dentro l’impero “nascosto” di Musk — Notizie TradingView


C’è un ingorgo stradale di Los Angeles, risalente al dicembre 2016, all’origine di una delle scommesse industriali più insolite di Elon Musk. Da quella frustrazione è nata The Boring Company, la società di scavo di tunnel che ha appena chiuso un round di finanziamento da 3 miliardi di dollari raggiungendo una valutazione di 23 miliardi.

Accanto ai fronti più discussi dell’imprenditore, i veicoli elettrici di Tesla, i razzi di SpaceX, l’intelligenza artificiale di xAI, si muovono infatti realtà rimaste finora ai margini dell’attenzione pubblica: gallerie sotterranee, centrali elettriche mobili e interfacce cervello-computer, che oggi compongono una parte crescente del valore complessivo della galassia Musk.

In questo articolo:

  • The Boring Company, il nuovo round da 3 miliardi
  • La ricetta di The Boring Company
  • Il filo conduttore delle iniziative di Musk
  • Cursor, il colpo silenzioso nel software di programmazione
  • SpaceX e xAI: una fusione da 1.250 miliardi di dollari
  • APR Energy, la centrale elettrica in miniatura di Musk
  • Neuralink, cinque miliardi per leggere la mente
  • L’impero cerca il suo prossimo passo

The Boring Company, il nuovo round da 3 miliardi

Dietro ogni tunnel scavato si muove un capitale silenzioso, arrivato stavolta da molto lontano. Il finanziamento da 3 miliardi di dollari annunciato mercoledì è stato guidato dagli Emirati Arabi Uniti e da entità di investimento affiliate, con la partecipazione di Human Capital, Vy Capital, Valor Equity Partners, Sequoia Capital, Andreessen Horowitz, Temasek, Shamal Holding e Baron Capital.

I proventi finanzieranno l’espansione di una partnership per la costruzione di oltre 150 chilometri di infrastrutture sotterranee negli Emirati, basata sul progetto Dubai Loop annunciato in precedenza e formalizzato lo scorso anno con un accordo preliminare tra The Boring Company e l’Autorità per le strade e i trasporti di Dubai. I fondi serviranno anche a incrementare le assunzioni nei settori dell’ingegneria, della produzione e delle operazioni, oltre a sostenere l’espansione dei progetti Loop a Las Vegas e Nashville.

La valutazione di 23 miliardi segna un salto netto rispetto ai 5,7 miliardi del 2022, quando l’azienda aveva chiuso un round da 675 milioni. Si tratta di un incremento di oltre quattro volte in meno di quattro anni per una società che opera in un comparto, quello delle infrastrutture, tradizionalmente caratterizzato da cicli di sviluppo lunghi e margini contenuti.

La ricetta di The Boring Company

Fondata nel 2017, The Boring Company nasce con un obiettivo diverso da quello delle metropolitane tradizionali: costruire una rete di trasporto sotterranea a basso costo attraverso un gran numero di gallerie parallele di piccolo diametro, pensate per veicoli di dimensioni ridotte anziché per treni di grande capacità. La riduzione della sezione dei tunnel e la modernizzazione delle macchine perforatrici rappresentano i due pilastri con cui l’azienda cerca di abbattere i costi di scavo, storicamente elevati per via di diametri ampi, processi costruttivi complessi e attrezzature onerose.

Il primo banco di prova commerciale è arrivato nel 2019, quando la società si è aggiudicata l’appalto del Las Vegas Convention Center per un sistema di trasporto sotterraneo, inaugurato nel 2021 con il nome di LVCC Loop: un circuito di tunnel percorso da veicoli Tesla guidati manualmente, di scala ancora limitata rispetto a una metropolitana tradizionale, ma sufficiente a dimostrare la fattibilità di un modello alternativo alla pianificazione pubblica di lungo periodo tipica delle infrastrutture urbane.

Il percorso non è stato privo di attriti: negli ultimi anni l’azienda è finita sotto la lente delle autorità del Nevada per infortuni sul lavoro tra gli operai dei cantieri e per un elevato numero di violazioni ambientali legate allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione dei cantieri stessi.

Il filo conduttore delle iniziative di Musk

Da PayPal ai tunnel sotterranei, il filo conduttore è sempre lo stesso: entrare dove nessuno si aspetta di trovarlo. Il profilo di The Boring Company si inserisce in un percorso imprenditoriale che ha visto Elon Musk entrare, nel corso di due decenni, in settori considerati a lungo estranei alla sua formazione originaria.

Nel 2002 ha fondato SpaceX, storicamente dominata da agenzie governative e grandi gruppi dell’aviazione tradizionale; nel 2004 è entrato in Tesla, contribuendo alla diffusione dei veicoli elettrici su scala di massa; negli ultimi anni ha rivolto investimenti verso l’intelligenza artificiale, le interfacce cervello-computer e le piattaforme social. E non sembra intenzionato a fermarsi qui.

Cursor, il colpo silenzioso nel software di programmazione

Tra le operazioni meno seguite dal grande pubblico rientra l’acquisizione di Cursor, startup di intelligenza artificiale specializzata in strumenti di automazione per la scrittura del codice, perfezionata da SpaceX il 14 agosto per 60 miliardi di dollari, come riportato da Bloomberg sulla base di un documento depositato presso le autorità di regolamentazione.

