Il nuovo Piano Urbanistico Generale di Marsala non può essere soltanto un atto tecnico-amministrativo. Deve diventare una scelta strategica sul futuro della città. È questo il punto di partenza della riflessione dei consiglieri comunali Gaspare Di Girolamo e Pino Ferrantelli, dell’Udc, che chiedono all’Amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Andreana Patti, di aprire un confronto pubblico prima dell’adozione dello strumento urbanistico.
Secondo i due consiglieri, il PUG dovrebbe delineare una visione complessiva della Marsala dei prossimi decenni, mettendo insieme sviluppo economico e tutela del territorio, turismo e agricoltura, esigenze abitative e nuove opportunità per le giovani generazioni.
Una città che non finisce nel centro urbano
La sfida, secondo Di Girolamo e Ferrantelli, è soprattutto quella di superare una visione frammentata del territorio. Marsala non è soltanto il centro storico e urbano, ma un insieme articolato di quartieri, periferie, contrade, campagne e costa, con un patrimonio archeologico, culturale e paesaggistico strettamente legato alla viticoltura, all’enogastronomia e al turismo.
«Dobbiamo avere la capacità di guardare a Marsala nella sua interezza», sostengono i consiglieri, indicando nel nuovo PUG lo strumento attraverso il quale trovare un equilibrio tra le diverse anime della città.
Una pianificazione che, nelle loro intenzioni, dovrebbe quindi evitare la contrapposizione tra centro e territorio rurale e stabilire con maggiore chiarezza quale ruolo dovranno avere le contrade, la costa, il centro storico e le aree agricole nello sviluppo futuro della città.
Anche la casa è una questione urbanistica
Tra i temi sollevati c’è anche quello dell’abitare. Marsala conserva ancora una forte dimensione familiare e intergenerazionale e, secondo i consiglieri, il nuovo strumento urbanistico dovrebbe tenere conto delle esigenze delle famiglie.
L’obiettivo non sarebbe quello di favorire una nuova espansione senza regole, ma di individuare soluzioni abitative ordinate e sostenibili, nel rispetto della tutela del territorio.
«Dobbiamo creare le condizioni affinché le nuove generazioni possano continuare a vivere e costruire il proprio futuro a Marsala».
Un tema che si lega direttamente anche alla capacità della città di contrastare lo spopolamento e trattenere quelle fasce di popolazione che potrebbero altrimenti cercare altrove opportunità di vita e di lavoro.
Turismo e agricoltura, due facce dello stesso territorio
Altro capitolo centrale è quello dello sviluppo economico. Marsala dispone di un patrimonio particolarmente diversificato: mare, archeologia, cultura, vino, saline, gastronomia e paesaggio rurale.
Per i consiglieri, però, le potenzialità da sole non sono sufficienti. Il PUG dovrebbe contribuire a trasformarle in occasioni concrete di investimento, occupazione e crescita, costruendo un sistema turistico integrato capace di mettere in relazione le diverse identità del territorio.
In questa prospettiva, anche l’agricoltura viene considerata una componente strategica della pianificazione. La campagna, sottolineano, non può essere interpretata esclusivamente come uno spazio nel quale stabilire divieti o autorizzazioni, ma come una parte essenziale dell’identità economica, paesaggistica e turistica di Marsala.
La sfida, dunque, sarebbe quella di garantire tutela e valorizzazione senza trasformare la pianificazione in un freno alle attività produttive.
La richiesta di regole certe
Un altro nodo riguarda la certezza delle regole. Imprese, professionisti e cittadini, sostengono Di Girolamo e Ferrantelli, hanno bisogno di sapere con chiarezza cosa sia possibile realizzare e a quali condizioni.
Un sistema urbanistico efficace, nella loro visione, dovrebbe garantire norme comprensibili e tempi ragionevoli, evitando che l’incertezza possa trasformarsi in un ostacolo agli investimenti.
Particolare attenzione viene chiesta anche per la fase di passaggio dall’attuale assetto al nuovo PUG. I procedimenti già avviati e gli investimenti in corso dovranno essere accompagnati, nel rispetto della normativa, per evitare il rischio di blocchi o di effetti traumatici durante la transizione.
Prima dell’adozione, un ultimo confronto con la città
È proprio sul metodo che arriva una delle richieste più nette dei due consiglieri: un ultimo confronto pubblico prima dell’adozione del PUG.
Non per mettere in discussione il lavoro tecnico già compiuto, precisano, ma per permettere alla città di conoscere e comprendere le scelte che potrebbero condizionare il territorio per molti anni.
Il confronto dovrebbe coinvolgere ordini professionali, associazioni di categoria, imprese, agricoltori, operatori turistici, associazioni culturali e ambientaliste, rappresentanti delle contrade e cittadini.
L’idea è quella di trasformare l’approvazione dello strumento urbanistico da un passaggio esclusivamente amministrativo a un momento di partecipazione e discussione sul futuro della città.
Una “Mappa della Marsala futura”
Tra le proposte avanzate c’è anche quella di affiancare alla presentazione del PUG una vera e propria «Mappa della Marsala futura».
Uno strumento semplice, destinato soprattutto ai cittadini, che renda immediatamente comprensibili le principali scelte urbanistiche: dalle aree di sviluppo e rigenerazione al sistema dei servizi, dalla mobilità alla viabilità, dal rapporto tra centro e contrade alla valorizzazione della costa, fino alle aree agricole, al sistema turistico, al patrimonio storico-culturale e alle infrastrutture.
L’obiettivo è rendere leggibile un documento che, per sua natura, rischia di rimanere confinato nel linguaggio tecnico degli addetti ai lavori.
«Una città può partecipare realmente alle proprie scelte soltanto quando viene messa nelle condizioni di capire quale futuro viene progettato», affermano i consiglieri.
Infine, la richiesta rivolta all’Amministrazione comunale: rendere pubblico lo stato di avanzamento del PUG, indicare il cronoprogramma dei prossimi passaggi e, soprattutto, chiarire quale sia la visione complessiva che si intende perseguire.
Per Di Girolamo e Ferrantelli, il nuovo Piano non dovrebbe limitarsi a sostituire uno strumento urbanistico ormai datato. Dovrebbe invece diventare la cornice dentro la quale costruire una Marsala capace di crescere senza perdere la propria identità.
«Il PUG non deve essere soltanto il superamento di uno strumento urbanistico ormai datato. Deve rappresentare una scelta di futuro».
Una prospettiva che i due consiglieri riassumono in una domanda destinata, inevitabilmente, ad aprire il confronto politico e cittadino: «Che Marsala vogliamo consegnare ai nostri figli?». È da questa domanda, secondo Di Girolamo e Ferrantelli, che dovrebbe partire la discussione sul nuovo Piano Urbanistico Generale.
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