei coloni: sono tutte cose che continuano e non vediamo grandi cambiamenti, purtroppo”.
Israele rilancia i pellegrinaggi in Terra Santa: “Sono sicuri”
I pellegrinaggi in Terra Santa “sono sicuri” e diverse sono le iniziative in corso per i Giubilei del 2030, duemila anni dal battesimo di Gesù, e 2033 (morte e resurrezione). E’ quanto è stato sottolineato in un incontro con Michael Izhakov, direttore generale del ministero del Turismo israeliano, che ha evidenziato il particolare legame con l’Italia, anche sul fronte del turismo religioso. In generale il mercato italiano, ha detto Izhakov incontrando alcuni giornalisti a Roma, continua a rappresentare una componente importante della strategia turistica di Israele. A sottolineare l’importanza dei pellegrini cristiani è stato anche l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Yaron Sideman: “Visitare i luoghi santi è assolutamente sicuro. Infatti continuano ad arrivare pellegrinaggi e missioni religiose sia per ripercorrere i luoghi della vita di Gesù, sia per conoscere da vicino quella che considero l’unica realtà del Medio Oriente in cui il cristianesimo cresce, prospera e si sviluppa”. Il direttore generale del ministero del Turismo israeliano dal canto suo ha rimarcato: “L’Italia ha un’importanza particolare per Israele” e “il turismo religioso rappresenta una componente importante. Il Giubileo ha contribuito a rafforzare l’attenzione verso Gerusalemme e i luoghi santi e vogliamo continuare a lavorare su questo segmento”. Tra i progetti c’è anche un nuovo percorso di pellegrinaggio che si intende proporre in vista del Giubileo 2033: un itinerario di circa 110 chilometri che collega la chiesa di San Pietro a Jaffa alla Porta di Jaffa a Gerusalemme. “Vogliamo creare un nuovo cammino, un percorso simbolico che unisca storia, spiritualità e territorio, attraversando sette città”, è stato spiegato. Il progetto si ispira ai grandi cammini europei e punta a diventare uno dei prodotti di punta del turismo religioso nei prossimi anni.
Pakistan: “Pronti ad andare fino in fondo per difendere l’Arabia Saudita”
Il portavoce delle forze armate pachistane ha dichiarato che il suo Paese è pronto ad “andare fino in fondo” per difendere l’alleata Arabia Saudita, mentre il regno è sottoposto a un aumento degli attacchi da parte delle forze Houthi dello Yemen. Gli Houthi hanno riferito questa settimana di nuovi raid aerei sauditi, mentre Riad ha accusato il gruppo armato ribelle di aver lanciato un attacco “codardo” contro la città santa islamica della Mecca, suscitando un’ondata di indignazione in tutto il mondo musulmano. In un’intervista rilasciata giovedì ad Arab News, il portavoce delle forze armate pakistane, Ahmed Sharif Chaudhry, ha dichiarato che il suo Paese sosterrà l’Arabia Saudita “sia diplomaticamente sia fisicamente”. “Andremo fino in fondo per la sicurezza dei (due luoghi santi) e del Regno dell’Arabia Saudita”, ha aggiunto. Il Pakistan, l’Arabia Saudita e la Turchia hanno firmato il mese scorso il cosiddetto Accordo congiunto di difesa della Mecca, impegnandosi alla difesa reciproca nel caso in cui uno dei tre Paesi venga attaccato.
Appello Unicef per aiutare 540.000 bambini a Gaza e in Cisgiordania per l’inverno
L’Unicef esorta i partner a fornire finanziamenti flessibili e tempestivi a copertura dei 97,5 milioni di dollari Usa necessari per proteggere 540.000 bambini e le loro famiglie nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania dal freddo gelido, dalle forti piogge, dalle inondazioni e da altre condizioni invernali che mettono a rischio la vita. Nella Striscia di Gaza, quasi l’84% della popolazione – si legge in una nota dell’organizzazione – continua a vivere in centri di sfollamento sovraffollati o in alloggi danneggiati e inadeguati, lasciando le famiglie con scarsa protezione dalle intemperie. In Cisgiordania, la violenza, gli sfollamenti, le restrizioni alla libertà di movimento e l’aggravarsi della crisi finanziaria compromettono la capacità delle famiglie vulnerabili di far fronte alle difficoltà invernali. I neonati, i bambini piccoli e quelli con patologie preesistenti corrono rischi maggiori di ipotermia, infezioni respiratorie, malattie trasmesse dall’acqua e altre patologie prevenibili. “Per centinaia di migliaia di bambini, l’inverno non rappresenta semplicemente una difficoltà stagionale”, ha dichiarato Jonathan Veitch, rappresentante speciale dell’Unicef per lo Stato di Palestina. “I mesi invernali rappresentano un’ulteriore minaccia per la sopravvivenza e il benessere dei bambini”, ha aggiunto. La risposta dell’Unicef per l’inverno, che copre il periodo da ottobre 2026 a marzo 2027, dà priorità ai bambini e alle famiglie colpiti dagli sfollamenti e da alloggi inadeguati, nonché a coloro che sono a rischio di inondazioni, freddo estremo e interruzioni dei servizi essenziali. Sono necessari finanziamenti urgenti per garantire una risposta completa, poiché l’instabilità regionale continua a compromettere la produzione e la disponibilità di alcune forniture invernali rimane imprevedibile.