L’assistente sviluppato da Cursor, lanciato nel 2023, è progettato per supportare i programmatori nella scrittura e nel debug del codice. Prima dell’interesse di Musk, la società aveva raccolto oltre 3 miliardi di dollari da investitori tra cui Thrive Capital, Andreessen Horowitz e Accel, raggiungendo una valutazione di 29 miliardi lo scorso novembre; ad aprile erano circolate indiscrezioni su trattative per un round aggiuntivo da 2 miliardi, che avrebbe portato la valutazione vicino ai 50 miliardi.

Con l’acquisizione, Cursor ha ottenuto accesso alla flotta di gpu di SpaceX, descritta dalla società stessa come funzionale allo sviluppo di modelli più performanti e con costi di gestione ridotti.

SpaceX e xAI: una fusione da 1.250 miliardi di dollari

Il capitolo più corposo della galassia Musk riguarda l’unione tra SpaceX e xAI, la startup di intelligenza artificiale sempre fondata dall’imprenditore. L’operazione, annunciata il 2 febbraio, valuta la nuova entità combinata 1.250 miliardi di dollari, la società non quotata di maggior valore al mondo secondo Bloomberg. Nel comunicato diffuso sul blog aziendale, Musk ha motivato la fusione con l’impossibilità di soddisfare la domanda globale di elettricità legata all’intelligenza artificiale attraverso soluzioni terrestri, indicando lo spazio come prospettiva di lungo periodo per l’espansione dei data center.

Il mese precedente xAI aveva raccolto 20 miliardi di dollari da investitori, portando la propria valutazione autonoma a circa 230 miliardi, dopo aver acquisito l’anno precedente il social network X, un tempo Twitter, in un’operazione che aveva valutato la nuova azienda oltre 110 miliardi. Da allora il chatbot Grok, prodotto principale di xAI, è stato progressivamente integrato nella piattaforma X, arrivando ad alimentare, secondo quanto dichiarato da Musk, anche l’algoritmo di suggerimento dei contenuti dell’app.

APR Energy, la centrale elettrica in miniatura di Musk

Meno nota rispetto ai fronti spaziali e automobilistici è APR Energy, società interamente dedicata ai combustibili fossili che Musk ha acquisito con un investimento di circa 1 miliardo di dollari, confermato da un documento della Federal Trade Commission depositato a maggio. APR fornisce soluzioni di alimentazione mobile a gas e diesel, con turbine disponibili in grado di generare oltre 1,1 gigawatt, una capacità paragonabile al fabbisogno di quasi un milione di abitazioni.

Storicamente orientata a servizi industriali, di emergenza e di collegamento alla rete, l’azienda ha spostato la propria comunicazione verso l’alimentazione di data center per l’intelligenza artificiale, promettendo tempi di realizzazione compresi tra 30 e 60 giorni, nettamente inferiori a quelli richiesti per un collegamento tradizionale alla rete elettrica.

L’operazione si inserisce in un fabbisogno energetico crescente per l’infrastruttura di calcolo IA, che secondo alcune proiezioni potrebbe arrivare a impegnare, per singole strutture, un consumo elettrico pari al doppio di quello di interi stati americani, a fronte di circa 1.700 campus di data center attualmente in costruzione. Sullo stesso terreno si muovono anche Google, Amazon e Meta, che negli ultimi anni hanno esplorato diverse forme di generazione energetica diretta in loco. Per xAI, controllata da Musk, l’utilizzo di turbine a metano temporanee presso i data center Colossus, che alimentano Grok, ha già generato controversie legali, con gruppi di attivisti che ne contestano la conformità al Clean Air Act.

Neuralink, cinque miliardi per leggere la mente

Ancora più defilata nel dibattito pubblico è Neuralink, l’azienda di neurotecnologie co-fondata da Musk nel 2016, che sviluppa impianti cerebrali capaci di comunicare con telefoni e computer. L’obiettivo dichiarato è restituire autonomia comunicativa e di controllo a persone con paralisi, attraverso dispositivi che permettono di scrivere, utilizzare la sintesi vocale o interagire con applicazioni digitali per fotografia, arte o scrittura.

La società ha condotto trial clinici su pazienti con lesioni al midollo spinale, sclerosi laterale amiotrofica e altre patologie neurologiche, arrivando a 21 partecipanti a livello globale secondo un aggiornamento di gennaio. L’investimento complessivo nella società si attesta oggi intorno ai 5 miliardi di dollari, un valore costruito su una tecnologia ancora in fase iniziale di sviluppo, per la quale sono già stati annunciati diversi interventi di impianto cerebrale portati a termine con successo.

L’impero cerca il suo prossimo passo

Musk ha confermato su X l’intenzione di espandere la produzione interna di componenti critiche per turbine a gas naturale e pale eoliche, un’indicazione che apre a possibili acquisizioni lungo la filiera aerospaziale e della micro-fusione di metalli. L’obiettivo è ridurre la dipendenza di SpaceX dai fornitori tradizionali e garantire fonti di alimentazione indipendenti dalla rete elettrica pubblica, seguendo la stessa logica già applicata con APR Energy.

Su un terreno analogo si muove il progetto Megapod di Tesla, il sistema hardware modulare per il calcolo intensivo IA da installare presso le stazioni Supercharger e gli impianti di accumulo Tesla Energy, che punta a far scalare la capacità di calcolo insieme alla produzione di energia elettrica e che si inserisce nelle ipotesi, alimentate dallo stesso Musk, di una futura combinazione azionaria tra SpaceX e Tesla entro il 2027.


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