La proposta della Commissione UE per l’innovazione: European Innovation Act
L’European Innovation Act è la proposta con cui la Commissione europea intende creare condizioni più favorevoli allo sviluppo, al finanziamento e alla diffusione delle innovazioni nel mercato unico. Presentato il 9 settembre 2026, il progetto nasce dalla constatazione che l’Europa dispone di ricerca scientifica e competenze tecnologiche di alto livello, ma incontra difficoltà nel trasformarle in prodotti, servizi e imprese capaci di crescere su scala internazionale.
L’iniziativa vuole quindi ridurre gli ostacoli che separano la scoperta scientifica dal mercato, aiutando startup, scaleup, università, centri di ricerca e imprese innovative a sperimentare e commercializzare più rapidamente nuove soluzioni.
European Innovation Act: una proposta per rilanciare il rapporto tra innovazione e imprese
L’European Innovation Act non è una legge ma una proposta di regolamento della Commissione europea, identificata come COM(2026) 567.
Il testo dovrà essere esaminato, negoziato e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea secondo la procedura legislativa ordinaria. Durante questo percorso i contenuti potranno essere modificati. Solo dopo l’approvazione definitiva e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE il regolamento potrà entrare in vigore e diventare direttamente applicabile negli Stati membri.
Appalti pubblici per sostenere ricerca e innovazione
Uno degli strumenti centrali della proposta è la creazione di un quadro europeo armonizzato per gli appalti pubblici di ricerca e sviluppo. L’obiettivo è utilizzare la domanda delle amministrazioni come leva per finanziare, collaudare e portare sul mercato tecnologie che non dispongono ancora di una diffusione commerciale consolidata.
Secondo la Commissione, soltanto lo 0,6% degli appalti pubblici europei è destinato alla ricerca e sviluppo, contro il 3,5% degli Stati Uniti e il 5% della Corea del Sud. Portare la quota europea al 3% potrebbe mobilitare circa 86,4 miliardi di euro.
Nelle gare dedicate alla ricerca e sviluppo, la componente qualitativa dovrebbe pesare almeno per il 50% della valutazione. Tra i criteri utilizzabili rientrano il potenziale innovativo, i risultati sostenibili e gli obiettivi ambientali, climatici e sociali.
Proprietà intellettuale e accesso ai capitali
La proposta interviene anche sulla valorizzazione economica della proprietà intellettuale. Brevetti, tecnologie e altri beni immateriali rappresentano una parte crescente del valore delle imprese, ma sono ancora difficili da valutare e utilizzare per ottenere finanziamenti.
L’European Innovation Act prevede un centro europeo presso l’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, una metodologia comune per valutare questi asset e un mercato europeo dedicato alla loro commercializzazione. La possibilità di utilizzare la proprietà intellettuale come garanzia potrebbe migliorare l’accesso al credito delle imprese tecnologiche e ridurre il divario finanziario che limita la crescita delle scaleup europee.
Il ruolo della sostenibilità nell’European Innovation Act
La sostenibilità non è presentata come un settore separato, ma come una delle direzioni strategiche che l’innovazione europea dovrebbe sostenere. La proposta stabilisce che gli appalti di ricerca e sviluppo debbano considerare, quando pertinenti, gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione.
Le amministrazioni potrebbero così indirizzare la domanda verso soluzioni capaci di ridurre consumi ed emissioni, migliorare l’efficienza energetica, utilizzare le risorse in modo più responsabile o rendere infrastrutture e territori maggiormente resilienti agli effetti del cambiamento climatico.
L’innovazione sostenibile può riguardare molti ambiti: energie rinnovabili, accumulo, elettrificazione industriale, materiali a basse emissioni, mobilità pulita, economia circolare, tecnologie per il monitoraggio ambientale e strumenti digitali per ottimizzare l’impiego di energia e materie prime.
Innovazione e decarbonizzazione
L’European Innovation Act non introduce direttamente nuovi obiettivi obbligatori di riduzione delle emissioni. Il suo contributo alla decarbonizzazione è soprattutto quello di creare condizioni migliori affinché le tecnologie pulite possano superare la fase sperimentale, trovare finanziamenti e raggiungere più velocemente il mercato.
Questo passaggio è decisivo perché molte soluzioni per la neutralità climatica esistono già a livello tecnico, ma faticano a raggiungere dimensioni industriali, costi competitivi e una domanda sufficiente. Appalti di ricerca e sviluppo, sperimentazione regolamentata e accesso ai capitali possono ridurre questi ostacoli.
La valutazione d’impatto della Commissione sottolinea che maggiori investimenti in ricerca e innovazione possono accelerare lo sviluppo e la riduzione dei costi delle tecnologie pulite, contribuendo a diminuire le emissioni, aumentare l’efficienza energetica e rendere più sostenibili i processi produttivi.
Le regulatory sandbox per sperimentare in sicurezza
Accanto all’Act, la Commissione ha presentato una proposta di raccomandazione sui principi comuni delle regulatory sandbox. Si tratta di ambienti controllati nei quali imprese e autorità possono sperimentare tecnologie, servizi e modelli di business innovativi per un periodo limitato.
Le sandbox non comportano una deregolamentazione generale: la sperimentazione deve essere supervisionata e accompagnata da condizioni e garanzie precise. Possono però facilitare i test di innovazioni complesse, comprese quelle destinate alle transizioni energetica, climatica e ambientale.
Un ponte tra competitività e transizione verde
La proposta prova, in definitiva, a collegare due priorità europee spesso considerate separatamente: competitività e sostenibilità. La decarbonizzazione richiede investimenti, tecnologie e capacità industriale; allo stesso tempo, il mercato globale delle soluzioni pulite rappresenta un’importante opportunità economica.
L’efficacia dell’European Innovation Act dipenderà dal testo che emergerà dal negoziato e dalla capacità degli Stati membri di utilizzare concretamente i nuovi strumenti. La direzione indicata dalla Commissione è però chiara: fare dell’innovazione non soltanto un motore di crescita, ma anche una leva per trasformare il sistema produttivo europeo e accompagnarlo verso la neutralità climatica.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



