Ucraina, Europa stanzia 28.000 euro per la serie noir dell’anticorruzione ucraina, che sforna episodi per il fronte interno mentre il Paese combatte una guerra esistenziale
AGEEI/Terykon – Il teaser di NABU e SAP anticipa la narrazione e rinvia le prove. Pur non avendo finanziato «Carthage», un bando EUACI del 25 agosto paga con denaro europeo esattamente questo genere di prodotto, chiedendo al fornitore «accuratezza e imparzialità».
Zaporizhzhia — Abbiamo esaminato tutti i 58 secondi del teaser ufficiale di «Operation Carthage», confezionato come il trailer d’una serie crime dagli organi anticorruzione ucraini NABU e SAP, mentre l’Europa ha già messo a bando 28.000 euro per produrne altri.
Ucraina, un fotogramma del video rilasciato dalle agenzie anticorruzione ucraine NABU e SAP come teaser dell’operazione Carthagen
Il video si apre con un telefono a disco che squilla nell’illuminazione noir d’una stanza. Una figura col volto coperto e il cappellino NABU solleva la cornetta. Segue un brevissimo frammento audio montato come un’intercettazione, privo d’identità, data e contesto. La voce dice: «Sarebbe forte costruire un impero. Ci penserò. Il regno sarà semplicemente enorme». Poi compaiono i loghi dei due organismi anticorruzione e una grafica che simula YouTube, completa di pulsante «Subscribe» e campanella, più un contatore che segna 70.000 iscritti al canale NABU (erano 65.000 nel video di «Femida» del 20 agosto). Arrivano infine una pioggia di banconote sotto la scritta «Спецоперація від НАБУ та САП» (‘operazione speciale di NABU e SAP’), glitch digitali e la rivelazione del titolo, «Карфаген».
Nel testo che accompagna il video, NABU e SAP sostengono d’avere avviato un’operazione contro una presunta organizzazione criminale guidata da un funzionario dell’Ufficio del procuratore generale, che avrebbe protetto una rete di call center fraudolenti riciclandone i proventi. Lo stesso Ufficio del procuratore generale ha annunciato una collaborazione con gli inquirenti e la sospensione del dipendente sottoposto ad accertamenti.
Nome, incarico e perimetro dell’operazione finora li ha forniti la stampa, non le istituzioni anticorruzione. Citando fonti, “Ukrainska Pravda” identifica il fermato in Serhij Kropyva, dirigente dell’Ufficio del procuratore generale. La stessa testata ha riferito, sempre da fonti, perquisizioni presso il procuratore generale Ruslan Kravchenko, la sua prima vice Marija Vdovychenko e il governatore della regione di Odesa Oleh Kiper, che Kropyva affiancava come vice dal 2023. La portavoce dell’Ufficio del procuratore ha però smentito perquisizioni a carico di Kravchenko, e l’Ufficio ha risposto con la propria contabilità: oltre 1.050 perquisizioni, circa 340 call center chiusi e più di 5.000 postazioni smantellate negli ultimi dodici mesi. A metà agosto, del resto, le forze dell’ordine avevano già chiuso 94 call center con 411 perquisizioni, e il presidente Zelenskyj ha appena depositato alla Rada due progetti di legge che inaspriscono le pene per chi li organizza, sebbene il teaser di NABU e SAP ignori tutto questo.
UCRAINA, VIDEO DI COMUNICAZIONE PROMOZIONALE MA NON COMUNICAZIONE PROBATORIA
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Eppure sono informazioni rilevanti. Il teaser lascia inoltre fuori l’audio integrale, la sua provenienza e la catena di custodia; non mostra atti giudiziari, numero del procedimento, importi o cronologia investigativa. Ancora una volta descrive il caso prima di documentarlo e ne costruisce invece con cura maniacale la percezione. Come nei recenti video montati e serializzati delle operazioni «Femida» e «Forrest Gump», prevalgono il branding investigativo e la spettacolarizzazione. Un video di comunicazione promozionale insomma, ma non comunicazione probatoria.