Pakistan: “Pieno sostegno a Riad contro attacchi Houthi”
Il Pakistan difender- l’Arabia Saudita “fino alla fine”. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esercito pakistano in un’intervista rilasciata ad Arab News. Il portavoce delle forze armate pakistane, Ahmed Sharif Chaudhry, ha affermato che il suo Paese sosterrà l’Arabia Saudita “sia diplomaticamente che fisicamente”. “Faremo di tutto per garantire la sicurezza dei due luoghi sacri e del Regno dell’Arabia Saudita”, ha dichiarato. Il mese scorso, Pakistan, Arabia Saudita e Turchia hanno firmato l’Accordo di Difesa Congiunta della Mecca, impegnando le tre nazioni alla difesa reciproca in caso di attacco.
Tajani: “Non andiamo in guerra, piano Crosetto si riferisce a missione difensiva Aspides”
“Non andiamo assolutamente in guerra”. Lo ha detto a Coffee Break su La7 il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, riferendosi al piano del ministro della Difesa Guido Crosetto di scortare le navi italiane a Bab el-Mandeb senza aspettare l’Ue. “Il ministro Crosetto si riferisce a quelle navi che sono impiegate lì con la missione Aspides, che già c’è dell’Unione Europea”, spiega Tajani, sottolineando che si tratta di “una missione difensiva, cioè non è una missione per attaccare gli Houthi, ma per proteggere le navi in caso di attacco. Ha fatto bene il ministro Crosetto a dare questo messaggio rassicurante per il nostro commercio internazionale. I nostri mercantili devono passare indenni. È fondamentale per noi Bab el-Mandeb, come è importantissimo Hormuz per il petrolio. Quindi noi faremo di tutto per proteggere le navi che portano le nostre merci verso l’Africa e verso l’Oriente. E naturalmente, se servirà spiegarlo in Parlamento, lo faremo, ma sono assolutamente d’accordo con Crosetto, condivido la sua posizione. Noi dobbiamo dare un messaggio forte a chi esporta, perché l’export rappresenta, essendo anch’io responsabile del commercio internazionale, tra il 30% e il 40% del nostro Pil”.
Crosetto: “Segui situazione in Arabia con la massima attenzione”
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che “ho chiesto al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, al Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, generale Giovanni Maria Iannucci, e al capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale Antonio Conserva di fornirmi un’ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate nelle scorse settimane, sull’evoluzione del quadro, sulle condizioni del nostro personale e sulle possibili opzioni operative”. Poi ha aggiunto: “Mi è stato riconfermato che erano già state messe in atto da tempo tutte le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare”. “Tra pochi minuti – aggiunge – avrò il primo aggiornamento nel corso di una riunione al ministero della Difesa. La situazione è seguita con la massima attenzione con l’obiettivo di garantire la piena tutela del nostro personale e di operare con la necessaria responsabilità”.
Attacchi a base aerea in Arabia, colpito Eurofighter italiano
“Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, l’evoluzione della situazione in Arabia Saudita, e in particolare alla base aerea di Ta’if, che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent Resolve. Non vi sono militari italiani coinvolti. Nell’attacco è stato colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all’interno della base ed in un’area decentrata. Non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Iran: “Colpita petroliera a Hormuz, spento incendio a bordo”
Una petroliera è stata colpita nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio che è stato poi spento. Lo ha riferito l’UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations). “Il responsabile della sicurezza di una nave ha segnalato che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato, provocando un incendio a bordo che è stato poi spento”, afferma l’organismo di monitoraggio marittimo, aggiungendo che l’equipaggio è al sicuro, sebbene l’impatto ambientale dell’attacco non sia ancora stato confermato. In precedenza, la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane aveva affermato che una petroliera battente bandiera del Togo aveva preso fuoco dopo essere stata colpita mentre tentava di effettuare un “passaggio illegale” attraverso lo Stretto di Hormuz.
Ukmto: “Petroliera colpita a Hormuz, incendio ma nessun ferito”
Una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio che è stato successivamente spento: lo ha dichiarato l’agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo (UK Maritime Trade Operations). Secondo quanto riferito, tutti i membri dell’equipaggio sono illesi. L’Ukmto ha aggiunto che non è ancora stato confermato alcun impatto ambientale. L’incidente è stato segnalato dal responsabile della sicurezza della compagnia di navigazione.
