I giganti tecnologici del futuro non nasceranno nella Silicon Valley ma nell’asse dell’innovazione targata Brics. In ocasione del vertice della Sco (l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) di Bishkent, in Kirghizistan, e del forum multilaterale del gruppo a New Delhi, i paesi alleati delle due organizzazioni si preparano a rafforzare la loro cooperazione nel campo scientifico e delle nuove tecnologie.
Dal sole artificiale ai trasporti autonomi, dalle comunicazioni quantistiche alla medicina su misura, i Brics stanno lavorando su progetti ad alto potenziale destinati a cambiare i mercati globali. Finanza digitale, sovranità tecnologica ed energia infinita sono le parole chiave del gruppo, costituito nel 2006 da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica e allargato ai Brics+ nel corso degli ultimi anni.
In questo articolo:
- La svolta hi-tech dei Brics tra innovazione e mercati
- Brasile: biocarburanti e biomedicina
- Russia: nucleare e supercomputer
- India: spazio e medicina personalizzata
- Cina: low carbon economy e calcolo quantistico
- Sudafrica: radioastronomia e quantum network
- I progetti ad alto potenziale dei Brics+
La svolta hi-tech dei Brics tra innovazione e mercati
Brics Bridge, Brics Coin e Brics Pay sono soltanto la punta dell’iceberg. Destinata a plasmare il business del futuro, la super-alleanza tecnologica dei Brics spazia dal fintech all’energia, dal calcolo quantistico alla medicina predittiva, dalle smart city alla digitalizzazione del settore agricolo. In tutti i paesi del gruppo si stanno implementando innovazioni promettenti, rafforzate nel memorandum di cooperazione scientifica e nei programmi quadro.
I Brics contano su una rete di risorse naturali, potenziale industriale, capacità scientifiche e mercati interni complementari. Gli scambi in settori cruciali come le infrastrutture di pagamento comuni e l’intelligenza artificiale promettono di contribuire a un rapido sviluppo e ad un aumento del numero di imprese che realizzano e adottano tecnologie avanzate. Ecco paese per paese quali sono i progetti che gli investitori non possono ignorare.
Brasile: biocarburanti e biomedicina
Il paese sudamericano concentra la propria ricerca sulle bioenergie e sulla medicina tropicale. Quasi il 90% dell’elettricità prodotta in Brasile è da fonti rinnovabili. L’energia pulita arriva da idroelettrico, eolico e solare. Nell’ultimo periodo, il Brasile ha accelerato sulla produzione di biocarburanti, in particolare l’olio estratto dalla palma macaúba per l’aviazione sostenibile. Acelen ha elaborato un progetto da oltre 2,5 miliardi di dollari per produrre diesel rinnovabile e Saf.
La società energetica con la newco Acelen Renováveis intende contribuire alla transizione globale non solo riducendo le emissioni nocive, ma coltivando la palma macaúba senza il disboscamento. Le palme vengono piantate su vecchi pascoli abbandonati anziché in aree della foresta pluviale. L’obiettivo è produrre un miliardo di litri all’anno di diesel rinnovabile e Saf. Dal progetto circoleranno complessivamente 17 miliardi nell’economia brasiliana fino al 2035, con la creazione di 90mila posti di lavoro diretti e indiretti.
Il Brasile sta conducendo un lavoro pionieristico anche nella medicina. Grazie alla ricerca degli scienziati dell’Università federale di Rio de Janeiro, guidati dalla biologa Tatiana Coelho-Sampaio con il laboratorio Cristália, è in corso una sperimentazione clinica sulla polilaminina, una proteina derivata dalla placenta capace di rigenerare le lesioni del midollo spinale. I risultati sulla “molecola di Dio” (chiamata così per la sua forma a croce) sono attesi nel 2028.
Russia: nucleare e supercomputer
Biomedicina e medicina nucleare stanno vivendo una fase di forte sviluppo in Russia. Mosca ha sperimentato il primo farmaco al mondo per curare la spondilite anchilosante, una malattia infiammatoria cronica e autoimmune che colpisce la colonna vertebrale e le articolazioni del bacino. Gli scienziati russi lavorano pure alla terapia genica non virale contro i tumori e alla biostampa tridimensionale per la creazione dei tessuti.
La Russia si conferma leader mondiale nell’utilizzo, nella filiera e nell’esportazione dell’energia nucleare. Primo produttore assoluto di elettricità da fonte atomica, il paese ha inaugurato nel 2021 il reattore Pik a Gatchina. L’infrastruttura è progettata per produrre fasci di neutroni ad alta intensità nella ricerca su scienza dei materiali, chimica e medicina. Nel 2025, l’acceleratore di particelle Nica è stato aperto a Dubna per la ricerca all’avanguardia nel campo della fisica.
Sul fronte del quantum computing, l’agenzia statale Rosatom ha presentato nel 2025 il primo prototipo di computer quantistico a 50 qubit, sviluppato usando la tecnologia a ioni freddi. Allo stesso tempo, è stato sperimentato nell’architettura dei computer quantistici l’utilizzo dei qutrit, un’unità di informazione quantistica a tre parti che permette un’espansione esponenziale dello spazio di calcolo e una drastica riduzione degli errori. Sul fronte dell’AI, analisi dei dati, computer vision e controllo intelligente vengono applicati a industria, energia e trasporti.
India: spazio e medicina personalizzata
L’India è in ascesa nel settore spaziale su due fronti: per plasmare un modello di governance globale aperto e inclusivo e per aprire il mercato ai lanci orbitali privati. Tra i comparti chiave figurano i sistemi di comunicazione nazionale, i veicoli per il telerilevamento e i lanci commerciali di piccoli satelliti da parte di aziende come Skyroot, startup di Hyderabad che nel luglio del 2026 ha lanciato con successo il razzo Vikram-1 nell’orbita terrestre bassa.