In Puglia, come in Sicilia, i nomi in codice e i filmati operativi non sono affatto estranei alla comunicazione antimafia. DIA, ROS e Guardia di Finanza diffondono talvolta anche immagini enfatiche. La differenza però sta nella sequenza e nella densità documentale. Nel caso italiano, il modello ordinario parte da una misura già disposta o in esecuzione e indica autorità giudiziaria, contestazioni, sequestri, fase processuale e presunzione d’innocenza. Basta leggere il comunicato DIA del 10 luglio sull’operazione «Whisper» per capire la differenza: ordinanza cautelare per 23 persone, GIP e DDA di Lecce, arco temporale delle indagini, sequestri datati, quantità di droga e cifre ricavate da un manoscritto contabile. Il comunicato degli organi italiani precisa anche che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari.
DLGS 188/2021 DISCIPLINA SEVERAMENTE I RAPPORTI DELLE PROCURE CON I MEDIA
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In Italia, il d.lgs. 188/2021 disciplina severamente i rapporti delle procure coi media: comunicati ufficiali o conferenze motivate, diffusione giustificata da necessità investigativa o specifico interesse pubblico, indicazione della fase procedurale e tutela della presunzione d’innocenza. Il decreto legislativo attua in pratica la direttiva (UE) 2016/343, che vieta alle autorità pubbliche di presentare come colpevole chi non è stato condannato.
Abbiamo preso a esempio un parametro italiano perché tale direttiva europea, applicata in un contesto tra i più difficili al mondo, fa parte dell’acquis che Kyiv, candidata all’adesione, dovrà recepire. Già, ma parliamo della Puglia. Dell’Italia. D’un Paese in cui gli organi inquirenti rispondono alla legge italiana e la cooperazione internazionale passa attraverso una catena istituzionale riconoscibile.
Il caso ucraino è strutturalmente singolare. NABU è un organismo investigativo e SAP è una procura specializzata. In Italia funzioni analoghe sono distribuite fra procure distrettuali, Procura nazionale antimafia e corpi di polizia giudiziaria. In Ucraina le due istituzioni sono nazionali e applicano la legge ucraina, mentre la loro architettura d’indipendenza incorpora direttamente partner esterni.
Nel concorso 2022–2023 che ha portato alla nomina dell’attuale direttore del NABU, la base legale prevedeva una commissione di sei membri: tre indicati dal governo e tre scelti dal governo su proposta delle organizzazioni internazionali e straniere che avevano fornito assistenza anticorruzione. Le decisioni richiedevano quindi anche i voti di questo secondo gruppo. Un analogo rapporto di tre membri su sei è previsto anche per la commissione che seleziona i vertici del SAP, coi sei membri nominati tutti dal procuratore generale, su proposta del Consiglio dei procuratori e delle organizzazioni internazionali.
INFLUENZA ISTITUZIONALE DICHIARATA
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Come molti ricorderanno, nel 2025 un pagamento d’assistenza macrofinanziaria all’Ucraina fu trattenuto finché la crisi sull’‘autonomia’ dei due organi non venne risolta, così come riferiva la Commissione europea. Fu un caso emblematico d’influenza istituzionale dichiarata, costruita per schermare gli organismi anticorruzione ucraini dalle pressioni politiche interne. Quel centro esterno di legittimazione non trova un equivalente diretto nel sistema italiano.
È difficile non leggere nella Cartagine del teaser l’Ufficio del procuratore generale, cioè l’istituzione cui a luglio 2025 la cosiddetta legge 12414 aveva subordinato NABU e SAP, prima che la Rada facesse marcia indietro sotto la pressione della piazza e dell’UE.
TITOLO PROMETTE DISTRUZIONE AVVERSARIO ISTITUZIONALE: MESSAGGIO POLITICO
Il conto fra i due organi è aperto da allora: a novembre i procuratori perquisirono di notte un agente NABU che aveva recuperato apparati di sorveglianza puntati sulla loro sede; il 4 settembre i detective hanno scavalcato con le scale la recinzione di quella stessa sede, sotto le telecamere. Ora, se un’operazione contro un funzionario dell’Ufficio è legittima e persino forse dovuta, il titolo che promette la distruzione dell’avversario istituzionale è già un messaggio politico.
