Telt ha chiesto e ottenuto dall’Unione europea un anno di proroga per la realizzazione delle opere relative al finanziamento da 700 milioni di euro accordato nel luglio 2024, il cui termine originario era fissato al giugno 2026: si passa così al giugno 2027. È quanto emerge dal documento dell’agenzia Cinea dell’Ue, che gestisce il programma Connecting Europe Facility in cui rientra anche l’alta velocità Torino-Lione, e non è una notizia di poco conto: certifica una volta di più, infatti, il ritardo con cui i cantieri della grande opera stanno procedendo, mettendo nero su bianco uno slittamento dei lavori perlomeno sul lato Italia. Perlomeno sulle attività finanziate dai 700 milioni erogati dall’Ue per il settennato 2021-27, tra le quali rientra anche l’inizio dello scavo del tunnel di base da Chiomonte in direzione Susa, che sulla carta avrebbe già dovuto partire e che invece non è ancora partito.
Questo significa che anche l’asticella per l’entrata in funzione dell’opera, teoricamente fissata al 2033, è prossima a slittare? Teoricamente no, o quanto meno è immaginabile che Telt risponderebbe di no, anche se l’esperienza fa pensare che sia una previsione non lontana dalla realtà. «La richiesta e la concessione della proroga di un anno al giugno 2027 è però indicativa di un altro elemento – commenta l’ingegner Alberto Poggio, uno dei tecnici della commissione Tav dell’Unione montana Valle Susa – siamo infatti di fronte alla stessa evoluzione già osservata con il precedente finanziamento nel periodo 2014-19, che era poi stato esteso fino al febbraio 2024: questo perchè nel tempo intercorso tra la fine ufficiale di quel programma e l’inizio di quello successivo, non c’erano bandi finanziamento disponibili. Anche in questo caso non ci saranno nuovi bandi fino al 2028, per cui è da ritenersi altamente probabile che questa non sia l’ultima proroga concessa ma la prima di una serie. È perciò del tutto verosimile quando il 29 aprile scorso il Cipess aveva autorizzato l’utilizzo di 1,42 miliardi di euro, di cui circa 428 milioni di euro di fondi europei, per il proseguimento dei lavori della sezione transfrontaliera, fosse già al corrente che Telt era in ritardo e che avrebbe dovuto chiedere una proroga».
La notizia arriva alla vigilia dell’incontro pubblico organizzato dal Comune di Susa per la presentazione del progetto esecutivo della nuova viabilità collegata ai futuri cantieri Tav, destinata a rivoluzionare completamente tutta l’area all’imbocco della città compresa tra il centro direzionale Sitaf, l’ex autoporto di Traduerivi e le frazioni San Giuliano e Traduerivi: l’appuntamento è per oggi pomeriggio, martedì 15 settembre, alle 17 nel salone del Castello di Adelaide, dove saranno i tecnici di Telt a presentare alla popolazione tutti gli interventi previsti su statale 25, ex statale 24, A32 e tutte le opere connesse sul territorio di Susa.
Un’importante occasione per conoscere nel dettaglio le opere in programma, ricevere informazioni e porre domande ai tecnici incaricati: la partecipazione è aperta a tutti fino all’esaurimento della capienza massima della sala, con accredito obbligatorio entro lo scorso 4 settembre, ma per venire incontro a chi non potrà essere presente è prevista anche una diretta streaming sulla pagina facebook istituzionale del Comune. Nel salone, al netto di alcune polemiche emerse nei giorni scorsi, saranno presenti anche alcuni rappresentanti del movimento No Tav.
Non ci saranno invece i tecnici della commissione Tav dell’Unione montana Valle Susa, formalmente invitati a partecipare dall’amministrazione comunale segusina: in una lettera inviata al sindaco Piero Genovese, i tecnici hanno ricordato in cosa consista il compito che svolgono in accordo con l’Unione, ovvero mettere a disposizione di amministratori e cittadini le informazioni utili ad affrontare le questioni legate ai progetti Tav.
«Analisi tecniche in contradditorio con il proponente: questa è l’attività che svolgiamo per i Comuni del territorio. Confermiamo ancora una volta la piena disponibilità a fornire supporto anche all’attuale amministrazione di Susa, la quale invece ha nuovamente optato per una presentazione pubblica di tipo divulgativo gestita da Telt – spiega Poggio – Il tema di come cambierà la viabilità sul territorio di Susa è rilevante ma è un po’ come parlare dello smalto delle unghie di un elefante che si muove nel salotto di una cristalleria».
Una metafora che rende l’idea della complessità della situazione. Perché se è pur vero che gli interventi di viabilità sono destinati a stravolgere tutta l’area all’imbocco della città, in un groviglio destinato ad avere inevitabili ripercussioni e disagi sulla mobilità quotidiana dei cittadini, si tratta di un elemento di dettaglio rispetto all’enorme “gioco di incastri” all’interno del quale quegli interventi si vanno ad innestare. Con lo sbocco del tunnel di base e l’avvento della stazione internazionale al centro della piana di Susa (ammesso che si faccia e che non venga trasferita a Bussoleno, tema che bolle ancora in pentola), sono previsti tra i vari interventi il rifacimento dello svincolo autostradale e una nuova viabilità urbana che si svilupperà anche su parte dell’area ex autoporto, con la deviazione della statale 25 (incluso un nuovo sottopasso con galleria artificiale), dell’ex statale 24 (che nella sua nuova versione correrà affiancata all’A32, prevedendo la demolizione definitiva del cavalcavia autostradale) e di via Montello. Inoltre, come noto, è previsto il blocco temporaneo della linea ferroviaria Bussoleno-Susa per consentire alla linea storica di passare sopra la nuova linea, creando poi una nuova fermata in corrispondenza della stazione internazionale.
«I numerosi interventi di modifica della viabilità locale hanno delle tempistiche teoriche che rischiano di andare a scontrarsi con la realtà – prosegue il tecnico – il passato ci insegna che spesso i tempi si dilatano, vedi quelli per il nuovo svincolo autostradale di Chiomonte, con l’eventualità di ritrovarsi di fronte a cantieri aperti, viabilità smontate e frammentarie per anni e tempi di ripristino biblici, al di là delle rassicurazioni del proponente». Un ulteriore elemento che va ad inserirsi in questo quadro è l’utilizzo dell’area ex pista di guida sicura di Traduerivi come sito di deposito temporaneo dello smarino proveniente dal tunnel di base: i lavori di scavo lato Italia, stando a quanto dichiarato a più riprese da Telt, dovrebbero partire tra fine 2026 e inizio 2027.
«In realtà – conclude l’ingegner Alberto Poggio – sono ancora numerose le attività di scavo con metodo tradizionale da svolgere alla Maddalena sul tunnel esistente: a inizio 2027 mancano tre mesi e ammettiamo che i tempi vengano rispettati, dove verrà stoccato quindi il materiale di scavo? Al sito di Salbertrand, dove in questa fase progettuale, per un periodo previsto di 26 mesi, dovrebbero essere realizzate tutte le strutture necessarie a servizio del cantiere di Chiomonte, con il montaggio dei capannoni e degli impianti di produzione per i conci delle gallerie, al momento non c’è ancora nulla. Quindi, delle due l’una: o Susa rischia di diventare l’unica sede di stoccaggio dello smarino, oppure, ed è a mio avviso la cosa più probabile, non è realistica la previsione di avvio a breve dello scavo a Chiomonte».
su Luna Nuova di martedì 15 settembre 2026
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