Idf: “Dispiegate ulteriori forze su tutti i fronti in vista dello Yom Kippur”
L’esercito israeliano sta rafforzando le proprie forze su tutti i fronti in vista dello Yom Kippur, il giorno più sacro del calendario ebraico, su ordine del capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir. Lo rende noto l’Idf, aggiungendo che ulteriori truppe saranno dispiegate nei comandi settentrionale, meridionale e centrale, e un ufficiale superiore sarà in servizio in ciascun settore durante le festività. Anche la Marina sta aumentando il numero di motovedette missilistiche in mare e sta potenziando le navi di pattugliamento delle frontiere. Ulteriori compagnie di truppe di riserva vengono inoltre assegnate ai vari comandi e corpi delle forze armate, per essere impiegate in caso di necessità.
Zamir aveva già ordinato il mese scorso un rafforzamento delle truppe su tutti i fronti in vista delle festività ebraiche, affermando che l’intero esercito israeliano, “in tutte le sue branche, rimarrà in stato di massima allerta su più fronti durante il periodo festivo” e che non ci sarà alcuna riduzione delle forze.
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Da marzo il contingente dell’Aeronautica Militare protegge le forze e gli interessi nazionali presenti nell’area, a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air – Arabia è comandata dal colonnello Simone Agostino Rocca
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
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Iran, prezzi del petrolio in calo dell’1%, Brent a 103,66 dollari
Continua il calo dei prezzi del petrolio che per la terza seduta consecutiva , pur rimanendo al di sopra della soglia dei 100 dollari nelle prime fasi degli scambi asiatici di oggi. I futures sul greggio Brent sono scesi a 103,66 dollari mentre il West Texas Intermediate è calato a 101,03 dollari al barile. Entrambi i benchmark avevano chiuso ieri in ribasso di circa l’1%.
Media: Teheran ha intercettato due droni americani nei giorni scorsi
L’Iran ha intercettato due droni americani. Lo ha reso noto Cbs News, citando funzionari statunitensi hanno dichiarato all’emittente che l’intercettazione è avvenuta “nei giorni scorsi”.
Trump a Axios: “Mi preparo a prendere decisione importante sulla guerra”
Donald Trump si prepara a prendere una “decisione importante” sulla guerra in Iran, valutando se riprendere una massiccia offensiva militare per cercare di concludere il conflitto. “Voglio entrare e annientarli (il regime iraniano, ndr) oppure no? È una grande decisione. Con me può succedere di tutto”, ha detto il presidente americano in un’intervista ad Axios.
Le parole di Trump arrivano a pochi giorni dal vertice in programma martedì a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman. L’incontro – secondo il sito americano – potrebbe contribuire a definire la prossima fase della guerra, tra una possibile ripresa della diplomazia e una nuova escalation militare.
Marina Militare italiana: obiettivo assicurare tutela libertà di navigazione
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dato indicazioni al Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, al Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, e al comandante del Covi, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, affinché in pieno coordinamento, effettuino un’attenta valutazione della situazione operativa e di sicurezza nel Mar Rosso e predispongano un piano volto a garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb delle navi di interesse nazionale che intendano attraversarlo.
Il Ministro ha inoltre chiesto di verificare se l’attuale quadro giuridico consenta, qualora necessario, di richiamare sotto comando nazionale capacità delle forze armate italiane già presenti nell’area e attualmente impiegate in altre operazioni, oppure se si renda necessaria una nuova e specifica autorizzazione del Parlamento, anche in virtù delle decisioni già adottate da alcuni Paesi alleati e partner. L’obiettivo, si legge in un comunicato della Marina Militare, è assicurare la protezione del naviglio di interesse nazionale e contribuire alla tutela della libertà di navigazione, nel pieno rispetto del quadro normativo, del mandato parlamentare, degli impegni internazionali assunti e delle regole di ingaggio vigenti.
Nuove sanzioni Usa contro individui ed entità
”Gli Stati Uniti non si fermeranno nella campagna del presidente Trump per prosciugare le risorse finanziarie del regime iraniano. Oggi abbiamo sanzionato due entità e tre individui per aver agevolato l’utilizzo da parte del regime iraniano di reti di valuta digitale per finanziare attività destabilizzanti”. Lo ha annunciato su ‘X’ il portavoce del Dipartimento di Stato americano Tommy Pigott.
Teheran: colpita e sequestrata petroliera del Togo a Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito una petroliera battente bandiera del Togo nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale Irna. “La petroliera ‘Trend’, battente bandiera del Togo, è stata presa di mira e sequestrata dopo lo scoppio di un incendio a bordo”, si legge nella nota.
Lee Jae-myung: “Nessun coinvolgimento coreano nella guerra per Hormuz”
Seul non invierà il proprio esercito a combattere nel conflitto tra Stati Uniti e Iran: lo ha affermato venerdì il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, in risposta alle notizie secondo cui starebbe valutando l’invio di una forza nello Stretto di Hormuz. “Non vi sarà alcun coinvolgimento né alcun intervento nella guerra. Non schiereremo truppe né mezzi militari in tal senso”, ha dichiarato Lee ai giornalisti durante una conferenza stampa.
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