Il titolo del video è «Карфаген», Cartagine: la città che Roma rase al suolo nel 146 a.C., dopo che Catone il Censore aveva chiuso per anni ogni intervento in Senato con «Carthago delenda est», Cartagine dev’essere distrutta. La voce intercettata nel teaser sogna «un impero» e «un regno»; l’operazione che deve distruggerlo prende il nome della potenza distrutta per antonomasia. È un titolo che pronuncia la sentenza prima del processo, in contrasto con lo spirito della direttiva (UE) 2016/343, sebbene a finanziare la comunicazione di NABU e SAP sia la stessa Unione che l’ha scritta.
Non che NABU e SAP siano obbligati a farlo, perché l’Ucraina non fa ancora parte dell’Unione, ma fa specie che due istituzioni volute, finanziate e legittimate dall’UE ci passino sopra come un carrarmato. Soprattutto a fronte d’un reperto concreto particolarmente interessante.
IL 25 AGOSTO EUACI HA PUBBLICATO UN BANDO PER PRODURRE VIDEO PER CANALI NABU E SAP
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Il 25 agosto 2026 EUACI — finanziata dall’Unione europea e da UK International Development, cofinanziata e attuata dal ministero degli Esteri danese — ha pubblicato un bando con un massimale di 28.000 euro per produrre video destinati ai canali di NABU e SAP. Il capitolato comprende concept, sceneggiature, storyboard, riprese, montaggio, suono e motion graphics. Lo scopo dichiarato è spiegare il mandato dei due organi e «presentare in modo accessibile i progressi e i risultati delle indagini anticorruzione». Al fornitore si chiede di trattare la materia «con accuratezza e imparzialità» e di rispettare le linee guida del branding di NABU e SAP, che restano proprietari d’ogni contenuto. Ogni incarico dovrà essere concordato in anticipo con EUACI, compresi ambito, prodotti, tempi e budget. Il fornitore lavorerà a stretto contatto con gli uffici comunicazione dei due organismi, parteciperà a riunioni periodiche, presenterà rapporti e farà debriefing a EUACI.
Il documento prova l’intenzione e l’architettura d’un finanziamento occidentale della comunicazione di NABU e SAP, con un ruolo formale di EUACI nella definizione e nel reporting dei singoli incarichi.
Naturalmente non prova una spesa già sostenuta, un’aggiudicazione o un prodotto consegnato e non collega quel bando a «Carthage». Esistono però precedenti termini di riferimento. Nel 2025 EUACI ha pubblicato bandi per un senior communication adviser e un junior communication adviser, con massimali rispettivamente di 30.000 e 15.000 euro. I documenti descrivevano strategie e campagne, comunicati, post, briefing, riunioni anche off-record, coordinamento dei messaggi, rapporti e debriefing. Le pagine risultano chiuse ma non identificano da sole quegli aggiudicatari che EUACI s’era invece impegnata a rendere pubblici sul proprio sito.
I documenti attualmente disponibili consentono dunque due conclusioni di natura diversa.
OPERAZIONE INVESTIGATIVA CON LA GRAMMATICA DELL’INTRATTENIMENTO
Il teaser appena pubblicato dimostra che NABU e SAP hanno scelto di presentare un’operazione investigativa con la grammatica dell’intrattenimento. Il bando EUACI documenta un’influenza istituzionale occidentale conclamata sulla capacità e sui processi della loro comunicazione.
Soprattutto in un Paese in guerra, la lotta alla corruzione è vitale. Proprio per questo chi dispone di poteri d’intercettazione, perquisizione e arresto — e può produrre effetti reputazionali irreversibili — deve comunicare con una disciplina proporzionata alla forza che esercita. Un organismo inquirente deve produrre atti, contesto, contraddittorio e responsabilità. La narrazione viene dopo.
«Carthage» cancella quel confine in 58 secondi. Sufficienti a capire che il problema non è soltanto estetico ma istituzionale.
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