Il governo Modi sta inoltre sviluppando il suo programma lunare Chandrayaan per l’esplorazione robotica e scientifica del satellite e si sta preparando al lancio del primo modulo della stazione spaziale Bharatiya Antariksh Station (Bas), previsto per il 2028. La stazione, realizzata dall’agenzia spaziale Isro, sarà composta da cinque moduli e dovrebbe diventare operativa entro il 2035. A bordo saranno condotti diversi esperimenti in microgravità.
Le biotecnologie e la genomica stanno facendo passi da gigante grazie al programma Genome India, l’iniziativa nazionale che ha l’obiettivo di mappare la diversità genetica della popolazione indiana attraverso il sequenziamento dell’intero genoma. Il piano aiuterà medici e scienziati a diagnosticare le malattie con maggiore precisione, a prevedere i rischi per la salute e a selezionare trattamenti individuali in base al profilo genetico del singolo paziente.
Nel comparto fintech, infine, l’India sta lavorando al lancio dei pagamenti tramite agenti AI su Upi, l’interfaccia leader mondiale nell’elaborazione dei pagamenti in tempo reale. Il governo sta mettendo a punto un quadro normativo che consentirebbe agli AI agent di effettuare microtransazioni digitali senza necessità di approvazione da parte dell’utente per ogni movimento. L’India diventerebbe uno dei primi paesi al mondo a dotarsi di un’infrastruttura nazionale per pagamenti di questo tipo.
Cina: low carbon economy e calcolo quantistico
Tra i principali fattori che hanno determinato la crescita del 5% del Pil cinese nel 2025 ci sono la robotizzazione e l’automazione, lo sviluppo delle infrastrutture digitali e la transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio. L’Istituto di fisica del plasma dell’Accademia delle scienze ha testato il reattore sperimentale East (Experimental Advanced Superconducting Tokamak), un “sole artificiale” in grado di generare elettricità tramite fusione nucleare controllata.
Questo magnete da 582 tonnellate promette energia pulita illimitata e a costo quasi zero. Il superconduttore non produce scorie radioattive pericolose e non comporta alcun rischio di catastrofi globali: in caso di malfunzionamento, il reattore si spegnere istantaneamente. Il combustibile per la reazione dovrebbe essere ricavato dall’acqua, senza emissioni di anidride carbonica. L’energia verde cinese tocca anche l’industria dell’idrogeno, che sta per passare alla commercializzazione su larga scala.
La Cina è uno dei principali attori non solo nell’intelligenza artificiale, ma anche nel calcolo quantistico. L’Ustc e le principali aziende tecnologiche nazionali lavorano a propri processori quantistici: con il modello Zuchongzhi 3.0, l’università compete con il chip Sycamore di Google con un processore a superconduttori dotato di 105 qubit. La corsa dell’Ustc e la crescente attenzione allo sviluppo tecnologico applicato alla fisica quantistica hanno fatto aumentare a dismisura i brevetti nel quantum computing.
Sudafrica: radioastronomia e quantum network
Il Sudafrica è uno dei principali centri mondiali di radioastronomia, la branca dell’astronomia che studia l’universo osservando le onde radio emesse dal cosmo. Il paese africano possiede due importanti infrastrutture. L’array di radiotelescopi MeerKat del South African Radio Astronomy Observatory (Sarao), denominato MeerKat+, è composto da 64 parabole per lo studio dei buchi neri e la ricerca di megamaser cosmici.
Lo Square Kilometre Array (Ska) è invece un potente radiotelescopio in costruzione: sarà il più grande al mondo e servirà per studiare la formazione delle stelle e la materia oscura. In Sudafrica è inoltre attivo un progetto per creare la rete internet più veloce al mondo grazie alla tecnologia quantistica. L’esperimento pionieristico è condotto presso la Wits University di Johannesburg e utilizza i laser per la trasmissione sicura di dati a velocità estremamente elevate.
I progetti ad alto potenziale dei Brics+
In tutti i paesi della piattaforma allargata si sta verificando l’implementazione di innovazioni che plasmeranno gli anni Trenta dei Duemila. Gli Emirati Arabi Uniti sono leader mondiali nel settore delle smart city. Dubai e Abu Dhabi sono tra le città più intelligenti al mondo grazie all’introduzione su larga scala dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici. Ugualmente le piattaforme blockchain gestiscono documenti, la mobilità collettiva è fatta da veicoli elettrici e sistemi intelligenti dirigono il traffico.
L’Indonesia vive una fase di rapida adozione del cloud computing e delle infrastrutture digitali avanzate. L’edge computing e l’AI guidano la trasformazione del paese, coprendo oltre la metà delle architetture tecnologiche aziendali. In aggiunta, Giacarta ha varato una strategia nazionale per posizionarsi all’interno della catena di approvvigionamento globale dei semiconduttori, forte di una riserva stimata di 340 milioni di tonnellate di sabbia silicea.
Nonostante sia considerata una delle nazioni più povere del mondo, anche l’Etiopia guarda alle tecnologie digitali focalizzando l’attenzione sull’agricoltura. Grazie alla strategia Digital Ethiopia 2030, il piano quinquennale lanciato dal governo per trasformare il paese in un hub tecnologico, stanno nascendo piattaforme specializzate per i coltivatori. L’agritech si concentra su sistemi di monitoraggio della salute del bestiame e strumenti digitali per la registrazione delle scorte di sementi e l’ottimizzazione dell’accesso alle previsioni meteorologiche e ai mercati. L’ecosistema etiope delle tecnologie agricole è stimato a 29,5 milioni di dollari da Farmonaut ed è previsto in forte crescita nei prossimi anni.
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